Prato della Valle Padova. Vacanze a Padova

Il Prato della Valle di Padova, una delle piazze più grandi d’Europa!

Per chi volesse visitare Padova, un luogo di interesse da vedere è senz’altro il Prato della Valle, una delle piazze più grandi d’Italia e d’Europa. Tra i padovani c’è chi dice la prima in Europa, chi la seconda dopo la Piazza Rossa di Mosca (ma la Russia non è in UE) ed altri che giustamente fanno notare che dipende un po’ da come vengono calcolate le misure e se, alcuni spazi, possano essere considerate effettivamente piazze. Eccovi una definizione di “piazza” secondo l’enciclopedia italiana Treccani.

Mercato in Prato della Valle

Mercato in Prato della Valle

Il Prato della valle (foto in alto dal sito dell’Hotel Villa Tacchi) misura 88620 m² ed è caratterizzato da un’isola centrale ellittica denominata “Isola Memmia” (dal nome di chi l’ha progettata) circondata da una canaletta sulle cui sponde si ergono 2 file di statue raffiguranti 78 personaggi illustri (in origine dovevano essere 88) che dovevano avere avuto un legame con Padova. “Il prato”, è un luogo molto amato dai padovani, oltre che dai visitatori, in modo particolare da quando nei primi anni Novanta è stato riqualificato ed è tornato ad essere frequentato da famiglie, giovani e persone di tutte le età. Nella parte settentrionale ospita un mercato ortofrutticolo nei giorni feriali, il mercato del sabato che lo ricopre di bancarelle, il mercatino d’antiquariato ogni terza domenica del mese, oltre che a varie iniziative di interesse sociale, sportivo, eno-gastronomico. Un luogo vivo, insomma!

Prato della Valle PadovaIl Prato della Valle è uno dei luoghi più rappresentativi e rientra tra le attrazioni di Padova da non perdere. E’ citato infatti nel detto “popolare” che lo definisce “Prato senza erba” (rileggi il post: “Padova, la città dei 3 senza…più uno“) proprio perchè, come detto nel post linkato, il termine “prato” stava ad indicare un’area adibita a funzioni commerciali e non necessariamente coperta d’erba, ed il prato della valle era un’are utilizzata come mercato dei bovini o comunque degli animali di grossa taglia.

Il prato erboso che troviamo oggi venne successivamente, così come il bosco di platani che c’era fino agli Ottanta del secolo scorso e ricordato dal componimento “impreciso” di Gabriele D’Annunzio (leggi qui). Anche la poetessa di origini armene Vittoria Aganoor compose una poesia dedicata alla vista su Prato della Valle di cui poteva godere dalla propria casa: leggi qui.

Il Prato della Valle poco prima della trasformazione di Andrea Memmo in un quadro di Francesco Guardi (Museo delle belle arti di Digione).

Il Prato della Valle poco prima della trasformazione di Andrea Memmo in un quadro di Francesco Guardi (Museo delle belle arti di Digione).

La configurazione attuale è l’effetto del progetto di Andrea Memmo, provveditore straordinario della Repubblica di Venezia, realizzato alla fine del XVIII secolo. La toponomastica spiega molto ed il nome “prato della valle”, riscontrato per la prima volta nel XII secolo “pratum vallis”, sta a significare come si trattasse di un’area concava soggetta ad allagamenti e quindi paludosa (“vallis”) utilizzata a scopi commerciali (“pratum”). In precedenza, in epoca romana e alto medievale, l’area era nota come “Campo di Marte” o “Campo Marzio” in quanto qui vi si svolgevano anche riunioni militari…Non solo visto che qui, in epoca romano sorgeva un teatro, anche piuttosto grande, lo “zairo“. Con l’Unità d’Italia la piazza fu chiamata Piazza Vittorio Emanuele II anche se i padovani continuarono a chiamarla sempre con il nome tradizionale.

Il Prato della Valle contiene inoltre diversi elementi che richiamano alla massoneria, come alcuni dei personaggi raffigurati dalle statue, gli obelischi, alcune decorazioni dei quattro ponti che permettono l’accesso all’Isola Memmia.

Il Prato della Valle viene anche attraversato da migliaia di pellegrini ogni anno diretti alla vicina Basilica di Sant’Antonio. Alcuni, arrivando per la prima volta a Padova, confondo la Basilica del “Santo” con l’altra grande basilica che si affaccia sulla grande piazza, la Basilica di Santa Giustina. Su Prato della Valle si affaccia anche Palazzo Angeli, che nel Settecento era proprio l’abitazione di Andrea Memmo, che affacciandosi sul grande spazio aperto avrà immaginato il suo grande progetto.  All’ultimo piano di Palazzo Angeli ha sede il Museo del Precinema (leggi qui) collezioni Minici Zotti, uno luogo fantastico e per fantasticare, un viaggio nell’atmosfera “vittoriana” della belle epoque con le lanterne magiche e i vari giochi ottici che anticiparono la nascita del cinema. Consigliatissimo!

Blogdipadova.itCon il suo intervento Andrea Memmo, riuscì quindi a bonificare un’area paludosa e dare razionalità ad uno spazio affinché potesse meglio svolgere la funzione di spazio commerciale per eventi fieristici così come di passeggio e relax per la popolazione negli altri giorni.

Anche se il progetto non fu terminato e realizzato completamente come era stato pensato, direi che il Prato della Valle di oggi continua a rispondere perfettamente a questa sua doppia vocazione di spazio commerciale e di spazio per il tempo libero.

Per leggere di altri musei e monumenti padovani clicca qui!

Alberto Botton

http://about.me/abotton

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