Trattorie a Padova con menù a prezzo fisso. Ecco le mie esperienze
Esistono ancora le trattorie di Padova della “vecchia scuola”, quelle che a mezzogiorno diventano il regno dei lavoratori. Sono i locali con le tovaglie bianche o a quadretti, le sedie impagliate e la cameriera che passa tra i tavoli annunciando i piatti del giorno: due primi, tre secondi, contorni a scelta, vino della casa e caffè.
Qui si mescolano operai in tuta, impiegati in giacca e cravatta, professionisti di passaggio e pensionati affezionati. Prende vita così un microcosmo che si ritrova intorno al rito del pranzo caldo, semplice e generoso.
Non è alta cucina, non è moda: è tradizione che resiste, una pausa autentica dal lavoro e dal ritmo frenetico della città.
Ho quindi pensato di andare a provare, in primis, le trattorie di Padova con i menu a prezzo fisso per lavoratori. Innanzitutto perché nessuno mi paga e non è che mi possa svenare andando a mangiare nei ristoranti stellati solo per scriverne qui. E poi perché l’idea è proprio quella di dare visibilità e di premiare queste osterie e trattorie tradizionali. Sono locali che hanno scelto di rimanere orgogliosamente popolari senza inseguire “fighettismi” o mode passeggere.
Tuttavia direi tutte queste trattorie di sera e durante i fine settimane da versione per trattorie diventano comunque ottimi posti dove mangiare a Padova spendendo poco con menu più ampio e anche prezzi diversi, seppur economici. Ho inoltre pubblicato un articolo sui ristoranti a Padova dove mangiare tipico. Se le trattorie raccontano la tradizione più genuina, chi vuole esplorare tutti i contenuti enogastronomici può dare un’occhiata alla sezione Gustare Padova. Tra le sottocategorie ci sono quelle dedicate ai prodotti tipici padovani e alla sagre e alle feste del gusto.
Trattorie Padova: l’anima popolare dei pranzi di lavoro
Entrare in una trattoria a pranzo significa fare un tuffo in un piccolo universo sociale. Il brusio delle chiacchiere riempie la sala, i piatti sbattono in cucina, il profumo del ragù si mescola a quello del pollo arrosto. Ai tavoli siedono muratori con la tuta sporca di calce, colleghi di ufficio che ridono delle battute del capo, professionisti che si concedono un’ora di tregua con il giornale piegato accanto al piatto, pensionati che non rinunciano a un bicchiere di vino e a due parole col cameriere.
Le trattorie di Padova “vecchia scuola” cui faccio riferimento io sono quelle che “se nel parcheggio davanti ci trovi i camion se magna ben”. Sono quelle in cui va in scena una cucina economica, casalinga, genuina e generosa apprezzate dai lavoratori per una pausa pranzo rigenerante e allo stesso non troppo dispendiosa dal punto di vista economico.
Le riconosci dalla tovaglia a scacchi bianchi e rossi, le sedie impagliate, i piatti del buon ricordo alle pareti. Sono spesso quegli ambienti dove magari ci trovi pure il tavolo da biliardo o che vengono scelti dai pensionati per “battere di carte”. Insomma ci siamo capiti…
Qui il menu non sta scritto in un QR code ma lo annuncia a voce la cameriera: “oggi pasta e fagioli o penne al ragù, di secondo arrosto o scaloppine, contorni a scelta”. I piatti arrivano abbondanti, il quartino di rosso accompagna la pausa, e per un attimo il tempo sembra rallentare. È un rituale che si ripete da decenni, sempre uguale e sempre rassicurante, fatto di semplicità, convivialità e cucina casalinga.
A Padova, città che non disdegna i cambiamenti, a scapito a volte della tutela delle tradizioni popolari, ci sono ancora trattorie che custodiscono questa atmosfera. Alcune sono vere istituzioni, altre più defilate e frequentate quasi solo da habitué, ma tutte hanno in comune la stessa anima popolare di Padova. Ecco alcune delle trattorie dove questa tradizione resiste ancora oggi.
Come detto è un post che verrà aggiornato man mano che proverò nuovi locali, senza fretta. Ho in mente due o tre posti da inserire piuttosto rapidamente e poi gli altri li aggiungerò nel corso dei mesi, anche ascoltando eventuali vostri suggerimenti.
Trattorie Padova. “All’Appiani” – (zona Prato della Valle)

Inizio questo tour delle vecchie trattorie di Padova dalla mitica Trattoria Appiani, un nome a dir poco evocativo per i padovani “pallonari” perchè il nome ricorda il vecchio stadio cittadino, lo Stadio Appiani, nelle vicinanze. La Trattoria Appiani o “All’Appiani” si trova in Corso Vittorio Emanuele, 239 a poche decine di metri dalla Fermata Diaz e Fermata Cavalletto del tram quindi nei pressi del Prato della Valle.
Appena si entra in questo luogo di fronte al bancone fanno bella mostra alcuni quadri con fotografie d’annata di formazioni e momenti di gioco del Calcio Padova degli anni che furono. Alcune foto del Padova dei primi anni Ottanta mi fanno ricordare la mia infanzia quando mio papà mi portava a vedere le mie prime partite all’Appiani e già questo per me regala emozioni.
Ad emozionare anche i piatti della cucina della Trattoria Appiani che è il motivo principale di questo post. Ambiente e cucina semplici come ci si aspetta da una trattoria tradizionale, clientela mista di lavoratori, dagli operai in tuta da lavoro, ai professionisti in giacca e cravatta di qualche ufficio della zona, alla persona sola qui per una pausa pranzo genuina. Tra i piatti proposti (un paio di primi e due o tre secondi piatti), ci sono stato l’ultima volta in un giorno invernale (alcune delle foto risalgono invece all’estate scorso) ho scelto i caserecci con pancetta e funghi ed il pollo arrosto alla birra, un piatto di spinaci ed un quartino di vino rosso. Tutto molto buono, altro che una pausa pranzo con panino veloce al bar!!
Dopo aver pagato “ho attaccato bottone” con il titolare! Due parole con Paolino Masiero che mi racconta che la Trattoria all’Appiani fu aperta dal 1962 dal padre e che ora continua sempre a gestione familiare assieme alla moglie Francesca e al figlio Mirco e di come la trattoria fosse in passato frequentata dagli stessi giocatori del Calcio Padova, dal mitico panzer Humberto Rosa, recentemente scomparso, da un giovanissimo Alessandro Del Piero, dal mitico Ezio Vendrame (chi segue un po’ il calcio ricorderà), Mastro Cerilli, Emilio Da Re, dagli allenatori e tanti giocatori di un tempo. Chissà se i giocatori del Calcio Padova di oggi frequentano altre trattorie di Padova o che non riscoprano la Trattoria all’Appiani!
Trattoria da Pippo

In questa lista di trattorie di Padova non può mancare la Trattoria da Pippo situata in via Gattamelata, 80. Anche in questa occasione ci sono tornato a pranzo così come la prima volta che ci andai assieme a dei colleghi di lavoro. Si tratta di una piccola trattoria tradizionale aperta da molti anni dall’ottimo rapporto qualità prezzo: uno di quei posti dove si può mangiare bene spendendo poco.
A pranzo è frequentatissima dai lavoratori, nell’ora di punta se non avete prenotato farete fatica a trovare posto visto che l’ambiente è piccolo e per quanto lo spazio sia ottimizzato per far stare più tavoli possibile la disponibilità è ridotta. Una volta guadagnata la vostra postazione potrete godervi la vostra pausa pranzo in un ambiente piacevole, serviti dalla proprietaria e dal personale con cordialità e simpatia. La clientela mi è sembrata molto varia, dagli operai che lavorano alla sistemazione del marciapiede di fianco, ad alcune tute blu di una fabbrica della zona industriale ma anche personale del vicino ospedale, forse dello Iov che è proprio nelle vicinanze. Senz’altro la vicinanza all’Ospedale rende la Trattoria da Pippo comoda da raggiungere per medici, infermieri e magari anche persone giunte a Padova costrette ad un turismo sanitario che nessuno di noi ci terrebbe a provare.
E veniamo al dunque, parliamo di cibo! Che dire? Davvero ottimo! Anche questa volta ho scelto il menu fisso per lavoratori che prevede comunque una possibilità di scelta piuttosto ampia tra tre, quattro primi piatti, altrettanti secondi e contorni. Tra i piatti proposti quel giorno io ho scelto tortellini panna e prosciutto, scaloppine con i funghi ed un piatto di cavolfiori come contorno. Davvero tutto buonissimo, in particolare i tortellini, slurp! Si tratta di una cucina semplice, casalinga ma come per l’altra volta ero rimasto molto contento, basta che guardiate le recensioni su Tripadvisor e anche su facebook e capirete che gli elogi per questo posto sono diffusamente e meritatamente positivi.
Trattoria Isoletta

Un’altra delle trattorie di Padova tradizionali con il menu a prezzo fisso per lavoratori è la Trattoria Isoletta di via San Pietro, 46, angolo via Rolando da Piazzola. Siamo in centro storico nei pressi del ponte San Leonardo in una zona della Padova vecchia poco frequentata da turisti e poco di passaggio per i padovani stessi e che forse proprio per questi motivi ha mantenuto una sua autenticità d’altri tempi. La zona faceva parte del borgo medievale Santa Lucia, in grandissima parte raso al suolo nel Ventennio per bonificare una zona degradata (anzichè recuperarla…sob ) e alcuni edifici medievali si possono notare proprio di fronte a questa trattoria. Siamo prossimi anche al Ponte San Leonardo e a quello che era l’omonino borgo, che fu il primo insediamento delle comunità ebraiche in città.
Era la prima volta che provavo questo posto e ci sono andato appositamente per scriverne qui: l’ho scelto per la location interessante e perchè comunque mi aveva incuriosito quando ero passato davanti. Appena entrato ho dovuto attendere qualche minuto, il locale era davvero pieno, pieno di lavoratori in tuta da lavoro o quasi, in assoluta la Trattoria più “working class” tra quelle provate finora: probabilmente operai, imbianchini, idraulici e tecnici vari (o “tennici”…)
Il menu fisso proponeva un’ampia scelta di primi, secondi e contorni: personalmente, visto che quella mattina avevo fatto una colazione misera, ho scelto piatti sostanziosi: una bella pasta e fagioli come primo piatto e stinco di maiale con patatine fritte come secondo, accompagnate da una bottiglia di acqua naturale e un generoso calice di vino rosso per chiudere con un caffè.
Premesso che, come per le altre trattorie, anche l’Isoletta è aperta di sera per cena, io ci sono stato a pranzo ed di questo parlo. Il pranzo mi ha soddisfatto: anche qui piatti semplici senza tante sofisticherie ma questo ci si aspetta da una trattoria: tra le trattorie di Padova anche l’Isoletta insomma fa la sua buona figura con la sua cucina veneta ed i piatti tipici locali e la cordialità del personale. Guardandomi intorno, ho notato che gli avventori che hanno scelto un piatto di spaghetti o una pasta al ragù si sono visti portare un piatto stra-abbondante con la pasta che andava ben oltre l’orlo del piatto. Del resto la clientela mi sembrava appunto di lavoratori che bruciano calorie e che non se ne stanno tutto il giorno seduti in ufficio davanti ad un pc.
L’Isoletta ha a inoltre un suo bel sito web dove trovare tutte le info: http://www.trattoriaisoletta.it/
Trattoria Basso Isonzo (chiusa da fine 2025 – ad memoriam)

Altra tappa di questo tour delle trattorie di Padova con menu per lavoratori è quella alla storica Trattoria Basso Isonzo, in via Monte Pertica, 1, proprio lungo il Bacchiglione nei pressi del Ponte del Bassanello, trattoria talmente storica che ha dato il nome a tutta quella zona sulla sponda sinistra del Bacchiglione nei pressi del Bassanella, subito dopo la confluenza con il canale Battaglia. Abitando relativamente vicino, questa trattoria ha per me rappresentato sempre l’idea delle classiche trattorie di una volta e personalmente c’ero stato una sola volta, anni fa, con alcuni colleghi di lavoro. Ci torno ora, da “blogger” con il preciso intento di inserire questo locale in questa lista di suggerimenti per chi fosse interessato ad un pranzo per lavoratori, o, semplicemente un’alternativa al cucinare a casa propria o il prendersi un panino al bar.
L’atmosfera familiare ti fa sentire a casa e la Trattoria Basso Isonzo sembra essere una delle trattorie di Padova preferite della working class locale: molti i lavoratori in tuta da lavoro, operai e tecnici vari ma anche altri lavoratori più o meno habituè del locale. Anni fa ricordo il campo di bocce all’esterno con il pergolato, ora dismesso, utilizzato per pranzare all’aperto nella bella stagione, quadri e foto storiche, ritagli di giornale, che fanno percepire la storicità del locale e la sua popolarità. C’è un’unica pecca: in un angolo, appesi alla parete, tra i gagliardetti di varie squadre di calcio, oltre al gagliardetto del Calcio Padova, ci sono quelli di Juventus, Inter (Milan non ricordo) ma il vero pugno in occhio è il gagliardetto del Vicenza Calcio…no dai, siete seri? Toglietelo!
Si tratta di un’attività ultracentenaria. Un tempo qui si fermavano a mangiare i barcari o i cosiddetti “sabbionari” che scavavano il letto del Bacchiglione e qui davanti attraccavano agli argani posti lungo le sponde del fiume. Ci sono stati anni in cui l’atmosfera familiare e la buona cucina attirava anche intellettuali ed artisti fin quanto sul finire degli anni Novanta la vecchia osteria fu abbattuta e ricostruita rispettandone l’architettura storica ma migliorandone il confort. C’è anche una curiosità storica, appresa leggendo un ritaglio di giornale alle pareti, e cioè che ad inizio Novecento pare venissero da tutta Italia per sfidare al gioco delle bocce Antonio Mazzucato detto “Tony dea Marta”, considerato uno dei più forti giocatori d’Italia. Pare che anche Gabriele D’Annunzio abbia voluto vedere un suo incontro al campo di bocce del Basso Isonzo.
Ma arriviamo alla cucina di questa nota trattoria padovana. Cucina semplice, casalinga, tradizionale, senza fronzoli; questi sono un po’ gli aggettivi che si trovano nelle recensioni online e devo dire che concordo. Per essere un menu fisso per lavoratori la scelta è comunque piuttosto ampia: personalmente ho preso un piatto di bigoli al ragù, accettabili ma si può fare di meglio, un baccalà, questo si, eccezionale, bravi bis, con un contorno di verdure ed un quartino di vino.
Continua… (?)
Alberto Botton

Mi fa piacere Franci. Prossimamente magari ne farò altre si, grazie a te!
Fantastiche recensioni già provato Pippo spettacolareaspetto altre gustose recensioni
Grazie