Monselice, visita alla città murata alle pendici dei Colli Euganei

Quest’oggi vi parlo di Monselice, graziosa cittadina della provincia di Padova che sorge ai piedi del versante meridionale dei Colli Euganei, sulle pendici del cosiddetto Colle della Rocca e che vi suggerisco di visitare per il suo valore storico, per le suggestioni medievali che trasmette e per l’atmosfera tranquilla e rilassata che qui vi si respira. Per chi è interessato a trascorrere qualche giorno di relax in un contesto di pregio culturale ed ambientale, Monselice può benissimo fare anche da base per andare a godersi  il paesaggio del Parco dei Colli Euganei e della campagna circostante gustando ottimi prodotti dell’enogastronomia e visitando centri storici ricchi di storia.

Monselice, assieme ad Este e a Montagnana, è infatti una delle città murate della provincia di Padova  anche se in realtà della cinta muraria non rimane moltissimo: va detto però che quello che è visibile è ben conservato. Comunque al di là delle mura le testimonianze storiche e i luoghi di interesse non mancano ed è mio obiettivo in questo post dare qualche suggerimento utile a chi vuole visitare Monselice.

Monselice, oggi un comune di circa 10 mila abitanti, si trova a poco più di 20 km a sud del comune capoluogo ed è comodamente raggiungibile in auto e con i mezzi pubblici, treno compreso poiché la stazione di Monselice è proprio sulla linea ferroviaria Padova-Bologna. Non solo: Monselice è inoltre raggiungibile dagli amanti della bicicletta perchè si trova lungo l’anello ciclabile dei Colli Euganei , interessante opportunità per escursionisti e cicloturisti alla scoperta del nostro territorio.

Se arrivate in auto vi consiglio di parcheggiare al park “Campo della fiera” o nelle vie limitrofe, nelle vicinanze della stazione ferroviaria. Proprio qui vedrete scorrere il canale Bisatto e nei pressi del ponte noterete un pontile utilizzato per escursioni in barche tradizionali, proprio di fronte alla sede della “Remiera Euganea“, dedita alla tutela e alla valorizzazione delle imbarcazioni tradizionali.

Scesi dall’auto o giunti qui a piedi dalla stazione vi troverete di fronte a due elementi fondamentali dell’identità di Monselice, “il colle della Rocca” con il mastio federiciano sulla sua sommità e le mura. Il nome stesso “Monselice” deriva da “Mons Silicis”, “monte di selce” per via delle cave di selce nei colline circostanti e per la presenza di questo materiale. Per quanto riguarda le evidenze di Monselice città murata, questo è il tratto più evidente e meglio conservato di quel che resta delle mura come avrà modo di dire più avanti, una cinta muraria che, nel Cinquecento, doveva apparire come uno spettacolo di ingegneria militare e di bellezza architettonica inserita in un integro paesaggio naturale. All’epoca infatti vi erano ben 5 ordini di cinta muraria che cingevano, salendo, il colle, colle che nel corso dei secoli è stato ridotto quasi ad un “torsolo” dall’attività estrattiva, pur necessaria all’economia del tempo.

Non tutti sanno che l’attività estrattiva della trachite euganea, ed il Colle della Rocca di Monselice fu particolarmente sfruttato, servì a lastricare piazze e strade dei centri storici della Serenissima Repubblica di Venezia e che proprio da qui la trachite, trasportata da grossi barconi detti “burci” lungo i canali (poco lontano da Monselice a Battaglia Terme c’è un bellissimo museo dedicato alla navigazione fluviale, leggi il post) giunse fino a Venezia, per essere utilizzata per pavimentare una delle piazze più famose del mondo: Piazza San Marco.

Passando sull’altro lato del canale Bisatto per vedere più da vicino la bella Villa Pisani mi sono reso conto di trovarmi in Riviera Belzoni, il mio mito a cui ho dedicato un post: proseguendo su un palazzo ho trovato una targa a lui dedicata. Pare infatti che l’Indiana Jones di Padova sia sia fermato per riposarsi durante un viaggio di ritorno a Padova da uno dei sui lunghi viaggio esplorativi in Egitto (vedi foto nella gallery qui sopra)!

I primi insediamenti abitativi sono parecchio antichi e risalgono nel periodo compreso tra l’età del ferro e del bronzo: secondo la leggenda la fondazione di Monselice è da attribuire ad Ossicella, eroe troiano che raggiunse il nostro territorio assieme ad Antenore, il mitico fondatore di Padova. ma come faccio spesso in questi casi delego a wikipedia un primo approfondimento sulla storia di Monselice.

Una passeggiata alla scoperta del borgo medievale di Monselice

Da vedere a Monselice. Piazza Mazzini e il Complesso monumentale San Paolo

Ed ora iniziamo a visitare Monselice! Dal parcheggio Campo della Fiera dopo aver percorso poche centinaia di metri lungo via 28 aprile 1945 si giunge all’elegante Piazza Mazzini, il “salotto” del centro storico di Monselice. Qui potrete prendervi un caffè prima di iniziare la visita e magari un prosecchino alla fine, come ho visto fare da un gruppo di turisti stranieri presso l’Osteria Mazzini.

Dalla piazza vedrete la duecentesca Torre Civica, presso la quale trovano spazio gli uffici della Pro Loco locale, affiancata da un altro tratto di mura. Guardando verso il Colle, sulla cui sommità c’è il Mastio Federiciano o “Rocca”, vedrete il Complesso San Paolo sulla sinistra, il Castello di Monselice si intravede alle spalle del quattrocentesco Palazzo del Monte di Pietà affiancato dalla seicentesca Loggetta. Qui ha sede lo Iat, l’ufficio di informazioni turistiche al quale potete rivolgervi per chiedere informazioni. Anzi , vi segnalo direttamente il sito web ufficiale di Monselice Turismo: http://www.monseliceturismo.it/

Vi suggerisco un percorso ad anello per visitare il centro storico del borgo medievale di Monselice che vi permetterà di scoprire il luoghi da vedere a Monselice. Da Piazza Mazzini attraversate la strada ed incamminatevi lungo via del Santuario, strada che dal nome, capirete, sale lungo le pendici del Colle della Rocca verso il Santuario delle Sette Chiesette. Passate tra il Palazzo del Monte di Pietà ed il Museo San Paolo, museo della storia della città, dal neolitico fino ai giorni nostri, e punto di riferimento per la visita del territorio euganeo. Il Museo San Paolo propone un percorso pensato e progettato secondo le moderne modalità espositive facendo uso di materiale multimediale e nuove tecnologie adatte ed efficaci per accompagnare il visitatore stimolandone la curiosità. In occasione di una prossima visita dedicherò al museo un’apposito post. Visitate il sito ufficiale per informarvi in particolari su giorni ed orari di apertura:  http://www.sanpaolomonselice.it/. Decidete voi se visitare subito il Museo o farlo in un secondo momento, dipenderà ovviamente da quanto tempo avete e dalle vostre priorità.

Il Castello di Monselice e la salita sul Colle della Rocca lungo via del Santuario

Proseguendo, la bella via lastricata vi porterà davanti agli occhi la vista del Castello di Monselice, chiamato Castello “Cini” dal nome del conte Vittorio Cini che divenne proprietario in via ereditaria nel 1935. La visita al castello merita senz’altro una visita anche e sopratutto  grazie all’opera del Conte Cini che si impegnò a restaurare il castello e ad averne cura oltre che a fare un gran lavoro di recupero di arredi che, anche se non originali, conferirono al castello quel fascino di residenza storica medievale che si possono apprezzare ancora oggi. Non mancano sale ed ambienti in cui la memoria della signoria Carrarese è ben visibile e davvero notevole è l’armeria. A proposito di castelli e di armeria non possono non pensare a cartoni animati come Scooby Doo e fantasmi che danno vita a pesante armature di cavalieri per spaventare gli ospiti (lo so, le mie associazioni di idee sono spesso bizzzare!):  attenzione quindi che come in tutti i castelli anche quello di Monselice pare essere infestato dai fantasmi. Leggete qui!
Del castello vi parlerò in modo più approfondito dopo averlo visitato nuovamente. Dall’ultima volta è passato un po’ di tempo: stavo frequentando il Master in Governance delle Risorse Turistiche Territoriali proprio a Monselice a Ca’ Emo, sede distaccata dell’Università degli Studi di Padova e sono passate un bel po’ di anni. Nel frattempo visitate con attenzione il sito ufficiale, il castello si visita solo con visite guidate a gruppi sicchè consultate bene gli orari: http://www.castellodimonselice.it/

La strada sale dolcemente tra le mura del castello e bei palazzi medievali. Superato il castello sulla sinistra noterete un palazzo con delle curiose statue di piccoli “nani” ed un  portale d’ingresso che conduce ad uno scenografica scalinata: è Villa Nani Mocenigo, residenza della nobile famiglia veneziana dei Mocenigo, eretta a fine Cinquecento su quella che era una casa-torre del Trecento. Proseguite percorrendo questo strada in lieve salita tra l’alto muro di cinta in pietra della villa e la vista su Monselice sulla strada fino a raggiungere un altro punto di grande interesse: l’antica Pieve di Santa Giustina, costruita nel 1256 sui resti di una chiesa precedente, è uno degli edifici più importanti e ricchi di storia di Monselice e dei Colli Euganei. In stile tardo romanico con elementi decorativi gotici la chiesa appare semplice ed austera.

Proseguendo ancora  si raggiunge una bella terrazza panoramica dalla quale guardare Monselice dall’alto.  Qui è stata posizionata anche una delle targhe del Parco Letterario “Francesco Petrarca” dei Colli Euganei : alla Rotonda del Belvedere è posizionata la targa dedicata allo scrittore e poeta Giorgio Bassani  (Bologna, 4 marzo 1916 – Roma, 13 aprile 2000) autore del romanzo “Il giardino dei finzi contini” e che nel 1942 dedicò a Monselice una poesia raccolta nel volume “Primi versi”.

Il Santuario delle Sette Chiese di Monselice e Villa Duodo

Un bel portale di ingresso denominato Porta Romana costituisce l’accesso al Santuario delle Sette Chiese di Monselice, un breve percorso in salita che vi condurrà alla cinquecentesca Villa Duodo. Si tratta di un santuario giubilare poiché Papa Paolo VI concesse nel 1605 al nobile veneziano Pietro Duodo che già aveva realizzato la sua villa di residenza di costruire altre sei cappelle e di intitolarle alle 7 maggiori basiliche romane ottenendo così per i pellegrini che le avessero percorso la salita e visitate le chiesette l’indulgenza plenaria come avveniva per i fedeli in visita alle basiliche romane.  Accedendo da Porta Romana si sale lungo il sentiero: le sei chiesette sulla costa del Colle della Rocca furono realizzate dal famoso architetto vicentino Vincenzo Scamozzi e sono dedicate a S.ta Maria Maggiore, S. Giovanni in Laterano, S. Pietro e S. Paolo, S.ta Croce in Gerusalemme, S. Lorenzo e S. Sebastiano: ognuna contiene una pala d’altare realizzata da Jacopo Palma il Giovane e dedicata ad un altro santo. Si giunge, alla fine, a Villa Duodo e alla 7° chiesetta dedicata a San Giorgio, un vero e proprio santuario visto che qui riposano le salme di 25 martiri cristiani tra cui San Valentino, il patrono degli innamorati o un omonimo?

A Monselice non mancano anche altre chiese e pievi di interesse storico e religioso: tra queste, un po’ nascosta dietro al Colle della Rocca anche l’antica Chiesetta di San Tommaso, raggiungibile più comodamente a piedi dal parcheggio del Campo della Fiera. La chiesetta è sede dell’associazione culturale “Compagnia del lupo passante” che qui ha allestito una mostra permanente di riproduzioni di armi ed armature medievali e rinascimentali.

Il Mastio Federiciano sul Colle della Rocca

A questo punto se avete ancora voglia di camminare e se vi trovate in una giornata di apertura vi consiglio di salire ancora al Mastio Federiciano. Nell’ultima mia visita ho trovato chiuso (le foto risalgono ad un’iniziativa organizzata qualche anno fa nell’ambito delle Invasioni Digitali), d’altra parte per i singoli visitatori è aperto solo la domenica e nei giorni festivi dalle 14,30 alle ore 18, mentre per i gruppi è aperto dal martedì alla domenica mattina solo per gruppi e su prenotazione. Informazioni sul sito del castello: http://www.castellodimonselice.it/it-IT/il-mastio-federiciano

Da Villa Duodo saliti per la lunga scalinata vi troverete a salire ancora lungo il sentiero naturalistico del Colle della Rocca. Qui la salita si fa un po’ più ripida ma non rimarrete delusi. Dopo circa 20 minuti di salita lungo i quali vi imbatterete  in alcuni scavi relativi a sepolture di epoca longobarda (nel complesso del Castello “Cini” di Monselice è possibile visitare “L’antiquarium longobardo”, museo che ospita una piccola necropoli longobarda proveniente dal sito archeologico situato a metà costa del Colle della Rocca, lungo il percorso del Mastio federiciano)

Arrivati davanti al duecentesco Mastio Federiciano, fatto costruire dall’Imperatore Federico II dal suo luogotenente Ezzelino da Romano, vi renderete conto della notevole stazza dello stesso e avrete modo di vedere anche tracce della prima cerchia di mura. Come detto all’inizio, attorno al Colle della Rocca erano ben 4 le cerchia murarie mentre la quinta è quella che ancora si può vedere parzialmnte attorno al centro storico di Monselice. Il Mastio ospita un piccolo museo inserito nella rete nazionale dei Piccoli Musei, con reperti di scavo, pannelli ed informazioni storiche ed una terrazza panoramica con una splendida vista sui Colli Euganei ed il territorio circostante che vi ripagherà ampiamente della salita!

 

 

A questo punto tornati alla Porta Romana vi suggerisco di scendere per la ripida scalinata che trovate sulla sinistra e che vi condurrà rapidamente alla base del Colle. E’ stata per me l’occasione per passare davanti a Ca’ Emo, sede del Gal patavino e sede del master che ho conseguito ormai diversi anni fa, prima di iniziare quest’avventura con il Blog di Padova: allora si chiamava Master in Governance delle Risorse turistiche territoriali, oggi è il Master in Design dell’Offerta turistica.

Da qui potrete decidere se tornare verso Piazza Mazzini girando a destra e raggiungere magari la Monselice contemporanea con i suoi negozi, bar e locali per fare magari una meritata sosta.

La Giostra della Rocca, la rievocazione medievale di Monselice

La manifestazione più importante e maggiormente rappresentativa di Monselice è senza dubbio la “Giostra della Rocca”, rievocazione storica che punta a far rivivere le suggestioni medievali della città murata euganea e che si svolge ogni anno nel mese di settembre (Le foto pubblicate qui sono relative all’ultima edizione del settembre 2016 e sono state prese in prestito dall’album fotografico della pagina facebook di Monselice Turismo dove potete vedere tutte le altre: http://ow.ly/GMAm30jclOs )

La rievocazione storica vuole ricordare l’arrivo in città dell’imperatore Federico II nel 1239 ed uno dei suoi momenti più spettacolari è senz’altro la maestosa sfilata del corteo storico lungo le vie del centro città con oltre mille figuranti a ritmo di tamburo. L’atmosfera medievale è ricostruita anche con la presenza di armi da guerra, botteghe artigiane e la partecipazione molto sentita delle nove contrade di Monselice impegnate in una serie di sfide di abilità, forza e destrezza tipiche delle giostre medievali: gara di tiro con l’arco, prova di forza con le macine, scacchi, corsa di velocità, la giostra con la lancia ed il torneo a cavallo fino alla Quintana che assegna il Palio della Giostra di Monselice o giostra della Rocca.

Alberto Botton
http://about.me/abotton

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