La Gaetana, mitica signora di una “vecchia” Padova che non c’è più!

Gaetana Padova popolare

La Gaetana a Padova, signora vissuta a metà del secolo scorso, nei ricordi dei padovani è considerata un simbolo della città popolare di un tempo. Un po’ come Molly Malone a Dublino e non solo..


Probabilmente i padovani ne avranno sentito parlare ma oggi ho pensato di parlare della Gaetana , signora vissuta qualche tempo fa, e divenuta figura mitica quasi iconica della vecchia Padova completamente cambiata nello spirito prima che dal punto di vista urbanistico.

Penso che in ogni città si ricordi qualche persona divenuta suo malgrado “macchietta”. Personaggi particolari, divenuti popolari, menzionati con qualche nomignolo, soprannome o per qualche episodio raccontato di generazione in generazione fino a diventare quasi “mitologici”.
Ecco dunque che questo post dedicato alla Gaetana lo inserisco necessariamente nella categoria “Padova popolare” del blog per dare senso alla categoria stessa dedicata alla cultura popolare.

Personaggi popolari omaggiati con una statua (e non solo) in giro per l’Europa

Una città si racconta anche attraverso la cultura popolare, la storia e la vita delle persone comuni. Ed è così che in Europa e nel mondo alcune persone, divenute personaggi rappresentativi delle comunità locali, sono state riconosciute come tali

Chi è stato a Dublino avrà visto la statua di Molly Malone e magari ascoltato al pub la canzone dedicata a questa pescivendola, divenuto un po’ l’inno della capitale irlandese. Se siete stati a Bruxelles avrete visto la statua del Manneken Pis, il bambino che fa la pipì riprodotto in ogni tipo di souvenir, gadget o cartolina. La Disney, ancora nei primi anni Sessanta, rese celebre in tutto il mondo la storia di Greyfriar’s Bobby, cagnolino di Edinburgo, divenuto simbolo di fedeltà assoluta. Il terrier scozzese Bobby vegliò sulla tomba del padrone per 14 anni. Io lo vidi quel film da bambino, uno di quei film programmati ogni anno sotto le feste di Natale. Quando mi ritrovai, da turista, in giro per Edinburgo, riconobbi la statua di Bobby ed i luoghi del film!

Tra i personaggi illustri di una città non ci sono infatti solamente esponenti di spicco del mondo delle arti e delle scienze. A volte la cultura popolare e le storie delle persone comuni riescono ad emozionare e a diventare importanti per una comunità che le scelgono come simbolo. E noi tra i personaggi di Padova da ricordare abbiamo anche la Gaetana!

Volendo un po’ romanzare la sua storia , potremmo proprio vedere nella Gaetana un simbolo di transizione della nostra città verso la modernità e la perdita della sua dimensione popolare.

Gaetana Padova popolare
La Gaetana in un disegno di D. Gardin

Chi era la Gaetana di Padova?

La Gaetana di Padova era una signora grande e grossa sofferente di elefantiasi alle gambe che si incontrava tra le vie di Padova e non solo tra gli anni ’30 e ’60.

Originaria di Granze di Camin, nonostante la sua fama da popolana, pare avesse origini nobili. Dire che vivesse da sola non è proprio esatto: viveva infatti con i padovani, molti dei quali le volevano bene, e dormiva nell’asilo notturno del Torresino.

Sempre vestita allo stesso modo in tutte le stagioni dell’anno, portava una lunga vestaglia nera fino alle caviglie.
Spesso appariva scontrosa ed imprecava contro i ragazzini e quelle persone che la prendevano in giro e nei confronti delle quali non si faceva di certo pregare a rispondere per le rime. Leggendo da libri o ascoltando racconti su di lei, emerge che la Gaetana era una donna dal buon cuore, sensibile, insofferente alle ingiustizie e sempre disponibile a prendere le difese dei poveri e degli emarginati.

Si spostava in bicicletta o per meglio dire procedeva camminando “seduta” in sella alla sua vecchia ed inseparabile bicicletta. Davanti e dietro aveva spesso due portapacchi piena di tutti i suoi averi: stracci, verdure, bottiglie vuote, cianfrusaglie varie, cose rimediate al mercato delle piazze ed immagini sacre di Sant’Antonio. Ad ora di pranzo andava a chiedere qualcosa da mangiare al convento del Seminario o a qualche caserma della città.

Ce l’aveva a morte con le automobili, mi aveva raccontato una volta il giornalista sportiva Gianni Trivellato, verso le quali lanciava improperi ed anatemi quasi in opposizione ad una modernità che non le apparteneva e contro una Padova in cambiamento in cui non si riconosceva.

“Questa caratteristica figura di donnona alta, grossa e vociante; con una bicicletta sgangherata e due povere gambe come tronchi d’albero, riempì di sè le strade e le piazze della vecchia Padova, tra il 1930 e il 1960.
Tutte le mattine si presentava dal giornalaio di Piazza Garibaldi che, prontamente, le porgeva il « Gazzettino », altrimenti con grande disinvoltura lei se ne appropriava; si incamminava per via S. Fermo, fermandosi a lato dell’allora Farmacia « Roveri ». Data la sua mole imponente, era subito notata dall’anziana proprietaria della Fioreria, la famosa signora Italia Mazzucato, che si affrettava a chiamare il garzone di bottega, perché portasse immediatamente una sedia alla « Gaetana» che seduta lì sul marciapiede, si leggeva tutto il giornale.
Finita la lettura, con il suo vocione chiamava: «Bocia!» e il solito garzone tornava a riprendersi la sedia, mentre lei riportava il giornale ripiegato, al giornalaio. Ritornava quindi verso la Farmacia e con una certa autorità chiedeva del «dottorino», il più giovane dei fratelli Roveri: « Dove xéo el dotorìn; vojo lù; ciamèo!». Perché doveva essere solo lui a darle un po’ di olio di vaselina. Se il dottorino era al banco, lo blandiva con voce delicata, come meglio le riusciva: «Dotorìn bèo, fame el piassére de darme un pochetìn de oio de vaselina; dopo vago via subito!». Il dottorino, che allora faceva pratica, perché non ancora laureato, si dava da fare per accontentarla. Conoscendo le sue abitudini, prendeva un bottiglione, le versava l’olio nelle mani aperte e lei si faceva una lavanda, versandoselo tutto in testa (!) Terminata l’operazione si pettinava con cura; poi andava a prendere la sua famosa bicicletta, con la sua ugualmente famosa cesta sul davanti e si «incamminava», seduta sulla sella della bicicletta, verso le piazze. Passando per i banchi di frutta e verdura, se i proprietari non erano pronti a darle qualche cosa della loro merce, con sveltezza si serviva da sola di quello che le piaceva; e guai! se qualcuno avesse osato protestare: succedeva un putiferio! Riempita la cesta, se ne andava a Città Giardino, ove vendeva la merce a qualche cameriere.
Passava spesso anche dai rivenditori di fiori e accadeva la stessa scena. Finito il giro portava tutti i fiori dal suo fioraio preferito che li vendeva a suo favore e teneva nota. Con il ricavato dei fiori venduti, la « Gaetana », il giorno della Madonna della Salute (21 Novembre) acquistava dallo stesso fioraio, tanti fiori da infiorare la chiesa dell’Immacolata al Portello!”

Tratto da “Curiosando per Padova” di Fausto Masante, Ed. Ente Nazionale Giuseppini del Murialdo, Padova 1983.

La Gaetana omaggiata da artisti padovani

Non le è stata dedicata una canzone come alla Molly Malone di Dublino ma Tono Zancanaro, grande artista padovano, l’ha inserita nella cosmogonia dei suoi personaggi allegorici, la Gibba Gaetana e lo scultore Toni Boni l’ha raffigurata in una sua statuetta.

Gaetana Padova Toni Boni
la Gaetana secondo l’artista Toni Boni

Una statua a Padova dedicata alla Gaetana

Padova non è solo San Antonio, non sono solo i grandi artisti come Giotto e Mantegna o la scienza di Galileo. Padova è anche la sua cultura popolare e per questo la Gaetana potrebbe essere omaggiata con una statua di bronzo in centro città. Magari al posto della statua della “donna accoccolata” di fronte al Pedrocchi che non capisco che legame abbia con Padova!

Si parla da tempo di inserire una statua di donna a Padova. Si intende una statua in più rispetto a quella già presente a Palazzo del Bo e dedicata ad Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, la prima donna laureata del mondo. E’ vero che le città manifestano il maschilismo storico della nostra società anche attraverso il riconoscimento delle figure pubbliche. Spesso i personaggi illustri sono tutti uomini e concordo sul fatto che una donna di valore, testimonianza dell’emancipazione femminile, meriti una statua ben visibile. Penso anche alla fondatrice delle cucine popolari di Padova, Stefania Ezterodt Omboni ad esempio. Queste due personalità, così come altre, per valore della propria opera ed esempio meritano senz’altro di essere rappresentate con una statua.

Tuttavia, per tutt’altra motivazione ho sempre sostenuto che anche la Gaetana, o comunque chi sia in grado di rappresentare la cultura popolare della città, dell’ottocento, novecento meriti una statua, l’ideale per come la vedo io e per come piacerebbe a me, di bronzo. La motivazione è quella dell’esigenza di raccontare la città dal punto di vista del popolo, delle persone comuni. Ricordare la Gaetana oggi significa anche ricordare e valorizzare l’immagine di una Padova solidale che non respinge le persone povere, in difficoltà ma che sa accoglierle ed integrarle nel contesto. E mi fa piacere leggere, oggi, 10 giugno 2024 che l’artista Giocchino Bragato la pensi come me.

Alberto Botton

6 commenti

  1. Grazie mille Patrizia per il racconto di questa testimonianza. Sarebbe molto bello in effetti ma non è cosa semplice da fare, specialmente per una singola persona come il sottoscritto. Ho recentemente pubblicato un articolo sui luoghi della Resistenza a Padova, aggiungerò questo dettaglio sulla Gaetana, molto volentieri.
    Cordiali saluti,
    Alberto

  2. oggi 12 aprile 2023 ho avuto modo d parlare con una signora del ’31, aveva 11 anni e sul ponte 4 Martiri, allora Ponte Salboro, dopo un attentato partigiano, per rappresaglia, sono stati impiccati dai fascisti 4 ragazzi carcerati, per lo più perchè reticenti alla leva. Nessuno aveva il caraggio di andarli a piangere per paura di ritorsioni, solo la Gaetana, conosciutacome donna burbera ma ache sensible e generosa, si inginochiò sotto quei cadaveri per recitare il rosario. Neanche i fascisti ebbero il coraggio di mandarla via. Mi ha raccontato la stessa signora che la Gaetana era in verità una ricca erede ma che la sua indole stramba le ha fatto perdere tutti i suoi beni. Sarebbe bello raccogliere le testimonianze di queste persone che ancora vivono tra noi.

  3. Grazie per la segnalazione! Anche se acquistare un libro per leggere una pagina mi è un po’ complicato per quanto la storia di Don Guido Beltrame possa essere interessante.
    Eventualmente, se vuole mandarmi una foto di pag.39 via mail (info@blogdipadova.it) leggerò volentieri.
    Buona giornata,
    Alberto Botton

  4. Consiglio all’autore di leggere il libro “don Guido Beltrame. Pastore e Ricercatore” editrice Cleup dove a pagina 39 si raccontano alcuni episodi della “signorina Salmaso” da tutti conosciuta come la Gaetana.

  5. Grazie Antonia per questa tua testimonianza. E’ più che plausibile, atteggiamento molto “da Gaetana” questo che si va ad aggiungere a comportamenti simili. Era assai “tosta” la Gaetana! :)

  6. a proposito della Gaetana, mia madre mi raccontava che quando la Gaetana andava a Messa al Santo la gente al suo arrivo si scansava, lei imperterrita si avvicinava al banco dove voleva sedere e se chi lo occupava nn scappava immediatamente lo convinceva con i fatti: cominciava a spulciarsi e “lanciava” le pulci tutto intorno… ovvio che in pochi minuti si faceva un certo spazio libero tutto attorno…

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