Quasi 8 anni di Blog di Padova. Perché?

Per la rubrica “Blog in progress” quest’oggi parlo un po’ di quali sono le motivazioni che mi spingono a portare avanti quest’attività da “blogger” dopo tutto questo tempo e gli obiettivi!

A giugno 2017 saranno ben 8 gli anni trascorsi da blogger della mia città, un’attività nata assolutamente per caso (leggi la storia del Blog di Padova), cresciuta nel tempo e sviluppata a più velocità e a fasi alterne per diversi anni senza troppa consapevolezza e progettualità. La consapevolezza e la presa di coscienza della necessità di una progettualità è arrivata dopo,  con l’acquisizione di nuove competenze (del blog come opportunità per acquisire nuove competenze ne parlo anche in questo post della rubrica), le prime soddisfazioni ed il sentore che ancora non si sono massimizzate tutte le potenzialità di questa iniziativa.

Alla base c’è sempre stata una passione per temi quali il turismo e la promozione del territorio alla luce della formazione universitaria ma soprattutto post-universitaria così come quella per la mia città ed il mio territorio. Tuttavia la passione da sola non basta, anche se è stata ed è, indubbiamente, il motore del molto impegno e tempo dedicato. Senza passione non si porta avanti un progetto per 8 anni ma neanche senza una motivazione più profonda!

Lo storytelling. L’esigenza di raccontarsi nasce dall’inadeguatezza

storytelling d'impresa blogLeggendo un libro dedicato allo storytelling, il bellissimo manuale Lo Storytelling d’impresa. La guida definitiva” di Andrea Fontana (ed. Hoepli-aprile 2016) nella parte in cui si parla delle motivazioni profonde che spingono o dovrebbero spingere un’azienda o un professionista a raccontarsi sono rimasto molto colpito della risposta data dall’autore, uno dei massimi esperti italiani di storytelling. Dice Fontana

Ci si può raccontare perché si ha la necessità di vendere meglio, perché si vuole posizionare un marchio, perché si desidera coinvolgere un pubblico. Risposte più che pertinenti, ancora lontane dalla verità. Se siete sinceri con voi stessi, e dovrete esserlo se volete fare storytelling, la verità è solo una: ci raccontiamo perché ci sentiamo inadeguati. 

Vogliamo un racconto di noi perché sentiamo di avere una storia importante da condividere con gli altri ma allo stesso tempo avvertiamo che questa storia, vitale per noi, non è ancora interessante per gli altri. Non è ascoltabile, fruibile, godibile.

E’ la tensione che ci fa muovere. Questa consapevolezza interiore di essere mancanti e incompleti fa partire il nostro viaggio verso lo storytelling. Non le mode, non gli strumenti e gli obiettivi di vendita. Quelli vengono dopo. Non saremmo autentici e il nostro racconto diventerebbe posticcio. Ci scoprirebbero subito. E invece un pubblico si emoziona solo se entra in risonanza emotiva con noi“.

E’ assolutamente così per me. Non che voglia raccontare chissà cosa di me stesso ma le motivazioni che mi guidano in questa avventura mi pare il minimo, altrimenti forse non si capisce il perché di questo impegno che ricordo non essere retribuito. Non ho editori ne sponsor che mi paghino…Un’occasione per ribadirlo alle varie agenzie di stampa e a chi mi chiede di promuovere gratuitamente qualsiasi evento.

La costanza nel portare avanti per così tanto tempo questo blog nasce da motivazioni più profonde rispetto ad una “passione”, nasce dal desiderio di voler andare a fondo in questa esperienza da blogger per poter cogliere le opportunità che mi si presentano e/o per crearmene di nuove, il tutto per migliorare la mia condizione lavorativa e di conseguenza la mia vita. Insomma non mi piace lasciare cose a metà e non cercare di massimizzare le potenzialità di quel che faccio.

Padova, il turismo, sono senz’altro interessi e passioni ma la benzina che alimenta anche il motore della passione è il desiderio di migliorare la mia vita, molto semplicemente. E lo fai attraverso la scrittura? Beh, anche! Ho passato i 40 anni e ricordo ancora quando all’età di 30 un noto dirigente di un’importante associazione di categoria mi disse che avrei fatto meglio a tenermi stretto il mio posto da dipendente in un grande magazzino. Cosa che per altro ho fatto ma senza rinunciare al desiderio di fare qualcosa in grado di regalarmi maggiori soddisfazioni e grazie al blogging a Padova, pur avendo attraversato momenti di difficoltà, ne ho ottenute. E’ senz’altro una fortuna, al giorno d’oggi, avere uno stipendio sicuro, anche part-time, ma 2 ernie e mezza dopo non ho mai smesso di impegnarmi nel cercare una mia strada, cercando comunque di vivere il presente, provare gratitudine per quanto ho ora. Ecco quindi da dove nasce l’impegno in questa attività.

Blog di Padova lezione studenti delle scuole superiori di Padova su blog e turismo

A scuola!

Le soddisfazioni non sono mancante e non mancano, come detto. Ultima soddisfazione in ordine di tempo procurata grazie a quest’attività da blogger è stata la possibilità di tenere alcune lezioni a studenti di scuole superiori ad indirizzo turistico per parlare loro di web e di turismo. Davvero una bella esperienza!

Nel corso degli anni, quello del “blogger”, anche se fatico a definirmi tale, è diventato per me uno stile di vita il che non significa essere diventato fanatico dei social network e di tutte le ultime tecnologie o di pubblicare su instagram foto dei miei piedi ma quello di maturare uno sguardo sulla mia città decisamente più attento e partecipe.

L’idea è quella di cercare di fare del Blog di Padova un sito che contenga ancor di più informazioni utili per padovani e turisti, una sorta di guida online per chi vuol vivere il nostro territorio ma non solo…In ogni caso degli obiettivi del Blog di Padova parlerò in un’altra puntata. Stay tuned!

Alberto Botton

Condividi il post! ;)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.