Museo della Padova Ebraica

Museo della Padova ebraica

Buongiorno a tutti! Quest’oggi vi voglio parlare del Museo della Padova Ebraica che si trova in via delle Piazze, 26/a a due passi dalle piazze del centro storico, all’interno dell’edificio che ospitava l’antica sinagoga di rito tedesco, sorta nel 1682 come edificio per il culto Ashkenazita presente in città già dal XIV secolo. Edificio che, incendiato da un pogrom fascista nel 1943 venne restaurato nel 1998.

In giallo le vie che costituivano l'antico ghetto di Padova

In giallo le vie che costituivano l’antico ghetto di Padova

Il museo si trova quindi all’interno dell’area che delimitava l’antico ghetto ebraico della città, un’area angusta in cui la comunità ebraica fu costretta a vivere dal seicento fino all’arrivo di Napoleone che decretò l’abbattimento delle porte. Le porte del ghetto, custodite ciascuna da due persone, una di religione ebraica e l’altra cristiana, che impedivano agli ebrei di uscire dopo le due di notte  erano a nord all’imbocco di via delle Piazze vicino alla Chiesetta di San Canziano, a Sud, in via dell’Arco angolo via Marsala, ad est all’inizio di via S. Martino e Solferino da via Roma mentre ad ovest nella stessa via all’altezza dell’incrocio con via dei Fabbri, un’area di circa 8000 mq in cui vissero anche più di 800 persone contemporaneamente con una densità abitativa incredibile. Non a caso le abitazioni crebbero in altezza e le cosidette case-torri sono visibili in via dell’Arco. Oltre alla sinagoga di rito tedesco ashkenazita c’era anche quella di rito spagnolo sefardita alla quale si accedeva dalla Corte Lenguazza, ora privata ma un tempo era la piazza del ghetto, e quella di rito italiano, di via S. Martino e Solferino, l’unica sinagoga aperta ed utilizzata per celebrare i riti della comunità. All’interno dell’attuale Hotel Toscanelli, un tempo sede dell’accademia rabbinica, si può ancora vedere un caminetto con lo stemma della famiglia Salom.

l'antico cimitero di via Isidoro Wiel

l’antico cimitero di via Isidoro Wiel

I primi insediamenti ebraici risalgono al XII secolo ma la crescita e lo sviluppo della comunità padovana si ebbe nel Trecento grazie anche all’Università che, a differenza delle altre, accoglieva studenti di tutte le religiosi dimostrando così un’apertura e una tolleranza che spiegano il motto stesso dell’università “Universa Universis Patavina Libertas”. In epoca carrarese, la vocazione commerciale della città attrasse poi anche prestatori di denaro e venditori di oggetti di seconda mano.

Gli insediamenti ebraici originali erano in zona borgo Savonarola nei pressi del Ponte San Leonardo, lungo il fiume Bacchiglione (oggi tronco maestro) ed in questa zona ci sono i tre cimiteri più antichi su un totale di sette cimiteri, in via Wiel,il più antico, in via Campagnola, via Canal.

Sinagoga di Padova

La lapide in memoria delle vittime della Shoa sulla facciata della sinagoga di Padova in via S. Martino e Solferino

L’importanza culturale di Padova per l’ebraismo è data dal fatto che qui ebbero modo di incontrarsi e convivere diverse culture ebraiche, la tedesca ashkenazita si insediò nel quattrocento con l’arrivo di diversi esponenti da Treviso, quella spagnola sefardita in seguito ai decreti che in Spagna portarono alla confisca dei beni e all’espulsione e che in Italia, in particolare in Toscana e nella Repubblica di Venezia, trovarono una legislazione più tollerante ed accogliente. Nello stesso secolo, le rigidità dello Stato della Chiesa spinsero molti ebrei romani a raggiungere queste zone e a scegliere Padova come primo insediamento. Gli ebrei italiani vivevano nella zona vicina a Porta Altinate mentre “spagnoli” e “tedeschi” a sud della chiesetta di S. Canziano raggiunti dagli italiani con l’istituzione del ghetto.
Essendo loro interdetto alle corporazioni delle Arti e dei mestieri gli ebrei si dedicavano al prestito di denaro e alla “strazzeria”, il commercio dell’usato. All’interno del ghetto si arrivò a poter contare 63 botteghe.
L’epoca d’oro della Padova ebraica si ebbe agli anni inizi del Novecento e fino alle leggi razziali del 1938 quando molti degli esponenti della comunità ricoprivano posizioni di prestigio nella società e fino a ruoli di vertice della classe dirigente tra cui Giacomo Levi Civita, parlamentare e sindaco di Padova (1904-1910), Leone Romanin Jacur, politico e parlamentare,Leone Wollemberg, economista e deputato, Vittorio Polacco, giurista rettore universitario e senatore.

Oggi la comunità ebraica padovana è numericamente piccola ma decisamente viva e l’impresa dell’apertura di questo museo ne è dimostrazione.

Museo della Padova EbraicaIl Museo della Padova Ebraica è quindi un prezioso nuovo spazio della città a disposizione dei cittadini e dei turisti che qui, oltre ad una serie di oggetti unici e dal grande valore storico e culturale, troveranno soprattutto un omaggio alle personalità più eminenti, la vera ricchezza della comunità ebraica padovana nel corso dei secoli, per mezzo di una proiezione mappata sulla parete.

Museo della Padova ebraicaNel buio della sala, a rendere ancora più suggestiva l’atmosfera è infatti lo spettacolo multimediale di 50 minuti intitolato “Generazione va, generazione viene” (regia di Denis Brotto in collaborazione con l’Università di Padova) tramite la quale, vari attori recitano la parte dei personaggi più illustri dell’ebraismo mondiale che hanno avuto un legame con la nostra città tra cui Don Itzhak Abrabanel, esegeta, filoso, mistico nato a Lisbona ma sepolto a Padova (vi ricorda qualcuno?), Yehuda Mintz fondatore dell’accademia talmudica di Padova nel 1460 e molti altri.

Il risultato è un continuum di racconti da varie epoche che si possono ascoltare quasi contemporaneamente catapultando il visitatore in una dimensione quasi onirica in cui il passato si fonde al presente.

Museo della Padova Ebraica

L’ingresso al Museo

All’interno del Museo della Padova Ebraica, in via delle Piazze, 26/a, gestito da Coopculture c’è anche un piccolo Bookshop con i testi fondamentali per approfondire l’ebraismo e la sua storia ed alcuni oggetti di merchandising.

Un’occasione in più quindi per padovani e turisti di godersi l’atmosfera di questa bella zona del centro storico di Padova passeggiando tra stretti viottoli ed ammirando i suoi bei palazzi, gli edifici medievali, i negozietti e molti bar ed enoteche dove sorseggiare un buon bicchiere di vino accompagnato magari da qualche “spuncione”, piccole tartine o piattini di vari genere.

Il Museo della Padova Ebraica propone visite guidate alla Sinagoga e all’antico cimitero ebraico di via Wiel, oltre ad itinerari. Per info e prenotazioni: E-mail padovaebraica@coopculture.it

Per leggere di altri musei e monumenti padovani clicca qui!

Orari:

Estate (21 giugno-30 settembre): venerdì 10-18 ; domenica 10-18 (altri giorni e orari previa prenotazione e disponibilità)

Resto dell’anno (dal 1 ottobre al 31 maggio): giovedi 14-18; venerdì 9,30-13,30; domenica 10-18 (altri giorni e orari previa prenotazione e disponibilità)

Biglietto:

Intero: € 8,00 Ridotto: € 6,50 Scolaresche: € 4,50

E’ possibile prenotare visite guidate al museo, alla sinagoga e ai cimiteri ed attività didattiche e laboratoriale per le scuole scrivendo a padovaebraica@coopculture.it

Visitate il sito ufficiale della Padova ebraica: http://moked.it/padovaebraica/ e la pagina facebook del museo: https://www.facebook.com/JewisheritagePadua

Alberto Botton

http://about.me/abotton

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  • Sandra

    bellissimo articolo…. una mia carissima amica ha voluto approfondire con un corso intensivo di ebraico su Skype, con tutors madrelingua molto specializzati, ecco il link per chi fosse interessato…. https://preply.com/it/ebreo-su-skype ….

  • Alberto Botton

    Grazie, ok bene!