Basilica di Santa Giustina - Padova - Abbazia di Santa Giustina

Basilica di Santa Giustina di Padova. Arte e spiritualità in oltre 15 secoli di storia cristiana

Sulla grande piazza di Prato della Valle si affaccia l’imponente Basilica di Santa Giustina, tra le più grandi della Cristanità, importante luogo di culto cittadino dedicato alla giovane martire cristiana Santa Giustina che, assieme a San Prosdocimo, anche lui sepolto all’interno della Basilica, al più famoso Sant’Antonio, e a San Daniele, è una dei patroni di Padova.

Padova da secoli attrae milioni di pellegrini grazie alla Basilica di Sant’Antonio e al culto antoniano tuttavia può essere considerata un’importante destinazione di turismo religioso anche grazie a molti altri luoghi di culto, santi o luoghi di interesse per chi è devoto alla fede cattolica. Tra questi Santa Giustina per l’appunto con la sua Basilica che davvero architettonicamente spicca per la sua imponenza ma anche per la sua bellezza: saranno per questi motivi che molti turisti in arrivo a Padova per la prima volta, scesi poco distanti dal loro pulmann, la confondono con la Basilica del Santo. Nelle immediate vicinanze sorge l’Orto Botanico universitario più antico del mondo con la sua nuova e tecnologica estensione del Giardino della biodiversità: furono i monaci benedettini di Santa Giustina a vendere all’Università degli Studi di Padova il terreno su cui nel 1545 venne istituito l’Orto botanico.

…è fuor di dubbio che un enorme spazio coperto da una volta produce una sensazione stranissima. Un infinito rinchiuso è più confacente all’uomo che non lo stesso cielo stellato. Questo ci trasporta fuori del nostro io, quello ci raccoglie intimamente in noi stessi. Ed è per questo che mi indugio volentieri dentro la chiesa di Santa Giustina […]; la sua costruzione è grandiosa e semplice ad un tempo. Questa sera vi sono andato un’altra volta, mi sono seduto in un angolo e mi sono messo a riflettere tranquillamente, poiché io mi sentivo perfettamente solo. Nesssun uomo al mondo che nello stesso momento avesse pensato a me, mi avrebbe potuto trovare qui.”

(Wolfang Goethe, Padova, 27 settembre 1786)

Santa Giustina, giovane martire padovana

Santa Giustina di Giovanni Bellini - Museo Bagatti Valsecchi Milano

Santa Giustina di Giovanni Bellini – Museo Bagatti Valsecchi, Milano

Giustina, prima di diventare una Santa padovana, era una giovane ragazza nata da una famiglia distinta e visse tra la fine del III e gli inizi del IV secolo d.C. nel periodo delle persecuzioni cristiane di Massimiano. Pare sia stata battezzata dal vescovo Prosdocimo, il primo vescovo di Padova ed altro patrono della nostra città, le cui spoglie sono venerate nell’antico sacello di San Prosdocimo, poi inglobato nella Basilica di Santa Giustina. La fede di Giustina era così forte da preferire la morte alla conversione alla religione pagana pretesa dai soldati dell’esercito romano dell’Imperatore Massimiamo che pronunciò personalmente la sentenza di condanna mentre era di passaggio a Padova.. Fu pertanto condannata a morte il 7 ottobre 304 d.C. nei pressi di Pontecorvo  e sepolta nelle immediate vicinanze del Teatro Zairo, i cui resti si trovano sotto al Prato della Valle. L’area dove è stata poi realizzata la Basilica, al tempo di massimo splendore della Patavium romana, era adibita a sepolcreti dell’aristocrazia pagana e c’era un cimitero cristiano ed era lambita dall’antica strada consolare romana nota con il nome di via Annia che collegava Adria ad Aquileia, passando per Padova ed Altino.

Sulla tomba di Santa Giustina già nel VI secolo fu realizzato un primo santuario, poi ingrandito e nel XV divenne un importante monastero benedettino: nello stesso secolo i Benedettini fondarono la Congregazione di Santa Giustina. Il monastero fu soppresso da Napoleone nel 1810 e riaprì solo nel 1919 ospitando al suo interno la Biblioteca Statale del monumento nazionale di Santa Giustina.

Il culto a lei dedicato si sviluppò fin da subito e si diffuse in tutta Italia. Una valenza particolare assunse nel Cinquecento quando, proprio nel giorno della sua festa del 7 ottobre 1571 la Lega Santa fermò l’avanzata degli Ottomani sconfiggendoli nella famosa battaglia di Lepanto.

La Basilica di Santa Giustina. Dal Cristianesimo delle origini ai giorni nostri

Cenni storici

Quello su cui sorge la Basilica di Santa Giustina o Abbazia di Santa Giustina è quindi un sito cristiano antichissimo e di grande interesse per chi desidera fare del turismo religioso a Padova. Visitare la Basilica dopo essersi un po’ informati aiuta inoltre, secondo me, a ricercare e a cogliere la suggestione del Cristianesimo delle origini.

Nel XV secolo il monastero che, comunque già esisteva da secoli, divenne una delle più importanti abbazie della cristianità e questo fino alle soppressioni di Napoleone, 1500 anni dopo le persecuzioni che Giustina pagò con la propria vita. Come detto il monastero esisteva comunque già da prima e la prima basilica con l’Oratorio dedicato a San Prosdocimo fu realizzata poco dopo il 520 dC  ad opera del prefetto del pretorio Opilione, un patrizio ed era finemente decorata con marmi preziosi e mosaici.

Santa Giustina, San Prosdocimo ma non solo. Già nel VI secolo il culto di Santa Giustina era diffuso, per lo più nelle aree del litorale adriatico, e la basilica era meta di pellegrinaggi, basilica che custodiva e custodisce tutt’ora le spoglie e le reliquie di molti altri santi e vescovi.

Le prime notizie dei monaci benedettini neri a Santa Giustina risalgono al 971 quando il vescovo Gauslino vi ristabilì un monastero operante sotto la Regola di San Benedetto, celebre per il suo motto “Ora et labora”, ricco di terreni, chiese ed edifici religiosi a Padova ma anche nella campagna. Ho dedicato un post alla Corte Benedettina di Correzzola, nel territorio della Saccisica, e qui come in altre aree rurali del padovano i benedettini ebbero il ruolo ed il merito di avviare una fondamentale opera di bonifica di grandissime paludi e boscaglie trasformate in campagne molto fertili.

In questi anni furono riesumati i Corpi dei Santi che qui erano sepolti e che erano stati nascosti e custoditi dal popolo padovano durante l’epoca oscura delle invasioni barbariche. Nella giornata del 2 agosto 1052 furono riportate alla luce le salme di San Massimo Vescovi, S. Giuliano, S. Felicità Vergine e dei SS. Innocenti mentre il 26 dicembre 1075 fu la volta di San Daniele diacono e martire, uno dei patroni di Padova, nel 1174 quello di Santa Giustina e nel 1177 quello di San Luca Evangelista, il cui sarcofago è ben visibile all’interno della Basilica e che sorprende molti visitatori.

Nel 1177 un calamitoso terremoto che sconvolse tutto il Nord Italia provocò il crollo e la distruzione dell’antica Basilica fatta costruire da Opilione: rimase in piede solo il Sacello, il Sacello di San Prosdocimo che possiamo ammirare ancora oggi. Fu poi il Venerabile Ludovico Barbo a riportare al massimo splendore il Monastero attuando una riforma che sancì il successo in tutta Europa della Congregazione di Santa Giustina “De Unitate”. Iniziarono poi i lavori di ricostruzione del monastero e di una nuova basilica che durarono per secoli , in particolare dal momento che iniziarono i lavori della nuova basilica in età rinascimentale fino alla consacrazione solenne del 1606.

Il monastero di Santa Giustina ebbe un rapporto molto stretto con l’Università degli Studi di Padova che incentivò uno scambio di professori ed intensificò le relazioni con i più grandi studiosi d’Europa nell’ambito delle scienze sacre ma anche delle lettere, della diplomatica, delle scienze naturali, della matematica e della numismatica. Fu così che la Biblioteca che esisteva già dai tempi antichi si sviluppò e divenne ancora più importante, presso la quale nacque anche una scuola di copisti e miniaturisti con Jacopo Zocchi e Palla Strozzi ed in seguito a varie cessioni quali quelle delle biblioteche del Conte Scipione Boselli e del celebre Giovanni Poleni arrivò a custodire circa 80.000 volumi. Oggi la Biblioteca Statale di Santa Giustina, divenuta monumento nazionale , èi stituto periferico del Mibact.

E poi giunse Napoleone ed iniziò il declino e la dispersione di quel grande patrimonio culturale prodotto nel corso di secoli dai monaci…

Con la Repubblica Cisalpina del 1797, tutti i beni del Monastero furono messi sotto sequestro, i manoscritti ed i volumi più preziosi della Biblioteca furono spediti a Parigi così come gli arredi e le opere artistiche di pregio della Basilica e del Monastero. Nel 1806 ci fu la confisca dei beni mobili ed immobili quali i molti terreni bonificati e venduti ai privati, fu chiusa la Biblioteca che riaprì dopo solo un anno ma “orfana” dei libri più preziosi. Il Monastero fu acquisito dal demanio e depredato da ogni oggetto di valore tra cui cento pregevoli pitture della pinacoteca che passarono al Comune e oggi, in parte visibili ai Musei Civici agli Eremitani, tra queste anche il Polittico di San Luca di Andrea Mantegna che ha impreziosito la Cappella di San Luca fino al 1797 prima di essere requisito e destinato alla Pinacoteca di Brera dove giunse nel 1811. Il Monastero fu consegnato al governo italiano e divenne inizialmente ospizio per i soldati invalidi e poi ospedale militare fino a caserma e dormitorio.

L’Abbazia di Santa Giustina rinacque solo il 22 giugno 1917 grazie a Papa Benedetto XV che restituì all’abbazia i suoi antichi diritti e privilegi affidandone l’amministrazione all’Abate dell’Abbazia di Praglia fino al 1 novembre 1942 quando si costituì una nuova comunità monastica che, elesse il 22 gennaio 1943 il nuovo Abate, dopo 123 dalla soppressione napoleonica. Nel 1948 il demanio militare restituì a quello civile una parte dell’ex monastero che poté tornare così all’antica destinazione grazie al concorso di enti pubblici e di privati. Oggi,  in una parte dell’antico monastero permane la caserma militare del Comando Forse Operative Nord mentre il monastero di Santa Giustina svolge la propria attività e continua ad ospitare nella foresteria ospiti desiderosi di trascorrere qualche giorno per ritrovare la propria pace interiore, per turismo religioso.

L’architettura della Basilica di Santa Giustina

La Basilica con la sua stazza imponente si staglia in fondo al Prato della Valle per chi guarda verso sud-est. E’ la settima chiesa italiana per lunghezza dopo San Giovanni in Laterano e misura ben 118,5 m di lunghezza e 82 m di larghezza! Era la chiesa più grande della Repubblica della Serenissima!
Sulla sommità ci sono molte cupole sorrette da 26 pilastri, quella principale e più grande è alta ben 70 metri con una lanterna sovrastata dalla statua di Santa Giustina mentre le altre 4 cupole portano statue di San Prosdocimo, San Daniele, San Benedetto e del Beato Arnaldo.

All’interno, nonostante il luogo appaia come accogliente, la grandezza e la solennità dell’edificio si notano ancor di più. Sono 20 le cappelle dedicate a Santi e Beati, 10 per lato, ognuna con le sue pale, i suoi altari, le vetrate, la pavimentazione e le decorazioni.

Cosa vedere all’interno della Basilica di Santa Giustina

La Basilica di Santa Giustina è di grande interesse per gli amanti dell’arte sacra e per la testimonianza di fede e di spiritualità che questo luogo comunica, una storia di oltre 1000 anni di Cristianesimo.

  • Altare maggiore e la tomba di Santa Giustina. L’Altare maggiore, che racchiude il corpo di Santa Giustina è semplice quanto bello. Realizzato nel 1640 fu progettato da Giovanni Battista Nigetti. In alto ai due lati del Presbiterio due sculture di Giovanni Francesco De Surdis (1561) raffiguranti il patrizio Vitaliano sulla destra e sulla sinistra Opilione, colui che fece realizzare l’antica basilica del VI secolo.
  • Il Coro grande. Il “Coro maggiore” è davvero un’opera straordinaria realizzata da Riccardo Taurigny, artista di Rouen in Normandia, dal’ottobre 1558 al luglio 1566 con l’aiuto di dieci carpentieri e dell’artista Giovanni Manetti. Un coro con ben 88 stalli in legno di noce.
  • La pala d’altare di Paolo Veronese “Il Martirio di Santa Giustina” (1575). Si tratta della più grande pala d’altare del Veronese, la finissima cornice, tutta dorata, realizzata da Giovanni Manetti, aiuto di Taurigny, forse su disegno di Michele Sanmicheli.
  • Cappella e tomba di San Luca Evangelista. All’interno della Basilica di  Santa Giustina di Padova riposa anche San Luca, autore del Vangelo che da lui prende il nome e degli Atti degli Apostoli e per questo è festeggiato sia dalla Chiesa Cattolica che da quella Ortodossa. Il sarcofago di San Luca è un’opera preziosa di arte sacra realizzata nel 1313 ad opera dell’Abate Mussato. San Luca, originario di Antiochia di Siria, morto in tarda età fu inizialmente sepolto a Tebe e poi le sue spoeglie trasferite a Costantinopoli e successivamente traslate a Padova. Il cranio però si trova nella cattedrale di San Vito a Praga dopo la richiesta dell’imperatore Carlo IV di Lussemburgo, re di Boemia che lo reclamò nel 1354.
  • La Madonna Costantinopolitana. In alto, in fondo alla Cappella di San Luca e sopra al sarcofago si può vedere appesa al mura la copia cinquecentesca della “Madonna Costantinopolitana”, un bel dipinto coperto da una lastra di rame dorato e sbalzato che lascia vedere il volto della Madonna e del bambino. La cornice di bronzo così come i due angeli che la sorreggono sono opera di Amleto Sartori (1960), non mancano infatti nella Basilica infatti anche opera di Arte contemporanea.
    Si tratta della copia dell’icona della Madonna Constantinopolitana , portata a Padova  da Constantinopoli, custodita nel monastero della Basilica di Santa Giustina già dal XII secolo e oggetto di grande devozione popolare tra i padovani. Pare si tratti della più antica immagine mariana presente a Padova, in stile bizantino, e venerata dai padovani come la Salus Pueri Patavini. Il 23 maggio con una processione in Prato della Valle si festeggia ancora oggi la sua incoronazione.
  • Corridoio dei Martini e Sacello di San Prosdocimo. Questa è la parte più antica della Basilica di Santa Giustina e merita un capitolo a se stante.

Per maggiori dettagli ed informazioni visitate il sito ufficiale: http://www.abbaziasantagiustina.org/

Il corridoio dei martiri ed il Sacello di San Prosdocimo

Ed arriviamo alla parte più antica e, a mio avviso, più interessante della visita alla Basilica di Santa Giustina di Padova. Il corridoio dei martiri fu realizzato dai monaci benedettini nel 1564 sui resti della chiesa abbaziale di età medievale per collegare la Cappella o Sacello di San Prosdocimo alla Basilica attuale. Lungo questo corridoio apprezzerete bellissime decorazioni ed affreschi cinquecenteschi e noterete subito davanti a voi un bel pozzo a pianta ottagonale del 1565 sotto al quale c’era il precedente pozzo del XII secolo contenente le ossa dei Ss. Martiri dell’età di Diocleziano. A destra del pozzo, lungo la parete ua parte di pavimento in vetro trasparente mostra un lacerto del pavimento a mosaico della Basilica paleocristiana (V-VI secolo). Sulla pala di Pietro Damini sopra all’altare in fondo al corridoio è raffigurato l’episodio del ritrovamento del pozzo dei martiri da parte della Beata Giacoma che, inginocchiatasi, in quel punto provocò l’accensione di dodici candele.

Proseguendo, il corridoio svolta a sinistra dove noterete la vecchia cassa dove fu tumulato San Luca e targhe e lapidi risalenti alla vecchia basilica e, giunti davanti al Sacello di San Prosdocimo, Ai due lati del corridoio si notano le statue in terracotta dei Santi Pietro e Paolo di Francesco Segala. Oltrepassando la porta e giungendo davanti al Sacello di San Prodocimo si possono apprezzare alla pareti bellissime decorazioni a fresco di gusto manierista.

Il Sacello di San Prosdocimo è quello che rimane della Basilica realizzata dal patrizio Opilione nel VI secolo ed è una straordinaria testimonianza di luogo di culto di età paleocristiana. Qui riposa all’interno di un bellissimo sarcofagoSan Prosdocimo, uno dei patroni, fu il primo vescovo della chiesa padovana (III-IV secolo) e considerato tra i più importanti evangelizzatori delle Venezie. Fu San Prodocismo a convertire la giovane Giustina che, per non tradire la sua fede cristiana, andò incontro al martirio.
Per i dettagli architettonici ed artistici relativi al Sacello visitate questa pagina del sito ufficiale: http://www.abbaziasantagiustina.org/storia

Tornando indietro lungo il Corridoio dei Martiri, all’altezza del pozzo, c’è l’ingresso dello shop del monastero in cui potrete acquistare tutti i vari prodotti realizzati dai monaci del monastero!

Un post molto lungo questo ma come vedete la Basilica di Santa Giustina, per quanto venga spesso confusa dai turisti con la Basilica di Sant’Antonio e ci si arrivi quasi per caso, merita una visita per l’antichità della sua storia e della sua testimonianza di fede rappresentata in oltre 15 secoli di arte sacra.

Alberto Botton

http://about.me/abotton

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