Tra i personaggi più noti vissuti a Padova e ad Arquà , ovviamente, sui Colli Euganei c’è Francesco Petrarca, pioniere della letteratura rinascimentale e del pensiero umanista. Fu vanto della Signoria dei Carraresi a Padova
Per la serie dedicata ai personaggi illustri che si sono distinti nella nostra città vi parlo di Francesco Petrarca a Padova. Potete trovare gli articoli dedicati a padovani famosi in ogni epoca cercate all’interno della categoria sulla storia di Padova. Quest’anno, 2024, ricorrono i 650 anni della morte avvenuta nel borgo dei Colli Euganei che porta il suo nome, Arquà Petrarca. Morì infatti nel 1374 ad Arquà dove visse gli ultimi anni della sua vita, presso quella casa del Petrarca, oggi casa museo, divenuta nel corso dei secoli meta di turismo letterario.
Fu la bellezza del paesaggio e l’aurea lasciata dal poeta ad attrarre sui Colli Euganei letterati, poeti e scrittori.
I versi, le parole, i componimenti di scrittori e poeti che descrissero il territorio euganeo rappresentano infatti tutto quel valore culturale che il Parco letterario Francesco Petrarca dei Colli Euganei vuole trasmettere.
Qui il programma di eventi per celebrare i 650 anni dalla morte del Petrarca organizzati dal comune di Arquà Petrarca.
Qui sotto la locandina degli eventi promossi dal Parco letterario dei Colli Euganei Francesco Petrarca. Sul sito web la presentazione del programma delle iniziative per i 650 anni dalla morte del Petrarca.
Il Petrarca a Padova
Amico del sommo poeta Dante Alighieri, Francesco Petrarca nasce ad Arezzo nel 1304. Pur viaggiando e vivendo anche in altre città ha legato una parte significativa della sua vita e della sua opera a Padova. La città all’epoca, nel Trecento, era governata dall’illuminata signoria dei Carraresi . Fu ovviamente legato ap territorio euganeo visto che decise di viverci gli ultimi anni della sua vita e morì ad Arquà (1374), ora Arquà Petrarca.
Il periodo legato al regno dei Carraresi fu per Padova il più glorioso. Nel Trecento Padova era una delle città più importanti d’Italia e non solo. In città circolavano, vivevano ed erano accolti a corte i più importanti artisti, letterati e scienziati dell’epoca. Era in questi anni che la Signoria decise di costruito tutto il sistema delle mura, la reggia dei Carraresi, di ripristinare il castello. In questi anni la corte dei Da Carrara commissionò i lavori e gli affreschi che contribuirono a fare di Padova una vera e propria capitale dell’affresco. Erano gli anni in cui Guariento era il pittore di corte.
Grazie alla sua arte, Francesco Petrarca fu ammirato e corteggiato dai nobili. I Colonna lo ospitarono ad Avignone e gli regalarono una casa a Valchiusa, Azzo da Correggio, signore di Parma gli donò un ritiro a Selvapiana nella valle dell’Enza, i Visconti di Milano. E poi la Signoria dei Carraresi a Padova.
Francesco Petrarca giunse a Padova invitato da Jacopo II da Carrara nel 1349. Lo accolse nella sua reggia e lo fece canonico della cattedrale con un beneficio annuo di 200 ducati d’oro e una casa nei pressi della cattedrale.
Passeggiando dietro al duomo, in via Dietro Duomo, potrete infatti scorgere la casa dove risiedeva il Petrarca, al civico 28, ora segnalata da un pannello informativo ma anche da un’opera d’arte contemporanea, quella dello street artist Kenny Random. Qui ricevette personaggi illustri e amici quali Giovanni Boccaccio.
Nonostante privilegi e onori, l’inquieto poeta lasciò presto Padova. Vi ritornò nel febbraio dell’anno seguente per un evento importante. Sarebbe infatti giunto a Padova il cardinale Guido de Boulogne, a ringraziare il Santo per essere scampato alla peste nera. Nell’occasione, presenti Jacopo da Carrara, il vescovo Ildebrandino Conti, il patriarca di Aquileia Bertrando di Saint-Geniès, uno stuolo di maggiorenti e di popolo, il rappresentante del Papa presiedette la cerimonia liturgica. Nell’occasione le spoglie mortali di sant’Antonio furono definitivamente traslate in una cappella appositamente predisposta. Qui il Petrarca stesso depose il mento del Santo in un prezioso reliquiario creato da un orefice padovano.
Non voglio qui parlare di tutta la sua opera letteraria ma segnalare i suoi legami con Padova.
Tra le sue opere più importanti il “Canzoniere” ma legato a Padova è in particolare il “De viris illustribus” – (1337). Quest’opera è una raccolta di biografie di uomini illustri in prosa latina, redatta a partire dal 1337. Il Petrarca dedicò l’opera a Francesco da Carrara signore di Padova nel 1358.
Quest’opera ispirò il ciclo di affreschi, realizzati da artisti di corte come Altichiero da Zevio e Jacopo Avanzi. Gli affreschi erano dedicati sempre alle grandi personalità della classicità della “Sala degli Eroi”, la sala di rappresentanza della Reggia dei Carraresi. Oggi la Reggia è rimaneggiata ma quella sala c’è ancora ed è nota come “Sala dei Giganti”.
Purtroppo la città non riuscì a conservare a lungo questi affreschi trecenteschi. Questi dunque furono rifatti nel Cinquecento, seppur imitando i preesistenti. Degli originali affreschi trecenteschi rimangono solo due ritratti sulla parete occidentale della sala. Uno di questi è dedicato all’umanista padovano Lombardo della Seta ed un altro dedicato proprio al suo amico Francesco Petrarca.
Celebre l’epitaffio dedicato all’amico Jacopo da Carrara. Lo si può leggere sotto all’imponente sarcofago realizzato da Andriolo de Santi oggi custodito nella Chiesa degli Eremitani. Dico “oggi” perché in origine si trovava, assieme a quello di Ubertino da Carrara, nella Chiesa di Sant’Agostino, abbattutta nel 1820 dagli austriaci. Jacopo II da Carrara fu assassinato da un altro membro della famiglia dei Carraresi. Petrarca apostrofò l’assassino con l’insulto “bastardo cane” in una lettera al Boccaccio. Di seguito l’epitaffio in omaggio all’amico: “Ahi casa angusta per un uomo grande! Sotto il tuo breve marmo, leggendo di questa rovina della città, unisci alle lacrime le tue preghiere”.
In città sorgono due statue dedicate al Petrarca, una in Prato della Valle ed una nell’omonima piazza. Quando si nomina Petrarca a Padova non si può non pensare anche alla storica polisportiva del Petrarca. Il Petrarca Rugby è nell’élite dello sport italiano. Ebbene la società sportiva Fu fondata dai Gesuiti dell’Antonianum che negli anni ha trasmesso i valori dello sport a generazioni di padovani. Sul piano strettamente sportivo la polisportiva Petrarca ha raggiunto anche ottimi risultati sportivi nella pallavolo, nella scherma, nel basket e soprattutto nel rugby.
La casa del Petrarca ad Arquà Petrarca
La casa di Francesco Petrarca, è visitabile gratuitamente per i possessori della “PadovaCard”, appartiene al sistema museale del Comune di Padova.
Così descriveva la sua vita ad Arquà qualche anno dopo al fratello Gherardo: “Per non allontanarmi troppo dalla mia chiesa, qui fra i colli Euganei, a non più di dieci miglia da Padova, mi sono costruito una casa piccola ma deliziosa, cinta da un oliveto e da una vigna, che danno quanto basta ad una famiglia numerosa, ma modesta. E qui, benché ammalato, vivo pienamente tranquillo, lontano da ogni confusione, ansia e preoccupazione, passando il mio tempo a leggere e a scrivere”.
Qui Petrarca morì nella notte tra il 18 e il 19 luglio 1374, alla vigilia del compimento dei settant’anni. Dopo solenni funerali fu sepolto in un primo momento nella Pieve di Santa Maria Assunta e poi nell’arca fatta erigere dal genero Francescuolo da Brossano. Ai funerali parteciparono Francesco il Vecchio da Carrara, il vescovo di Padova e altri vescovi e molte autorità.
Il Parco letterario dei Colli Euganei “Francesco Petrarca”
Al Petrarca è dedicato anche il “Parco letterario dei Colli Euganei”. Il borgo medievale di Arquà Petrarca e la casa del poeta perfettamente inserita nello splendido scenario collinare è divenuto meta di pellegrinaggi di letterati da tutto il continente e possiamo così definirlo come una tra le più antiche destinazioni di turismo letterario.
D’altra parte moltissimi altri poeti, scrittori e letterati hanno decantato la bellezza dei Colli Euganei. Ispirati da queste dolci colline parecchi di loro hanno voluto dedicare al paesaggio euganeo poemi e componimenti. Su tutto il territorio dei Colli Euganei infatti si possono cercare e trovare le targhe del Parco letterario dei Colli Euganei che riportano questi autorevoli scritti! Ariosto, i coniugi Shelley, Ugo Foscolo, Dino Buzzati, Fogazzaro, Barbieri, D’Annunzio, Zanzotto sono solo alcuni di questi!
Alberto Botton




