Il sentiero sul Monte Ceva è una passeggiata di grande interesse naturalistico per l’incredibile biodiversità che si incontra.
Ciao, in questo post vi parlo di un’escursione lungo il sentiero Monte Ceva sui Colli Euganei fatta tempo fa percorrendo uno dei più bei sentieri Colli Euganei.
Il percorso, ad anello, è chiamato anche sentiero delle creste perché si arriverà a percorrere le creste dei Monti Croce, Spinefrasse, Ceva.
Il Ceva, la più alta delle tre, è una collina di 255 metri di altezza sul versante orientale degli euganei tant’è che dalla sommità, da cui si gode una bellissima vista, nelle giornate limpide è possibile vedere la laguna veneta!
Indicazioni prima di incamminarvi
- Il sentiero del Monte Ceva può essere percorso tutto l’anno tuttavia mi sento di consigliarvi, in modo particolare se non siete particolarmente allenati o atletici di evitare le calde giornate estive così come l’inverno. Sia mai che d’inverno possa ghiacciare qualche roccia e rendere più scivoloso il terreno. Insomma vi consiglio la primavera e l’autunno, quelle mezze stagioni che si dice non esistano più.
Altro consiglio ed avvertimento è quello di indossare scarpe adeguate, calzature da trekking ed un abbigliamento consono alle condizioni climatiche.
Il percorso è ad anello ma attenzione anche a scegliere il verso con cui percorrerlo. Vi suggerisco di seguire il sentiero in senso antiorario, questo vi obbligherà a camminare lungo alcuni tratti di salita impegnativa ma vi risparmierà discese altrettanto ripide e più pericolose. Non voglio avervi sulla coscienza. Lungo i tratti più impegnativi sono state posizionate delle corde a cui aggrapparsi per agevolare la salita.
Punto di partenza del sentiero del Monte Ceva, Monte Spinefrasse e Monte Croce
La partenza del sentiero Monte Ceva, uno dei più bei sentieri dei Colli Euganei per il suo interesse geologico e naturalistico, oltre che per la vista che si gode dall’alto, è a Battaglia Terme in viale degli Alpini, angolo via Montenovo, una stradina bianca, dove troverete una piazzola di sosta, l’area camper di Battaglia terme. Ci sono altre opzioni per salire sul Monte Ceva, tra cui quella dalla località Turri, io ho preferito quest’altra.
Dal sentiero ferro di cavallo al sentiero delle creste ammirando la natura selvaggia del Monte Ceva
Dopo esservi incamminati lungo la via, costeggiando un fossato, presso il quale ho visto un airone cinerino, e osservando in lontananza sulla destra il Castello del Catajo, vi troverete all’imbocco del sentiero contrassegnato dal caratteristico pannello informativo-naturalistico dei sentieri Colli Euganei.
Io ho iniziato da qui, salendo verso sinistra ma credo sia consigliabile, prendere e percorrere un tratto del sentiero ferro di cavallo che prosegue pianeggiante sulla destra e percorrerlo in senso antiorario. Scegliendo questa opzione farete un po’ più di fatica perché vi troverete delle salite più impegnative ma d’altra parte vi risparmierete una discesa che in taluni punti dopo la cima del Ceva più essere impegnativa se non pericolosa.
Si inizia a salire dopo una casa colonica abbandonata e dopo aver attraversato un vigneto. Alcune case o fattorie abbandonate danno quel tono di “desolazione” che, accrescono, se vogliamo l’atmosfera dell’escursione.
Del resto nel titolo ho parlato di paesaggio “selvaggio”…La salita è ripida e un po’ impegnativa per chi non è molto allenato come il sottoscritto ma si fa volentieri, dal momento che man mano che si sale, il paesaggio diventa molto particolare e vario. Sassoso, arido con una vegetazione quasi mediterranea poiché questo versante dei Colli rivolto verso sud est è costantemente rivolto verso il sole.
Il Monte Ceva con il vicino Montenuovo e sull’altro versante il Monte Spinefrasse e Monte Croce costituiscono il “gruppo del Ceva“, quasi un anfiteatro naturale che genera un clima adatto a conservare una straordinaria biodiversità e per questo inserito nei Siti di importanza comunitaria (SIC). Sono infatti state censite oltre 1200 specie di piante, alcune delle quali molto rare!
Nella prima parte della salita lungo il sentiero Monte Ceva troverete corbezzoli, erica arborea, cisti e, salendo il paesaggio si fa più aspro e costeggerete pareti rocciose, rocce latitiche formatisi nel corso dell’eruzione subacquea (i Colli Euganei erano vulcani sotto la superficie del mare, formatisi ed emersi in seguito all’attività eruttiva tra i 30 e i 35 milioni di anni fa. Qui potrete vedere l’ opuntia compressa e opuntia stricta, agave e, a testimonianza dell’unicità dell’area, la convivenza tra il fico d’India nano ( che ama il caldo) e il Semprevivo ragnateloso che è un relitto glaciale. Le informazioni di natura botanica le ho trovate poi sul sito ColliEuganei.it, punto di riferimento sul territorio euganeo così come il sito ufficiale del Parco Regionale dei Colli Euganei.
Ad un certo punto costeggiando le rocce latitiche ed aggirando un notevole spuntone di roccia, troverete anche delle corde che vi aiuteranno a salire. Ecco perché io, prendendo il sentiero dall’altra parte e ritrovandomi a percorrere in discesa un sentiero ripido, pietroso ritengo la mia una scelta sconsigliabile.
Sulle pareti rocciose del Ceva così come quelle della cave abbandonate dove nidificano gli uccelli rapaci dei Colli Euganei, probabilmente i responsabili di certi versacci che sentivo scendendo….io scendevo, voi salite! Insomma, pietre e rocce di origina vulcanica, cave abbandonate, piante grasse, terreno arido, rapaci che volteggiano, il luogo adatto per girare qualche “spaghetti western” in salsa euganea!
Giunti sul crinale si prosegue fino alla croce di ferro posta in cima al monte Ceva, da dove potrete godervi uno splendido belvedere a 360° sui Colli Euganei. Ai piedi della croce, sulla punta rocciosa del monte troverete un piccolo capitello dedicato alla Madonna e, se avete con voi una bussola (provate anche con il cell), potrete sperimentare il curioso fenomeno dell’inversione del campo magnetico dovuto al fatto che, all’interno delle brecce magmatiche, ci sono minerali ferromagnetici (magnetite) con un campo magnetico risalente all’epoca in cui si sono formati e quindi ruotato rispetto all’attuale campo magnetico terrestre.
Sulla base della croce di ferro una targa ci ricorda che siamo nel Parco letterario “F. Petrarca” dei Colli Euganei con l’iscrizione del testo de “Le ultime lettere di Jacopo Ortis” di Ugo Foscolo laddove il protagonista parla dei Colli Euganei come del luogo dove rifugiarsi.
Si scende poi il crinale dei Monti Spinefrasse e Croce in un percorso in saliscendi attraverso un bosco termofilo costituito da arbusti di roverello, leccio, orniello con un sottobosco di pungitopo, biancospino, cisto ed il raro Verbascum phoeniceum.
Un’esperienza bellissima, da rifare. A maggior ragione considerato che sull’area ci sono altri sentieri e deviazioni possibili fino ai ruderi di un vecchio monastero e verso il castello del Catajo!
Alberto Botton
