” Marittimo Blues “, escursioni letterarie nell’Alto Adriatico e nell’anima della sua gente

“Marittimo blues” è una raccolta di affascinanti racconti che danno vita al paesaggio della laguna veneta e del litorale dell’Alto Adriatico.


In questo post ho pensato di parlarvi di un libro letto recentemente: si tratta di “Marittimo blues” di Andrea Mella.

È il libro d’esordio di Andrea Mella, classe ’77 di Pordenone ma residente a Vittorio Veneto (TV).
Pubblicato da Ediciclo Editore ed uscito nel maggio 2014, ho scoperto questo libro in occasione della mostra benefica “Il giro del mondo in 80 blogger” . In occasione dell’inaugurazione di quella mostra, che avevo contribuito ad organizzare, avevo assistito alla presentazione di questo libro.

Un po’ il tema, un po’ la presentazione mi convinsero a comprare questo libro. A distanza di anni, confermo che la scelta è stata più che mai azzeccata. A dimostrazione di questo mio gradimento ci sono le ricondivisioni di questo articolo. Dal 2014 ogni estate, e non solo, rimetto in homepage questo post. Un consiglio di lettura per le vacanze che rinnovo ogni anno e come suggestione per una gita in questi luoghi.

Ogni tanto vi parlo di letteratura, libri e fumetti. Ritengo infatti il turismo letterario, un filone molto interessante. La narrativa di viaggio, la letteratura così come la poesia rappresenta una bella modalità per dare vita ai luoghi e ai paesaggi.

Marittimo Blues, il blu del mare e quello nell’anima della sua gente

Marittimo Blues di Andrea Mella Ediciclo Editore

“Marittimo Blues” è un libro di 203 pagine con 9 racconti dedicati ed ambientati ad altrettante località di mare. Ovviamente parlo del Mare Adriatico Settentrionale e della sua “gente di mare”. Le storie trovano la loro ambientazione dalle isole della laguna di Venezia alle saline di Sicciole in Slovenia passando per Marano Lagunare e Trieste.

“Marittimo blues” è un bell’esempio di letteratura di mare. Leggendolo ti rimane addosso quell’atmosfera, quel “mood”, quelle suggestioni legati ai posti di mare che l’idea del blues ben descrive. La profondità e la “sofferenza” della musica blues vanno di pari passo con quelle delle storie che Mella racconta.

Sono storie personali, semplici, quotidiane, ordinarie ma non banali. Mai definiremmo “banali” le nostre storie personali. Allo stesso modo la condizione dei protagonisti dei racconti è un po’ quella di tutti noi. Ognuno dei personaggi è tormentato dai propri problemi e sofferenze ma anche sollevato da quelle speranze che possono nascere se si guarda al futuro.

Il filo conduttore di tutto il libro, e che alla fine resta, è forse proprio il “mood” dei racconti stessi. Nelle storie trovano spazio il carattere roccioso ed indolente della gente di mare ed un senso di nostalgia. La vita scorre a ritmi lenti in questi luoghi di mare, decisamente più lenti che nella terraferma. Una lentezza che consente di guardarsi intorno e di assaporare e di riflettere sulle cose finché accadono. 

Di certo una buona lettura “Marittimo Blues”, magari da leggere racconto dopo racconto proprio in riva al mare e con l’odore di salsedine nelle narici. Una lettura che può aiutare a fermare il tempo e a godere del piacere del presente. Una lettura che ci consente di soffermarsi sui dettagli del qui ed ora e sulla relazione con il paesaggio circostante.

Dalla letteratura di mare un invito alla lentezza e al turismo sostenibile in Veneto e nei luoghi di mare del Nordest

E poi “Marittimo Blues” mette al centro le località del mare Adriatico Nordorientale o mare Adriatico Settentrionale. Solo apparentemente questi luoghi fanno da sfondo alle storie quando di fatto sono i luoghi i veri protagonisti di Marittimo Blues.

La letteratura, come del resto il cinema, ben si presta ad esercitare il ruolo di promotore territoriale e turistico. Le storie rappresentano una modalità emozionale e coinvolgente di narrare storie e i luoghi in cui queste sono ambientate.  “Marittimo Blues” è un vero e proprio invito a scoprire i luoghi di mare dell’Alto Adriatico. Dalle Venezie a Trieste, lontani dal turismo di massa, ci sono luoghi interessanti da scoprire. Sono luoghi e località “minori”, solo perché non attraggono le masse ma è questa la discriminante? Direi proprio di no, il fascino anche fuori stagione che valga una gita si può trovare ovunque la nostra curiosità ci spinga.

Luoghi meno noti, dunque. Non le spiagge affollate di Sottomarina, Jesolo e neanche di Lignano o Grado, men che meno Piazza San Marco a Venezia, senza nulla togliere a questi ovviamente. Protagonista è quella striscia di terra tra mare e laguna che è Pellestrina (leggi il post di Lorenzo Bertoldi del blog “I viaggi di Serendipity” ) in cui è ambientato il primo racconto “El foresto” per raggiungere la quale da Venezia si deve compiere un vero viaggio da vaporetti e traghetti. L’isola di Sant’Erasmo con i suoi orti di carciofi, le Vignole con il suo vino bianco ed il vino rosso (leggete e capirete), la zona lagunare della Brussa tra i porti di Falconera e Porto Baseleghe nei pressi di Caorle, amata da Hemingway, Marano e ancora laguna, aironi, albe, tramonti, brezze, tempeste, vento, sole, salsedine.

Ai 9 racconti si aggiunge poi la postfazione di Gualtiero Bertelli, il noto cantautore veneziano.

“Marittimo blues” è un libro che consiglio e che invoglia ad andare a scoprire questi luoghi di mare. Le storie raccontate da Andrea Mella impreziosiscono di fascino e suggestioni e queste località.

Lo trovate senz’altro, almeno credo, alla Libreria Pangea di Padova, nota libreria di viaggio inserita nel post dedicato alle librerie indipendenti di Padova

Personalmente mi vedrei bene in un’osteria tipica veneta con la pergola e le tovaglie a quadri bianchi e rossi. Davanti un piatto di spaghetti con le vongole ed una caraffa di vino bianco sfuso. La vista del mare o della laguna ad ammorbidire i pensieri peggiori. Il vento sui capelli e l’odore di salsedine. La sabbia incollata ai piedi, un po’ di disagio dovuto alle poche ore di sonno e alla pelle arrossata dal sole.  Mando giù una spaghettata ed un sorso di vino e dopotutto penso che potrebbe andare peggio.
Ok, il viaggio, anche se con la fantasia, è iniziato ma da Padova andare a scoprire questi luoghi di mare è agevole!

Alberto Botton

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Alberto Botton
Alberto Bottonhttps://www.blogdipadova.it/
Insegnante di accoglienza turistica e geografia, appassionato di territorio, scrivo su Padova e provincia sul web da oltre 15 anni. Mi piacciono i podcast e la birra artigianale.

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