Home Scoprire Padova Escursione sul Monte Ceva, alla scoperta del lato “selvaggio” dei Colli Euganei

Escursione sul Monte Ceva, alla scoperta del lato “selvaggio” dei Colli Euganei

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Monte Ceva sentieri Colli Euganei
Salita al monte Ceva tra agave e fico d'India nano

Ciao a tutti! Quest’oggi ho pensato di parlarvi di un’escursione sul monte Ceva Colli Euganei fatta la settimana scorsa percorrendo uno dei più bei sentieri Colli Euganei. Il Ceva è una collina di 255 metri di altezza sul versante orientale degli euganei tant’è che dalla sommità, da cui si gode una bellissima vista, nelle giornate limpide è possibile vedere la laguna veneta!

La partenza del percorso, uno dei più bei sentieri dei Colli Euganei per il suo interesse geologico e naturalistico, oltre che per la vista che si gode dall’alto, è a Battaglia Terme in viale degli Alpini, angolo via Montenovo, una stradina bianca, dove troverete una piazzola di sosta. Dopo esservi incamminati lungo la via, costeggiando un fossato, presso il quale ho visto un airone cinerino, e osservando in lontananza sulla destra il Castello del Catajo, vi troverete all’imbocco del sentiero contrassegnato dal caratteristico pannello informativo-naturalistico dei sentieri Colli Euganei. Io ho iniziato da qui, salendo verso sinistra ma credo sia consigliabile, prendere il tratto di sentiero denominato “ferro di cavallo” che prosegue pianeggiante sulla destra e percorrerlo in senso antiorario. Scegliendo questa opzione farete un po’ più di fatica perché vi troverete delle salite più impegnative ma d’altra parte vi risparmierete una discesa che in taluni punti dopo la cima del Ceva più essere impegnativa se non pericolosa. Altro consiglio ed avvertimento è quello di indossare scarpe adeguate, calzature da trekking ed un abbigliamento consono alle condizioni climatiche.

Si inizia a salire dopo una casa colonica abbandonata e dopo aver attraversato un vigneto. Alcune case o fattorie abbandonate danno quel tono di “desolazione” che, accrescono, se vogliamo l’atmosfera dell’escursione. Del resto nel titolo ho parlato di paesaggio “selvaggio”…La salita è ripida e un po’ impegnativa per chi non è molto allenato come il sottoscritto ma si fa volentieri, dal momento che man mano che si sale, il paesaggio diventa molto particolare e vario. Sassoso, arido con una vegetazione quasi mediterranea poiché questo versante dei Colli rivolto verso sud est è costantemente rivolto verso il sole. Il Monte Ceva con il vicino Montenuovo e sull’altro versante il Monte Spinefrasse e Monte Croce costituiscono il “gruppo del Ceva“, quasi un anfiteatro naturale che genera un clima adatto a conservare una straordinaria biodiversità e per questo inserito nei Siti di importanza comunitaria (SIC). Sono infatti state censite oltre 1200 specie di piante, alcune delle quali molto rare!

Nella prima parte della salita troverete corbezzoli, erica arborea, cisti e, salendo il paesaggio si fa più aspro e costeggerete pareti rocciose, rocce latitiche formatisi nel corso dell’eruzione subacquea (i Colli Euganei erano vulcani sotto la superficie del mare, formatisi ed emersi in seguito all’attività eruttiva tra i 30 e i 35 milioni di anni fa. Qui potrete vedere l’ opuntia compressa e opuntia stricta, agave e, a testimonianza dell’unicità dell’area, la convivenza tra il fico d’India nano ( che ama il caldo) e il Semprevivo ragnateloso che è un relitto glaciale. Le informazioni di natura botanica le ho trovate poi sul sito ColliEuganei.it, punto di riferimento sul territorio euganeo così come il sito ufficiale del Parco Regionale dei Colli Euganei.

 

Non c’è che dire. Un punto panoramico aspro e selvaggio dei #collieuganei che non avrei mai detto!

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Ad un certo punto costeggiando le rocce latitiche ed aggirando un notevole spuntone di roccia, troverete anche delle corde che vi aiuteranno a salire. Ecco perché io, prendendo il sentiero dall’altra parte e ritrovandomi a percorrere in discesa un sentiero ripido, pietroso ritengo la mia una scelta sconsigliabile. Pareti rocciose del Ceva così come quelle della cave abbandonate dove nidificano gli uccelli rapaci dei Colli Euganei, probabilmente i responsabili di certi versacci che sentivo scendendo….io scendevo, voi salite! Insomma, pietre e rocce di origina vulcanica, cave abbandonate, piante grasse, terreno arido, rapaci che volteggiano, il luogo adatto per girare qualche “spaghetti western” in salsa euganea!

Giunti sul crinale si prosegue fino alla croce di ferro posta in cima al monte Ceva, da dove potrete godervi uno splendido belvedere a 360° sui Colli Euganei. Ai piedi della croce, sulla punta rocciosa del monte troverete un piccolo capitello dedicato alla Madonna e, se avete con voi una bussola (provate anche con il cell), potrete sperimentare il curioso fenomeno dell’inversione del campo magnetico dovuto al fatto che, all’interno delle brecce magmatiche, ci sono minerali ferromagnetici (magnetite) con un campo magnetico risalente all’epoca in cui si sono formati e quindi ruotato rispetto all’attuale campo magnetico terrestre.

Sulla base della croce di ferro una targa ci ricorda che siamo nel Parco letterario “F. Petrarca” dei Colli Euganei con l’iscrizione del testo de “Le ultime lettere di Jacopo Ortis” di Ugo Foscolo laddove il protagonista parla dei Colli Euganei come del luogo dove rifugiarsi.

Si scende poi il crinale dei Monti Spinefrasse e Croce in un percorso in saliscendi attraverso un bosco termofilo costituito da arbusti di roverello, leccio, orniello con un sottobosco di pungitopo, biancospino, cisto ed il raro Verbascum phoeniceum. Da rifare visto che sull’area ci sono altri sentieri e deviazioni possibili fino ai ruderi di un vecchio monastero e verso il castello del Catajo!

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Alberto Botton

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