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Padova Urbs Picta. Giotto e gli affreschi del Trecento patrimonio mondiale Unesco

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Padova Urbs Picta

Padova meravigliosa! Dopo l’antico orto botanico anche la Cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto ed i cicli pittorici del Trecento entrano nella lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO.


Padova Urbs Picta è finalmente stata accolta nella lista del patrimonio mondiale Unesco! Io, e più in generale i padovani, ne coglievamo lo straordinario valore da tempo ma vederla riconosciuta da un’istituzione internazionale prestigiosa fa indubbiamente piacere. L’insieme degli affreschi del Trecento di Padova, distribuiti in modo diffuso nel centro storico, sono stati inseriti nella lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO ed il tutto è motivo di gioia, soddisfazione ed orgoglio.

Evviva Padova meravigliosa che ora aggiunge un nuovo circuito di beni culturali dal riconosciuto valore artistico alle cose da vedere a Padova. Il sito ufficiale del progetto: https://www.padovaurbspicta.org/


Dopo l’inserimento nella “World Heritage List” dell’Orto Botanico di Padova (1997) ora anche gli affreschi Trecenteschi, dipinti tra il 1302 e il 1397, sono patrimonio dell’umanità e visitarli diventa una nuova imperdibile attrattiva tra le cose da fare a Padova a cui gli appassionati di arte non potranno rinunciare!
Si tratta del capolavoro d’arte del ciclo degli affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni ma non solo: il riconoscimento stato possibile grazie a tutte quelle opere realizzate da artisti che hanno raccolto l’eredità della rivoluzione artistica giottesca: Guariento, Giusto de Menabuoi, Altichiero da Zevio, Jacopo da Verona, Jacopo Avanzi ed altri ancora.

Sono infatti 8 i monumenti di Padova che compongono la proposta di itinerario di Padova Urbc Picta, distribuiti in modo diffuso in tutto il centro storico. Sono la famosa Cappella degli Scrovegni ma anche edifici-simbolo della città, delle vere e proprie icone di Padova come il Palazzo della Ragione e la Basilica di Sant’Antonio, la Reggia dei Carraresi, l’importante Chiesa degli Eremitani, oltre a luoghi più piccoli ma meno conosciuti a chi arriva in città come il Battistero del Duomo, l’Oratorio di San Giorgio e l’Oratorio di San Michele.

Questa la motivazione ufficiale con cui il comitato del Patrimonio Mondiale ha accolto la candidatura di Padova:

“I cicli affrescati padovani illustrano l’importante scambio di idee che esisteva tra i protagonisti del mondo della scienza, della letteratura e delle arti visive nel clima preumanista di Padova all’inizio del XIV secolo. Gli artisti hanno mostrato grande abilità nel dare forma visiva a queste idee e le loro capacità tecniche hanno permesso ai cicli affrescati padovani non solo di diventare un modello per gli altri, ma anche di dimostrarsi notevolmente resistenti al passare del tempo. Il gruppo di artisti in cerca di innovazione, riuniti a Padova, favorì allo stesso tempo uno scambio di idee e un know-how che portò a un nuovo stile nell’affresco. Questo nuovo stile non solo influenzò Padova per tutto il XIV secolo, ma costituì la base ispiratrice per secoli di lavori di affresco nel Rinascimento italiano e oltre. Con questa vera e propria rinascita di una tecnica pittorica antica, Padova ha fornito un nuovo modo di vedere e rappresentare il mondo, annunciando l’avvento della prospettiva rinascimentale. Queste innovazioni segnano una nuova era nella storia dell’arte, producendo un irreversibile cambio di direzione”.

(World Committee Unesco, 24 luglio 2021)

Patrimonio Unesco Padova. 8 cicli di affreschi di valore universale + i Musei Civici

Ma quali sono queste opere artistiche di valore universale di Padova che sono entrate nella lista del patrimonio mondiale Unesco? Eccole qui di seguito:

  • Musei Civici agli Eremitani conservano opere e dipinti del Trecento padovano spostati, in alcuni casi per cause di forza maggiore dalla sedi in cui erano collocate. Tra questi la Croce di Giotto, gli affreschi staccati di Pietro da Rimini, quelli degli angeli di Guariento, ed altri ancora.
  • Chiesa degli Eremitani con gli affreschi di Giusto de Menabuoi, Guariento di Arpo, Altichiero. Purtroppo la chiesa fu pesantemente bombardata durante la seconda guerra mondiale e la metà degli affreschi sono andati perduti, altri parzialmente recuperati come quelli rinascimentali del Mantegna.
  • Palazzo della Ragione. Il grande Salone dell’importante edificio duecentesco era completamente affrescato da Giotto con un ciclo di affreschi a tema astrologico, affreschi andati distrutti da un devastante incendio nel 1420, affreschi successivamente rifatti dal maestro padovano Nicolo Miretto, Stefano da Ferrara ed altri artisti seguendo il modello giottesco preesistente. Tema astrologico ispirato dagli studi e dal pensiero di Pietro d’Abano, eminente filosofo, medico ed astrologo del tempo, docente anche alla Sorbona di Parigi.
  • Battistero del Duomo, mausoleo di famiglia dei principi della Signoria dei Carraresi, magnificamente affrescato dal Giusto de’ Menabuoi nel 1378. Curiosità il fatto che tra gli affreschi si notano ancora qualche elemento simbolico della Signoria, sfuggito alla politica di “damnatio memoriae” dei veneziani che vollero distruggere tutti i simboli dei signori padovani quando presero Padova.
  • Cappella della Reggia dei Carraresi, se la Reggia è andata in gran parte perduta, presso l’edificio che ospitava il corpo centrale si conserva una parte della Cappella di famiglia all’interno del quale si può ammirare il capolavoro di Guariento di Arpo, tra i migliori esempi di pittura figurativa padovana delle metà del Trecento. I meravigliosi “angeli di Guariento” , che si possono vedere ai Musei Civici agli Eremitani, decoravano proprio la cupola di questa cappella.
  • Basilica di Sant’Antonio o Basilica del Santo, luogo iconico del turismo religioso del cattolicesimo, è anche un importante luogo d’arte. Costruita a partire dal 1231 come ampliamento della chiesetta che frate Antonio conosceva e frequentava, è impreziosita da molte opere trecentesche. Entro il primo decennio Giotto affresca l’odierna Cappella delle Benedizioni, della Madonna Mora e la sala Capitolare del Convento, poi furono coinvolti anche Altichiero da Zevio e Jacopo Avanzi nella Cappella di San Giacomo. Nella Cappella di Belludi, significativa è la veduta della Padova del Trecento di Giusto de’ Menabuoi, la più antica rappresentazione grafica di Padova.
  • Oratorio di San Giorgio, presso il sagrato della Basilica del Santo. Quello che era un mausoleo di famiglia fu completamente affrescato da Altichiero da Zevio su commissione del marchese Raimondino Lupi di Soragno che, con questa committenza, volle guadagnarsi l’occasione di donare prestigio alla propria famiglia
  • Oratorio di San Michele. Nelle immediate vicinanze, potremo dire “all’ombra” della Torre della Specola, nel Trecento torlonga o torre principale del Castello Carrarese, fu realizzato questo oratorio, costruito sopra ai resti di una chiesa precedente, gravemente danneggiate nel corso dei numerosi scontri che all’epoca avvenivano.
    Fu affrescato nel 1397 da Jacopo da Verona, collaboratore di Altichiero da Zevio, su commissione di Pietro Bartolomeo de Bovi. Curiosità “pop” la più antica raffigurazione della gallina padovana con il suo gran ciuffo!

Padova Urbs Picta. Un patrimonio che dialoga con la città e con il mondo

Il patrimonio che è stato riconosciuto come “universale” implica onori ed oneri poiché d’ora in avanti ci è stata affidato dall’Unesco il compito di tutelare, valorizzare e trasmettere alle future generazioni la bellezza e l’importanza culturale di Padova Urbs Picta.

Un onere ed onore che, secondo me, coincidono poiché compiere quelle azioni ed attivare quell’organizzazione necessaria per trasmettere al mondo questo nostro patrimonio dell’Umanità è motivo di onore e di orgoglio, un dialogo tra globale e locale che mette in comunicazione il valore universale dell’arte con la nostra identità cittadina, identità complessa, multipla. In questo blog ho parlato di Padova città dalle molte identità.

In questa identità multipla c’è anche quella di una città universitaria vivace culturalmente in cui sono moltissime le persone impegnate in associazioni ed imprese culturali in grado di far dialogare tra loro beni culturali, monumenti, personaggi e storie. Parlare e narrare gli Affreschi del Trecento di Padova significa ricordare la Signoria dei Carraresi e la straordinaria epopea di questa signoria di provincia che non si pose mai limiti di grandezza, arrivando ad essere una delle principali città d’Europa, proprio grazie alla cultura. Una storia difesa, anche a costo della vita, fino alla capitolazione finale che portò alla conquista di Padova da parte della Serenissima Repubblica di Venezia (1405).

Ma parlare di arte e di cicli pittorici a tema astrologico di potrà portare a parlare della “scienza antica” com’era ai tempi prima di Galileo Galilei, quella aristotelica e tolemaica e quindi di un illustre esponente quale Pietro d’Abano.

E non dimentichiamoci la street art contemporanea! L’arte trecentesca ha dato il via a Padova città dell’affresco che continua ad esprimersi ancora oggi con graffitti e arte figurativa di strada sempre più popolare! Sotto il “Giotto” di Evy Rein festeggia a suo modo (foto di @guerrini_I su Instagram)!

Padova Urbs Picta. Un riconoscimento anche per la comunità locale, quella di una città che vive e lavora con la cultura.

Non secondario, rispetto al riconoscimento di Padova Urbs Picta, è il percorso fatto dalla comunità per raggiungerlo. Un percorso lungo durante il quale si sono avvicendate più amministrazioni e hanno contribuito più persone nel corso degli anni per tutelare e valorizzare questo patrimonio d’arte universale che abbiamo in città.

A mio avviso, nella narrazione di questo risultato, va inserito proprio l’impegno da parte di molte persone e realtà che hanno sostenuto e contribuito rispetto alle visioni di singoli esponenti del mondo della cultura e del territorialità locale.

Mi scuso se non cito tutti ma in primis mi vengono in mente il Prof. Giuliano Pisani, vero cultore di Giotto e della Cappella degli Scrovegni, l’assessore Andrea Colasio con la sua passione nel rilanciare e valore l’identità della Padova Carrarese, quella della Signoria de Da’ Carrara, grazie alla quale il Trecento padovano è diventato il secolo d’oro di Padova, durante il quale la nostra città era una tra le più importanti capitali europee della cultura e Giorgio Andrian, per “l’ultimo miglio”, per molti anni funzionario e rappresentante regionale Unesco e consulente del Comune di Padova per la candidatura di Padova Urbs Picta.
A questi però, sono da aggiungere tutte quelle persone, personalità della politica cittadina, intellettuali, che hanno dato un contributo nel corso della storia per rendere questo traguardo possibile. Dal precedente assessore alla cultura Flavio Rodeghiero ma anche a chi, dalla sensibilità artistica che si è saputa elevare dal resto della società, nel corso dei secoli, si è battuto per salvare opere che hanno rischiato di finire nell’oblio se non peggio, nella distruzione fisica.

Come detto però, al contribuito degli esperti e degli amministratori, va aggiunto quello di una città, dei suoi animatori e associazioni culturali, che ha recepito l’importanza dell’iniziativa sostenendola.
Oltre all’indotto economico e alla prospettiva di un numero maggiore di turisti che vorranno venire a scoprire questo patrimonio è anche questo un lascito importante di Padova Urbs Picta patrimonio mondiale Unesco.

Un esempio anche per il futuro e in tutti gli ambiti e le sfide che la città dovrà affrontare: assieme, si può fare!

Padova Urbs Picta Padova città dell'affresco

Alberto Botton

Padova Urbs Picta. Giotto e gli affreschi del Trecento patrimonio mondiale Unesco ultima modifica: 2021-08-24T10:00:23+02:00 da Alberto Botton

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