Gabriele d’Annunzio e Padova. Il poeta Vate, il volo su Vienna, le frequentazioni padovane ed i Colli Euganei

Che cosa lega Gabriele D’Annunzio a Padova? Ve ne parlo in questo articolo


Il noto scrittore, poeta, politico e militare italiano Gabriele D’Annunzio a Padova c’è stato ed ha legato al territorio una delle sue imprese più note. Ecco quindi che inserisco questo post nella categoria dedicata ai padovani o personaggi illustri di Padova.

Il volo su Vienna di D’Annunzio partì dal Castello di San Pelagio

Il famoso volo su Vienna di Gabriele D’Annunzio fu senz’altro una delle imprese più note del “Vate” (nella foto sull’aereo, il pilota pronto a partire assieme al conte Guido Keller). 

Il “folle volo” fu una trasvolata compiuta da otto Ansaldo S.V.A. dell’87ª Squadriglia aeroplanibattezzata “La Serenissima”, a cui partecipò come passeggero il poeta italiano.

Il volo partì da uno dei 6 aereoporti militari di Padova, il campo di aviazione di S. Pelagio. Siamo a sud del città , nel campo davanti al Castello di San Pelagio che ospita il Museo del Volo.
All’epoca Padova, dopo la disfatta di Caporetto, era capitale al fronte nella prima Guerra Mondiale.

D’Annunzio stesso prima di partire per il volo che già da tempo stava organizzando disse: “Il volo avrà carattere strettamente politico e dimostrativo; è quindi vietato di recare qualsiasi offesa alla città …… Con questo raid l’ala d’Italia affermerà la sua potenza incontrastata sul cielo della capitale nemica. Sarà vostro Duce il Poeta, animatore di tutte le fortune della Patria, simbolo della potenza eternamente rinnovatrice della nostra razza. Questo annunzio sarà il fausto presagio della Vittoria”.

volo su Vienna Museo dell'Aria Padova

Gli aerei decollarono il 9 agosto 1918 alle ore 05.50. Arrivati su Vienna lanciarono 50.000 copie di un manifestino scritto dallo stesso poeta. Erano parole di natura propagandistica contro il nemico austriaco che chiese la resa l’ottobre successivo.

L’abilità con le parole di Gabriele D’Annunzio è nota, non così la sua passione per il volo. L’aviatore D’Annunzio inventò le parole “velivolo” e “fusoliera”. L’arte di chi ha un particolare talento nell’inventare parole è detta onumaturgia. Tra le parole inventati dal nostro e più popolari c’è “tramezzino”, un tramezzo tra colazione e pranzo. In occasione dell’occupazione di Fiume, inventò anche lo scudetto, il triangolino tricolore che a tutt’oggi le squadre campioni d’Italia di calcio hanno cucito sul petto.

L’omaggio di D’Annunzio a Padova

lapide D'Annunzio Padova

Un omaggio di D’Annunzio a Padova lo si può leggere da una lapide in Prato della Valle. Si trova sul muro sotto il porticato della Loggia Amulea, sul lato occidentale della grande piazza. È lo stesso porticato che ospita anche le statue di Giotto e Dante Alighieri

Dice D’annunzio:

Non alla solitudine scrovegna, | o Padova, in quel bianco april felice | venni cercando l’arte beatrice | di Giotto che gli spiriti disegna; || né la maschia virtù d’Andrea Mantegna, | che la Lupa di bronzo ebbe a nutrice, | mi scosse; né la forza imperatrice | del Condottier che il santo luogo regna. | Ma nel tuo prato molle, ombrato d’olmi | e di marmi, che cinge la riviera | e le rondini rigano di strida, || tutti i pensieri miei furono colmi | d’amore e i sensi miei di primavera, | come in un lembo del giardin d’Armida“. (Gabriele D’Annunzio)

D’Annunzio però , in questo componimento, confonde i platani realmente presenti nel prato con gli olmi.

Tra i luoghi più amati e frequentati da D’Annunzio a Padova c’è senz’altro lo storico Caffè Pedrocchi  . Il caffè storico di Padova era frequentato anche dalla “divina” Eleonora Duse con la quale intrecciò una relazione amorosa. “Nessuna donna mi ha amato come Ghisola, né prima, né dopo” disse D’Annunzio ricordando la Duse.

D’Annunzio e i Colli Euganei

Parco letterario Francesco Petrarca Colli Euganei targa Gabriele D'Annunzio
La targa del Parco letterario “Francesco Petrarca” dedicata a Gabriele d’Annunzio

Gabriele d’Annunzio e i Colli Euganei. Senz’altro tra i componimenti poetici più importanti dedicati ai Colli Euganei c’è quello di D’Annunzio. Nella sua opera “Il fuoco” (1900) dedica alle dolci colline euganee questi versi. Li potete leggere anche su una delle targhe del Parco letterario Francesco Petrarca e dei Colli Euganei. Salendo a piedi sul borgo medievale di Arquà Petrarca, individuata la targa, leggerete le seguenti parole.

“Guardate laggiù i Colli Euganei, Foscarina. Se il vento si leva, andranno vagando per l’aria come veli, ci passeranno sul capo. Non li ho mai veduti così trasparenti… Un giorno vorrei andare con voi ad Arquà. I villaggi sono rosei laggiù come le conchiglie che si trovano nella terra a miriadi. Quando arriveremo, le prime gocce d’una pioggerella improvvisa toglieranno qualche petalo ai fiori dei peschi. Ci fermeremo sotto un arco del Palladio, per non bagnarci. Poi cercheremo la fontana del Petrarca, senza domandare a nessuno la via. […] Volete che andiamo, un giorno di primavera, ad Arquà?” 

Ella ripensò i Colli Euganei, i villaggi rosei come le conchiglie fossili, le prime gocce della pioggia su le foglie nuove, la fontana del Petrarca, tutte le gentili cose.

– La vita ancóra potrebbe essere dolce! – sospirò, con una voce che fu il miracolo della speranza in punto di rinascere

Alberto Botton

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Alberto Botton
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Insegnante di accoglienza turistica e geografia, appassionato di territorio, scrivo su Padova e provincia sul web da oltre 15 anni. Mi piacciono i podcast e la birra artigianale.

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