Home Arti e cultura Quando Padova era la “Liverpool d’Italia”, capitale “beat” degli anni ’60!

Quando Padova era la “Liverpool d’Italia”, capitale “beat” degli anni ’60!

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I Delfini - Padova beat

Padova la Liverpool d’Italia? E perchè mai? Lo sapevate? Personalmente l’ho appreso qualche anno fa quando, tra gli eventi musicali in città, si sono susseguite le varie edizioni di Bacchiglione beat, la festa revival della musica padovana degli anni ’60. Mio papà in effetti mi raccontava che in quegli anni a Padova c’erano molti complessi che cercavano in qualche modo di imitare i Beatles, come musicisti o quantomeno tanto fu il successo dei 4 di Liverpool da influenzare chiunque avesse iniziato a fare musica. Ne seguivano il look e anche nella nostra città come in tutto il mondo ci si divideva tra fans dei Rolling Stones e dei Beatles e c’erano ragazzi “che cantavano Help e Ticket to ride, Lady Jane o Yesterday”.

I_DELFINI-300x300In tutta Italia si diffuse il genere musicale beat, il primo movimento musicale di rottura degli anni ’60, che oggi viene erroneamente associato a musiche estive, disimpegnate e ingenue. In realtà all’epoca il beat suonava diverso e dirompente alle orecchie abituate alla melodia e alla musicale tradizionale italiana. “Anche in Italia non sono mancati i tentativi di proporre canzoni di protesta, con tutte le cautele e la timidezze dettate dallo stretto controllo allora imperante sulla cultura e sulla radio-diffusione, e con i dubbi di rito sulla sincerità della proposta o sulla desione alla moda del momento, tutti elementi che portavano a canzoni nel quale l’elemento di protesta poteva essere ridotto ad un accenno o poco più” si legge dal sito Musica & Memoria.

ragazzi-dai-capelli-verdi-01Ebbene in quegli anni Padova veniva definita la Liverpool d’Italia e Bacchiglione Beat la scena musicale locale, a fare il verso alla Mersey beat di Liverpool da cui tutto cominciò, per via dell’altissima concentrazione di complessi che proponevano questo genere musicale: oltre 150. Ovviamente Padova non era ne Roma ne Milano, ne lo è tuttora, e quindi era più difficile per i gruppi nostrani arrivare al successo ed avere una visibilità nazionale, ciononostante alcuni di questi riuscirono ad avere un certo successo, in primis I Delfini (foto in alto e a sinistra dal sito ufficiale) del chitarrista Franco Capovilla, scomparso qualche anno fa, e i Ragazzi dai Capelli Verdi di Franco Serena, uno se non l’ideatore della manifestazione Bacchiglione Beat e ancora i Royals, Gildo Fattori e gli Strangers (si proprio lui, l’amatissimo Gildo  storico radiocronista delle partite del Padova) e tanti altri.

Padova, dunque, potrebbe gemellarsi con Liverpool in nome della musica beat. E adesso? Esiste una scena musicale padovana? C’è fermento per quanto riguarda la musica live in città? Onestamente non lo so anche, ci sono molte giovani band, musicisti  ma non so se questo sia sufficiente a parlare di “scena”. Senz’altro il fatto interessante è che ormai da qualche anno stanno emergendo realtà associative con relative competenze tali da riuscire ad organizzare eventi e concerti di richiamo per gli appassionati della musica “indie” (qualche anno fa si sarebbe detto “underground), penso al Macello Festival ed al Radar Festival e a favorire la nascita di un locale come il “Mame” che propone un programma “live” indoor di assoluta qualità.

A questa realtà emergente tutta padovana si aggiungono i concerti di star nazionali ed internazionali che la da qualche anno la Zed è riuscita a portare a Padova. Leggevo tempo fa del desiderio di Diego Zabeo, mr. Zed, di realizzare un’arena indoor da 8-10.000 spettatori….beh sarebbe fantastico per poter ospitare nella nostra città grandi eventi “live” di livello internazionale e dare ancora di più a Padova una centralità a nord-est nella proposta musicale!

Alberto Botton