Museo della Centuriazione romana a Borgoricco. Tra la città di Padova l’alta padovana, sono ancora evidenti i segni della “pianificazione territoriale” risalenti ai tempi degli antichi romani: è il cosiddetto “graticolato romano”.
Con questo post vi parlo di un museo in provincia di Padova, il Museo della Centuriazione Romana di Borgoricco, importante centro culturale del Camposampierese.
Questo museo dell’Alta padovana racconta in particolare, attraverso uno stile divulgativo “giovane” e al passo con i tempi, l’antica storia di questo territorio: quella del “graticolato romano” ai tempi della Padova romana, l’antica Patavium. Il graticolato romano di Padova è databile alla seconda metà del I secolo a.C
Siamo nel Veneto centrale, in quella zona della provincia di Padova caratterizzata da una particolarità. Se osserviamo questo territorio tramite google earth o google maps possiamo vedere come le strade corrano tutte lungo le stesse linee. Lo stesso vale per fossati e canali irrigui. Linee parallele e perpendicolari segnate in modo regolare formano in quell’area una sorta di reticolo. E dalle immagini dall’alto si vede bene. Questo fa pensare al risultato di una pianificazione territoriale ragionata e così fu infatti. Si tratta proprio della pianificazione territoriale che si faceva ai tempi dell’antica Roma.
Nella zona compresa tra i comuni di Camposampiero, Borgoricco, Cadoneghe, Massanzago, S. Giorgio delle Pertiche, Vigonza,etc e quelli veneziani di S. Maria di Sala, Pianiga, Mirano sono evidenti i segni evidenti della centuriazione romana, la modalità tramite la quale gli antichi romani organizzavano il territorio agricolo prima di cederne le porzioni ai vari coloni, il più delle volte legionari in congedo.
Ai tempi della Padova romana, l’antica Patavium
Ai tempi dell’Antica Roma, Padova era una città di grande importanza. Era stata una delle culle degli antichi veneti, alleati dei romani contro i Galli e con il processo di romanizzazione Roma volle riconoscere a Padova un ruolo degno.
Tiberio Gracco nel 133 A. C avviò una riforma agraria che prevedeva la colonizzazione e la privatizzazione dell’ager publicus. I terreni di proprietà di ricchi patrizi che questi lasciavano improduttivi, vennero così redistribuiti tra l’intera popolazione. In questo modo si ottenne un nuovo impulso per l’agricoltura.
I terreni in questione erano quelli ai margini delle città. La centuriazione di cui vi parlo oggi è conosciuta come Graticolato romano. Era un territorio di pertinenza del municipio di Patavium, il centro più importante della Regio X, che comprendeva un territorio molto ampio. Il graticolato romano di Padova è databile alla seconda metà del I secolo a.C! Oltre al graticolato romano comprendeva anche altre centuriazioni, nella zona della Saccisica (scoperta recentemente) ed un’altra tra Cittadella e Bassano.
Per razionalizzare il controllo del territorio e anche per favorire l’agricoltura, Roma assegnò i terreni spesso inospitali, paludosi, a partire dai veterani dell’esercito. I soldati divenivano così coloni impegnati nella gestione delle campagne.
Le strade e gli appezzamenti di terreno furono riorganizzati secondo lo schema urbanistico tipico delle città romane, quello a “reticolo”. La realizzazione di questo reticolo era il risultato dell’incrocio di cardi (le vie lungo l’asse nord-sud) e decumani (est-ovest). Questo reticolo regolare formava dei quadrati di circa 710 metri di lato, le cosiddette centurie. Ognuno di questi quadrati o centurie veniva assegnato ai veterani che venivano così ricompensati del loro servizio nell’esercito.
Si trattava della modalità individuata dai Romani per fare pianificazione territoriale, competenza che in tempi moderni non abbiamo saputo dimostrare granché. Fu grazie alle centuriazioni che i terreni furono bonificati e le acque paludose incanalate lungo fossati e canali per l’irrigazione.
Dal Medioevo ai giorni nostri
Nel corso del medioevo, inondazioni, guerre e la peste portarono ad un drastico calo demografico di queste aree e la natura tornò a dominare sull’uomo, i boschi ripresero ad avanzare così come le aree paludose a danno dei campi coltivati.
Nel corso del medioevo qui sorsero pievi, conventi e santuari mentre nei secoli successivi le Ville veneziane sono testimonianza di una nuova gestione del territorio.
Fu tuttavia solo ad inizio Ottocento, grazie allo sviluppo di nuove tecniche legate alla cartografia e alla topografia che furono riscoperte queste antiche divisioni agrarie.
Questa area appartiene a quella zona di Veneto famosa come “Locomotiva d’Italia”, o parte del cosiddetto “Miracolo del Nord-est”. Nel secondo dopoguerra e negli anni del boom economico infatti la vocazione agricola, i valori legati alla famiglia e allo stesso tempo un certo spirito imprenditoriale favorì le condizioni per lo sviluppo dell’economia locale. Nel corso degli anni, imprese a gestione familiare hanno saputo crescere, innovarsi e competere a livello nazionale ed internazionale.
Questa crescita economica ha portato benessere economico ad un territorio da cui si emigrava, quel Veneto agricolo che tra fine Ottocento e metà Novecento in cui miseria e povertà erano purtroppo diffuse.
D’altra parte questa crescita economica la si è pagata con danni all’ambiente e al paesaggio. Le belle campagne si sono trasformate in una lunga sequenza di capannoni e strade trafficate di camion impegnati nel trasportare merci e materiali.
La sfida per il futuro, grazie ad una nuova sensibilità, quella di restituire bellezza a quest’area che comunque conserva ancora angoli di pregio ambientale, oltre che testimonianze di arte e cultura.
Il Museo della Centuriazione romana a Borgoricco (Padova)
Nel Comune di Borgoricco è visitabile il Museo della Centuriazione Romana. Borgoricco trova a circa 14 km a nord di Padova e all’interno del suo territorio, ai tempi dei romani, si sviluppava il “decumanus maximus”. Il decumano massimo era il principale asse viario est-ovest, rimasto nel toponimo dell’attuale via Desman.
Il Museo, inaugurato nel 2009, trova spazio all’interno di un bell’edificio contemporaneo realizzato dall’architetto Aldo Rossi. Le persone interessante all’architettura contemporanea troveranno motivo di una visita anche solo per l’edificio in sé.
Il Museo è suddiviso in 4 sale. La prima, la Sala verde, è dedicata alla Centuriazione ed il territorio, la Sala arancione all’Agricoltura ed allevamento, la Sala rossa alla Casa e alla vita tra le mura domestiche, la sala azzurra all’Attività economiche e produttive. In quest’ultima sono raccolti ed esposti i reperti rivenuti duranti scavi archeologici nella zona.
Il percorso didattico è molto curato con didascalie utili per comprendere il contesto storico e culturale. Sono presenti disegni ed illustrazioni molto belle così come alcune installazioni e ricostruzioni (il telaio, il focolare con le pentole dell’epoca, gli attrezzi per lavorare i campi…), in grado di attirare l’attenzione di tutti, bambini ed adulti.
Si tratta di uno spazio museale che punta ad educare e ad insegnare qualcosa ai visitatori cercando di stimolarne l’interesse, edutainment sarebbe il concetto, education ma anche entertainment, imparare divertendosi!
Sono molte le attività ed i laboratori che il team del Museo progetta e propone ai bambini in età scolastica. L’obiettivo è quello di farli appassionare alla storia divertendosi.
Per info su orari e prezzi visitate il sito ufficiale del Museo della Centuriazione romana e seguite anche il Museo sui social network per restare aggiornati sulle molte iniziative proposte: pagina facebook e tramite il profilo twitter (@MuseoCentRom)
Alberto Botton



