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Via Altinate

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Per la rubrica “Le strade di Padova” quest’oggi vi parlo di via Altinate. Una delle principali arterie della Patavium romana l’antica via Emilia-Altinate conduceva da Padova fino ad Aquileia passando per Altino.

via Altinate PadovaE’ indubbiamente una delle vie più austere della città per i palazzi che vi si affacciano, nonostante abbiano subito gravi danni dai bombardamenti del 1943-44. Inizia da piazza Garibaldi (per chi non conosce bene Padova, la piazza dov’è la Rinascente e la Colonna della Madonna dei Noli) e arriva fino all’incrocio con via Morgagni, laddove c’è la Chiesa di S. Sofia. Dalla piazza passando per Porta Altinate, si supera la Riviera Ponti Romani che fino agli anni ’60 era il Naviglio Interno che si poteva attraversare grazie ad un ponte (di epoca romana) a tre arcate.

Nella “Patavium” romana, di qui passava la via Annia che collegava Adria e oltre ad Aquileia passando appunto per Padova (le attuali Prato della Valle, via Umberto I, via Roma, via 8 febbraio, via Altinate) ed Altino. Al piano interrato del centro culturale Altinate San Gaetano, durante i lavori di restauro, sono stati trovati reperti di quel periodo compresi i resti di quella che doveva essere un’imponente statua imperiale, probabilmente a segnalare la presenza in loco di un significativo edificio pubblico. Ai Musei Civici agli Eremitani ci sono due sale dedicate al progetto relativo alla via Annia.

porta AltinateLa Porta Altinate, quella orientale, è la principale delle porte delle mura duecentesche della città e sotto la sua volta c’è una lapide che ricorda come i Crociati la espugnarono nel 1256 cacciando il tiranno Ezzelino da Romano: “Porta espugnata, Ezzelino vinto” (vedi nella foto quì sotto a sinistra). Porta che fu poi ricostruita nel 1286.

via Altinate PadovaCon il passare dei secoli e superate le invasioni barbariche la via mantenne una certa importanza perchè collegava il centro città a Venezia e al Portello, il porto medioevale, dove arrivavano via canale le merci da e per Venezia. La via, inoltre, crebbe anche come zona residenziale. Le vicine vie Morgagni e Jappelli erano pure dei canali, almeno nella parte centrale (credo dove oggi c’è il passaggio pedonale tra gli alberi) che, dall’ospedale si immettevano nel Piovego all’altezza del vecchio macello, oggi Istituto d’Arte Selvatico. Questo movimento e vivacità commerciale ha fatto sì che in via Altinate si insediassero antiche e facoltose famiglie padovane e veneziane in grado di abbellirne i palazzi. Da Padovanet “Nei secoli successivi al Rinascimento, la zona di via Altinate cominciò ad assumere un carattere anche commerciale; diventata nel frattempo parte integrante e fondamentale del centro cittadino per la sua vicinanza ai più importanti edifici pubblici, divenne anche luogo di molteplici iniziative terziarie, divenendo centro sociale ed economico, oltre che culturale e produttivo. Anche oggi lungo questa via si alternano palazzi e botteghe e percorrerla è un modo per fare shopping circondati di storia e di bellezza”.

cinema Altino PadovaSuperata la riviera ci si incammina per via Altinate, una via da qualche anno resa pedonale e che si presenta con i suoi negozi e attività commerciali di vario genere, di abbigliamento soprattutto, compreso il più famoso COIN e con vari bar. Incamminandosi lungo la via sulla sinistra si vede l’ex cinema Altino, ormai dismesso da diversi anni. Un edificio per nulla banale, anzi, realizzato dall’architetto futurista Quirino de Giorgio, di pregevole fattura, il cui tetto è esso stesso un piccolo auditorium a cielo aperto, mai utilizzato. Un luogo assolutamente da recuperare come spazio culturale e non, come si vociferava qualche anno fa, da riconvertire nell’ennesimo spazio commerciale come già accadde al Supercinema di Corso E. Filiberto e peggio ancora al Teatro Garibaldi di Piazzetta Garzeria, divenuto supermercato. Dopo alcune occupazioni l’ingresso è stato sbarrato e sul pannello di legno, messo per impedire ulteriori occupazioni, realizzato un bellissimo lavoro di street art dall’artista padovano Made 514.

Da via Altinate, prima del Cinema Altino e svoltando a sinistra ci si trova in via Cassan, dove c’è l’ingresso al pubblico dell’Auditorium Pollini, proseguendo si giunge in Piazza Eremitani dalla quale si può accedere all’omonima Chiesa e al complesso dei Musei Civici con l’Arena Romana e la Cappella degli Scrovegni. Piazza Eremitani è inoltre raggiungibile comodamente a piedi lungo via Porciglia, nuova via d’accesso pedonale dalla parte orientale del centro storico, a due passi dal nuovo parcheggio multipiano di via Trieste. A qualificare ulteriormente questa zona di straordinario interesse culturale torniamo in via Altinate.

Chiesa di S: Gaetano PadovaProseguendo sulla sinistra, si trova Palazzo Camerini, oggi sede del Museo della Terza Armata, dove abitò il cardinale Pietro Bembo. Sempre dal sito Padovanet “Di fronte, il Palazzo Melandri, ora Arslan (si dalla cui famiglia la scrittice Antonia Arslan, autrice della “Masseria delle Allodole” sul genocidio armeno), attribuito a Pietro Lombardo, e il Palazzo di Giustizia (ora trasferito in via Nicolò Tommaseo) costruito nel 1874 con parziale recupero del Convento dei Teatini, opera di Vincenzo Scamozzi (1582-86) assieme all’attigua Chiesa di San Gaetano .

Centro Culturale Altinate-S. GaetanoVisto che nella laterale via Alessio sorgeva l’ex tribunale, la zona è piena di studi notarili e di avvocati, anche molto conosciuti. Edificio dell’ ex tribunale, che dal 1574 al 1800 ospitava il Monastero dei Teatini e che oggi è divenuto il Centro culturale Altinate-S.Gaetano dopo un pregevole lavoro di restauro (clicca quì e poi quì e poi quì, quì, per vedere le mie foto dell’inaugurazione il 18/02/2009). Una delle opere architettoniche degli ultimi anni davvero meritevoli di essere visitate, ora sede di eventi e mostre e della biblioteca civica, nonchè dell’Informagiovani. Centro culturale tra i più grandi d’Europa ma di cui ancora si discute sulla gestione, indubbiamente molto onerosa per il Comune. Si è infatti prima a costruire il “contenitore” e solo successivamente ai contenuti, alle iniziative e ad una gestione economicamente sostenibile dello spazio.

piazzetta colonna padovaCuriosa l’origine del nome della Piazzetta Colonna. Il nome di questa piazzetta (da cui prendeva il nome anche una vecchia osteria un tempo ritrovo di rugbisti) che si trova all’altezza dell’edicola, deriva da una colonna ora scomparsa, posta a memoria del Palazzo del brigante Francesco Santuliana, fatto demolire il 22 Marzo 1666 per punire il proprietario. La colonna simboleggiava infatti il perpetuo scorno e l’infamia che la città riservava a Santuliana, capo di svaligiatori di corrieri e violatore della sicurezza delle barche e dei “transiti”. Anche Padova aveva quindi la sua “colonna infame” di manzoniana memoria.

chiesa di s. sofia padovaAlla fine della via c’è la Chiesa di S. Sofia, una, se non la più antica chiesa di Padova, e tra le più interessanti, per architettura e storia. Se ci si avvicina infatti, si vede come sia leggermente pendente a causa di cedimenti delle fondamenta. Le fondazioni romani visibili nel sotterraneo e una pietra sacrificale dimostrerebbero che la chiesa sia stata eretta sulle rovine di un tempio pagano, probabilmente dedicato al dio Mitra, divinità di origine persiana le cui prime tracce risalgono al 1300 a.C. ma probabilmente molto anteriore, uno dei culti orientali che tramite il mondo ellenico si diffusero a Roma in alternativa alla religione ufficiale.

Alberto Botton

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