Home Smart City Dal mondo della gastronomia un uso “intelligente” della tecnologia!

Dal mondo della gastronomia un uso “intelligente” della tecnologia!

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Gastronomia Griffante

Per la rubrica “Padova Smart” oggi volevo parlarvi di un buon esempio di uso della tecnologia in cui mi sono recentemente imbattuto. Mi riferisco ad una tecnologia immessa nel mercato già da qualche anno e che negli ultimi tempi sta prendendo maggiormente piede. Mi riferisco al QR Code e la tecnologia RfID e a quel concetto un po’ più ampio che personalmente ho scoperto recentemente dell'”internet delle cose“. Per semplificare queste tecnologie permettono di identificare oggetti e rendere possibile un’interazione fatta di scambio di un gran numero di dati e di informazioni. I campi di applicabilità sono molteplici: dalle applicazioni industriali (processi produttivi), alla logistica e all’infomobilità, fino all’efficienza energetica, all’assistenza remota e alla tutela ambientale, piuttosto che alle informazioni turistiche.

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un buffet con i panini “griffati” QR-Code

Recentemente, leggendo un quotidiano locale, ho scoperto che a Padova, in zona Altichiero esiste una storica attività che da qualche tempo ha iniziato a far uso di queste tecnologie e di proporre ai clienti una nuova esperienza nell’acquisto. Mi riferisco all’Antica Gastronomia Griffante gestita da circa sette anni dal signor Lucio Prendin, in passato socio in un azienda nel settore editoria e responsabile uff. Tecnico e relazione tra agenti e clienti, sviluppatore di un gestionale per il lancio commesse per la produzione che era in funzione h24 . Sono stato alla Gastronomia Griffante per capire come funziona queste tecnologie e delle motivazioni che hanno spinto il proprietario ad adottarle e ad affiancarle alla propria attività tradizionale.

Perchè dunque questa scelta? Lucio Prendin subito ha chiarito che l’esigenza innanzitutto deriva dalle difficoltà economiche derivanti dalla crisi  e soprattutto dalla concorrenza spietata della grande distribuzione. Le botteghe e gli alimentari di vicinato, da sempre svolgono anche il ruolo sociale di presidio in un quartiere, di socializzazione, ne determinano la vivacità e la vivibilità, fanno si che sia possibile e piacevole vivere anche nelle periferie e finchè sopravvivono scongiurano l’ipotesi che queste si trasformino in aree “dormitorio” in cui le strade, non essendo vissute, possono cadere in mano a malintenzionati o allo criminalità, perdere di qualità e di scadere nel degrado fisico del quartiere e sociale.

Lucio Prendin illustra in un incontro pubblico la sua iniziativa
Lucio Prendin illustra in un incontro pubblico la sua iniziativa

Premesso questo, le piccole botteghe che non riescono a fare concorrenza alla grande distribuzione, mi riferisco specificatamente al settore alimentare, non possono che puntare sulla qualità dei prodotti venduti, sulla fiducia e sulla relazione tra bottegaio e cliente, sull’adesione di quest’ultimo ad uno stile di vita, ad una visione che il commerciante propone loro tramite la propria attività. E così ha deciso di fare Lucio Prendin. Proporre solo alimenti e prodotti di alta qualità, cercare di intercettare le esigenze dei propri clienti e addirittura cerca di incidere sulla filiera alimentare, affidandosi esclusivamente a quei produttori la cui attività, assolutamente trasparente, sia orientata ad un’etica di rispetto nei confronti dell’ambiente, degli animali, fornitori della materia prima, e del consumatore finale. In questa visione, le tecnologie citate all’inizio servono a dare al consumatore informazioni relativamente al prodotto acquistato e a garantirne la loro sicurezza e  tracciabilità. Che si tratti di una mozzarella di bufala piuttosto che di carne di maiale o formaggio di malga, tramite l’etichetta del QR Code, è possibile visualizzare sul proprio smartphone (ed in contemporanea sullo schermo del pc posto sul banco e rivolto alla clientela) informazioni relativamente all’azienda produttrice, il numero identificativo,  conoscere i metodi di lavorazione del prodotto stesso e molte altre informazioni. Per avere questa possibilità è sufficiente attivare la propria Fidelity Card, rilasciata gratuitamente, dotata di chip con tecnologia RfID, che contiene un “borsellino” elettronico per la raccolta punti  (per ottenere sconti sulla spesa), registrarsi al sito della gastronomia (dotato di una aggiornata vetrina dei prodotti per l’e-commerce) e scaricarvi dallo “store” del vostro smartphone l’applicazione per poter leggere i codici QR. Naturalmente il titolare guida passo passo i proprie clienti spiegandone il funzionamento di questo sistema così come ha fatto con me.

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La fidelity card dotata di chip “RfID” della Gastronomia Griffante

In questo modo, la Gastronomia Griffante ha anche a disposizione una “mailing list” di consumatori “smart” ai quali inviare via mail informazioni relative ai prodotti in arrivo in negozio, così che il cliente, da casa, si può informare sul sito,  prenotare/ordinare i prodotti tramite cellulare utilizzando il sistema QR code o da  computer, tramite un’operazione che registra la transazione sul sito www.griffante.it e passare in negozio a ritirarli secondo le varianti e l’orario che viene indicato nel box  “spazio per richieste particolari e commenti” . Questa modalità consente alla gastronomia di gestire in modo più efficiente il magazzino e le scorte, consegnare i prodotti  freschi on demand, riducendo le giacenze ed ottimizzando i costi. Per il prossimo futuro, Lucio Prendin sta già pensando ad una consegna a domicilio anche se già da ora ha fidelizzato diversi clienti residenti al di fuori di Altichiero. Questa tecnologia infatti, permette ad una bottega di aprirsi e di proporsi ad una clientela che vada ben oltre il quartiere, a tutti quei consumatori che apprezzano la qualità dei prodotti venduti, il servizio ed hanno ben compreso che alimentarsi bene, vale qualche euro in più…che altrimenti è più probabile spendere un domani in medicine ed analisi mediche.

Per far fronte alla concorrenza della grande distribuzione e per evitare che le piccole botteghe soccombano e con esse la qualità della vita nei quartieri, il signor Prendin, attraverso l’associazione Confesercenti di Padova,  propone un’aggregazione in rete di queste realtà dell’economia locale. Consapevole che la strada è impegnativa, l’auspicio è quello di riuscire a costruire una rete di piccole attività decise di mettere al centro dell’attività la qualità dei prodotti, la salute dei consumatori e quindi la sicurezza alimentare con l’obiettivo di fare squadra, promuovere la cultura del mangiar bene e mangiare sano e ridurre certi costi sfruttando le economie di scala. Il tutto facendo un buon uso delle tecnologie a disposizione.

Alberto Botton

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