Via Altinate a Padova: tra storia romana, palazzi nobili e cultura viva

Via Altinate a Padova è una delle più note strade del centro storico, densa di attività commerciali e luoghi di interesse culturale. Allo stesso tempo di grande fascino è la sua antichissima storia.


Per la rubrica sulle strade di Padova quest’oggi vi parlo di via Altinate a Padova. Si tratta di una delle più note strade del centro storico, ricca di negozi e palazzi eleganti. Allo stesso tempo, affascina per le sue testimonianze storiche e radici antichissime: l’attuale via ricalca infatti il tracciato della via Emilia-Altinate e della via Annia.

Via Altinate è la via principale di Borgo Altinate ed è molto più di una semplice strada. Rappresenta un tratto vivo della storia di Padova, dove il passato romano, il medioevo delle mura, l’eleganza rinascimentale e la vitalità culturale del presente si fondono armoniosamente. Percorrerla è un invito a riscoprire il volto più autentico della città, tra cultura, memoria e futuro. Ho inserito via Altinate anche nell’articolo sulle vie dello shopping di Padova.

via Altinate Padova

Indice dei contenuti

Le origini romane: via Emilia-Altinate e via Annia

Nell’antica Patavium, via Altinate era attraversata dalla via Annia, importante asse viario che collegava Adria e Aquileia. L’attuale percorso urbano che ricalca questa direttrice è composto da Prato della Valle, via Umberto I, via Roma, via 8 Febbraio, via Altinate e infine Altino.

Durante i restauri del Centro Culturale San Gaetano, al piano interrato, sono stati ritrovati reperti archeologici risalenti all’epoca romana, tra cui resti di una monumentale statua imperiale. Una testimonianza che suggerisce la presenza di un edificio pubblico rilevante. Il progetto di valorizzazione della via Annia è oggi raccontato in due sale dei Musei Civici agli Eremitani.

Porta Altinate e la storia medievale

La via ha inizio a partire da Porta Altinate, principale accesso orientale delle mura duecentesche di Padova. Una lapide ricorda un evento fondamentale della storia padovana: nel 1256 i Crociati espugnarono la porta e liberarono la città dal tiranno Ezzelino da Romano, con la famosa iscrizione: “Porta espugnata, Ezzelino vinto”. La porta fu poi ricostruita nel 1286. Da Porta Altinate, uscendo all’esterno della cerchia delle mura comunali, si attraversa Riviera Ponti Romani che fino agli anni ’60 era il Naviglio Interno che si poteva attraversare grazie ad un ponte (di epoca romana) a tre arcate.

via Altinate Padova

Dall’età moderna all’Ottocento: commercio, canali e residenze nobiliari

Dopo le invasioni barbariche, via Altinate mantenne un ruolo importante nei collegamenti con Venezia, grazie alla vicinanza con il Portello, l’antico porto fluviale della città.

Nelle vicinanze, le attuali vie Morgagni e Jappelli erano un tempo percorse da canali che si immettevano nel Piovego all’altezza dell’attuale Istituto Selvatico. Questa vivacità commerciale favorì l’insediamento di famiglie patrizie padovane e veneziane, che contribuirono a impreziosire i palazzi lungo la via.

via Altinate Padova

Via Altinate oggi: pedonalizzazione e vitalità commerciale

Oggi via Altinate è una delle arterie pedonali più eleganti di Padova. Tra le attività commerciali, spiccano boutique di abbigliamento, bar e il celebre COIN. L’atmosfera raffinata si unisce alla dimensione culturale: camminare lungo la via è un’esperienza tra shopping e bellezza architettonica.

Il caso del Cinema Altino: architettura futurista e street art

via Altinate Padova

Sulla sinistra, incamminandosi dalla Riviera Ponti Romani, si trova l’ex Cinema Altino, chiuso ormai da diversi anni. Si tratta di un edificio affatto banale: fu progettato dall’architetto futurista Quirino De Giorgio, con un audace tetto-auditorium mai utilizzato. Di pregevole fattura sono anche le decorazioni all’interno, in particolare il foyer della galleria con il soffitto decorato da Amleto Sartori. Dopo alcuni tentativi di occupazione, l’ingresso è stato murato; sul pannello in legno è stato realizzato un apprezzato murale dall’artista padovano Made 514.
Le ultime notizie sono finalmente incoraggianti per il futuro dell’Altino. E’ stato recentemente acquistato dalla Fondazione Carraro e pare destinato ad ospitare un museo di arte contemporanea. L’ex cinema diverrebbe luogo di arte e cultura, consentendo a Padova di avere uno spazio espositivo di valore architettonico. Considerando le prospettive che emersero anni fa di vedervi realizzato ora un ristorante, ora un supermercato questa ipotesi appare come la migliore possibile.

Palazzi storici e memoria nobile

Chiesa di S: Gaetano Padova

Tra gli edifici più rilevanti troviamo:

  • L’ex Palazzo di Giustizia, costruito nel 1874 su parte del Convento dei Teatini, opera di Vincenzo Scamozzi, assieme all’attigua Chiesa di San Gaetano.
  • Palazzo Camerini, oggi sede del Museo della Terza Armata, dove visse il cardinale Pietro Bembo.
  • Di fronte, Palazzo Melandri-Arslan, attribuito a Pietro Lombardo e legato alla scrittrice Antonia Arslan, autrice della “Masseria delle Allodole” sul genocidio armeno.

Il Centro culturale San Gaetano e la Piazzetta Colonna

Centro Culturale Altinate-S. Gaetano

Il grande Centro culturale Altinate-San Gaetano, sede della Biblioteca Civica, dell’Informagiovani e di molte mostre ed eventi, rappresenta uno degli investimenti culturali più significativi degli ultimi anni a Padova. Qui sorgeva dal 1574 al 1800 il Monastero dei Teatini e fino ai primi anni Novanta l’ex tribunale di Padova. Non a caso la zona è ancora piena di studi notarili e di avvocati, anche molto conosciuti. Divenne il centro culturale che conosciamo oggi dopo un pregevole lavoro di restauro. Centro culturale tra i più grandi d’Europa ma di cui ancora si discute sulla gestione, indubbiamente molto onerosa per il Comune. Si è infatti prima a costruire il “contenitore” e solo successivamente ai contenuti, alle iniziative e ad una gestione economicamente sostenibile dello spazio.

piazzetta colonna padova

Curiosa la storia della vicina Piazzetta Colonna, che prende il nome da una colonna infame, eretta nel 1666 per ricordare la demolizione (avvenuta il 22 marzo 1666) del palazzo del brigante Francesco Santuliana, capo di una banda di rapinatori fluviali. Era noto per le sue attività criminali, tra cui rapine, violenze e aggressioni, preferendo in particolare gli assalti.
La colonna simboleggiava infatti il perpetuo scorno e l’infamia che la città riservava a Santuliana. Anche Padova aveva quindi la sua “colonna infame” di manzoniana memoria. Oggi al posto della colonna si trova una scultura contemporanea.

La Chiesa di Santa Sofia: tra Mitra e cristianesimo

chiesa di s. sofia padova

In fondo a via Altinate sorge la suggestiva Chiesa di Santa Sofia, forse la più antica della città. La sua leggera inclinazione è dovuta a cedimenti del terreno. Le fondazioni romane e una pietra sacrificale nel sotterraneo fecero ipotizzare che sia stata costruita sopra un antico tempio dedicato al dio Mitra, divinità orientale diffusa a Roma in epoca imperiale. L’ipotesi, per quanto affascinante, rimane tale e necessiterebbe probabilmente di un’altra campagna di scavi per essere confermata o meno.

I dintorni culturali: Auditorium Pollini, Musei Civici e Scrovegni

Da via Altinate si accede facilmente a via Cassan, dove si trova l’ingresso al pubblico dell’Auditorium Pollini. Proseguendo, si giunge in Piazza Eremitani, punto di accesso ai Musei Civici, alla Chiesa degli Eremitani e alla celeberrima Cappella degli Scrovegni. La zona è ora raggiungibile anche tramite la nuova via Porciglia, accanto al parcheggio di via Trieste.

Alberto Botton

Alberto Botton
Alberto Bottonhttps://www.blogdipadova.it/
Insegnante di accoglienza turistica e geografia, appassionato di territorio, scrivo su Padova e provincia sul web da oltre 15 anni. Mi piacciono i podcast e la birra artigianale.

Il Blog sui social

16,454FansMi piace
18,697FollowerSegui

Gli ultimi articoli

TAGS