Home Smart City Partita la sperimentazione di Next, il bus senza conducente. Si aggiunge un...

Partita la sperimentazione di Next, il bus senza conducente. Si aggiunge un altro tassello al progetto “Padova, smart city”

175
0
Next bus senza conducente Getplus Padova
IMAGE SOURCE: unsplash.com

Next è partito! Il bus senza conducente ideato dalla Getplus di Padova ha battuto la strada per la prima volta ed è pronto a conquistare Dubai. Cinque moduli di questo innovativo mezzo di trasporto verranno infatti inviati all’Expo 2021. La grande innovazione di questo mezzo non risiede solo nell’autoguida e nell’alimentazione elettrica, ma anche nell’essere modulare e quindi in grado di adeguarsi alla necessità effettiva di traffico e trasporto. Il primo periodo di sperimentazione si svolgerà in via Longhin lungo una carreggiata specificatamente riservata a questo utilizzo, e solo dopo i primi tre mesi di test, Next verrà “autorizzato” a circolare anche nella zona che va dal quartiere fieristico alla stazione. Questa fase iniziale dovrebbe svolgersi tra agosto e novembre 2021, consentendo alla versione finale del mezzo, per oggi ancora un prototipo, di partire con le prime corse in città, da metà del 2022.

Il valore di questa notizia non è solo legato al beneficio che la gestione del trasporto pubblico trarrà dall’introduzione di Next, ma anche alla portata innovativa ed ecologica che tale invenzione apporta in un centro come Padova. Dal 2013, la città sta lavorando ad un progetto dall’evocativo nome “Padova Soft City” che servirà a traghettare il centro urbano, e in particolare l’area che va dalla stazione fino alla prima zona industriale, nel futuro. La scelta di questa particolare area della città non è casuale, infatti questo quartiere ospita più di tremila aziende del settore terziario innovativo e tecnologico, fungendo da vero traino della “New Economy” del Nord Est. D’altronde proprio a Padova negli anni ‘70 grandi società informatiche internazionali avevano stabilito le loro sedi (IBM, Siemens) lasciando il posto successivamente a società di comunicazione come Vodafone e Telecom. Scopo del progetto “Padova Soft City” è, oltre quello di proiettare la città nel futuro grazie a una svolta eco-sostenibile-innovativa, anche quello di rendere la città nuovamente appetibile e competitiva, in grado di attrarre multinazionali straniere.

Partita la sperimentazione di Next, il bus senza conducente. Si aggiunge un altro tassello al progetto “Padova, smart city”
IMAGE SOURCE: unsplash.com

Tra il 2014 e il 2016 i primi risultati sono già arrivati visto che nella classifica delle città più smart d’Italia il capoluogo veneto è passato dalla 18° alla 13° posizione (secondo lo studio di Italia Smart – Smart City Index della Ernst & Young) e veleggia ancora nelle prime 15 posizioni.

I soggetti promotori del progetto “Padova soft City”, cioè Confindustria, il Comune, l’Università e la Camera di Commercio di Padova, si sono ispirati proprio alla vocazione hi-tech della città, per delineare le linee guida di questo programma: innovazione, sviluppo, modernizzazione e cambiamento. Proprio sul cambiamento sono incentrate le opere pubbliche che ridisegneranno e stanno ridisegnando il profilo della città, e che riguarderanno l’aggiunta di una nuova linea di tram, la costruzione di un nuovo ospedale e il completamento del nuovo centro congressi.

Uno dei punti individuati nel progetto del 2013 era la realizzazione di wi-fi comuni nella Soft City. Già all’epoca, infatti, si intuiva che attraverso internet veloce sarebbero passate la maggior parte delle rivoluzioni moderne.

La fibra è arrivata nella provincia di Padova già da tempo, e dall’anno scorso la copertura sta interessando zone più remote e a bassa intensità abitativa. Secondo il sito Segugio.it, la connessione ottica copre il 99% delle abitazioni del Comune di Padova, mentre l’ADSL il 100% del territorio. Per la Sylicon Valley Italiana godere di internet veloce non può che essere il punto di partenza. Attraverso una connessione affidabile e veloce, passano infatti la digitalizzazione d’impresa e la democratizzazione dei servizi. Nella pubblicazione dell’Università di Calabria “Internet, democrazia e valori costituzionali” di Sergio Niger, l’autore si spinge oltre ipotizzando la necessità di “riconoscere l’accesso a Internet come un diritto fondamentale della persona, affermando, entro i vari ordinamenti nazionali, un diritto costituzionale all’accesso libero alla rete da parte di ogni cittadino”. Secondo il docente universitario tale riconoscimento troverebbe fondamento nell’art. 21 della nostra Carta costituzionale e nell’art. 3 Cost. che sanciscono i principi di eguaglianza e di libera costruzione della personalità.

Se si affermasse questo diritto grazie a internet tutti gli italiani sarebbero in grado di godere delle stesse prestazioni, al di là di dove risiedano. Uso questo, utilissimo se non nobilissimo di internet.

Tuttavia ad oggi secondo una ricerca di mercato (Panda Security), solo il 6% degli internauti italiani usa servizi come l’online banking, mentre il 44% naviga per consultare i social network, il 25% per la messaggistica e il 24% per i servizi di intrattenimento streaming . C’è quindi da aspettarsi che una volta in grado di navigare velocemente la maggior parte degli utenti andrebbe ad usare internet principalmente per il proprio intrattenimento personale.

Tra gli esempi di piattaforme alle quali gli italiani sicuramente non rinuncerebbero c’è Netflix che, con i suoi 2101 titoli in catalogo tra i quali ci sono 1715 produzioni originali, si conferma il servizio streaming con il maggior numero di abbonati.

Un altro esempio di intrattenimento digitale molto apprezzato dagli italiani che già posseggono una connessione veloce è il sito di casinò online Betway, che offre oltre 100 slot machine tra quelle classiche, video e mobile, quest’ultime disponibili sull’App casino.

Cmunque anche questo utilizzo più “leggero” della connessione rientrerebbe in quei principi di cui si parlava nel saggio di Sergio Niger, cioè quello della libera costruzione della personalità.

Padova, quanto internet veloce sia importante, lo ha capito da un pezzo visto che offre già da tempo la fibra ottica alla quasi totalità del territorio comunale. D’altronde il concetto di città smart, non si basa solo sulla evoluzione tecnologica, ma anche sui principi di sostenibilità ambientale e inclusione sociale. E cosa c’è di più socialmente equo che offrire gli stessi servizi a tutti?

Partita la sperimentazione di Next, il bus senza conducente. Si aggiunge un altro tassello al progetto “Padova, smart city”
IMAGE SOURCE: unsplash.com

Alberto Botton

Partita la sperimentazione di Next, il bus senza conducente. Si aggiunge un altro tassello al progetto “Padova, smart city” ultima modifica: 2021-09-03T10:54:10+02:00 da Alberto Botton

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.