il fiume Bacchiglione a Padova, canale scaricatore

I padovani ed il fiume Bacchiglione: un nuovo legame nel segno dello sport e del tempo libero!

Ciao a tutti! L’altro giorno, all’indomani della bella serata trascorsa in navigazione sul Burchiello con Padova Navigli (leggi qui di cosa si tratta), ho visto le acque patavine da un’altra prospettiva. Ho deciso infatti di farmi un giro in bicicletta, molto blando e tranquillo visto che sono poco allenato, e dopo aver percorso le prime centinaia di metri nel raro verde della periferia padovana in cui abito mi sono trovato sull’argine del Bacchiglione all’altezza della Paltana. Una volta sulla passerella del Basso Isonzo all’altezza delle cavane della storica società sportiva della Rari Nantes ho pensato che scrivere un post dedicato al rapporto che hanno i padovani con il loro fiume potesse essere interessante.

Pedalando lungo il fiume Bacchiglione ho iniziato a guardarmi intorno e a scattare qualche foto. Un tempo, la vitalità di fiumi e canali era legata all’operosità di barcari, sia quelli che trascinavano chiatte con i cavalli dagli argini sia quelli che navigavano i fiumi interni della pianura su burci e barconi, generando un traffico molto intenso poiché fiumi e canali erano le vie commerciali lungo le quali veniva trasportata la merce di vario tipo. Oggi, invece, è evidente come l’uso del fiume e la frequentazione dell’ambiente circostante sia profondamente cambiato, anche se, pure io condivido l’opinione di coloro i quali ritengono un errore l’aver abbandonato il trasporto fluviale delle merci.

Nordic walking a PadovaIl Bacchiglione, anche prima di arrivare a lambire la città di Padova, ed altri corsi d’acqua come il Brenta piuttosto che i canali Battaglia ed il canale Scaricatore (realizzato nella seconda metà dell’800 per scongiurare le piene in centro storico) e gli altri canali (non solo la città di Padova era detta Città d’acque ma tutta la provincia lo è) sono ormai diventati delle palestre a cielo aperto presso le quali possiamo vedere canoisti della Canottieri Padova e della Rari Nantes, ciclisti ed appassionati di bicicletta che percorrono i vari itinerari ciclabili lungo le sponde dei fiumi, runners e nordic walkers che amano svolgere la loro attività sportiva in un contesto molto piacevole anche dal punto di vista ambientale.

In bici lungo l'anello fluviale di PadovaIn particolare il lungargine del Canale Scaricatore è diventato il luogo preferito dai padovani per svolgere quell’attività fisica importantissima per mantenersi in salute evitando di lasciarsi andare ad un stile di vita troppo sedentario. Si tratta di un percorso che nel corso degli ultimi anni è stato ben riqualificato con illuminazione adeguata per fruirlo anche di sera e percorso vita ed è frequentato da persone di tutte le età, da mamme con carrozzina, persone a passeggio con il proprio cane oltre agli sportivi già citati. Volgendo lo sguardo verso il rettilineo del Canale pare di stare a Cambridge visti i molti atleti di canottaggio che qui si allenano e ricordano come anche la nostra città goda di una grande tradizione per quanto riguardo lo sport della canoa e del canottaggio.

Mekong barIn 3 km circa dal Ponte del Bassanello e passati i ponti Quattro Martiri e Voltabarozzo si giunge ai “sostegni” di San Gregorio e Ca’ Nordio, due strutture idrauliche, due “chiuse” che fanno da bivio per le acque, verso Nord, nel canale S. Gregorio e verso est con il proseguimento del Bacchiglione. Qui in questa sorta di “piazza d’acque” negli ultimi anni è nata un’area molto apprezzata per il relax da molti padovani con una piccola spiaggetta attrezzata da docce e possibilità di noleggiare i lettini, o fare una lezione di yoga su cui prendere il sole o godersi l’atmosfera rilassata del chiosco “Mekong” presso il quale stare seduti ai tavolini del bar e farsi quattro chiacchiere per poi magari assistere a qualche evento musicale al tramonto.

Insomma fiumi e canali significano sport, tempo libero e anche turismo a Padova vista l’attività delle varie compagnie di navigazione che propongono escursioni in battello! In attesa che i anche i corsi d’acqua interni al centro storico vengano maggiormente valorizzati e, in alcuni casi, magari riaperti dei tratti tombinati. Perchè no? E voi che rapporto avete con le acque del territorio?

Alberto Botton

http://about.me/abotton

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