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L’antica Chiesa di San Michele a Pozzoveggiani. Arte e spiritualità dal Medioevo

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Chiesa di San Michele a Pozzoveggiani

A 5 km dal centro città di Padova sorge un antico luogo di culto che con il suo fascino richiama suggestioni antiche: è la Chiesa di San Michele Arcangelo a Pozzoveggiani, nella zona di Salboro, ridotta nel tempo ad Oratorio


Con questo post usciamo dal centro storico di Padova per andare in periferia, nel rione di Salboro, nella località “Pozzoveggiani” sulla strada verso Bovolenta ed il sud est della provincia per visitare un piccolo, dal punto di vista dimensionale, ma interessante luogo di culto, la Chiesa di San Michele Arcangelo a Pozzoveggiani, una tra le più antiche della provincia.

Per via dei rimaneggiamenti strutturali questa piccola chiesetta è divenuta oratorio di San Michele ma l’interesse storico per questo luogo sono certo attirerà l’attenzione non solo delle persone di fede ed appassionate di turismo religioso. Sebbene oggi la Chiesa di San Michele si trova in un luogo di periferia rurale piuttosto anonimo tra campi, case moderne degli anni ’60 e ’70, (costruire nel periodo del boom economico del nostro paese,e che, sul piano urbanistico, si sono inserire in campagne e spazi verdi che tali erano da secoli) con un po’ di immaginazione visitare questo luogo vi farà fare un bel viaggio nel tempo

Pozzoveggiani a Salboro. Quanta storia si può immaginare all’Oratorio di San Michele Arcangelo!

Pensate a quante tracce di storia possiate trovare in quello che oggi è un normale quartiere periferico e residenziale. Il nome della frazione di Pozzoveggiani, chiamata nell’antichità “Publicianum”, deriva da “Puteus Vitaliani”: “puteus” che richiama forse la prenza del pozzo che si trovava e si nota sul prato a sud della chiesa, e “Vitaliani” dal nome del prefetto dell’antica Padova romana, Patavium. Costui, personalità importante, proprietario terriero, Vitaliano, uno dei primi convertiti al Cristianesimo, pare fosse il padre di Giustina, la giovine martire che oggi i devoti conoscono come Santa Giustina, una dei santi patroni della città.

C’è chi ipotizza, infatti, che questa chiesetta ospitasse inizialmente la tomba di Giustina, poiché, era in questa zona, all’esterno della città romana e pagana, che i cristiani si radunavano e professavano la loro fede. Ci troviamo lungo quella che era la via Annia, la strada romana che collegava Adria ad Aquileia, passando per Patavium ed Altinum, ai limiti della laguna veneta.

Immaginare questa chiesetta campestre nell’antichità, in mezzo alla natura di un territorio ancora selvaggio, in parte paludoso, prima delle bonifiche, affiorare tra le nebbie allo sguardo di viandanti e popolani mi fa pensare ad una scena da film…Questa zona fu occupata dai longobardi ed è probabile che la pietra utilizzata per la costruzione di tale chiesa provenga da edifici distrutti da eventi naturali o dalle scorribande dei barbari.

L’oratorio di Santa Michele, così come altri del genere, erano luoghi di culto popolare sorti, per lo più su resti di edicole pagane pre-esistenti, testimonianza di come il Cristianesimo si sia fatto breccia pian piano, anche sostituendo, integrando i propri riti con quelli già esistenti e che spiegano come oggi alcuni Santi e alcune festività cristiane hanno diversi punto di contatto con gli antichi riti pagani, a volte paleo-veneti. Questi luoghi di culto erano per lo più legate alle prime comunità agricole o sorgevano in luoghi associati a qualche leggenda, tra radure e boschi e Salboro, contiene nel proprio toponimo, proprio un riferimento al bosco. Non so voi ma trovo tutto questo molto affascinante!

Storia della Chiesa di San Michele

La Chiesa di San Michele Arcangelo a Pozzoveggiani fu realizzata nel XII secolo a partire da un preesistente luogo di culto del VI-VII secolo, una cella memoriale cubica dall’aspetto misterioso visto che, contrariamente alle consuetudini l’abside era sul lato ovest. Il cantiere rovesciò l’orientamento per far sì che abside ed altare fossero costruiti sul lato est dell’edificio, aggiungendo anche due navate laterali e tre absidi semicircolari.

Oggi appare nel suo aspetto semplice, sobrio di nuda pietra che emerge da un piccolo spazio verde circostante. Fu costruita con un’architettura basilicale a tre navate e richiama per struttura, così come per gli affreschi interni e tecniche costruttive, all’influenza della cultura carolingia sulla cultura locale, fortemente connotata dalla presenza bizantina. Non mancano i riferimenti che rimandano alla Basilica di Aquileia dell’XI secolo, e al Cantiere di San Marco, un po’ come già detto per la Chiesa di Santa Sofia a Padova, a differenza dell’oratorio di San Michele, abbondantemente studiata dagli storici. Una delle similitudini è infatti l’uso della struttura a spina di pesce per la costruzione delle mura.

Tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo questa chiesetta campestre assunse l’aspetto di oratorio con lo smantellamento delle due navate. In particolare sul lato sud della chiesa sono infatti ben visibili i segni delle colonne e degli archi dell’antica navata.

Gli interni con gli splendidi affreschi romanici ed una nota di mistero

Entrati all’interno non si può non rimanere affascinati dalla Chiesa/Oratorio di San Michele di Pozzoveggiani! La nuda pietra, la semplicità, la sobrietà ci consegnano un’atmosfera che sa di antico mentre gli affreschi rappresentano una preziosa testimonianza artistica che difficilmente ci si immaginerebbe in una questa chiesetta campestre di periferia.
Lo stile bizantino con una notevole influenza carolingia è evidente così come la costruzione dei muri con una distribuzione dei mattoni a spina di pesce, tecnica costruttiva avanzata per l’epoca.

Sul lato meridionale fanno bella mostra di sé due formelle in terracotta con figure geometriche ed antropomorfe ma risaltano subito all’occhio i bellissimi affreschi romanici del X-XIII secolo che ricoprono quello che era l’edificio antico preesistente, la cella memoriale, e l’abside.

Gli affreschi più antichi sono quelli posti nelle arcate ma senz’altro più spettacolare è il catino absidale. Qui si ammira un Cristo Pantocratore e i quattro evangelisti e si nota inoltre la figura di un pellicano, simbolo del Cristo, che con il proprio sangue da nutrimento ai propri piccoli.

Il mistero degli affreschi raffiguranti figure antropomorfe e cavalieri in duello

Nella parte in basso dell’abside, proprio dietro all’altare c’è l’aspetto misterioso ed inaspettato, una fascia affrescata di muro dipinta con figure che non ci si aspetterebbe di trovare in una chiesa vale a dire dei cavalieri in armatura che si sfidano a duello.
Non si tratta di cavalieri templari o che abbiano a che fare con Guerre Sante ma cavalieri in armatura con scudo e lance attorniati da animali come un leone, una figura mezzo uomo, mezzo uccello con un arco teso nell’atto di scoccare una freccia verso un pavone, vari uccelli tra cui una civetta.

Oltre ai cavalieri ci sono infatti anche figure zoomorfe ed antropomorfe. Naturalmente queste immagini, senza riferimenti storici, sono difficilmente spiegabili. La civetta così come il gufo, raramente si trovano raffigurati all’interno di luoghi di culto cristiani poiché rappresentano un simbolo pagano vicino alla Dea Atena, dea che richiama la saggezza e le antiche conoscenze.

Tra le ipotesi c’è quella che si tratti di un “gioco di penna”, una sorta di prova degli strumenti fatta dall’artista prima di ricoprire il muro con immagini sacre.

Altra ipotesi, decisamente più evocativa ed interessante è quella di un omaggio alla figura di un cavaliere che si sarebbe distinto per la sua vocazione nell’aiutare la gente. Contadini e popolani di queste zone, come altrove nel Medioevo, potevano trovarsi in balia di incursioni di conquistatori nemici o di bande di banditi. Secondo questa ipotesi, nella Chiesa di San Michele questo cavaliere potrebbe essere celebrato come eroe sacro.
Del resto, armi ed armature nel Medioevo erano costose e non alla portata di contadini e popolani i quali vedevano senz’altro come un “salvatore” un uomo d’armi che dava loro protezione. L’affresco potrebbe essere un tributo per l’impegno e l’onore dimostrato da questo cavaliere misterioso nel proteggere gli indifesi.

Visite e matrimoni nell’Oratorio di San Michele a Pozzoveggiani

Generalmente la Chiesa di San Michele Arcangelo è sempre aperta ai visitatori nei mesi estivi e con la bella stagione mentre nei mesi invernali si chiede di contattare i custodi, sempre molto disponibili.
Questa deliziosa chiesetta in pietra è oggi scelta anche per celebrare matrimoni ed anniversari ed è disponibile sia per i parrocchiani di Salboro, sia per chiunque altro. La chiesa, dotata di un piccolo parcheggio, viste le sue dimensioni contenute si presta per cerimonie intime, raccolte, con un numero contenuto di persone.

Per informazioni e contatti contattare:

  • Parrocchia di Salboro:
    via Salboro 4B
    Tel. 049.8010183
  • Custodi dell’Oratorio:
    sig. Carron Luigi – tel. 338.1385742
    sig.ra Tirrello Nicoletta – tel. 349.1635669

Di fianco alla porta di ingresso posta verso ovest c’è una targa posizionata dalla Parrocchia di Santa Maria Assunta di Salboro che ricorda con riconoscenza una persona. Si tratta del signor Andrea Calore (1926-2014), geometra, e, immagino, (non ho conosciuta questa persona) appassionato di cultura locale che scoprì, studio e si impegnò nel corso della sua vita per il recupero e la valorizzazione della Chiesa di San Michele Arcangelo , patrimonio del territorio padovano.

Vi segnalo inoltre il sito internet della Parrocchia e in particolare la pagina con l’approfondimento dedicato all’Oratorio di San Michele: http://salboro.net/pozzoveggiani

Alberto Botton

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