battistero di Padova

Il Battistero di Padova ed il capolavoro d’arte di Giusto de’ Menabuoi

Per la categoria del blog dedicata ai monumenti e musei vi parlo in questo post del Battistero di Padova, un luogo che consiglio assolutamente da non perdere agli amanti dell’arte per via dello splendido ciclo pittorico che contiene realizzato da Giusto de’ Menabuoi. Ho inserito il Battistero del Duomo di Padova nell’itinerario su Padova, città dell’affresco e non poteva essere altrimenti come vi racconterò di seguito.

Il Battistero di Padova, dedicato a San Giovanni Battista, è un edificio di culto che ha origini nel XII secolo e fu inizialmente costruito a partire da altri edifici esistenti fino ad essere consacrato da Guido, il Patriarca di Grado nel 1281. Situato proprio di fianco alla Cattedrale di Padova, fu successivamente restaurato ed adattato negli anni ’70 del XIV secolo a mausoleo del principe Francesco il Vecchio da Carrara e della moglie Fina Buzzaccarini.

All’epoca della Signoria dei Carraresi l’attuale Piazza Duomo era la principale piazza della città perché su questa insistevano i due poteri: il potere della Chiesa con il Palazzo Vescovile e quello temporale della Signoria visto che la facciata della Reggia dei Carraresi sorgeva qui dove ora si trova il Palazzo del Monte di Pietà e l’Arco Vallaresso. L’antico orologio-astrario di Giovanni Dondi dell’Orologio era posto su una torre della Reggia dei Carraresi ma andò distrutto in un incendio. Fu solo sotto il dominio della Serenissima che Piazza Duomo divenne secondaria rispetto a Piazza dei Signori dove fu innalzata la torre e decorata nel 1428 con l’orologio astrario copia del precedente.

Concentriamoci dunque sul Trecento a Padova, epoca d’oro della Signoria dei Carraresi che consegnò a Padova un patrimonio artistico inestimabile ed infinito che contribuisce a dare valore alla definizione di Padova città d’arte.

Francesco I da Carrara detto appunto Francesco il Vecchio fu signore di Padova dal 1350 al 1388, periodo in cui fu coinvolto in diverse vicende belliche (leggi da wikipedia) e dopo la morte, avvenuta in una fortezza di Monza dove era rinchiuso, la sua salma fu trasferita in una grande sarcofago proprio all’interno del Battistero. Francesco il Vecchio fu anche un grande mecenate, amico di Francesco Petrarca portato a Padova dal padre Jacopo II a cui donò la tenuta di Arquà.

Gli affreschi di Giusto de’ Menabuoi nel Battistero di Padova

Come detto all’inizio, per tutte quelle persone intenzionate a visitare Padova, appassionati di turismo culturale, di passaggio o meno, ma anche per i padovani stessi il Battistero merita una visita soprattutto per il valore artistico degli affreschi di Giusto de’ Menabuoi, oltre che per la rilevanza legata alla storia della Signoria dei Carraresi.

Giusto de’ Menabuoi nacque a Firenze nel 1330 circa e trascorse la sua giovinezza in Toscana e, divenuto pittore, di formazione giottesca anche se questo non è documentato, iniziò ad operare in Lombardia prima di essere chiamato a Padova alla corte dei Carraresi, sostituendo di fatto il precedente pittore di corte, Guariento. Fu Fina Buzzaccarini, moglie di Francesco il Vecchio, a commissionargli i lavori al Battistero di Padova intenzionata a rendere questo luogo un mausoleo che fosse anche uno scrigno d’arte.

Quando si entra in quello che è un piccolo spazio si ha la sensazione di essere avvolti e circondati da un’ondata di colore e quando ci entro è uno di quei posti che mi fa sentire orgoglioso di essere padovano. D’altra parte parliamo di un capolavoro dell’arte del Trecento , dopo la Cappella degli Scrovegni affrescata di Giotto il più significativo degli affreschi del Trecento a Padova candidati a diventare patrimonio Unesco.

Giusto de’ Menabuoi impiegò 3 anni per completare l’opera. Tra il 1375 ed il 1378 fu realizzato l’intero ciclo pittorico dedicato ad episodi dell’Antico e Nuovo Testamento. Al centro sulla cupola, il Paradiso con il Cristo Pantocratore circondato da angeli disposti in cerchi concentrici e la Madonna accompagnata da una doppia schiera di angeli e da una tripla di Santi creando così un legame simbolico tra Cristo e l’umanità. Guardando in alto a questo Giudizio Universale ci si sente osservati e giudicati da moltissimi occhi! Nell’ultima schiera sono rappresentati 37 Santi venerati a Padova!

Nella pareti dietro l’altare maggiore la rara raffigurazione quasi completa dell’Apocalisse  con tutti i vari episodi raffigurati così come vengono descritti tranne che per un particolare: la bestia con sette teste che emerge dal mare ha su ogni capo delle tiare papali…il copricapo del Papa…questo è un mistero, guardate il video a fondo pagina per saperne di più! Nell’abside anche un bellissimo polittico a tempera sempre di Giusto de Menabuoi. Sono inoltre presenti episodi della vita di San Giovanni Battista a cui è dedicato il battistero.

Sulla parete di fronte all’abside c’era il sarcofago di Francesco il Vecchio che, come la sepultura monumentale di Fina Buzzaccarini, fu profanata e distrutta dai veneziani  quando conquistarono Padova nel 1405 coprendo del colore verde anche gli emblemi carraresi, anche se qualcuno se lo sono dimenticato o non l’hanno notato ed è ancora visibile. Il carro ed il cimiero furono cancellati al Battistero come negli altri luoghi simbolo del potere signorile padovano come la Reggia ed il Castello per condannare l'”odiata” Signoria Carrarese alla “Damnatio memoria”.

Al centro trova spazio una vasca battesimale del 1260. Il battistero del Duomo di Padova è ancora luogo dove si celebrano tutt’oggi i battesimi.

Il Battistero di Padova è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18. Il costo del biglietto di ingresso è di 3€, il ridotto a 2€ , mentre è gratuita l’entrata ai possessori della PadovaCard. Rientra nel complesso del Palazzo Vescovile dove ha sede anche il Museo Diocesano. Il biglietto Museo Diocesano + Battistero costa 7€, ridotto 5€.

Alberto Botton

http://about.me/abotton

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