Petrarca rugby Padova: storia, luoghi e passione di un club che è parte della città

Tra storia, aneddoti e grandi campioni, scopri come il Petrarca Rugby Padova ha plasmato la cultura sportiva della città. Dai luoghi di ritrovo dei tifosi alle partite leggendarie, un viaggio nel cuore della comunità rugbistica padovana.


Il Petrarca Rugby Padova è indubbiamente tra le società sportive più storiche e gloriose d’Italia. In un blog come questo dedicato alla città, è doveroso quindi rendere omaggio a questo club. Farlo non è tanto un atto di cronaca sportiva quanto un modo per raccontare una parte viva della città, fatta di luoghi, persone, ricordi e passioni che attraversano generazioni.

Un altro elemento che rende unica la storia del Petrarca Rugby a Padova è il contesto sociale e culturale dei suoi appassionati. A differenza del Calcio Padova, che tradizionalmente attraversa i quartieri popolari della città e della provincia, il rugby ha sempre attratto tifosi e giocatori legati a contesti educativi e culturali più strutturati. Non sorprende: il club nacque all’interno del Collegio Universitario Antonianum gestito dai Gesuiti, un ambiente che coniugava sport, disciplina e valori formativi. Ancora oggi, questa origine si percepisce nella comunità rugbistica. All’Antonianum si svolgevano tutte le attività della Fondazione Unione Sportiva Petrarca che, oltre al rugby comprende basket, scherma, calcio a 5 e, in passato, anche pallavolo, calcio, sc

I tifosi petrarchini si identificano con uno spirito di fair play, rispetto e condivisione. Questei valori caratterizzano i luoghi di ritrovo e le relazioni tra tifosi, rendendo la passione per il Petrarca un’esperienza che unisce sport e cultura, memoria e socialità.

Personalmente, fin da piccolo, sono sempre stato più calciofilo e tifoso dei biancoscudati. Tuttavia, da padovano, non posso che essere orgoglioso anche della storia di questo club e gioire dei suoi successi. Anzi, vorrei vedere il Petrarca rugby competere nella United Rugby Championship, il campionato europeo di eccellenza, così come il Calcio Padova in serie A.

Raccontare il Petrarca, dunque, significa ripercorrere una storia sportiva eccellente, ma anche scoprire o riscoprire i luoghi del rugby a Padova, i ritrovi degli appassionati, i ricordi dei tifosi più anziani e quel filo popolare che lega questo club alla città da oltre settant’anni.

Petrarca rugby Padova, una storia che intreccia sport e città

Il racconto del Petrarca Rugby Padova è la storia di una tradizione sportiva, ma anche sociale e urbana, intrecciata profondamente con la città.

La fondazione presso il Collegio universitario Antonianum

Il Petrarca Rugby nasce nel 1947. In quell’anno alcuni studenti universitari decidono di dar vita a una sezione rugbistica all’interno del contesto del Collegio Antonianum gestito dai padri gesuiti. Tra questi Pino Bonaiti, Lalo Santini e Gastone Munaron.
La scelta del nome non è casuale. Evoca con orgoglio la figura del Petrarca poeta e umanista del Trecento che ha legami profondi con Padova, sottolineando fin da subito che questo non è solo uno sport, ma un’eredità culturale e cittadina.

Promosso immediatamente l’anno successivo, nel 1948, alla massima serie nazionale, il club inizia una scalata che lo porterà, negli anni, a diventare uno dei poli rugbistici più prestigiosi d’Italia.

L’affermazione e l’era d’oro: anni ’70 e ’80

Il vero exploit arriva alla fine degli anni ’60 e nel decennio successivo. Il Petrarca conquista il suo primo titolo nazionale nel 1969-70, con allenatore un giovane Memo Geremia, dando inizio a un filotto impressionante. Seguiranno cinque scudetti consecutivi dal 1970 al 1974. Parliamo di quel Memo Geremia, simbolo ed icona del club a tal punto che a lui è stato intitolato il centro sportivo e stadio nel quartiere della Guizza.

Il 1977 segna un’altra pagina memorabile: una stagione intensa, uno spareggio decisivo con un finale drammatico ma epico tra Petrarca e Rovigo Rugby, con migliaia di spettatori presenti allo stadio, e una vittoria che resta nella memoria collettiva di tutto il rugby italiano.

Negli anni ’80, grazie a un progetto ambizioso, nasce il Centro Sportivo Memo Geremia nel quartiere Guizza di Padova. Il centro è costituito da campi, tribune, palestre, spogliatoi e spazi per la comunità.
Da allora il centro diventa la “casa” del rugby padovano: non solo per la prima squadra, ma per decine di squadre giovanili e l’intera comunità legata al Petrarca.

Colori, maglia e identità: i “tuttoneri” di Padova

Fin dagli inizi, la scelta dei colori sociali è ricaduta sul nero (e in alternanza sul bianco/nero), un tratto distintivo che è diventato simbolo di eleganza, orgoglio e compattezza.
La divisa casalinga è infatti completamente nera, da qui il soprannome affettuoso, quanto identificativo, di “tuttoneri”.
Nel corso degli anni, pur evolvendosi nella forma e nei materiali come avvenuto per il rugby professionistico, la maglia nera resterà il tratto estetico e simbolico per eccellenza. E’ lo stendardo del Petrarca, che unisce generazioni e categorie. Un colore simbolo che trasmette un senso di appartenenza immediato a chi la indossa, o la sostiene da fuori.

Un’identità viva: il Petrarca Rugby Padova oggi

Il Petrarca non è solo una prima squadra: è un intero sistema sportivo e sociale. Oggi comprende diverse componenti, dalle categorie giovanili fino alla prima squadra, con centinaia di ragazzi e ragazze che ogni settimana indossano la maglia nera nei vari campionati.

Questo lo rende molto più che un club: è un tessuto sociale, un punto di riferimento per decine di famiglie, una tradizione che si rinnova di generazione in generazione. Il Centro Sportivo della Guizza, con i suoi campi, le sue palestre, i suoi spazi di ritrovo, è un luogo non solo di allenamenti e partite, ma di relazioni, comunità, e memoria collettiva.

Palmares e grandi campioni del Petrarca Rugby

Il Petrarca Rugby è tra le società più titolate d’Italia. Dal 1947 a oggi, ha collezionato un numero impressionante di successi ufficiali, che testimoniano la sua importanza nella storia ovale del nostro paese.

Un palmarès da leggenda del rugby italiano

  • 15 campionati italiani (scudetti). Le stagioni vincenti sono 1969–70, 1970–71, 1971–72, 1972–73, 1973–74, 1976–77, 1979–80, 1983–84, 1984–85, 1985–86, 1986–87, 2010–11, 2017–18, 2021–22, 2023–24.
  • 4 Coppe Italia (o Coppe di competizione nazionale): conquistate nelle stagioni 1981–82, 2000–01, 2021–22 e 2022–23.
  • Decine di titoli giovanili. La società vanta un vivaio tradizionalmente molto forte, con molte squadre under, successi a livello nazionale giovanile. Non solo. Da sottolineare una produzione costante di talenti destinati alla prima squadra o oltre.

Grazie a questo palmarès, il Petrarca si posiziona da decenni come una delle forze storiche del rugby italiano. I tuttoneri padovani sono un punto di riferimento stabile anche nei momenti di transizione del campionato nazionale.

Alcuni dei protagonisti del mito: i grandi campioni del Petrarca

Tra le decine di atleti passati per Padova — cresciuti tra le giovanili, “promossi” alla prima squadra, o stranieri di valore internazionale — molti hanno lasciato un segno forte, non solo per i successi sportivi, ma per il legame con la maglia nera-bianca e per la comunità rugbistica cittadina.

Ecco alcuni nomi simbolo:

  • David Campese, campione e leggenda del rugby austrialiano, ha giocato nel Petrarca rugby negli anni Ottanta vincendo tre scudetti. Fu portato a Padova da Vittorio Munari, allenatore, telecronista, tra le figure più popolari del rugby in Italia.
  • Mauro Bergamasco, tra i giocatori più famosi passati dal Petrarca, figura di riferimento del rugby italiano.
  • Mirco Bergamasco, come suo fratello, ha portato il nome del Petrarca e di Padova a livello nazionale e internazionale.
  • Lucio Boccaletto, protagonista negli anni d’oro del club, anche come allenatore; legato a quel ciclo vincente che fece la fortuna del club nei primi decenni di vita.
  • Luciano Orquera: Mediano di apertura argentino di grande talento, ha militato nel Petrarca.
  • Andrea Marcato: nome di spicco che ha contribuito alla storia del club, da giocatore e da allenatore.
  • Altri nomi importanti come Marco Bortolami o Alberto Chillon — giocatori che hanno indossato la maglia del Petrarca e sono poi diventati parte importante della scena nazionale.

Questi atleti non sono solo statistiche: sono volti, nomi, storie che legano generazioni di padovani e appassionati, creando un ponte tra la storia del club e la memoria collettiva della città.

Dove batte il cuore degli appassionati del Petrarca Rugby

Quali sono i luoghi simbolo del Petrarca Rugby a Padova? Se oggi il Centro Sportivo Memo Geremia con la sua clubhouse sono il cuore ed il punto di riferimento per la comunità tuttonera non si possono dimenticare altri stadi. Lo Stadio Plebiscito viene utilizzato ancora per le partite in cui è previsto una più ampia partecipazione di pubblico. Il più grande Stadio Euganeo viene utilizzato invece quando Padova ospita i test match della Nazionale.

Anche se non più esistente, impossibile non ricordare, lo storico Stadio Tre Pini, presso il collegio Antonianum in Prato della Valle, il cui complesso sportiva comprendeva anche una piscina ed un piccolo palazzetto per il basket e pallavolo. Tutte qui si svolgevano infatti le attività della polisportiva Petrarca. L’area è quella antistante il giardino delle serre del Giardino della Biodiversità, l’ala moderna dell’Orto botanico.

Lo Stadio Appiani, tempio del Calcio Padova, ha ospitato più volte partite del Petrarca. Tra queste anche alcuni epici derby contro il Rovigo fondamentali per la vittoria di un titolo e sfide internazionali da ricordare. Come quella del 22 ottobre 1977 quando la nazionale italiana rafforzata da alcuni stranieri del nostro campionato sfidò la Nuova Zelanda allo Stadio Appiani. Mi riferisco alla mitica partita del XV del Presidente contro gli All Blacks a Padova. Fu la prima partita assoluto che la leggendaria squadra neozelandese giocò in Italia.

E i punti di ritrovo? La storia, il mito, anche questo non più esistente è quella dell'”Osteria L’antica colonna“, in via Altinate che merita un articolo a parte. Qui era il ritrovo di tifosi, appassionati e giocatori ed è qui che prese forma l’idea della rappresentativa dei “15 della Colonna” che in una giornata mitica per il rugby padovana, sfidarono gli All black neozelandesi in una partita allo Stadio Plebiscito nel 1991.

E oggi? Oltre alla già citata clubhouse del centro Memo Geremia ci sono anche altri luoghi in cui si nota il legame tra Padova ed il rugby. In via del Santo, all’interno della storica Enoteca da Severino sono appese alle pareti maglie e fotografie dedicate al Petrarca Rugby. L’enoteca è gestita da Odone “Lupo” Scanferla, per anni bandiera del Cus Rugby. All’Osteria alla Madonnetta in via Euganea trasmettono ogni anno le partite del Sei Nazioni. Altri posti e curiosità ditemele voi, se qualche appassionato e tifoso del Petrarca è all’ascolto!
Evviva i neri!

Alberto Botton

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Alberto Botton
Alberto Bottonhttps://www.blogdipadova.it/
Insegnante di accoglienza turistica e geografia, appassionato di territorio, scrivo su Padova e provincia sul web da oltre 15 anni. Mi piacciono i podcast e la birra artigianale.

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