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Le origini di Halloween e la festa dei morti in Veneto. Tradizioni antiche che si perdono nella notte dei tempi!

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Le origini di Halloween e le feste dei morti in Veneto

Come ogni anno, all’avvicinarsi delle festività legate al culto dei morti sui social network noto le solite affermazioni relative alla festa di Halloween sicché ho pensato di scrivere questo post parlando delle origini di Halloween e di come questa festa abbia radici comuni a moltissime tradizioni e ritualità legate alla festa dei morti in Veneto e in tutta Italia.

Halloween è una festa americana“, “E’ una carnevalata, la solita festa commerciale” “E’ una festa che va contro le tradizioni cristiane e quindi non c’entra niente con la nostra cultura, etc etc. Beh, direi che è il caso di fare un po’ di chiarezza.

Innanzitutto le origini di Halloween appartengono alla cultura celtica e quindi ad un’epoca precristiana e di conseguenza pagana. Sul fatto che negli Stati Uniti sia divenuta una festa commerciale è indubbio così come, d’altra parte, mi sorprendo che si scopra nel 2019 che viviamo in una società capitalistica ed iperconsumistica…Quale festa non è commerciale? Forse il compleanno di amici e parenti o i festeggiamenti per una vittoria sportiva della propria squadra del cuore ma per il resto non ne vedo molte altre in giro…

Ma sentite cosa dice questo professore di religione (cattolica), a mio avviso bravo perchè non bigotto il cui obiettivo è comunicare e non convincere come dice nella presentazione del suo canale YouTube.

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Dal Samhain celtico all’avvento delle festività cristiane. Un tipico caso di sincretismo religioso

Innanzitutto le origini di Halloween sono da ricercare in Irlanda e non negli States dove la festa è giunta assieme ai numerosi emigranti irlandesi in seguito alla terribile carestia dell’Ottocento. Il nome deriva dalla contrazione del termine inglese arcaico All Hallows’ Eve dove “Hallow” significa Santo ed “eve” sera o notte, quindi la notte della vigilia di Ognissanti. Halloween è quindi un termine ed una festa inventata dalla Chiesa Cattolica, nato quando Papa Gregorio IV decise di spostare la festa di Ognissanti da maggio all’inizio di novembre e questo per contenere le ritualità pagane e incentivare così l’evangelizzazione nelle terre del Nord Europa.

Ma cosa succedeva la notte della vigilia di Ognissanti quando ancora non si chiamava così, prima dell’avvento di San Patrizio e del Cristianesimo? Ed è qui che arriviamo alle tradizioni antichissime che si perdono nella notte dei tempi e ai festeggiamenti relativi al Capodanno celtico, il cosiddetto Samhain, che si festeggiava il 1 novembre.

Samhain deriva dal gaelico samhuinn che significa infatti “fine dell’estate”. A segnare l’avvicendarsi delle stagioni erano i ritmi della natura per i celti, un popolo di contadini ed allevatori di bestiame e così era in tutta Europa, Italia e Veneto compreso. Pensate alle origini della festa della Befana, i panevin, tutti festeggiamenti che in origini erano dedicati all’arrivo della stagione invernale, alla fine del raccolto, ad una natura che moriva, in attesa di rifiorire la primavera successiva. La comunità poteva riposarsi, ringraziare gli Dei per la generosità del raccolto, chiudersi in casa per ripararsi dal freddo, riparare gli attrezzi di lavoro e magari ritrovarsi la sera nelle stalle e nei fienili a raccontarsi fiabe e leggende, come avveniva nei nostri “Filò”.

Per i celti il tempo era suddiviso in cicli ed il passaggio dall’uno all’altro era sempre ricco di magia ed un’occasione per rafforzare i legami tra i membri della comunità e, nel caso del Samhain, anche l’occasione per celebrare il culto dei morti, in sintonia con una natura che sembra morire in questo periodo dell’anno. Secondo i Celti i morti vivevano in un luogo di eterna giovinezza e felicità chiamata Tir Na Oge e credevano che alla vigilia di ogni anno Samhain richiamasse tutti gli spiriti per radunarli e farli tornare nel mondo dei vivi permettendo così agli spiriti di vagare indisturbati sulla Terra. I Celti dopo aver sacrificato animali e acceso il Fuoco Sacro, si mascheravano indossando le pelli degli animali uccisi, coprendosi il volto con maschere grottesche per spaventare gli spiriti erranti. Dopo 3 giorni di festeggiamenti nelle radure e nei boschi si tornava al villaggio guidate da lanterne fatte di rape intagliate con all’interno braci del Fuoco Sacro.

I travestimenti, lanterne fatte di ortaggi…già qui si possono intravedere le origini di Halloween.

Halloween in Irlanda Daniel Maclise (1832)“Halloween in Irlanda” (1832) – Daniel Maclise

E poi giunse il Cristianesimo che tuttavia non estirpò del tutto i festeggiamenti del Samhain. La festa di Ognissanti pare fu festeggiata la prima volta a Roma il 13 maggio del 609 dC ma fu solo nell’840 sotto Papa Gregorio IV che la festa fu spostata al 1 novembre per coprire e cancellare l’antica festa celtica e fu nel IX secolo che venne istituzionalizzata ufficialmente ed estesa a tutta la Chiesa. Nel X secolo il culto del Samhain ancora non era stato sconfitto e così la Chiesa istituì per il 2 novembre la festa dei morti.

Tuttavia, dai festeggiamenti celtici del Samhain alle festività cristiane legate al culto dei Santi e dei morti, nonostante i tentativi della Chiesa, in atto tutt’oggi, di demonizzare l’antica festa precristiana, determinati riti e tradizioni si sono sviluppati in tutto il mondo, compresa l’Italia ed il Veneto, tradizioni che sono arrivate ai giorni nostri.

Poi con l’emigrazione degli irlandesi negli Stati Uniti nell’800, in seguito alla carestia, nacque l’Halloween che conosciamo oggi. Fu scelta la zucca perché negli Stati Uniti gli irlandesi non trovarono rape rosse abbastanza grandi da intagliare e via via, da una festa per rimanere uniti con il proprio paese natio, divenne quasi una festa nazionale, fino al consumismo di oggi.

Le tradizioni della festa dei morti in Veneto

Personalmente amo molto le tradizioni e l’Italia, con la sua straordinaria ricchezza fatta anche di cultura popolare, ne è una miniera. Ne sono un esempio le festività dei morti in Italia, declinate secondo molteplici tradizioni, leggende locali, e come per ogni festa della tradizione che si rispetti, con tanti dolci e dolcetti dedicati.

Riguarda alla commemorazione dei morti del 3 novembre c’è una leggenda secondo la quale pare i Cristiani vagabondassero di villaggio in villaggio per chiedere un dolce chiamato “pane d’anima” ed ogni dolce ricevuto faceva aumentare le preghiere per i defunti di quella casa che si era dimostrata accogliente. Una tradizione molto simile a quella delle origini di Halloween, no?

favette dei morti pasticceria Ballico Padova - festa dei morti in VenetoLe favette dei morti della storica Pasticceria Ballico di Padova comprate lo scorso anno

Se la zucca intagliata con la candela accesa all’interno è il simbolo universalmente adottato per Halloween bisogna ricordare che questa tradizione era tipica anche in Italia, in particolare in Toscana, Veneto e Friuli. Se quella “irlandese” è legata alla leggenda di Jack O’ Lantern in Veneto e Friuli veniva chiamata Lumèra, Suca Baruca o Suca dei morti. Insomma anche nel nostro Veneto è sempre esistita la tradizione di intagliare la zucca ed accendere una candela all’interno. A Piove di Sacco, anche se non direttamente, legata alla festa dei morti, la terza domenica del mese si svolge la festa della zucca, tipico ortaggio autunnale, ma il nome della festa è “Suca baruca col mocolo impissà“.

Non c’è festività senza dolce della tradizione e così in tutta Italia e anche in Veneto esistono molti dolci tradizionali legati alla festività dei morti quali ad esempio il pan dei morti, gli ossi da morto (biscotti allungati che sembrano delle ossicine), le favette dei morti, diffuse in tutta Italia, piccoli e deliziosi biscottini colorati che pare venissero distribuiti ai funerali già ai tempi dell’antica Grecia, tutti dolci che venivano preparati perché si riteneva che nella notte tra il 1 e il 2 novembre i defunti tornassero a trovare i propri familiari. Da qui l’usanza di lasciare sulla tavola una piattino con del pane e del vino. Secondo una credenza popolare lasciare sul davanzale della finestra un lumino acceso avrebbe reso visibili, proiettati sul muro, le ombre dei morti in processione, che si fermavano di casa in casa.

A proposito di tradizioni e leggende legate al culto dei morti ogni anno tra fine ottobre e la prima settimana di dicembre si svolge una bella manifestazione con centinaia di eventi in tutto il Veneto. Si tratta di “Veneto. Spettacoli di mistero”, iniziata molto apprezzata promossa dal Comitato regionale delle pro loco del Veneto, (Unpli Veneto).

Le feste sono belle. Godiamocele!

Quindi, secondo me, pur ritenendo legittimo criticarne l’eccessiva commercializzazione, credo sia comunque sbagliato dire che le origini di Halloween, per quanto si tratti di una festa celtica, non abbiano nulla a che fare con la nostra cultura. Siamo stati un popolo pagano e non ci vedo nulla di male nel riconoscerlo: è storia! E una parte della tradizioni adottate nel nostro Veneto hanno senz’altro sentito l’influenza della festa celtica, quella delle origini di Halloween! Nel corso della storia del’uomo l’avvento di nuove religioni e culture non hanno mai soppiantato del tutto quelle preesistente ma vi si sono sovrapposte. Altro esempio…il Ferragosto, nato come feriae Augusti (riposo di Augusto), periodo  di riposo e festeggiamenti ai tempi dell’antica Roma istituito dall’imperatore romano Ottaviamo Augusto. Poi la festa pagana fu assimilata dalla Chiesa Cattolica e dal VII secolo si iniziò a festeggiare l’Assunzione di Maria.

Per cui, per concludere, direi che in ogni epoca storica, da sempre, si è festeggiato questo periodo dell’anno, secondo gli usi e costumi del tempo. Sono quindi contrario alla demonizzazione, che fanno alcuni, della festa di Halloween di oggi con le sue feste in maschera a tema horror, i bambini vestiti da mostricciatoli che girano per fare “dolcetto o scherzetto”. Che problema c’è?  Viviamo in un’epoca consumistica e usare l’epiteto “commerciale” per denigrare una festa suona oggi piuttosto ridicolo ed ipocrita. Anche perché, magari, gli stessi che si scandalizzano della commercializzazione di questa festività religiosa sono gli stessi che la domenica non rispettano i precetti religiosi andando a popolare centri commerciali delle nostre città. Forse che non conoscano le vere origini di Halloween?

Alberto Botton

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Appassionato di territorio, turismo e della mia città, Padova, di cui parlo sul blog: http://www.blogdipadova.it/

6 COMMENTS

  1. Al 30/10/2018 at 06:39

    Ma quando mai, fino a circa 20 anni fa con l’introduzione artificiale di Halloween qui da noi, in Italia mai visto e sentito di halloween, di zucche, scherzetti e dolcetti, tutte cazzate d’importazione americana. Da noi esisteva solo la festa dei morti, 1 novembre e fine.

  2. Alberto Botton 30/10/2018 at 09:39

    Non ho scritto infatti che anche da noi si è sempre festeggiato Halloween così come lo conosciamo oggi. Ho scritto che le origini di Halloween non sono estranee alla nostra cultura e che certe tradizioni sono simili, avendo un’origine comune.
    L’usanza dell’intagliare la zucca c’era eccome in alcune zone d’Italia tra cui Toscana, Friuli e anche Veneto.
    Magari non sarà stata comune a tutte le famiglie o a tutti i paesi ma esisteva eccome.
    Insomma quello che si dice nei video non sono fesserie ma realtà.
    È un po’ come le origini della Befana ed i roghi dei panevin…la festa cristiana
    dell’Epifania si è sovrapposta a riti più antichi , pre-cristiani e Pagani.

  3. Marco 26/10/2019 at 20:56

    Apprezzo la tua cultura , è saggio sapere la storia e le tradizioni, bravo!

  4. Alberto Botton 26/10/2019 at 21:38

    In realtà più che cultura la mia è curiosità che mi ha portato a documentarmi un po’ prima di scrivere. Grazie per il bel commento!!

  5. TREVIGIANO 29/10/2019 at 21:55

    Credo che alcuno mette in discussione le usanze, i costumi, le storie, etc., purchè siano veritiere e non leggende. Nel caso specifico ogni nazione ha i propri usi e costumi ma dove stà la contraddizione e l’assurdità nel mantenere viva una tradizione che secondo il mio modesto parere ci è sfuggita di mano, stà nel fatto coloro che si ergono a difendere le tradizioni, la chiesa cattolica che si erge a criticare certe tradizioni pagane e soprattutto il popolo che partecipa a mantenere vive certe tradizioni, si è lasciato prendere la mano, nel senso che le ha trasformate in gogliardate con travestimenti pornografici, rumori molesti nelle zone residenziali, stati di ubriachezza e tanto altro. La domanda che pongo è questa: ma i nostri defunti, morti, trapassati e predecessori come vedono questi nostri comportamenti? Siamo convinti che sono contenti di come li festeggiamo congiuntamente alla festa dei Santi? Ma come si puo’ paragonare dal punto di vista morale una famiglia che va al supermercato rispetto a chi festeggia halloween a certe condizioni?

  6. Alberto Botton 31/10/2019 at 13:18

    Ecco Antonio, la critica semmai va rivolta a chi organizza feste eccessive e non nella festa in sé. E’ sbagliato dire che si tratta di una festa che non ha nulla a che fare con la nostra cultura semplicemente perché è falso.

    Dopodiché io non sono moralista e non critico nessuno perché ognuno è libero di organizzare le feste che vuole e le persone sono libere di parteciparvi o no. I moralisti sono quelli che criticano la società consumistica quando fa comodo ecco perché ho tirato fuori la provocazione dei centri commerciali alla quale posso aggiungere quella del Natale e dei regali. Se uno è un fervente cattolico che non ammette Halloween in quanto esternazione del Demonio, allora dovrebbe rispettare le festività religiose e non andare nei templi del consumismo quali i centri commerciali o aderire in pieno al consumismo quando si tratta di fare i regali Natalizi o imbandendo cene e pranzi da Nababbi.

    Alla fine tutto si risolve nel conoscere la storia e la cultura e di come le varie tradizioni si sono perpetuate nei secoli e poi lasciare libertà di scelta alle persone. Saluti

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