La Basilica di Santa Giustina, spesso confusa con quella di Sant’Antonio, colpisce per la sua imponenza e per il profondo legame con le origini cristiane di Padova.
Affacciata su Prato della Valle, la Basilica di Santa Giustina è uno dei luoghi più sacri e affascinanti di Padova. Scrigno di arte, storia e spiritualità, custodisce le reliquie di numerosi santi tra cui San Luca Evangelista e San Prosdocimo, primo vescovo della città. Le sue architetture rinascimentali, i mosaici paleocristiani e il suggestivo Corridoio dei Martiri raccontano oltre mille anni di fede. Oggi l’abbazia benedettina accoglie i visitatori con visite guidate, una foresteria e uno shop monastico dove acquistare prodotti artigianali.
La Basilica di Santa Giustina è tra le più grandi della Cristianità e rappresenta un importante luogo di culto cittadino e monumento nazionale. E’ dedicata alla giovane martire cristiana Santa Giustina che, assieme a San Prosdocimo, anche lui sepolto all’interno della Basilica, al più famoso Sant’Antonio, e a San Daniele, è una dei patroni di Padova. Assieme alla più famosa Basilica di Sant’Antonio contribuisce dunque a fare di Padova un’importante destinazione di turismo religioso.
Dal punto di vista architettonico spicca per la sua imponenza, appena la si vede dall’esterno. Sarà per questo che molti turisti e pellegrini in arrivo a Padova per la prima volta, scesi poco distanti dai loro pulmann, la confondono con la Basilica del Santo.
Il famoso scrittore e letterato tedesco Johann Wolfgang Goethe visitò Padova durante il suo Gran tour in Italia. In particolare fu attratto dall’orto botanico universitario più antico del mondo. Da lui prende il nome la pianta più antica e famosa, la palma di Goethe per l’appunto. Furono i monaci benedettini di Santa Giustina a vendere all’Università degli Studi di Padova il terreno su cui nel 1545 venne istituito l’Orto Botanico di Padova.
Goethe visitò dunque anche la Basilica e così la descrisse:
“…è fuor di dubbio che un enorme spazio coperto da una volta produce una sensazione stranissima. Un infinito rinchiuso è più confacente all’uomo che non lo stesso cielo stellato. Questo ci trasporta fuori del nostro io, quello ci raccoglie intimamente in noi stessi.
Ed è per questo che mi indugio volentieri dentro la chiesa di Santa Giustina […]; la sua costruzione è grandiosa e semplice ad un tempo. Questa sera vi sono andato un’altra volta, mi sono seduto in un angolo e mi sono messo a riflettere tranquillamente, poiché io mi sentivo perfettamente solo.
Nesssun uomo al mondo che nello stesso momento avesse pensato a me, mi avrebbe potuto trovare qui.”
(Wolfang Goethe, Padova, 27 settembre 1786)
Indice dei contenuti
- Santa Giustina, giovane martire padovana
- Basilica di Santa Giustina. Cenni storici
- L’Abbazia benedettina di Santa Giustina oggi
- L'architettura della Basilica di Santa Giustina
- Cosa vedere all'interno della Basilica di Santa Giustina
- L’altare maggiore e la tomba di Santa Giustina
- Il Coro grande, capolavoro del Rinascimento
- La pala del Veronese “Il Martirio di Santa Giustina”
- La cappella di San Luca Evangelista a Padova
- La Madonna Costantinopolitana: la più antica icona mariana di Padova
- Il Corridoio dei Martiri e il Sacello di San Prosdocimo: le origini sacre della Basilica di Santa Giustina
- Visitare la Basilica di Santa Giustina: orari, visite guidate, foresteria e shop monastico
Santa Giustina, giovane martire padovana
Giustina nacque a Padova tra la fine del III e l’inizio del IV secolo d.C. da una famiglia nobile.
Secondo la tradizione fu battezzata da San Prosdocimo, primo vescovo della città. La sua fede cristiana, vissuta in un’epoca di persecuzioni sotto l’imperatore Massimiano, fu davvero incrollabile. Una fede così salda quella di Giustina da spingerla a preferire la morte piuttosto che rinnegare il Vangelo.
Condannata a morte nel 304 d.C., subì il martirio nei pressi dell’attuale Pontecorvo.
Fu sepolta poco lontano, in un’area che all’epoca della Padova romana, Patavium, era destinata a sepolcreti aristocratici e cimiteri cristiani. La necropoli era lambita dall’antica via Annia che collegava Adria ad Aquileia passando per Altino e Padova. Sulla sua tomba sorse già nel VI secolo un primo santuario, segno di un culto profondo e immediato, che nei secoli successivi si diffuse in tutta Italia.
Nel corso del tempo Santa Giustina divenne una delle principali patrone di Padova, insieme a Sant’Antonio, San Prosdocimo e San Daniele. La sua memoria è celebrata il 7 ottobre, giorno in cui la Chiesa ricorda anche la vittoria di Lepanto del 1571. Questo evento è considerato dai Padovani un segno della sua protezione.
Basilica di Santa Giustina. Cenni storici
Quello su cui sorge la Basilica di Santa Giustina o Abbazia di Santa Giustina è quindi un sito cristiano antichissimo e di grande interesse per chi desidera fare del turismo religioso a Padova. Visitare la Basilica dopo essersi un po’ informati aiuta inoltre, secondo me, a ricercare e a cogliere la suggestione del Cristianesimo delle origini.
Dal Cristianesimo delle origini al medioevo
Quello su cui oggi sorge la Basilica e Abbazia di Santa Giustina è uno dei siti cristiani più antichi e suggestivi di Padova, legato al culto delle origini e alla figura della giovane martire padovana. Visitare la Basilica con qualche conoscenza storica permette di cogliere la profondità spirituale di questo luogo, dove la fede si intreccia con la storia della città.
La prima basilica fu costruita poco dopo il 520 d.C. dal patrizio Opilione, prefetto del pretorio, che volle onorare la tomba di Santa Giustina e realizzò anche un oratorio dedicato a San Prosdocimo. L’edificio, finemente decorato con marmi e mosaici, divenne presto meta di pellegrinaggi e centro di culto di numerosi santi e vescovi.
Nel 971 il vescovo Gauslino vi ristabilì un monastero benedettino, che operava secondo la Regola di San Benedetto — “Ora et labora” — e che nel tempo acquisì grande prestigio, gestendo chiese e terreni in città e nella campagna padovana. Qui come in altre aree rurali del padovano i benedettini ebbero il ruolo ed il merito di avviare una fondamentale opera di bonifica di grandissime paludi e boscaglie trasformate in campagne molto fertili.
Nel corso dell’XI secolo vennero ritrovate e venerate le reliquie di numerosi santi, tra cui San Daniele, San Massimo e la stessa Santa Giustina. La tomba di Santa Giustina continuò a essere meta di devozione popolare. Un violento terremoto nel 1177 distrusse l’antica basilica voluta da Opilione, risparmiando solo il Sacello di San Prosdocimo. Si tratta di un luogo davvero suggestivo ed è ancora oggi visitabile: è considerato una delle testimonianze paleocristiane più preziose di Padova.
Dal Rinascimento alla rinascita contemporanea
Nel XV secolo, sotto la guida del venerabile Ludovico Barbo, il monastero di Santa Giustina conobbe una nuova stagione di splendore. La riforma da lui promossa diede vita alla Congregazione benedettina “de unitate”, che si diffuse in tutta Europa e fece di Padova uno dei centri monastici più influenti della cristianità. I monaci benedettini ebbero infatti un ruolo fondamentale nella bonifica delle paludi e nella trasformazione del territorio in fertili campagne, come avvenne nella zona della Saccisica e nella Corte Benedettina di Correzzola già nel XV secolo.
In questi secoli iniziarono anche i lavori della nuova basilica, in stile rinascimentale, che si protrassero a lungo fino alla consacrazione solenne del 1606.
Il monastero mantenne per secoli un rapporto stretto con l’Università degli Studi di Padova. Qui vi si formarono studiosi, copisti e miniaturisti, e la sua biblioteca — arricchita da donazioni e acquisizioni — divenne una delle più importanti d’Italia, arrivando a custodire oltre 80.000 volumi. Qui si studiavano non solo le scienze sacre, ma anche le lettere, la matematica e la numismatica, a testimonianza del legame tra fede, cultura e sapere.
Con l’arrivo di Napoleone iniziò però un lungo periodo di decadenza. Nel 1797 i beni del monastero furono confiscati, le opere d’arte e i manoscritti più preziosi inviati a Parigi o trasferiti ai Musei Civici e alla Pinacoteca di Brera. La basilica perse molti tesori, tra cui il Polittico di San Luca di Andrea Mantegna. L’edificio monastico, divenuto proprietà del demanio, assunse la nuova funzione di ospizio militare, ospedale e caserma.
La rinascita dell’Abbazia avvenne solo nel XX secolo. Il 22 giugno 1917 Papa Benedetto XV ne ristabilì i diritti e affidò la gestione all’Abate dell’Abbazia di Praglia, ai piedi del versante settentrionale dei Colli Euganei. Una nuova comunità monastica si costituì nel 1942, riportando Santa Giustina alla sua antica funzione di centro spirituale e culturale.
Oggi l’Abbazia continua a vivere accanto al comando militare che ancora occupa parte dell’antico complesso, accogliendo nella foresteria chi desidera trascorrere alcuni giorni di silenzio e raccoglimento. Un luogo dove la storia millenaria di Padova si intreccia con la pace e la bellezza della fede.
La Biblioteca Statale di Santa Giustina continua oggi a mantenere un importante ruolo culturale. Divenuta monumento nazionale è istituto periferico del Mibact.
L’Abbazia benedettina di Santa Giustina oggi
Oggi l’Abbazia di Santa Giustina è un luogo dove storia, spiritualità e cultura continuano a convivere in perfetta armonia. Il monastero è abitato da una comunità di monaci benedettini che custodisce la tradizione dell’“Ora et labora”.
La basilica, maestosa e luminosa, è uno dei principali luoghi di culto di Padova e una meta privilegiata per chi pratica turismo religioso. Al suo interno si trovano capolavori d’arte e numerose reliquie di santi, tra cui quelle di Santa Giustina, San Luca evangelista e San Prosdocimo. Il Sacello di San Prosdocimo, rimasto intatto dopo il terremoto del 1177, rappresenta un prezioso scrigno di fede e di arte paleocristiana.
L’architettura della Basilica di Santa Giustina
La Basilica con la sua stazza imponente si staglia in fondo al Prato della Valle per chi guarda verso sud-est. E’ la settima chiesa italiana per lunghezza dopo San Giovanni in Laterano e misura ben 118,5 m di lunghezza e 82 m di larghezza! Era la chiesa più grande della Repubblica della Serenissima!
Sulla sommità ci sono molte cupole sorrette da 26 pilastri: quella principale e più grande è alta ben 70 metri! Sulla sommità di questa cupola una lanterna sovrastata dalla statua di Santa Giustina. Le altre 4 cupole portano accolgono invece statue di San Prosdocimo, San Daniele, San Benedetto e del Beato Arnaldo.
All’interno, nonostante il luogo appaia come accogliente, la grandezza e la solennità dell’edificio si notano ancor di più. Sono 20 le cappelle dedicate a Santi e Beati, 10 per lato, ognuna con le sue pale, i suoi altari, le vetrate, la pavimentazione e le decorazioni.
Cosa vedere all’interno della Basilica di Santa Giustina

La Basilica di Santa Giustina è una delle chiese più maestose di Padova: rappresenta una tappa imperdibile per chi ama l’arte sacra. All’interno, la solennità degli spazi e la luce che filtra dalle cupole raccontano oltre mille anni di fede, storia e spiritualità benedettina. Un luogo molto interessante dunque per chi viaggia da turista religioso o turista della spiritualità.
L’altare maggiore e la tomba di Santa Giustina
Il cuore della Basilica è l’altare maggiore, che custodisce il corpo della giovane martire padovana. Realizzato nel 1640 su progetto di Giovanni Battista Nigetti, si distingue per la sua elegante semplicità. Ai lati del presbiterio due statue seicentesche di Giovanni Francesco De Surdis raffigurano il patrizio Vitaliano e Opilione, il nobile che fece costruire la prima basilica del VI secolo.
Il Coro grande, capolavoro del Rinascimento
Tra le opere più affascinanti dell’interno spicca il Coro maggiore, realizzato tra il 1558 e il 1566 dal maestro normanno Riccardo Taurigny con l’aiuto di Giovanni Manetti. Gli 88 stalli in legno di noce, finemente scolpiti, creano uno degli esempi più raffinati di arte lignea rinascimentale in Veneto.
La pala del Veronese “Il Martirio di Santa Giustina”
La pala d’altare del Veronese, realizzata nel 1575, è la più grande mai dipinta dall’artista. Il Martirio di Santa Giustina illumina la navata con i suoi colori vibranti e la teatralità tipica del pittore veneto. La cornice dorata, attribuita a Giovanni Manetti e forse disegnata da Michele Sanmicheli, valorizza la scena e ne accentua la monumentalità.
La cappella di San Luca Evangelista a Padova
All’interno della Basilica si trova anche la tomba di San Luca Evangelista, autore del Vangelo e degli Atti degli Apostoli. L’Abate Mussato volle per lui un sarcofago speciale, un prezioso esempio di arte sacra del 1313. Le reliquie di San Luca giunsero a Padova dopo un lungo viaggio partito da Tebe prima e Costantinopoli poi. Il cranio del santo, invece, giace nella Cattedrale di San Vito a Praga dal 1354 per volere dell’imperatore Carlo IV di Lussemburgo.
La Madonna Costantinopolitana: la più antica icona mariana di Padova
Sopra il sarcofago di San Luca si ammira la Madonna Costantinopolitana, una copia cinquecentesca dell’icona bizantina giunta a Padova da Costantinopoli nel XII secolo. Il dipinto, protetto da una lastra di rame dorato che lascia visibili i volti della Vergine e del Bambino, è inserito in una cornice bronzea. Questa è decorata da due angeli realizzata da Amleto Sartori nel 1960. Considerata la più antica immagine mariana di Padova, è venerata come Salus Pueri Patavini. Ogni 23 maggio viene celebrata con una suggestiva processione in Prato della Valle.
Il Corridoio dei Martiri e il Sacello di San Prosdocimo: le origini sacre della Basilica di Santa Giustina

Ed eccoci alla parte più antica e, forse, più suggestiva della visita alla Basilica di Santa Giustina di Padova. Il Corridoio dei Martiri fu realizzato dai monaci benedettini nel 1564 sui resti dell’antica chiesa abbaziale medievale per collegare la Cappella di San Prosdocimo alla nuova basilica rinascimentale. È uno spazio ricco di silenzio e spiritualità, dove la storia si intreccia con la fede più profonda.
Lungo il corridoio si possono ammirare affreschi e decorazioni cinquecentesche di grande eleganza. Al centro si trova un pozzo ottagonale del 1565, costruito sopra un pozzo più antico del XII secolo che custodiva le ossa dei Santi Martiri dell’età di Diocleziano. Davanti al pozzo, un tratto di pavimento in vetro trasparente permette di osservare un lacerto del mosaico pavimentale della Basilica paleocristiana (V-VI secolo), offrendo uno sguardo diretto sul passato più remoto del luogo.
Sull’altare in fondo al corridoio, la pala di Pietro Damini raffigura l’episodio del ritrovamento del pozzo dei martiri da parte della Beata Giacoma, che inginocchiandosi in quel punto vide accendersi miracolosamente dodici candele.
Proseguendo, il corridoio piega a sinistra: qui si possono notare la vecchia cassa che conteneva il corpo di San Luca Evangelista e diverse lapidi e iscrizioni provenienti dalla basilica antica. Ai lati della galleria, le statue in terracotta dei Santi Pietro e Paolo, opere di Francesco Segala, accompagnano idealmente il visitatore verso il Sacello di San Prosdocimo.
Questo piccolo ambiente è ciò che resta della basilica costruita nel VI secolo dal patrizio Opilione, ed è una delle più preziose testimonianze di architettura paleocristiana in Veneto. All’interno riposa San Prosdocimo, primo vescovo di Padova (III-IV secolo) e considerato tra i principali evangelizzatori delle Venezie. Fu proprio San Prosdocimo a convertire la giovane Giustina, che pochi anni dopo affrontò il martirio per la sua fede.
Le pareti del sacello sono impreziosite da decorazioni manieriste e motivi geometrici, che creano un’atmosfera di profonda quiete e devozione.
Per approfondire gli aspetti artistici e architettonici, puoi visitare la pagina ufficiale dell’Abbazia: www.abbaziasantagiustina.org
Visitare la Basilica di Santa Giustina: orari, visite guidate, foresteria e shop monastico
Visitare la Basilica di Santa Giustina di Padova significa vivere un’esperienza che unisce arte, storia e spiritualità. L’ingresso alla basilica è gratuito e il complesso monastico è aperto tutto l’anno.
All’interno, oltre ai tesori artistici e alle reliquie custodite, è possibile partecipare a visite guidate all’Abbazia di Santa Giustina organizzate dai monaci benedettini o da guide autorizzate, ideali per approfondire la conoscenza della basilica e del suo millenario patrimonio di fede.
Per chi desidera un’esperienza più raccolta, la foresteria benedettina di Santa Giustina offre ospitalità a singoli e gruppi in un contesto di silenzio e contemplazione, nel cuore di uno dei luoghi più sacri di Padova. È una soluzione perfetta anche per ritiri spirituali, incontri di formazione o semplicemente per un soggiorno di pace e riflessione.
All’uscita, non dimenticare di visitare lo shop del monastero di Santa Giustina, situato vicino al Corridoio dei Martiri. Qui puoi acquistare prodotti realizzati dai monaci, come liquori alle erbe, tisane, miele, marmellate e cosmetici naturali, frutto della tradizione benedettina e del lavoro artigianale del monastero. Un ricordo autentico e sostenibile da portare con sé dopo la visita.
Per informazioni aggiornate su orari, visite e ospitalità, puoi consultare il sito ufficiale:
www.abbaziasantagiustina.org
Buona visita!
Alberto Botton


Innamorato di Padova , affascinato dalla spiritualità delle sue Basiliche.