Pietro d’Abano, filosofo e studioso medievale, precursore della scienza moderna

Pietro D’Abano, filosofo, medico, astrologo, studioso di livello internazionale, quando la scienza era ancora influenzata dall’ordine religioso aristotelico. Vissuto nel Trecento , è ai suoi studi astrologici che si ispira Giotto nel dipingere gli affreschi di Palazzo della Ragione


Per la serie dedicata ai personaggi illustri di Padova e, ovviamente, di Abano oggi parliamo di Pietro d’Abano, filosofo, medico, astrologo.

Vissuto tra la seconda metà del Duecento ed i primi anno del Trecento, Pietro d’Abano è considerato, assieme a Albertino Mussato e Marsilio da Padova il primo rappresentante dell”aristotelismo padovano“. Si tratta di una corrente filosofica che, come l’aristotelismo di Parigi e di Oxford, tra il XIV secolo ed il XVI secolo gettò le basi per la scienza moderna. In particolare Pietro d’Abano orientò la filosofia verso l’indagine delle scienze naturali quali la medicina, l’astronomia e la matematica.

Pietro d’Abano fu importante nella storia della filosofia per la capacità di integrare ed armonizzare diverse scuole filosofiche e scientifiche. Il suo contributo, specialmente nell’ambito della medicina e della filosofia naturale, ebbe il merito di gettare un ponte tra le conoscenze antiche e medievali ed i futuri sviluppi del Rinascimento.

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Vita e studi di Pietro d’Abano

La sua vita è avvolta in gran parte nel mistero a causa di varie leggende e documenti falsi che complicano la ricostruzione storica degli eventi che ha vissuto fin dalla nascita. Petrus Aponus, de Abano, Aponensis ma anche Patavinus, Paduanus, Paduanensis ( questi i vari nomi con cui lo si identifica) nasce intorno al 1257 da un certo Costanzo di professione notaio.

Studiò per molti anni a Parigi e visse a lungo a Costantinopoli, probabilmente tra il 1270 ed il 1290, probabilmente affascinato dai racconti sulla città del suo amico Marco Polo.

In questi anni ebbe modo di imparare il greco e l’arabo e di studiare i testi di Galeno, Avicenna ed Averroè. Tradusse anche opere di Aristotele, Galeno e di Alessandro di Afrodisia. Ebbe modo di insegnare dalla cattedra e divenire in seguito uno delle scienziati più rappresentativi del suo tempo.

Nel 1300 è a Parigi dove insegnò presso l’Università e compose la maggior parte delle sue opere.
Studioso di Averroè, della scienza della natura e di astrologia in quell’anno l’Inquisizione iniziò a prenderlo di mira e subì un primo processo. La Chiesa del tempo lo accusò di ateismo e di eresia per poi proscioglierlo dalle accuse.
Ad influenzare la sua dottrina astrologica fu l’opera “Tetrabiblos” di Tolomeo dalla quale riprende la dottrina secondo la quale gli astri influenzano la vita quotidiana delle singole persone a seconda delle diverse combinazioni tra posizione dei pianeti e costellazioni di stelle nel giorno di nascita di ognuno fino a determinarne carattere ed attitudini.

Negli ultimi anni della sua vita ebbe una grande soddisfazione. Dopo l’esperienza alla Sorbona di Parigi l’Università di Padova lo chiamò nel 1306 per insegnare nella nostra città. Nel 1307 all’Università di Padova prende la cattedra per insegna medicina, filosofia e scienza degli astri in deroga al divieto fatto ai padovani di insegnare nella propria università

Qui subì un secondo processo da parte dell’Inquisizione per magia ed eresia ma il Comune di Padova si oppose fermamente bloccando il processo.

Ciò non valse a sottrarlo a un terzo processo avviato nel 1314, anno in cui fu incarcerato.
Nel 1315, ormai malato, Pietro D’Abano avrebbe fatta solenne professione di fede cattolica, abiurando quanto aveva precedentemente affermato in contrasto con i dogmi della Chiesa.
Tuttavia lo stesso anno, nel 1315, Pietro D’Abano morì ma questo non interruppe il processo. La sentenza giunse soltanto postuma e sancì la “colpevolezza” di D’Abano e venne applicata con la condanna al rogo dei suoi resti mortali.

I suoi resti furono quindi dissotterrati e bruciati…pensate al fanatismo della Chiesa di allora!!

Il pensiero di Pietro d’Abano, primo rappresentante dell’ “Aristotelismo padovano”

Pietro d’Abano fu dunque uno studioso di grande importanza nel contesto della storia della filosofia, della medicina e dell’astrologia medievali.
Ecco alcuni dei contributi e degli aspetti più rilevanti della sua opera.

Filosofia Naturale e Medicina. Pietro d’Abano è stato un punto di riferimento nel campo della filosofia naturale e della medicina. Il suo lavoro più famoso, il “Conciliator differentiarum philosophorum et medicorum”, cercava di conciliare le differenze tra le dottrine filosofiche e mediche. Questo testo rappresentava un tentativo di integrare le conoscenze filosofiche greche con quelle mediche arabe e latine, e ha avuto una grande influenza sulla medicina medievale.

Introduzione delle Idee Aristoteliche. D’Abano ha svolto un ruolo significativo nella diffusione delle idee di Aristotele in Occidente. Ha commentato vari testi aristotelici e ha contribuito a rendere le opere di Aristotele accessibili e comprensibili agli studiosi del suo tempo. Il suo approccio alla filosofia naturale era fortemente influenzato dall’aristotelismo.

Astrologia e Astronomia. Pietro d’Abano era anche un esperto di astrologia, che all’epoca era considerata una scienza legittima e strettamente collegata alla medicina. Credeva che gli astri avessero un’influenza diretta sulla salute umana e scrisse vari trattati su questo argomento, cercando di combinare l’astrologia con la pratica medica.

Scetticismo e Inquisizione. La sua posizione critica nei confronti delle credenze superstiziose e della magia lo ha reso un personaggio controverso. Fu accusato di eresia e stregoneria dall’Inquisizione, ma riuscì a difendersi con successo dalle accuse. Tuttavia, la sua reputazione rimase macchiata dalle accuse, che influenzarono la percezione postuma della sua figura.

Approccio Enciclopedico. D’Abano aveva un approccio enciclopedico alla conoscenza, cercando di raccogliere, sintetizzare e armonizzare informazioni provenienti da diverse discipline. Questo lo colloca nella tradizione degli intellettuali medievali che cercavano di creare compendi comprensivi del sapere disponibile.

Influenza sulla Scuola di Padova. La sua opera e il suo insegnamento hanno avuto un impatto duraturo sull’Università di Padova, dove ha insegnato. La sua influenza si è estesa anche ad altre università e centri di studio in Europa.

Per concludere Pietro d’Abano è stato importante per la sua capacità di integrare diverse tradizioni filosofiche e scientifiche, contribuendo significativamente alla medicina e alla filosofia naturale medievali. La sua opera ha rappresentato un ponte tra le conoscenze antiche e medievali, preparando il terreno per sviluppi futuri nel Rinascimento

L’eredità di Pietro D’Abano a Padova e ad Abano Terme

Cosa rimane di Pietro d’Abano a Padova? Purtroppo non la casa, rasa al suolo nei primi decenni del Novecento assieme a tutto quel quartiere medievale di Borgo Santa Lucia.
Tuttavia, a testimoniare questa importante fase del Sapere del Medioevo sono ancora ben visibili e visitabili alcuni luoghi della città.
Pietro D’Abano, infatti, può essere a ragione indicato come un illustre esponente di Padova città della scienza, prima della scienza.

Furono alcune teorie di Pietro d’Abano ad ispirare il complesso piano iconografico del ciclo affrescato da Giotto a Palazzo della Ragione. Queste teorie furono sviluppate in diversi scritti tra cui il più famoso “Conciliator differentiarum medicorum et philosophorum” ma anche “Compilatio physonomiae”, il “Lucidator dubitabilium astrologiae”, e il “De imaginibus”. Il ciclo degli affreschi di Giotto, del 1308, subì i danni di un disastroso nel incendio del 1420. Fu rifatto in seguito entro il 1440 da Nicolò Miretto e da Stefano da Ferrara. Non è più un Giotto originale ma la simbologia e gli studi astrologi di Pietro d’Abano sono ben rappresentati.

Ecco dunque che un turista culturale non può prescindere dalla visita dello splendido salone affrescato del Palazzo della Ragione per vedere questo monumento e gli splendidi affreschi di cui sopra.

Altro edificio simbolo di Padova, la Torre dell’Orologio di Piazza dei Signori, può rappresentare un altro rimando per parlare di Pietro D’Abano. L’attuale orologio-astrario realizzato nel Quattrocento è la fedele ricostruzione del precedente orologio di Jacopo Dondi dell’Orologio del Trecento. Sotto la Signoria dei Carraresi di Padova, infatti, la torre era un complemento della Reggia ed era rivolta verso l’attuale Piazza Duomo. Fu distrutta ed incendiata nel corso di alcune battaglie con i Visconti…Tuttavia, i segni zodiacali rimandano al sistema geocentrico e tolemaico e richiamano le teorie astrologiche di Pietro d’Abano. Costui fu un personaggio cardine di una tradizione scientifica che trova terreno fertile nello Studio di Padova, rappresentata da medici, filosofi, astronomi fino all’avvento di Galileo Galilei ed oltre.

La fama di Pietro come scienziato inizia a scemare verso la fine del secolo XVI con l’affermarsi della medicina sperimentale  e prende il sopravvento quella di mago e negromante specie nell’800 con la composizione di ben tre opere liriche, una commedia e un romanzo. Oggi qualsiasi motore di ricerca mette a disposizione link a siti esoterici e magici.

In realtà oggi si riconosce l’importanza che Pietro d’Abano ebbe per la medicina in particolare e per le scienze naturali in generale prima dell’affermarsi del metodo scientifico. Ecco quindi spiegato il perché sia una figura di prestigio per le Terme di Abano e Montegrotto.
Se il padre della scienza moderna è Galileo Galilei non va sottovalutato neppure il ruolo di Pietro D’Abano. Importante fu il suo contributo nel progresso dell’indagine che enfatizza il ruolo delle cause “seconde” e che sottopone al vaglio l’opera dei maestri”.

Oltre alla statua nella zona pedonale, a Pietro d’Abano è intitolato anche il teatro di Abano Terme, il Centro Studi termali. Parliamo dunque di una figura iconica per le Terme Euganee per la correlazione tra scienza e salute che rappresenta.

Alberto Botton

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Alberto Botton
Alberto Bottonhttps://www.blogdipadova.it/
Insegnante di accoglienza turistica e geografia, appassionato di territorio, scrivo su Padova e provincia sul web da oltre 15 anni. Mi piacciono i podcast e la birra artigianale.

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