La classifica delle piazza più grandi d’Europa dipende anche dalla modalità di calcolo ma non c’è calcolatrice che possa smentirmi: il Prato della Valle è anche tra le piazza più belle!
Il Prato della Valle, situato nel cuore di Padova, è una delle piazze più grandi e affascinanti d’Europa. La sua storia abbraccia secoli di cultura, arte e vita cittadina. Questo vasto spazio verde, circondato da statue di personaggi illustri e attraversato da un suggestivo canale, è il punto di ritrovo per locali e visitatori, che trovano qui un’oasi di tranquillità e bellezza. Questa grande piazza non è solo uno dei simboli di Padova. Rappresenta anche uno dei principali luoghi di attrazione turistica del Veneto, una meta imperdibile per chi visita la città. Scopriamo insieme cosa rende questo luogo così speciale e perché merita una visita.
Tra i luoghi da suggerire a chi vi chiedesse a Padova cosa vedere c’è quindi il Prato della Valle, tra i luoghi più iconici e rappresentativi di Padova ed iconici.
Il “Prato” (foto in alto dal sito dell’Hotel Villa Tacchi) misura 88620 m² ed è caratterizzato da un’isola centrale ellittica denominata “Isola Memmia”. Prende il nome da Andrea Memmo, il governatore veneziano che l’ha progettata. E’ circondata da una canaletta sulle cui sponde si ergono 2 file di statue raffiguranti 78 personaggi illustri legati a Padova.
Parliamo di un luogo molto amato dai padovani, oltre che dai visitatori. Ma non è sempre stato così. Gli apprezzamenti per quest’area sono arrivati in particolare da quando nei primi anni Novanta è stato riqualificata ed è tornata ad essere frequentato da famiglie, giovani e persone di tutte le età. Per gran parte degli anni Ottanta, per quanto luogo di ritrovo di giovani, era anche mal frequentato e conosciuto come luogo di spaccio e consumo di droga.
Il “Prato senza erba”. Come appare la grande piazza di Padova
Il Prato della Valle è uno dei luoghi più rappresentativi e rientra tra le attrazioni di Padova da non perdere. E’ citato infatti nel detto “popolare” che lo definisce “Prato senza erba” (rileggi il post: “Padova città dei tre senza…più uno”) proprio perchè, come detto nel post linkato, il termine “prato” stava ad indicare un’area adibita a funzioni commerciali. Non è quindi necessariamente un riferimento ad un prato come lo intendiamo oggi, coperto d’erba. Il prato della valle era un’area utilizzata come mercato dei bovini o comunque degli animali di grossa taglia.

Il prato erboso che troviamo oggi divenne realtà successivamente. Lo stesso vale per il bosco di platani che c’era fino agli Ottanta del secolo scorso. E’ l’occasione per citare il componimento “impreciso” di Gabriele D’Annunzio (leggi qui). Anche la poetessa di origini armene Vittoria Aganoor compose una poesia dedicata alla vista su Prato della Valle di cui poteva godere dalla propria casa.
Riguardo alla grandezza della piazza, tra i padovani c’è chi dice la prima in Europa, chi la seconda dopo la Piazza Rossa di Mosca. Altri giustamente fanno notare che dipende un po’ da come vengono calcolate le misure e si chiedono quali siano i criteri che distinguono una piazza. Lo stesso concetto di piazza è cambiato nel corso dei secoli e della storia urbanistica delle città.
Tuttavia, al di là di superflue classifiche sulle dimensioni della piazza, il Prato della Valle di Padova è soprattutto una tra le più belle piazze del mondo. Sono parole di un padovano orgoglioso della propria città, certo, ma sono sicuro che difficilmente posso essere smentito su questo.
Da un terreno paludoso alla splendida piazza monumentale che conosciamo

La configurazione attuale del Prato della Valle di Padova è l’effetto del progetto di Andrea Memmo, provveditore straordinario della Repubblica di Venezia, realizzato alla fine del XVIII secolo.
La toponomastica spiega molto ed il nome “prato della valle”, riscontrato per la prima volta nel XII secolo “pratum vallis“, sta a significare come si trattasse di un’area concava soggetta ad allagamenti e quindi paludosa (“vallis”) utilizzata a scopi commerciali (“pratum”). Anche se il progetto non fu terminato e realizzato completamente come era stato pensato da Andrea Memmo, direi che il Prato della Valle Padova di oggi continua a rispondere perfettamente a questa sua doppia vocazione di spazio commerciale e di spazio per il tempo libero.
In precedenza, in epoca romana e alto medievale, l’area era nota come “Campo di Marte” o “Campo Marzio”. Qui infatti vi si svolgevano anche riunioni militari delle legioni romane… Non solo visto che qui, ai tempi della Patavium romana, sorgeva anche un teatro, e pure piuttosto grande. Era lo “Zairo“, teatro presso il quale i padovani accorrevano per assistere alle commedie satiriche del concittadino Trasea Peto.
Alla caduta dell’Impero romano di qui passarono i barbari a portare morte e distruzione in città. La vicina via Rudena, storpiatura di via Ruderi, sta a ricordare il passaggio dei Longobardi che rasero al suolo la città nel VI secolo.
Nel Rinascimento il nobile Annibale Capodilista (nella vicina via Umberto I si può ammirare la bellissima casa-torre di famiglia Capodilista) organizzava una sfilata mitologica. Era una sorta di sfilata di carri mascherati rappresentanti eroi della classicità, tra cui il cavallo di legno che si può vedere all’interno del Salone di Palazzo della Ragione.
Di storie legate al Prato della Valle se ne potrebbero trovare moltissime, in tutte le epoche storiche, a testimonianza di come da sempre, questo luogo sia profondamente legato alla città e alla vita quotidiana dei padovani.
Con l’Unità d’Italia la piazza fu chiamata Piazza Vittorio Emanuele II anche se i padovani continuarono a chiamarla sempre con il nome tradizionale.
Con il suo intervento, Andrea Memmo riuscì quindi a bonificare un’area paludosa e dare razionalità ad uno spazio affinché potesse meglio svolgere la funzione di spazio commerciale per eventi fieristici così come di passeggio e relax per la popolazione negli altri giorni.
Il Prato della Valle contiene inoltre diversi elementi che richiamano alla massoneria, come alcuni dei personaggi raffigurati dalle statue, gli obelischi, alcune decorazioni dei quattro ponti che permettono l’accesso all’Isola Memmia.
Statue di Prato della Valle. Una doppia schiera di personaggi illustri a guardia della piazza
Le statue di Prato della Valle sono 78 e rappresentano degli “omaggi” a celebrità del mondo istituzionale del tempo, dell’arte e della cultura legati in qualche modo a Padova.
Tra le statue dei personaggi più illustri c’è la statua di Antenore, l’eroe troiano fondatore, secondo la leggenda, della città, la statua di Galileo Galilei, icona della scienza moderna nel mondo, di Francesco Petrarca. Le statue di Giotto e di Dante Alighieri, invece, non si trovano attorno all’Isola Memmia, ma sotto ai portici dell’edificio della Loggia Amulea.
Mercato Prato della Valle…anzi i mercati di Prato della Valle
Come detto in precedenza è nella vocazione storica del Prato della Valle quella di un suo utilizzo a scopi commerciali e ludici. A volte, anche in città, abbagliati dalla bellezza del posto e dal valore storico artistico della piazza, c’è chi considera certe attività popolari uno svilimento del Prato.
Non sono d’accordo. Il Prato della Valle è un bellissimo posto e lo è anche perché è vivo, popolare, frequentato ed è qui che si ritrovano i padovani per le grandi feste di piazza come Capodanno, Ferragosto ma anche moltissime altre iniziative organizzate nel corso dell’anno.
E poi il Prato della Valle è zona di mercato. Parlando di mercato Prato della Valle si intende il mercato del sabato, con le sue moltissime bancarelle di abbigliamento e di fiori e oggetti in vimini e artigianato.
Nei giorni feriali parte, sul lato settentrionale della piazza c’è un mercato ortofrutticolo nei giorni feriali.
Non solo. Ogni terza domenica del mese si tiene il mercatino di Prato della Valle di antiquariato. Nell’arco dell’anno, poi, non mancano iniziative di interesse sociale, sportivo, eno-gastronomico. A Ferragosto c’è il tradizione spettacolo dei fuochi d’artificio.
Un luogo vivo, insomma!
Cosa vedere nelle immediate vicinanze
Per chi desidera visitare il Prato della Valle a Padova ed arriva in automobile il parcheggio Prato della Valle in Piazza Rabin è un’ottima soluzione.
E’ il parcheggio dove arrivano anche i bus turistici.
Il Prato della Valle viene anche attraversato da migliaia di pellegrini ogni anno diretti alla vicina Basilica di Sant’Antonio. Alcuni, arrivando per la prima volta a Padova, confondono la Basilica del “Santo” con l’altra grande basilica che si affaccia sulla grande piazza, la Basilica di Santa Giustina. Nelle vicinanze anche l’antico Orto Botanico di Padova, fondato nel 1545, patrimonio Unesco dell’umanità dal 1997.
Sul lato settentrionale di Prato della Valle si affaccia anche Palazzo Angeli. Nel Settecento questa era l’abitazione di Andrea Memmo che, guardando dalle finestre il grande spazio aperto davanti a sé, avrà immaginato il suo grande progetto. All’ultimo piano di Palazzo Angeli ha sede il Museo del Precinema collezioni Minici Zotti. Si tratta di un luogo fantastico e per fantasticare, un viaggio in un’altra epoca. Visitando questo piccolo e delizioso museo è possibile immergersi nell’atmosfera “vittoriana” scoprendo il fantastico mondo delle lanterne magiche. E non solo. Il museo conserva anche molti giochi ottici che rappresentavano le prime forme di spettacolo visivo e anticiparono la nascita del cinema. Consigliatissimo!
Webcam Prato della Valle. Dai un’occhiata a Prato della Valle “Live”!
Vuoi sapere che tempo fa in città oggi o hai voglia di dare un’occhiata a come appare il Prato della Valle di Padova? E‘ online la webcam Prato della Valle, posizionata su qualche balcone o palazzo che si affaccia sulla piazza. In questo modo collegandosi da ogni parte del mondo si può sapere che tempo fa, vedere le bancarelle del mercato. E’ inoltre possibile capire se si sta tenendo una qualche manifestazione o evento, come i fuochi artificiali di Ferragosto, ad esempio. Il tutto con un semplice click per collegarsi alla webcam.
Alberto Botton


Infatti non ho scritto da nessuna parte che il Prato della Valle è la piazza più grande e più bella d’Europa ma “una delle…”.
Sulla dimensione non ci sono dubbi, a prescindere dalla modalità di misurazione. Si tratta di una delle più grandi d’Europa.
Sulla bellezza, concetto soggettivo, è chiaro che ci ho messo un po’ di affettività da padovano quale sono. Per altro, anche qui, parlo di “una delle più belle”…
Se da padovano a parlare può essere il cuore, gli apprezzamenti arrivano comunque anche dai turisti.
E non occorre aver vissuto ovunque nel mondo per riconoscere che ci sono posti belli anche altrove, basta aver fatto qualche viaggetto in Europa. L’Italia è piena di piazza bellissime e non solo l’Italia però questo blog è dedicato a Padova…
Ho vissuto 3 anni a Padova e conosco benissimo Prato della valle che e’ un posto sicuramente bello, ma che sia la piazza piu’ grande e piu’ bella d’Europa ho seri dubbi. E’ probabile che l’articolo sia stato scritto da qualcuno che ha vissuto solo a padova. Saluti.
Si tratta di una delle più grandi. Dipende certamente dai criteri di misurazione ma sul fatto che si tratti di una piazza non ci sono dubbi, sia dal punto di vista urbanistico (uno spazio aperto delimitato da costruzioni) sia per l’uso che se ne fa dalla notte dei tempi (commercio e svago).
Per altri alcuni siti riportano come la più grande Piazza Carlo III di Borbone di Caserta, molto più “parco” del Prato della Valle.
La questione delle dimensioni ritengo sia poco interessante per questo mi limito a dire che si tratta di una tra le più grandi.
Premetto che Prato della Valle è bellissima/o.
Ma sul fatto che sia la Piazza più grande d’Italia/Europa dissento.
Primo perché nel conteggio bisogna sicuramente escludere la strada che gli gira intorno.
Secondo perché più che una Piazza a me sembra un parco.