Galileo Galilei Padova città della scienza

Galileo Galilei, icona di Padova città della scienza

Padova è una città dalle molte anime e dalle molte identità tra le quali senz’altro quella che esprime il connubio, spesso conflittuale, tra città ed università ma che in molte occasioni, e per fortuna, si esprime e si è espressa con storie di successo relative al mondo della ricerca scientifica e della cultura. Con questo post vi parlo di un personaggio illustre quale è Galileo Galilei, icona della Padova, città della scienza e che dal 18 novembre 2017 al 18 marzo 2018 sarà protagonista di una grande evento culturale: la mostra Rivoluzione Galileo, organizzato dalla Fondazione Cariparo ed allestita presso il Palazzo del Monte di Pietà dedicata alle opere d’arte che, nel corso dei secoli, hanno testimoniato la grandezza ed il valore rivoluzionario delle scoperte dello scienziato umanista toscano.

Qualche anno fa, il 2009, proclamato dall’Onu Anno Internazionale dell’Astronomia, si è celebrato il quarto centenario dalle prime osservazioni astronomiche galileiane e Padova, presso la cui Università e Galileo Galilei insegnò per ben 18 anni (1592-1610) e che non poteva non ricordare questo rivoluzionario e fondamentale avvenimento, indicato come l’avvio della scienza moderna.

m.danesin69Su wikipedia potete trovare un’approfondita biografia di Galileo Galilei personaggio che oggi dà lustro all’Università di Padova e alla città tutta e che a questa ha consegnato una fondamentale eredità quale il riconoscimento ed il valore dell’attività di ricerca scientifica. Galilei insegnò matematica e fisica per ben 18 anni, come detto, ricordati dallo stesso scienziato stesso come i più belli. Le sue lezioni erano molto apprezzate per la semplicità e la chiarezza dell’esposizione  a tal punto che gli venivano tollerati ritardi ed assenze. All’interno della Sala dei Quaranta, al Palazzo del Bo, è conservata la cattedra (foto a destra di M. Danesin) dalla quale teneva le sue lezioni, un podio formato da assi di legno grezzo degradato dal passare del tempo. Una curiosità, il fatto che all’interno della prestigiosa Aula Magna sia conservata in un’urna la “vertebra di Galilei“! Una “L5”, in particolare…Fu trafugata nel 700 da Antonio Cocchi, docente di Anatomia quando fu riesumata la salma per essere poi trasferita nella Chiesa di Santa Croce a Firenze. Dall’ aspetto rugoso di questa vertebra lombare se ne intese che il nostro, probabilmente,  soffrisse di artrite. Il Palazzo del Bo con il suo cortile antico, la Sala dei Quaranta con la cattedra di Galileo, la splendida Aula Magna, l’antico Teatro Anatomico è aperto alle visite guidate.

Premio Galileo 2014-newsL’Università degli Studi di Padova gestisce anche nove Musei scientifici, fra cui il Museo di Storia della Fisica, ed è tra i membri fondatori del consorzio interuniversitario CINECA. La scienza, lo studio della matematica sono infatti oggi materie da valorizzare e da promuovere sempre più vista la loro importanza per il progresso della nostra società, per l’innovazione di cui tanto si parla e per l’applicazione di queste nello sviluppo di nuove idee imprenditoriali. Il Premio Letterario Galileo, giunto alla sua 10° edizione, promosso dal Comune di Padova premia infatti l’opera di divulgazione votata da una giuria scientifica e da una giuria popolare composta dagli studenti delle scuole superiori di secondo grado rappresentative 110 province italiane. Allo scienziato pisano è intitolata l’Accademia Galileiana di Scienze Lettere ed Arti, un tempo Accademia Patavina, erede della “Accademia dei Ricovrati”, costituitasi il 25 novembre 1599 e che ha sede presso il trecentesco palazzo dei Signori da Carrara, alla Loggia Carrarese. La Scuola Galileiana di Studi Superiori di oggi è stata istituita nel 2004 con la collaborazione e sul modello della Scuola Normale Superiore di Pisa.

galilei2Di Galileo Galilei è da sconfessare la leggenda metropolitana secondo la quale le sue famosi osservazioni con il cannocchiale venissero fatte dalla torre della Specola, ed è pure improbabile che venissero fatte da Porta Molino, più probabile venisse fatto da casa sua in quella che un tempo si chiamava via Vignoli, ora via Galileo Galilei,  inserita in quella che era un tempo nota come contrada Antenore. I luoghi “Galileiani” a Padova sono comunque diversi, tale da poter costruirci un itinerario turistico ma la casa è senz’altro un luogo importante. La casa, oggi appartenente alla famiglia Bressanin, era di notevoli dimensioni e comprendeva anche una cantina ed un pollaio. Le sue molte stanze permettevano a Galileo di “arrotondare” il suo stipendio da “precario” ospitando altre persone e studenti a tal punto che non si sposò mai nonostante i 3 figli che le diete la sua donna, Marina Gamba, che continuò a vivere a Venezia.

Se è vero che Galileo non compiva le sue osservazioni dalla Torre della Specola è anche vero che la visita al Museo dell’Osservatorio Astronomico alla Specola è da inserirsi in un itinerario galileiano a Padova così come la visita al Musme, Museo della Storia della Medicina, per scoprire come le scoperte di Galileo ebbero un’influenza positiva anche nel campo della medicina.

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Proveniente dall’Università di Pisa, appena giunto a Padova, Galileo andò a vivere a casa in via del Santo n. 127 a casa di Gianvincenzo Pinelli, l’amico umanista che lo ospitò per quasi dieci anni. E’ questa la prima casa in cui Galileo dimorò a Padova, dal 1592 al 1601. Nella biblioteca Pinelli Galileo preparò la sua prima lezione per l’Università di Padova.

Successivamente si trasferì poco distante, nella via che oggi porta il suo nome. All’epoca, la zona era piena di giardini ed orti e dall’orto di casa sua Galileo puntava il cannocchiale al cielo. E’ qui che scoprirà le lune di Giove! Ora questo orto è nascosto dietro ad un Palazzo che, se non fosse segnalato come la “Casa di Galileo”, probabilmente passerebbe inosservato. L’abitazione di fronte era in realtà la scuderia della sua residenza. Ovviamente nel corso dei secoli la casa ha subito molte modifiche (guardate il video) ma interessante il fatto che dal giardino di Galileo Galilei ci fosse una porticina (successivamente murata) che conduceva all’Odeo Cornaro, un complesso edificato da Alvise Cornaro nella prima metà del XVI secolo presso il quale si esibiva anche il famoso drammaturgo Ruzzante che divenne suo amico e di cui apprezzava e volle imparare la parlata in Pavano, la lingua dei contadini di allora.

Fu proprio con la scoperta della porta di collegamento con l’Odeo Cornaro che fu certificata che quella era la residenza di Galileo Galilei ed in quell’occasione, nel 1959 fu posta la targa sull’esterno del palazzo. Per approfondire esiste un sito internet ricco di informazioni e documenti: http://www.galileogalilei.padova.it/

Nei 18 anni padovani, Galilei ebbe modo di apprezzare, oltre agli spettacoli del Ruzzante anche i piaceri della tavola ed oltre ad essere un buon consumatore di vino, pare apprezzasse moltissimo il “bollito alla padovana”, un piatto già all’epoca conosciuto e che andava accompagnato con mostarde, salse e senape.

Vi saluto con il video dello spettacolo “Itis Galileo” di Marco Paolini:



Alberto Botton

http://about.me/abotton

 

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