La necessità di impegnarsi per l’adattamento ai cambiamenti climatici delle città rispetto agli effetti e la strategia di mitigazione sono senz’altro argomenti di grande attualità. Le città nel mondo investono per gestire una transizione in grado di affrontare le sfide di un futuro che è già presente
Le città sono in prima linea nella crisi climatica: alta densità di popolazione, infrastrutture e attività economiche le rende particolarmente vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico.
Lo scioglimento dei ghiacciai, anche quelli “perenni” ai poli, innalzamento dei mari, erosione delle coste, isole di calore nelle nostre città, periodi di siccità e, allo stesso tempo, bombe d’acqua. Pensiamo alle nostre città, alle strade e gli scantinati dei nostri condomini allagati dopo un nubifragio. Episodi che capitano sempre più spesso. Precipitazioni intense che insistono su città e territori e in poche decine di minuti fanno cadere tanta pioggia quanta in genere cadeva nell’arco di diversi mesi. Questi sono gli effetti dei cambiamenti climatici.
E allora che fare? Come le città possono e stanno reagendo a questa realtà? Per affrontare queste sfide, gli amministratori delle città nel mondo adottano sostanzialmente due strategie complementari. E’ questo l’oggetto di questo articolo. Si tratta delle strategie di mitigazione delle cause dei cambiamenti climatici e delle strategie di adattamento per renderne meno gravosi gli effetti.
In questo articolo analizzeremo esempi internazionali, europei e locali, mostrando come le città stiano implementando entrambe le strategie per affrontare la crisi climatica. L’espressione “crisi climatica” evidenzia come la questione impatti in primis su di noi, sulle nostre società, sulla nostra vita e che affrontare questa sfida rappresenta qualcosa di ben più concreto e tangibile della prospettiva di “salvare il pianeta”, espressione che va bene come slogan…Il pianeta infatti si salva benissimo da solo e non ha bisogno di noi.
L’adattamento climatico delle città, così come le strategie di mitigazione, sono diventate una necessità imprescindibile di fronte agli impatti sempre più evidenti del cambiamento climatico.
Nel prendere in considerazione questi argomenti emergono, nuove parole chiave, nuovi modelli e strategie che senz’altro rappresentano delle buone pratiche e che hanno la capacità di ispirare e di diffondersi. Città sostenibili, città resilienti, città spugna, città dei 15 minuti, nature-based solutions etc etc, tutto bene fintanto si riesca a passare dalla teoria alla pratica e quindi agli interventi concreti. Tutti concetti che mi sono divenuti familiari ascoltando con regolarità il podcast Città, prodotto da Will Media, che consiglio.
Le strategie di adattamento mirano a rendere meno gravosi gli effetti per le persone e i territori. Si tratta dunque di un tema importante che ho deciso di affrontare all’interno della sezione “Padova e il suo territorio” del blog e per la rubrica “Padova una città in trasformazione“.
L’adattamento climatico delle città non è solo una misura preventiva, ma un’opportunità per migliorare la vivibilità urbana e costruire comunità più sostenibili. In questo post presento alcune delle iniziative in atto per poter toccare con mano come le città stanno affrontando questa sfida globale e quali strategie si stanno rivelando più efficaci.
Indice dei contenuti
- Crisi climatica nelle città, frontiera per affrontare la sfida
- Gli effetti del cambiamento climatico nelle città
- Come le città affrontano la crisi climatica
- Differenza tra mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici
- Adattamento ai cambiamenti climatici nelle città europee
- Adattamento ai cambiamenti climatici nelle città. Alcune azioni adottate dalle città più resilienti nel mondo
- Adattamento ai cambiamenti climatici nelle città e strategie di mitigazione. Quali sono le iniziative intraprese a Padova?
- Crisi climatica a Padova. Azioni di adattamento
Crisi climatica nelle città, frontiera per affrontare la sfida
Si parla di questo secolo come del “secolo urbano” per via del fatto che per la prima volta nella storia dell’uomo, nel 2009, lo sviluppo della popolazione urbana ha portato gli abitanti delle città e delle aree urbane a superare quelli delle aree rurali. La crescita demografica mondiale e la continua urbanizzazione si stima porterà ad una situazione che rischia di diventare esplosiva: circa il 70% della popolazione mondiale sarà concentrata negli spazi urbani entro il 2050.
Le città da sempre sono il luogo dell’incontro, dei commerci, dell’innovazione proprio grazie alla densità di persone ed attività. Rappresentano il luogo di grande attività, produzione di ricchezza ma anche di consumo di energia, di inquinamento e di impatto sull’ambiente. Va da sé, quindi, che sono proprio le città i luoghi da cui ci si aspetta maggior impegno, responsabilità nell’affrontare la sfida ma è proprio nelle città che si ripone maggior fiducia affinché questa sfida possa essere vinta.
La sfida a cui mi riferisco è quella della transizione verso una città in grado di adattarsi ai cambiamenti climatici. Una città in grado di convivere e di superare gli eventi climatici a cui non siamo abituati o che associamo ad altre latitudini. Si parla anche di città resilienti per riconoscere quelle città che riescano ad essere reattive rispetto alle iniziative da mettere in campo per far fronte a questo problema.
Gli effetti del cambiamento climatico nelle città
Le città devono affrontare fenomeni sempre più intensi e frequenti dovuti ai cambiamenti climatici. Tra gli effetti più estremi che la crisi climatica comporta nelle città ci sono le ondate di calore, spesso localizzate all’interno dello spazio urbano nelle isole di calore, le piogge intense e concentrate nel tempo, le alluvioni, l’erosione delle coste e l’ innalzamento del livello del mare…Sono fenomeni estremi che mettono a dura prova le infrastrutture urbane e la qualità della vita dei cittadini. Sono enormi i costi in vite umane e in danni a infrastrutture e cose che già stiamo subendo. In questo l’Italia è tra le più colpite.
- Isole di calore: zone urbane più calde, che colpiscono anziani e bambini.
- Alluvioni e bombe d’acqua: minacciano infrastrutture e sicurezza dei cittadini.
- Siccità e scarsità d’acqua: compromettono la disponibilità idrica e gli ecosistemi urbani.
- Innalzamento del livello del mare: città costiere e popolazioni vulnerabili a rischio crescente.
Questi impatti non riguardano solo l’ambiente, ma anche l’economia, la salute e la giustizia sociale.
Le città stanno già affrontando gli impatti della crisi climatica, con eventi estremi sempre più frequenti come alluvioni (vedi la disastrosa alluvione di Valencia di qualche anno fa), bombe d’acqua, come quelle che vediamo nelle nostre città e siccità, che minacciano sia le infrastrutture sia la vita delle persone. Anche le isole di calore, aree urbane con temperature particolarmente elevate, colpiscono soprattutto bambini e anziani e pongono questioni di giustizia sociale, poiché le zone più cementificate e meno curate sono spesso anche le più vulnerabili.
Un’altra minaccia significativa è l’innalzamento del livello del mare, che entro il 2050 potrebbe interessare circa 800 milioni di persone nelle città costiere se le emissioni non diminuiranno. Approfondisci l’adattamento ai cambiamenti climatici e le strategie urbane per affrontare questi fenomeni.
Come le città affrontano la crisi climatica

Rispetto alla sfida che le città sono chiamate ad affrontare per rispondere alla crisi climatica non mancano le riflessioni da parte di scienziati, esperti, urbanisti in tutto il mondo e la diffusione di modelli, espressione di interventi concreti.
Come le città affrontano la crisi climatica? Essenzialmente con due strategie: la mitigazione e l’adattamento. La strategia della mitigazione del riscaldamento climatico mirra a ridurre le emissioni e mentre l’adattamento cerca di contenere il più possibile gli effetti dei fenomeni meteorologici estremi, sempre più frequenti.
Uno di questi è senz’altro quello delle cosiddette “città spugna“. Tra le iniziative più avanzate adottate ci sono quelle che rientrano nel concetto di “nature based solutions“. Con questa espressione si intendono le soluzioni che utilizzano la natura e la biodiversità “per affrontare sfide socio-ambientali come il cambiamento climatico, il rischio idrico, l’inquinamento dell’acqua, la sicurezza alimentare, la salute umana e la gestione del rischio di calamità ambientali”, si legge su wikipedia.
L’adattamento climatico delle città è diventato una necessità imprescindibile di fronte agli impatti sempre più evidenti del cambiamento climatico. Ondate di calore, piogge intense e fenomeni estremi mettono alla prova le infrastrutture urbane e la qualità della vita dei cittadini. Per rispondere a queste sfide, le città devono adottare soluzioni innovative che includano la creazione di aree verdi, la gestione sostenibile delle risorse idriche e l’uso di materiali resilienti per gli edifici. L’adattamento climatico delle città non è solo una misura preventiva, ma un’opportunità per migliorare la vivibilità urbana e costruire comunità più sostenibili. Scopri come le città stanno affrontando questa sfida globale e quali strategie si stanno rivelando più efficaci.
Ovviamente nel contempo, oltre a cercare di mettere una pezza rispetto agli effetti è necessario cercare di fermare o ridurre le cause che alimentano il problema dei cambiamenti climatici vale a dire le emissioni dei gas serra. Le azioni adottate dalle città in questa direzione sono quelle che rientrano nella strategie di mitigazione .
Differenza tra mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici
Cerchiamo di sgomberare il campo da equivoci e di chiarire in modo chiaro e sintetico qual è la differenza tra strategie di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Questo per capire e contestualizzare le politiche e le azioni che vediamo, auspicabilmente, intraprendere nelle nostre città. La mitigazione mira a prevenire il peggioramento del cambiamento climatico, riducendo emissioni e consumi energetici, promuovendo la mobilità sostenibile e le energie rinnovabili. L’adattamento ai cambiamenti climatici consiste invece in interventi che proteggono le città dagli effetti già visibili: infrastrutture resilienti, gestione sostenibile delle acque, spazi verdi urbani.
- Mitigazione: ridurre le cause del cambiamento climatico, ad esempio le emissioni di gas serra. Esempio: Neutralità climatica a Padova da raggiungere entro il 2030.
- Adattamento: ridurre l’impatto dei fenomeni climatici estremi già in atto, come ondate di calore, piogge intense o innalzamento del livello del mare. Esempi: Rotterdam utilizza piazze d’acqua e tetti verdi per assorbire le piogge intense; Copenaghen ha progettato strade e parchi capaci di gestire le alluvioni.
Adattamento ai cambiamenti climatici nelle città europee
Che si sta facendo dunque nel concreto? Quali le iniziative di adattamento al cambiamento climatico nelle città europee?
Le città europee stanno affrontando la crisi climatica attraverso una serie di best practices e azioni concrete, dimostrando un impegno crescente verso la sostenibilità e la resilienza urbana. Ecco alcune delle città più virtuose, gli ambiti di intervento e le iniziative più ispiratrici.
1. Rotterdam, Paesi Bassi
- Ambito di intervento: Gestione delle acque e infrastrutture resilienti.
- Iniziativa: La “Rotterdam Climate Change Adaptation Strategy” prevede un approccio integrato per affrontare i cambiamenti climatici, con soluzioni come piazze d’acqua, tetti verdi e parcheggi che fungono da bacini temporanei durante le piogge intense.
2. Copenaghen, Danimarca
- Ambito di intervento: Gestione delle acque piovane e infrastrutture verdi.
- Iniziativa: Dopo le alluvioni del 2011, Copenaghen ha sviluppato un piano per gestire le acque piovane attraverso parchi, strade e piazze progettate per canalizzare e assorbire l’acqua, riducendo il rischio di inondazioni.
3. Barcellona, Spagna
- Ambito di intervento: Aree verdi urbane e biodiversità.
- Iniziativa: Il “Pla del Verd i de la Biodiversitat” mira ad aumentare gli spazi verdi e la biodiversità urbana, migliorando la qualità dell’aria e riducendo l’effetto isola di calore.
Celebre è l’iniziativa dei SuperBlocks o Super Manzanas, e che riguarda la gestione di una viabilità che sposta l’uso delle automobili nelle strade più esterne per poi chiudere al traffico le strade di collegamento interno degli isolati e gli incroci destinati a nuovi spazi pubblici.
4. Milano, Italia
- Ambito di intervento: Riforestazione urbana.
- Iniziativa: Il progetto “ForestaMi” prevede la piantumazione di 3 milioni di alberi entro il 2030 per migliorare la qualità dell’aria e mitigare gli effetti del cambiamento climatico.
5. Amburgo, Germania
- Ambito di intervento: Rigenerazione urbana sostenibile.
- Iniziativa: Il quartiere HafenCity è un esempio di sviluppo urbano sostenibile, con edifici a basso consumo energetico, spazi pubblici resilienti alle inondazioni e una mobilità sostenibile.
6. Parigi, Francia
- Ambito di intervento: Riduzione delle emissioni e mobilità sostenibile.
- Iniziativa: Il piano “Paris Climate Action Plan” mira a rendere Parigi carbon neutral entro il 2050, promuovendo l’uso della bicicletta, migliorando l’efficienza energetica degli edifici e aumentando le aree verdi.
7. Vienna, Austria
- Ambito di intervento: Pianificazione urbana e spazi verdi.
- Iniziativa: Il progetto “Urban Heat Islands Strategy Plan” affronta l’aumento delle temperature urbane attraverso la creazione di parchi, tetti verdi e la promozione di materiali da costruzione riflettenti.
Queste città rappresentano esempi ispiratori di come le amministrazioni pubbliche possano implementare strategie efficaci per affrontare la crisi climatica, migliorando la resilienza urbana e la qualità della vita dei cittadini.
Adattamento ai cambiamenti climatici nelle città. Alcune azioni adottate dalle città più resilienti nel mondo
Gli strumenti per contrastare gli effetti del cambiamento climatico nelle città si concentrano su interventi che migliorano la resilienza urbana, mitigano l’impatto ambientale e promuovono la sostenibilità.
Di seguito alcune delle iniziative adottate dalle città sostenibili e resilienti o riconosciute come tali.
1. Depaving
- Cos’è: Rimozione delle superfici impermeabili, come asfalto e cemento, per ripristinare terreni permeabili.
- Benefici: Riduzione del rischio di allagamenti urbani, diminuzione delle isole di calore e aumento della biodiversità urbana.
2. Tetti verdi e pareti vegetali
- Cos’è: Installazione di vegetazione su edifici per migliorare l’isolamento termico e assorbire l’acqua piovana. Il famoso “Bosco verticale” di Milano, pensato e realizzato da Stefano Boeri, ne è un esempio.
- Benefici: Riduzione delle temperature urbane, miglioramento della qualità dell’aria e isolamento degli edifici, con risparmi energetici.
3. Riforestazione urbana
- Cos’è: Piantumazione di alberi e creazione di foreste urbane in aree cittadine.
- Benefici: Riduzione dell’inquinamento atmosferico, miglioramento della qualità dell’aria e mitigazione dell’effetto isola di calore.
4. Infrastrutture verdi e blu
- Cos’è: Creazione di aree verdi (parchi, giardini) e blu (bacini, laghetti, canali) all’interno delle città.
- Benefici: Gestione sostenibile dell’acqua, raffreddamento naturale degli ambienti urbani e miglioramento dell’habitat per la fauna locale.
5. Superfici riflettenti
- Cos’è: Utilizzo di materiali chiari o riflettenti per pavimentazioni e tetti.
- Benefici: Riduzione dell’assorbimento di calore e abbassamento delle temperature urbane.
6. Sistemi di drenaggio urbano sostenibile (SUDS)
- Cos’è: Strutture progettate per gestire le acque piovane in modo ecologico (es. trincee drenanti, biotopi, pozzi perdenti).
- Benefici: Prevenzione degli allagamenti, filtraggio naturale dell’acqua e riduzione del carico sulle reti fognarie.
7. Mobilità sostenibile
- Cos’è: Promozione di trasporti ecologici, come biciclette, mezzi pubblici e veicoli elettrici.
- Benefici: Riduzione delle emissioni di CO2 e miglioramento della qualità dell’aria.
8. Recupero e riuso delle acque piovane
- Cos’è: Installazione di sistemi per raccogliere e riutilizzare l’acqua piovana per usi non potabili.
- Benefici: Riduzione del consumo idrico e mitigazione del rischio di siccità.
9. Pianificazione urbana sostenibile
- Cos’è: Ripensare l’uso del territorio urbano, con densificazione degli insediamenti e riduzione del consumo di suolo.
- Benefici: Migliore gestione delle risorse e diminuzione delle emissioni legate ai trasporti e all’espansione urbana.
10. Educazione e coinvolgimento dei cittadini
- Cos’è: Campagne di sensibilizzazione e partecipazione attiva dei cittadini nelle iniziative climatiche.
- Benefici: Creazione di una cultura della sostenibilità e maggiore adesione alle politiche ambientali.
Questi strumenti, se combinati, possono rendere le città più vivibili, resilienti e in grado di affrontare le sfide legate ai cambiamenti climatici.
Adattamento ai cambiamenti climatici nelle città e strategie di mitigazione. Quali sono le iniziative intraprese a Padova?
Per quanto riguarda le iniziative intraprese a Padova nell’ambito dell’adattamento e e della mitigazione dei cambiamenti climatici vi parlo ora di alcune delle iniziative concrete adottate dall’amministrazione. Qui, a conclusione di questo lungo e denso articolo, devo dire che Padova aderisce ai principi di fondo espressi nell’articolo sia dal punto di vista teorico sia da quello pratico e vi cito qualche esempio. E lo fa sia nei confronti dell’Europa ma soprattutto nel rispetto del futuro del pianeta, e il nostro
Azioni di mitigazione a Padova
Lo scorso 13 settembre 2024, il Comune di Padova ha ufficialmente presentato il Climate City Contract, un corposo documento programmatico con cui la città di Padova si prefigge di raggiungere la neutralità climatica entro il 2030
Da tempo si sta investendo sulla forestazione urbana con la piantumazione di alberi lungo assi di traffico importanti e sappiamo l’importanza ed il valore degli alberi per la loro capacità di assorbire il CO2. Rimane su questo la perplessità sul fatto che piantare arbusti “neonati” ci obbligherà ad aspettare chissà quanti anni prima di vedere crescere queste aree alberate.
Tra le iniziative intraprese dalla nostra città c’è senz’altro l’ampliamento delle linee del metrobus, meglio noto come il tram di Padova. Senz’altro il cantiere e l’opera più impattante, che inevitabilmente qualche disagio lo sta creando quello del cosiddetto progetto SMART. L’opera conclusa, però, doterà Padova di un sistema tramviario di 35 km ed 8 diverse linee lungo tre direttrici di traffico. Un intervento di mobilità urbana sostenibile importante che trasformerà la città e la mobilità all’interno di essa e che permetterà a molte persone di muoversi in città senza o riducendo di molto l’uso dell’automobile privata.
Il “Paesc”, piano di azione per l’energia sostenibile ed il clima di Padova
L’impegno dell’amministrazione comunale per la sostenibilità è testimoniato dal “Paesc”, Piano di Azione per l’energia sostenibile ed il clima di Padova. Nel 2021, adottando questo documento, Padova si pone l’obiettivo di raggiungere progressivamente la neutralità climatica entro il 2050, incrementando la capacità di reazione ai cambiamenti climatici.
Per la definizione delle azioni di mitigazione e adattamento che compongono il documento si è partiti da un’analisi attenta delle vulnerabilità del territorio (rischio idrogeologico, eventi meteorologici estremi, isole e ondate di calore) realizzata nell’ambito del progetto europeo Life Veneto Adapt (2017 – 2021). Ciò ha permesso di individuare uno spettro di interventi in grado di fronteggiare i problemi determinati dagli effetti dei cambiamenti climatici.
Il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile ed il Clima è stato strutturato in sei
capitoli:
- Una città con nuove energie, per favorire la produzione di energia da fonti rinnovabili
- Una città più efficiente, per aumentare l’efficienza di strutture edilizie pubbliche e private
- Una città con reti e servizi intelligenti, per realizzare servizi pubblici a rete più efficienti
- Una città che si muove meglio, per promuovere una mobilità più sostenibile
- Una città con un’economia a basse emissioni, per attivare politiche di sostenibilità nelle scelte aziendali
- Una città più resiliente, per incrementare la resilienza del territorio e favorire l’adattamento della città al cambiamento climatico.
Crisi climatica a Padova. Azioni di adattamento
Vediamo ora qualcuna delle azioni di adattamento utili a rendere meno gravosi gli effetti dei cambiamenti climatici a Padova.
- Sicuramente da menzionare la realizzazione dei bacini di laminazione per la sicurezza idraulica della città. Dopo l’alluvione del 2010 la Regione Veneto ha predisposti ben 23 bacini di laminazione.
- Per ora un intervento limitato e circoscritto ma importante è stato il restyling del parcheggio Savelli in zona Padova 1. Si è trattato di un intervento pilota che ha evidenziato il costo elevato di queste azioni. L’obiettivo è quello di contenere l’effetto isole di calore e di preferire superfici in grado di assorbire maggiormente l’acqua seconda la filosofia delle città spugna. Pensate che in città la temperatura può variare di quasi una decina di gradi a seconda che ci si trovi vicini a zone verdi e corsi d’acqua o, al contrario, nei quartieri più cementificati. Vivere in queste diverse condizioni è anche tema di giustizia sociale, non solo ambientale.
Qui, nella “piazza Savelli” sono stati piantati 52 alberi per ridurre le temperature, contenere le emissioni di CO2, filtrare la radiazione solare e favorire l’intercettazione della pioggia. Sono stati creati 2.000 mq di aree verdi con arbusti, piante e giardini pluviali (“rain garden”) che raccolgono e riutilizzano l’acqua piovana per l’irrigazione. Superfici drenanti e riflettenti: Per i 4.800 mq di strade e parcheggi, è stata usata pavimentazione in calcestruzzo drenante, capace di assorbire l’acqua e abbassare le temperature grazie al maggiore effetto albedo. Infrastrutture e mobilità sostenibile: Sono stati aggiunti percorsi pedonali e ciclabili, nuovi arredi urbani e colonnine di ricarica per veicoli elettrici, mantenendo comunque la funzione originaria di parcheggio della piazza.
L’idea è di replicare questa iniziativa anche altrove, in collaborazione anche con il settore privato.
Se guardate inoltre molti nuovi parcheggi sono un po’ tutti pensati con questa filosofia. Presenza di alberi per l’ombreggiatura e di arbusti nelle aiuole per ridurre l’effetto isole di calore e superfici calpestabili “forellate” permeabili che consentono alla pioggia di entrare in contatto con la terra e favorire così una maggior assorbimento.
- Sempre per affrontare il problema delle alte temperature in estate, ogni anno il Comune di Padova pubblica un opuscolo “Arriva l’estate” con le informazioni per gli over 65 con i consigli su come sopportare meglio il caldo, numeri di telefono e strutture dove trovare supporto in caso di bisogno e i luoghi freschi da frequentare. Un servizio come quello che ho notato a Barcellona sui rifugi climatici, poi seguiti a ruota da altre città e che hanno motivato anche il sottoscritto a scrivere l’articolo “Dove andare a Padova quando fa caldo“.
Alberto Botton
