Padova al tempo del Covid. La pandemia a Padova, nonostante i problemi e le situazioni che abbiamo dovuto affrontare, come ovunque nel nostro paese ed oltre, è stata l’occasione che ha testimoniato la propensione alla solidarietà sociale e alla partecipazione di molti cittadini ed associazioni.
Casualmente, cercando di mettere ordine a vecchi articoli già pubblicati mi sono imbattuto in alcuni di questi che mi hanno fatto ricordare Padova al tempo del Covid e della pandemia.
Il ricordo degli anni 2020 e 2021 è ancora vivido nella memoria collettiva, segnato dai lunghi mesi di lockdown e dalla necessità di reinventare ogni aspetto della vita quotidiana.
Il nostro territorio è stato quello della prima vittima ufficiale, a Vo, da cui si è allargata la presa di coscienza di quel che sarebbe poi successo. A Padova, come altrove, la pandemia ha messo a dura prova cittadini e attività economiche, creando nuove sfide per commercianti, ristoratori e imprenditori locali.
Tuttavia, e qui subentra la mia personalissima testimonianza, il periodo di crisi ha anche rivelato la forza e la solidarietà della comunità padovana. Sono state diverse le iniziative pensate per sostenere le persone più in difficoltà e aiutato le piccole realtà commerciali a resistere. Padova ha saputo restare unita e solidale, dimostrando come il supporto reciproco sia stato fondamentale per affrontare le incertezze della pandemia. Non a caso, quell’anno, nel 2020 Padova è stata la capitale europea del volontariato. Quasi il destino si fosse divertito a metterci alla prova e a dimostrare che quel riconoscimento fosse effettivamente meritato.
Perché questo post? Per lasciare traccia sul blog di Padova al tempo del Covid, una situazione eccezionale che mai avremmo pensato di vivere
Quand’ero piccolo io negli anni Ottanta a Padova, pensando al futuro si immaginava che negli anni Duemila avremo viaggiato con piccole navicelle spaziali tipo quelle dei Pronipoti, il cartone animato di Hanna & Barbera. Nessuno avrebbe mai pronosticato un attacco terroristico come quello alle Torri Gemelle e che il mondo evolvesse nel modo in cui si è sviluppato. Oggi possiamo dire che altre pandemia sono preventivabili ma fino a pochi anni associavamo il concetto di pandemia ad epoche storiche passate, come il Medioevo e la peste nera.
E come si è vissuto in quel periodo, tra il 2020 ed il 2022? Tralasciando l’aspetto sanitario, la paura e la preoccupazione per noi ed i nostri cari magari ricorderete anche altri aspetti.
Le canzoni dal balcone per darsi coraggio e le conferenze stampa quotidiane di Zaia sono due flash che mi vengono in mente in questo momento. Poi ricordo come molti degli eventi e festival non potendosi organizzare in presenza proponevano in quei tempi edizioni online.
Sono stati mesi che hanno velocizzato tendenze già in atto come la crescita esponenziale dell’e-commerce e delle consegne a casa, dalla spesa agli acquisti più importanti di mobili ed accessori per la casa o di qualsiasi altro bene. Negozi chiusi ed Amazon che lavorava a pieno regime, insomma.
E poi il successo della piattaforma Zoom…Non solo riunioni di lavoro ma anche incontri culturali online, presentazioni di libri, conferenze e workshop, pure degustazioni guidate di vino o birra davanti allo schermo del pc. Il tutto per restare connessi con il mondo, chiusi in casa ma desiderosi di cercare di coltivare la nostra umanità e socialità, e allo stesso tempo per sostenere gli animatori culturali e le attività commerciali del territorio.
Per non parlare di nuove tendenze ed esigenze che quel biennio ha fatto nascere in molte persone.
Ed il Blog di Padova al tempo del Covid?

Sul Blog di Padova in quei mesi di lockdown e in quelli successivi ho usato il blog per dare il mio piccolo contributo a diffondere iniziative di solidarietà e raccolte fondi. In quel periodo ho ricevuto sul blog anche comunicati stampa relativi a progetti per sostenere l’economia locale. Tuttavia oggi quegli articoli sono obsoleti e le informazioni che contengono piuttosto inutili. Ho pensato quindi di cancellarli per alleggerire il sito. Dovete capire che centinaia di articoli e migliaia di foto appesantiscono il sito e che poi questo, per risultare veloce e performante, necessita di servizi di hosting di qualità. La conseguenza è che devo pagare servizi piuttosto costosi e io ho pure tolto gli annunci pubblicitari…
Prima di cancellare questi articoli però ho pensato a questo articolo come tributo a chi si è impegnato in prima persona per sostenere gli altri.
Poi, al di là dei post obsoleti che sto per cancellare, molto del lavoro sul blog è stata anche la modifica di molti articoli già online. Adattare articoli dedicati a festival ed eventi alla realtà del lockdown, prima, e della “ripartenza” poi, ha richiesto un certo impegno.
Durante il lockdown dovevo inserire e specificare le modalità del programma, un programma online inedito. Questo ha permesso ad alcuni profili social e canale youtube di arricchire il proprio profilo di contenuti di grande interesse culturale. Forse quei mesi hanno pure accelerato e favorito la nascita di progetti di grande qualità che seguiamo tutt’oggi. Tra dirette “live” ed approfondimenti sulla qualunque anche se chiusi in casa c’erano cose interessanti da vedere. Tra due passi a 150 metri da casa ed il tour dal soggiorno, al frigorifero al bagno.
Durante la cosiddetta “ripartenza” invece, quando timidamente si poteva tornare ad uscire e a frequentare eventi culturali, c’era da comunicare le millemila restrizioni ed accortezza. Eventi ad accesso a numero chiuso per evitare assembramenti, mascherine, green pass e prenotazioni online etc etc . E quando poi, finalmente, siamo tornati alla normalità di nuovo a riportare il blog ed i contenuti del blog ad un regime “normale” pre-covid. A quel punto ho poi dovuto togliere tutti i regolamenti e modalità di partecipazione ed i riferimenti alla pandemia. E parliamo di decine di articoli, non di pochi post.
Padova capitale europea del volontariato. Alcune delle iniziative diffuse sul blog

E veniamo a noi. Padova nel 2020 avrebbe dovuto organizzare moltissimi eventi, incontri internazionali, anche spettacoli e concerti, il tutto per celebrare la sua meritata nomina a capitale europea del volontariato. D’altra parte la resilienza di Padova, parola affatto retorica in questo caso, ha legittimato il riconoscimento.
Speriamo di non vivere mai più crisi sanitarie come la pandemia da COVID-19 ma preferisco sperare che quanto vissuto ci possa servire da esperienza. Sicuramente la solidarietà della comunità locale è un valore rassicurante.
Già dal marzo 2020, Comune di Padova, Diocesi e Centro Servizi per il Volontariato hanno attivato il progetto “Per Padova noi ci siamo“. Quasi 2000 volontari, coordinamento degli stessi, attivazione di reti di quartieri con associazioni, singoli, aziende. Un grande impegno nel sostenere anziani soli e chiunque avessi bisogno di un sostegno…anche psicologico. Oltre 10000 telefonate.
Sul blog ho pubblicato articoli su:
- progetto “Padova noi ci siamo”
- SOS Cura l’arte a Padova. Iniziativa di sostegno agli artisti di Padova in difficoltà economica attraverso una raccolta alimentare.
- D-sign of light. Performance ed asta benefica degli street artist padovani a sostegno del reparto di terapia intensiva dell’Ospedale di Padova;
- “Profondamente.App”, app antistress pensata per aiutare personale sanitario;
- Birra Arcadia per l’Ospedale di Padova. L’iniziativa di beneficenza legata alla consegna a domicilio.
- Birra Peroni si colora di tricolore per lanciare la sua iniziativa solidale
- Spesa a domicilio a Padova.
Alberto Botton
