NEXT: il bus modulare che si aggancia a misura di città
Pensavamo che l’idea fosse ambiziosa; oggi sappiamo che è reale. NEXT, il veicolo modulare a guida autonoma ideato a Padova, si evolve: non è più solo un concept futuristico, ma un progetto concreto in sperimentazione, con moduli che possono agganciarsi tra loro per adattarsi al traffico, alla domanda e al servizio urbano. Dalla fase iniziale del 2021 si è passati a test reali, prototipi avanzati, e un piano che vuole inserirsi nel tessuto della mobilità delle città del futuro.
NEXT è il risultato della visione di Tommaso Gecchelin e del team di Getplus / Next Modular Vehicles, che guardano al trasporto urbano come a un insieme di moduli flessibili piuttosto che a mezzi fissi e monolitici. E’ un progetto che senz’altro impatta sulle città che dovessero adottare questo sistema ed è per questo che inserisco l’articolo nella categoria sulla città che cambia.
Nel corso del 2024 e 2025, NEXT ha fatto passi importanti:
- È stato presentato al GreenLogisticExpo come minivan elettrico modulare, caratterizzato da moduli agganciabili, che possono unirsi o separarsi per ottimizzare il carico e la capacità in base alla domanda.
- Ogni modulo ha dimensioni contenute (~2,8 × 2,5 × 3 metri) e può trasportare fino a 16 persone (di cui 10 in piedi e 6 seduti).
- L’obiettivo è creare “sciami” di moduli — unità che si connettono e disconnettono in movimento, rispondendo alle richieste di trasporto in tempo reale.
- L’idea è che l’utente possa chiamare un modulo tramite app, scegliere il tragitto, e essere trasportato nel modo più efficiente possibile, magari con cambi di modulo durante il tragitto.
Dalla startup originaria, oggi Next SRL è una PMI innovativa, e il progetto ha attirato attenzione anche da investitori esteri interessati alla mobilità urbana del futuro.
L’intervista al fondatore di Next Gecchelin)
Nell’articolo del Corriere Motori (febbraio 2024) — sebbene non accessibile completamente online in questo momento — si indicava che Next Modular Vehicles sta studiando proprio la tecnologia dei veicoli agganciabili fra loro. Quello che emerge da altre fonti e dichiarazioni è:
- Gecchelin descrive NEXT non come un semplice autobus, ma come un sistema modulare dinamico: moduli autonomi, combinabili, che rispondono alla domanda del servizio urbano.
- L’attenzione è non solo al trasporto di persone, ma anche alla logistica “last mile” — quindi NEXT mira a coprire sia la mobilità urbana che l’integrazione con le merci leggere.
- L’azienda ha in programma di collaborare con amministrazioni comunali per avviare sperimentazioni su piccola scala — quartieri, campus, poli universitari, distretti — prima di pensare a una rete completa urbana.
Secondo l’EY Smart City Index 2025, Padova si è classificata tra le città medie più smart, posizionandosi al 7° posto nella classifica dedicata a questa categoria. Tra i punti di forza la mobilità, la transizione ecologica e la riqualificazione urbana. Tutti e tre i concetti sono ben rappresentati dal progetto di “Padova Soft City”, focalizzato sull’attrazione degli investimenti. L’area della Soft city padovana è di fatto il distretto del terziario avanzato della città, ad alta concentrazione di società digitali e tecnologiche all’interno del quale è nata la storia degli stessi veicoli Next.
I soggetti promotori del progetto “Padova soft City”, cioè Confindustria, il Comune, l’Università e la Camera di Commercio di Padova, si sono ispirati proprio alla vocazione hi-tech della città, per delineare le linee guida di questo programma: innovazione, sviluppo, modernizzazione e cambiamento. Proprio sul cambiamento sono incentrate le opere pubbliche che ridisegneranno e stanno ridisegnando il profilo della città, e che riguarderanno l’aggiunta di una nuova linea di tram, la costruzione di un nuovo ospedale e il completamento del nuovo centro congressi.
Padova Soft City, il Climate City Contract e il ruolo di NEXT


Padova era già ambiziosa con il progetto Padova Soft City: un’idea che combinava urbanistica leggera, infrastrutture digitali, mobilità alternativa e rigenerazione urbana. Quel modello di visione è oggi parte integrante del percorso che la città sta seguendo per diventare realmente smart e sostenibile.
Con l’approvazione del Climate City Contract (CCC) da parte della Commissione Europea nel maggio 2025, la nostra amministrazione ha tracciato una roadmap chiara per la neutralità climatica a Padova azzerare le emissioni nette di gas serra entro il 2030. Ne ho parlato all’interno dell’articolo dedicato alla neutralità climatica a Padova, da raggiungere entro il 2030. Il piano copre vari fronti — efficienza energetica, energie rinnovabili, mobilità sostenibile, gestione dei rifiuti, ecosistemi urbani. Se vuoi puoi linkare il tuo articolo sulla neutralità climatica proprio qui, come complemento.
In particolare:
- Il CCC prevede il potenziamento del trasporto pubblico elettrico, una rete ciclabile più estesa, zone a traffico limitato, infrastrutture intelligenti per la mobilità.
- NEXT potrebbe inserirsi come uno dei mezzi “sperimentali” che testano modelli futuri di mobilità urbana — adattivi, modulari, flessibili.
- Il progetto +PADOVAxCHANGE, che crea un gemello digitale della zona industriale di Padova per simulare scenari energetici e di decarbonizzazione, può dialogare con sistemi come NEXT: i dati legati al traffico, all’uso dei moduli, alle rotte, possono essere integrati nel gemello digitale per simulazioni e ottimizzazioni.
NEXT non è ancora una “corsia attiva” per i cittadini padovani come speravamo nel 2021, ma non è nemmeno un’idea dismessa: è oggi un progetto tangibile, in fase di test, con moduli agganciabili, attenzione al trasporto urbano e logistico leggero e un potenziale inserimento nel quadro più ampio della mobilità sostenibile che Padova sta costruendo con il suo Climate City Contract.
Alberto Botton
L’importanza dell’internet veloce all’interno della città
Ad oggi secondo una ricerca di mercato (Panda Security), solo il 6% degli internauti italiani usa servizi come l’online banking, mentre il 44% naviga per consultare i social network, il 25% per la messaggistica e il 24% per i servizi di intrattenimento streaming . C’è quindi da aspettarsi che una volta in grado di navigare velocemente la maggior parte degli utenti andrebbe ad usare internet principalmente per il proprio intrattenimento personale.
Tra gli esempi di piattaforme alle quali gli italiani sicuramente non rinuncerebbero c’è Netflix che, con i suoi 2101 titoli in catalogo tra i quali ci sono 1715 produzioni originali, si conferma il servizio streaming con il maggior numero di abbonati.
Un altro esempio di intrattenimento digitale molto apprezzato dagli italiani che già posseggono una connessione veloce è il sito di casinò online Betway, che offre oltre 100 slot machine tra quelle classiche, video e mobile, quest’ultime disponibili sull’App casino.
Comunque anche questo utilizzo più “leggero” della connessione rientrerebbe in quei principi di cui si parlava nel saggio di Sergio Niger, cioè quello della libera costruzione della personalità.
Padova, quanto internet veloce sia importante, lo ha capito da un pezzo visto che offre già da tempo la fibra ottica alla quasi totalità del territorio comunale. D’altronde il concetto di città smart, non si basa solo sulla evoluzione tecnologica, ma anche sui principi di sostenibilità ambientale e inclusione sociale. E cosa c’è di più socialmente equo che offrire gli stessi servizi a tutti?
