Pontemanco borgo dei mulini Due Carrare Padova

Pontemanco, nella campagna padovana un minuscolo borgo medievale attivo per secoli grazie ai suoi mulini!

Oggi vi porto in provincia di Padova, ai piedi del versante orientale dei Colli Euganei, sul territorio del comune di Due Carrare in particolare alla scoperta di Pontemanco, una sua frazione, antico borgo medievale la cui attività ferveva attorno ai suoi mulini.

Due Carrare è un comune di poco più di 9000 abitanti nato solo nel 1995 dalla fusione dei comuni di Carrara San Giorgio e Carrara Santo Stefano e contrariamente alle apparenze parliamo di paesi significativi per la storia di Padova. Questi territori infatti erano noti nel medioevo come Carrara ed erano patria della potente famiglia “Da Carrara”, quei Carraresi divenuti signori della Padova del Trecento.

A Carrara San Giorgio se il castello dei Carraresi fu distrutto dal tiranno Ezzelino da Romano permangono comunque dei resti e dei segni della Gastaldia mentre Carrara Santo Stefano è chiamata tutt’oggi e chissà da quanto tempo “Bassia” per via dell’importanza dell’ antica Abbazia di Santo Stefano le cui prime testimonianze risalgono al XI secolo.

mappa storica Pontemanco Due Carrare Padova

Pontemanco, come Carrara San Giorgio, Carrara Santo Stefano e Cornegliana è un’altra frazione di Due Carrare, molto piccola ma interessante per le sua storia e le sue caratteristiche particolari. Per via della sua struttura urbanistica delicata e delle sue dimensioni ridotte è particolarmente indicato raggiungere Pontemanco tramite passeggiate a piedi o escursioni in bicicletta che comprendano tutto il territorio di Due Carrare per poter apprezzare in modo migliore l’atmosfera rilassata ed i ritmi lenti di questo borgo. Personalmente ci sono stato sia da solo ma anche partecipando ad una visita guidata organizzata da Vivi Due Carrare, l’associazione impegnata nel promuovere il patrimonio culturale di questo territorio antico, la Terra dei Carraresi.

Pontemanco, l’antico borgo dei mulini

Pontemanco, il cui nome deriva inizialmente dalla mancanza di un ponte, è un piccolo borgo di origine medievale che sorge su due nuclei abitativi lungo le sponde del canale Biancolino, uno intorno a villa Sperandio, l’altro nei pressi di Villa Pasquligo Grimani Fortini con quello che era il suo oratorio, ora non più privato, il bellissimo Oratorio della Santissima Annunciata.

Cuore ed icona principale che caratterizza Pontemanco è senz’altro il suo antico mulino le cui prime testimonianze scritte risalgono al 1338 (!) le cui ruote potevano girare con la forza adeguata grazie ad un salto di oltre tre metri del canale Biancolino e alla spinta delle sue acque.

Il Canale Biancolino nasce dal canale Battaglia all’altezza di Mezzavia si immette nel canale di Cagnola e Pontelongo. Siamo in un territorio di campagna attraversato da fiumi naturali ma anche molti canali artificiali realizzati come vie di trasporto delle merci e risultato di opere di bonifica iniziate dai Benedettini e portate avanti dai veneziani ma anche più antichi segni della suddivisione delle terre all’epoca dell’Antica Roma: la centuriazione.

Antiche fonti scritte testimoniano la presenza dell’attività molitorio a Pontemanco già nel 1338: si parla dei mulini di Pontemanco nel testamento di uno dei signori carraresi, Marsilio da Padova. Si tratterebbe de il più antico mulino del Nord Italia dichiarato di particolare interesse monumentale dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Caduta la Signoria Carrarese  nel 1405 per mano della Serenissima divenuta padrona di Padova, i beni della famiglia furono messi all’asta e ed aggiudicarsi i mulini di Pontemanco furono Barbon e Berardo Morosini assieme a Francesco Corner. Nel 1406 i mulini erano due, ciascuno con 4 ruote e case in muratura mentre in poco più di un secolo nel 1539  si arrivò a contarne ben 12! I mulini di Pontemanco resteranno in attività fino a metà anni ’50 quello sulla riva destra del Biancolino e fino al 1971 quello sulla riva sinistra.

Erano mulini importanti che necessitavano di attività indotte e quindi a Pontemanco le attività artigianali e commerciali erano molte e vivaci a testimonianza del fatto che l’economia di questo piccolo paese non si basava affatto sull’agricoltura, contrariamente a quanto si possa pensare in quest’area della provincia di Padova, ma su attività artigianali e di servizio generate dalla presenza delle poste molitorie e del trasporto delle granaglie prodotte nei mulini.

Negli anni ’50 gli abitanti erano 500 ed erano presenti a Pontemanco servizi sanitari dedicati agli abitanti del paese a dimostrare che il borgo era più vivo. Con la cessazione definitiva e totale dell’attività molitoria nel 1971 Pontemanco perdendo la sua identità storica ha iniziato un po’ a morire fino agli ultimi anni quando grazie ad imprenditori e cittadini amanti del loro paese coadiuvati dall’amministrazione ha iniziato un percorso per valorizzarsi come luogo di interesse turistico.

Cosa vedere a Pontemanco

  • Il Borgo stesso. Oggi quel borgo proto-industriale che era Pontemanco fino a qualche decennio fa si può solo immaginare guardando le vecchie case basse  e colorate che si affacciano sul Canale Biancolino. Erano le case in cui trovavano spazio i laboratori di carpentieri, fabbri, carrettieri, maniscalchi che vivevano nel borgo con le rispettive famiglie. In queste case vivevano anche barcari e cavallanti, che avevano il compito di trainare con cavalli e buoi pesanti imbarcazioni trascinandole dargli argini dei canali, professioni molto in voga (sembra un gioco di parole) all’epoca in cui i canali e le vie d’acque erano le principali autostrade lungo le quali viaggiavano merci e persone. Poco lontano da Due Carrare, a Battaglia Terme c’è il Museo della Navigazione Fluviale o museo dei barcari, bellissimo spazio che narra l'”epopea” di un’antica professione e delle persone che la praticavano.  Saranno stati gli scambi continui con i veneziani e la dominazione veneziana stessa anche su queste zone ma tutta l’area comprese tra queste case ed il canale viene chiamato ancora oggi “calle”.
  • Il Mulino di Pontemanco / Cafè Zhivago. L’antico mulino di Pontemanco, in seguito ad un bel restauro mirabile è oggi Cafè Zhivago, un gran bel locale dove gustare anche vini e prodotti del territorio e partecipare ai molti eventi culturali che qui vengono organizzati. L’intervento ha tutelato l’edificio nella sua muratura originaria in pietra e lascia intravedere sotto al pavimento trasparente i vari spazi dell’attività molitoria. La ruota stessa del mulino, funzionante è in fase di restauro. Vai alla pagina facebook del mulino/locale: https://www.facebook.com/cafezhivago/
  • Villa Grimani Fortini. Villa Grimani Fortini a Pontemanco, in precedenza Ca’ Pasqualigo, è la villa veneta che si può visitare a Pontemanco. Risalente al XVII secolo fu ampliata dalla famiglia di nobili veneziani Grimani che giunge a Pontemanco sul finire dello stesso secolo dopo aver ottenuto dalla Repubblica Serenissima la concessione dello sfruttamento delle acque. I Grimani ebbero il merito di potenziare l’attività molitoria sul Biancolino e di completare le casette in linea degli artigiani del borgo. Con l’ampliamento della villa furono realizzate anche edifici a schiera per i lavoratori ed una torretta con merlatura a base quadrata.
  • Oratorio della Santissima Annunciata. Alle dipendente di Villa Grimani Fortini c’era l’oratorio della Beata Vergine Maria Annunciata di cui abbiamo prova fin dal 1595 e che apparteneva in precedenza ai nobili veneti Pasqualigo. Il piccolo oratorio, oggi di proprietà della Diocesi, situato di fianco alla villa, è da vedere per la bellezza degli affreschi e la ricchezza della decorazioni in stile barocco al suo interno che faceva da contraltare alla semplicità dell’architettura, a pianta rettangolare. In particolare, di valore sono i due mezzi busti della Madonna e di Cristo, probabilmente della scuola di Juste Le Court se non dello stesso maestro. Era molto importante per Pontemanco perchè sebbene proprietà dei Grimani faceva le veci della chiesa parrocchiale di cui il piccolo borgo non disponeva.

Turismo rurale e sostenibile a Pontemanco. Alla scoperta del territorio tra campagna padovana e corsi d’acqua

Pontemanco, come vi sarete resi conto dalle foto e dalla descrizione, per quanto sia un borgo ricco di storia e per questo affascinante, è davvero minuscolo e raccolto in circa 200 metri. Tuttavia per gli amanti di un tipo di turismo lento, a contatto con la natura,  Pontemanco può essere un’interessante base di partenza per andare a scoprire il territorio circostante che offre davvero tanto a chi ama praticare un turismo sostenibile immergendosi nello stile di vita locale e scoprendo le produzioni enogastronomiche della zona ma anche le bellezze artistiche e le testimonianze storiche tra Colli Euganei, Saccisica e Bassa Padovana.

Lungo il Biancolino, ad esempio, c’è la Guest House “Il gatto nero” davvero bella e curata con un’ampia terrazza sul canale: potreste decidere di soggiornare li e decidere di giorno in giorno dove andare o pianificarlo prima.
Per gli amanti della bicicletta si può in pochi km raggiungere l’anello ciclabile che corre per 70 km attorno ai Colli Euganei (ho partecipato ad un blogtour che illustrava le caratteristiche dell’anello ciclabile dei Colli Euganei), in pochi km potete raggiungere lo splendido Castello del Catajo o percorrere strade immerse nel verde fino al Castello di Lispida o raggiungere con poco sforzo il meraviglioso borgo di Arqua Petrarca.

Le rive stesse del canale Biancolino sono percorribili a piedi o in bicicletta seguendo l’antico tracciato chiamato via del Sale e dello Zucchero, un tempo via fluviale percorsa dai cosiddetti “burci”, barche da trasporto che navigavano cariche di merce e materiali quali la trachite dei Colli Euganei, il sale di Chioggia e lo zucchero di Pontelongo, altro paese della campagna padovana, prodotto dalla barbabietola da zucchero. Il Biancolino infatti si immetterà più avanti nel canale Cagnola-Pontelongo che sfocerà in località Brondolo nel mare Adriatico.

Sempre in bicicletta si può raggiungere facilmente un altro antico borgo, questa volta rurale: il borgo rurale di Ca Murà (clicca sul link per leggere il post).

Poi per gli appassionati di enogastronomia c’è l’imbarazzo della scelta. Non mancano le aziende vitivinicole da andare a visitare in primis l’azienda Salvan, proprio di fronte al castello del Catajo e l’azienda La Mincana entrambe aderenti alla Strada del vino dei Colli Euganei. E poi la chicca di Due Carrare dove sorge una delle più grandi coltivazioni di bacche di goji d’Europa. Nel raggio di una quindicina di km al massimo si possono trovare interessanti produzioni: in primis la famosa gallina padovana di Polverara, la patata americana di Anguillara, l’asparago di Tribano, l’olio d’oliva dei Colli Euganei, la giuggiola di Arquà Petrarca con i suoi prodotti derivati ed il vino della zona, in particolare il vino friularo o vino Bagnoli-Friularo.

Sorpresi? Io si! Man mano che scrivo nuovi post ed approfondisco la storia del mio territorio rimango sconvolto da quanta ricchezza ci sia in Italia e anche in provincia di Padova quasi mai sotto ai riflettori. Fatemi sapere che ne pensate e se siete stati a vedere a Pontemanco! 😉

Alberto Botton

http://about.me/abotton

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