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SiAmo Arcella, street photography nella “città” – quartiere di Padova

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SiAmo Arcella progetto fotografico Padova

Con questo post vi parlo di un bel progetto dedicato ad un quartiere di Padova che è riduttivo chiamare quartiere, l’Arcella: un quartiere decisamente interessante che è quasi una città nella città e la sua gente immortalati dal progetto fotografico SiAmo Arcella !

L’Arcella , una città nella città di Padova

L’Arcella, a nord di Padova compresa tra la stazione ferroviaria ed i comuni della cintura quali Cadoneghe e Vigordarzere, che, per via di questo “ostacolo” urbanistico, si è sviluppata e cresciuta in modo autonomo rispetto al resto del comune diventando il quartiere più densamente popolato con circa 40.000 abitanti. L’Arcella è un po’ la “Kreuzberg” di Padova, un quartiere multietnico ed in cui convivono anche un’anziana popolazione locale con molti giovani studenti fuori sede dell’Università di Padova che qui trovano un alloggio più a buon mercato.

Qui al monastero delle Clarisse il 13 giugno 1231 muore frate Antonio, noto in tutto il mondo cristiano come Sant’Antonio, durante il suo viaggio da Camposampiero dove stava soggiornando e diretto a Padova dove desiderava morire lungo quei 20 km di strada denominata Via del Santo. Alla vigilia di ogni 13 giugno, festa di Sant’Antonio, si svolge la rievocazione storica de “Il Transito”, con il corteo di figuranti che, lungo la via quotidianamente percorsa dal tram, accompagna il carro trainato da buoi alla Chiesa di Sant’Antonino.

L’Arcella ha le componenti di una città europea di medie dimensioni compresi gli aspetti più critici in talune aree come problemi relativi a spaccio di droga, prostituzione, microcriminalità ma rimane un quartiere con una forte identità, vivo e vivace, multietnico, con tutti i servizi (supermercati, bar, locali, ristoranti, libreria e cinema…etc etc) a portata di passeggiata e comunque ben servita dai mezzi pubblici.

SiAmo Arcella, un progetto fotografico dedicato al quartiere e alla sua gente

SiAmoArcella progetto street photography Padova
I fotografi di SiAmoArcella (Foto di Melania Volpato)

Per approfondire meglio il progetto SiAmo Arcella ho pensato di fare qualche domanda direttamente ai protagonisti!

Alberto Chiede: “Come nasce l’idea? Cos’è SìAmo Arcella? Chi sono i protagonisti, promotori?”

SìAmo Arcella risponde: ” Il progetto SiAmo Arcella nasce da un’idea di Alberto Garavello, Alessandro Tegon, Fabio Boer e Marco Ferrandi, un’idea molto semplice che si fonda su concetti globali della fotografia quali luogo e identità.
L’idea è nata dalla voglia di un gruppo di amici di condividere la propria passione per la fotografia, concretizzandola in un progetto. Due dei membri del progetto risiedono nella città di Padova, mentre altri due la frequentano da sempre. La scelta di esplorare il quartiere Arcella, di raccontarlo, indagarlo, è stata dettata dalla nostra voglia di sperimentare noi stessi, metterci in discussione confrontandosi col quartiere più vivo, interessante, contraddittorio e per molti aspetti attuale della città.
Oltre a ciò, divertimento, espressione, indagine, condivisione e collaborazione sono i motivi che spingono l’evoluzione del progetto e del gruppo.
Noi quattro siamo:
–         Alberto Garavello, padovano, fotografo tecnico che “si è fatto all’estero” e si sta confrontando col quartiere producendo ritratti degli abitanti incontrati nelle strade, cercando quasi di riprodurre uno studio fotografico per strada;
–         Alessandro Tegon, veneziano, fotografo istintivo e creatore di immagini forti e dense, pratica la fotografia di strada cercando l’anima pulsante di quanto vede scorrere nel quartiere;
–         Fabio Boer, veneziano di adozione, preciso e rigoroso, vive la street photography come una ricerca estetica sistematica e molto attenta alle ultime evoluzioni della fotografia internazionale;
–         Marco Ferrandi, padovano, esplora la vita del quartiere con l’occhio del reportagista, del narratore, del cercatore di storie e di atmosfere.

L’Arcella. Perchè l’Arcella? Cosa aveva di fotograficamente interessante nella vostra idea iniziale?

Riteniamo che l’Arcella sia una sorta di calderone sociale, multietnico, probabilmente embrione e specchio del mondo che verrà poiché ripropone ciò che avviene da anni nelle grandi città mondiali.
Quale migliore parte di Padova per vivacità, contraddizione, varietà umana e pulsazioni avrebbe potuto stimolare la nostra voglia di gettarci in un flusso umano denso e raccontarne fotograficamente le varie sfaccettature? Fotograficamente, abbiamo inseguito la vita, le persone, le storie e la molteplicità umana che permeano il quartiere. Ciò ci ha sicuramente attirato, stimolato e spinto sempre in avanti.
Diciamo anche che è stato il quartiere che in qualche modo ci ha chiamato e ci ha invitato ad uscire per strada. A rompere certi rituali noiosi e cristallizzanti, in cui si parla più della fotografia degli altri rispetto a ciò che ciascuno “crea”. Il progetto è dunque iniziato da passione, curiosità, voglia di uscire dagli schemi e desiderio di provarci.
La cosa magnifica è che più siamo scesi in strada, più abbiamo interagito con le persone, e più abbiamo avuto un ritorno crescente in termini di umanità ed attenzione da parte della gente. Entrare nel quartiere ha significato espandere in modo crescente le possibilità di fotografare, raccogliere e raccontare storie, persone, sguardi, anime. SìAmo Arcella vuole conservare e mostrare, nei limiti del possibile, la molteplicità di quanto questo meraviglioso quartiere sta vivendo.
Raccontare, unire, significa portare in evidenza un soggetto. Stiamo notando che più proseguiamo in questo progetto e più stiamo entrando in un mondo non solo di residenti ma anche di associazioni, eventi, con una grande voglia di aggregazione ed integrazione.

 

Pubblicato da SìAmo Arcella su Mercoledì 25 ottobre 2017

 

Visto che il mio è un blog che ha nel turismo uno dei principali interessi quali sono i luoghi o le esperienze da vivere all’Arcella che consigliereste ad un potenziale turista o “esploratore urbano” proveniente da fuori Arcella?

L’Arcella non è certo una zona turistica di Padova. Ci sono delle architetture liberty molto belle, c’è il santuario di Sant’Antonino, l’architettura industriale. Ma in prevalenza il quartiere è caratterizzato da condomini costruiti negli anni ‘50 e ‘60 senza un piano urbanistico apprezzabile. È indubbiamente un quartiere ricco di servizi, dal tram alle piscine, all’atletica fino allo shopping. Ci sono bar frequentati dai giovani e molti ristoranti etnici dove si mangia benissimo. È dunque più un quartiere da vivere, da conoscere; è una piccola Brooklyn. Vi operano poi una vastità di associazioni, tanto italiane quanto condotte da comunità venute dall’estero, con lo scopo di aggregare ed integrare. Qui sta il segno di quest’area di circa 40.000 abitanti, la coesistenza e la convergenza di tante diversità verso l’unica direzione di vivere lo stesso spazio, insieme. L’Arcella sta assumendo sempre più importanza e coscienza della propria identità. Visitare l’Arcella come stiamo cercando di raccontare noi si associa più all’esperienza che alla consueta visita turistica.

Grazie a SiAmo Arcella avete incontrato moltissime persone del quartiere. Come è stata la risposta degli arcellani al vostro progetto ?Avete qualche aneddoto curioso da raccontare?

L’incontro con gli arcellani è stato un crescendo; un passo alla volta, abbiamo capito che potevamo spingerci sempre di più nel chiedere alle persone di raccontare qualcosa di sé, tramite le loro storie, o anche semplicemente regalandoci i loro sguardi. Allo stesso modo abbiamo raccontato il quartiere tramite scene di vita nelle strade, quotidiane o legate ad eventi specifici.
Le persone incontrate grazie a SiAmo Arcella sono tantissime, dagli storici e a volte nostalgici abitanti del quartiere, ai nuovi arrivati, giovani coppie che hanno scelto di crescere lì i propri figli, agli studenti dell’ateneo patavino. E poi immigrati venuti da ogni parte del mondo che, insieme alle persone di origine italiana, rendono l’Arcella un potenziale altissimo sia in termini culturali sia umani sia, ovviamente, fotografici. Ognuno conduce la sua vita, fianco a fianco si incontrano persone di ogni genere, origine, cultura, tra loro diverse ma che creano allo stesso tempo una comunità che lentamente (ma neppure troppo, se pensiamo alle generazioni che condividono gli stessi banchi di scuola) si sta integrando. Certo, sono presenti ancora oggi contraddizioni, ma il tempo, forse, potrà appianare il tutto e portare una coesione maggiore. Che non significa omologazione, in quanto sempre l’uomo porta con sé la propria storia e la propria identità.
Aneddoti ne abbiamo un sacco, tutti nati nell’assoluta ingenuità del caso.
Una calda giornata d’estate, camminando in cerca di ispirazione in zona Santissima Trinità, ci siamo imbattuti in un mercatino dell’usato, in un giardino privato. Il proprietario aveva infatti messo a disposizione il proprio giardino per vendere assieme agli amici oggetti di vario tipo. Persone gentilissime e molto accoglienti. Come spesso capita, è stato nel momento in cui abbiamo chiesto di fare qualche foto che è nata una forma di timidezza nei soggetti, escluso un signore, che tutto sommato fino a quel momento se ne stava comodo, seduto all’ombra. Quando ha visto Alberto che preparava la sua luce da studio è corso in garage e ne è uscito con un grande aereo telecomandato, dicendogli: “Se mi vuoi fotografare, devi farlo con il mio aereo!”. Questo colpo di teatro ci ha ovviamente estasiati; non di meno l’hanno fatto i racconti che questo simpatico signore ci ha poi regalato. È infatti un pilota delle Frecce Tricolori in pensione, e di storie e avventure ce ne ha raccontate a iosa. Ci ha trattenuti per almeno due ore, raccontandoci di episodi pericolosi, di incidenti aerei e atterraggi di emergenza. Nonché del fatto che, nonostante l’età, abbia ancora sempre voglia di fare l’amore.
Un altro aneddoto riguarda la camminata fotografica del 7 ottobre, quando abbiamo incontrato due signore all’esterno di un panificio in via Buonarroti. Alla domanda “Possiamo fare una foto?” solo una di loro si presta, la proprietaria. Mentre scattiamo, notiamo delle vecchie foto in vetrina: la signora spiega che in una è ritratta proprio lei, da piccola, con la Vespa che lo zio aveva acquistato in pieno boom economico. Quella bambina, ritratta molti anni prima, ora è una donna, e quella via un tempo di campagna o quasi ora è in piena area urbanizzata. E’ stato bello sentirsi raccontare di quel tempo, di quegli anni andati, dell’evoluzione del quartiere, di come il passato sia ancora presente oggi, qui, padre di un’evoluzione continua.

Per concludere, quali sono le tappe con cui SiAmo Arcella è cresciuta, e quali quelle future?

Seguendo il nostro flusso creativo ci siamo lasciati sempre più coinvolgere dal quartiere, dalle associazioni e dalle persone che ci vivono. Il 24 settembre 2017 abbiamo partecipato al Pic-Nic dei Popoli presso la parrocchia di San Bellino. Il 7 ottobre siamo riusciti ad organizzare una camminata fotografica per il quartiere con un format che ha visto protagoniste città come New York, Londra, Milano. I partecipanti sono stati circa 50, per noi un grande successo, e ci hanno dato riscontri davvero entusiasmanti. Il 12 Novembre abbiamo esposto le foto del Photowalk e del Pic-Nic dei popoli nella storica parrocchia di San Filippo Neri. Attualmente la regista Lisa Marinetto sta producendo sul nostro progetto un documentario, che sarà in proiezione presso il cinema Multiastra – ovviamente all’Arcella – il  20 dicembre.
Stiamo poi tessendo le trame degli eventi di SiAmo Arcella che ci aspettano: probabilmente un’altra camminata fotografica, alcune interviste (il Mattino di Padova ci ha dedicato ampio spazio), iniziamo ad essere invitati ad eventi… In tutto questo gran movimento stiamo anche progettando una mostra per l’anno prossimo, in modo da celebrare e riassumere una parte del nostro lavoro. Abbiamo già una data: 16 marzo 2018, ospiti dell’Associazione Kinima presso il Sottopasso della Stua. Kinima è stato uno spazio culturale che in qualche modo ci ha permesso, al di fuori dei corsi fotografici che organizza, di creare qualche anno fa una sorta di laboratorio creativo dove siamo sempre stati liberi di produrre e mescolare idee in modo molto aperto e critico. Sarà quindi anche una sorta di omaggio a questo modo di promuovere la fotografia, nonché ovviamente un omaggio all’Arcella e alla cittadinanza di Padova. Sarà sicuramente una grande serata, speriamo soprattutto una grande festa coinvolgente e travolgente. Siete tutti invitati!

Benissimo grazie, io ci sarò e complimenti per questo bellissimo progetto!

Per seguire tutte le iniziative e le incursioni fotografiche di SiAMo Arcella seguite la pagina facebook: https://www.facebook.com/siamoarcella/  dove potete vedere tutte le foto in una dimensione più grande la pagina web su Tumblrhttps://siamoarcella.tumblr.com/. SiAmo Arcella è anche su Instagram: https://www.instagram.com/siamoarcella/

Alberto Botton

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2 COMMENTS

  1. Complimenti ho visto le foto all’incontro con il fotoclub di padova di cui faccio parte

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