13 giugno Sant’Antonio a Padova. In questa giornata si celebra in città la festa del Santo patrono più famoso rispetto agli altri tre con la processione, l’evento principale del Giugno Antoniano. Sant’Antonio, il frate portoghese che visse gli ultimi anni della sua vita a Padova, è però venerato in tutto il mondo.
ella comunità cristiana – e non solo – una figura di primo piano è legata alla data del 13 giugno: Sant’Antonio di Padova. Il “fraticello” portoghese, nato a Lisbona, morì proprio nella nostra città, alla giovane età di 35 anni, il 13 giugno 1231. Sant’Antonio è uno dei santi più amati e conosciuti al mondo. Quando si viaggia in Europa, infatti, è facile imbattersi nella sua statua che si trova quasi ovunque. Io ad esempio l’ho notata sia nella basilica del Sacré-Cœur di Parigi, sia sul Ponte Carlo a Praga.
Padova è da sempre meta di pellegrinaggi, con oltre 6,5 milioni di visitatori ogni anno. La Basilica di Sant’Antonio è uno dei principali luoghi di culto del cristianesimo e quindi destinazione di turismo religioso.
A Padova questa è una giornata di festa molto sentita, sia dai fedeli sia dai cittadini più laici. Il giornalista e scrittore Guido Piovene, nel suo celebre Viaggio in Italia (1953), scriveva come di seguito.
“Padova grazie al santo è un luogo (molto veneto, molto italiano) di tregua tra credenti e miscredenti. Un puritano rigorista sarebbe indignato sapendo quante persone, che non credono in Dio, credono in Sant’Antonio, e quando passano per Padova vanno al santo a portargli un cero.”
La festa di Sant’Antonio a Padova al culmine del Giugno Antoniano
Il 13 giugno, giorno della morte del Santo, Padova celebra la festa del patrono, che è uno dei quattro santi patroni della città (insieme a San Prosdocimo, Santa Giustina e San Daniele).
La giornata culmina con la Santa Messa solenne e la processione per le vie del centro storico, a cui partecipano migliaia di fedeli, guidate da tutte le varie associazioni e confraternite antoniane.
Alla vigilia, l’evento più suggestivo è il Transito di Sant’Antonio, una rievocazione storica del tragitto che il frate, ormai morente, fece da Camposampiero all’Arcella, dove spirò assistito dall’amico Luca Belludi.
Per tutto il mese, la città ospita eventi religiosi e culturali: il Giugno Antoniano, un ricco calendario di appuntamenti spirituali, mostre, concerti e momenti di riflessione. E se non potete essere a Padova per la festa, potete sempre dare un’occhiata live alla webcam della Basilica di Sant’Antonio.
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Il Dolce del Santo: un’antica tradizione che nasce dal pane di Sant’Antonio
Il Dolce di Sant’Antonio, uno dei dolci tipici padovani, si tramanda a Padova come simbolo di gratitudine e devozione, una pratica nata dall’antico pane dei frati distribuito ai poveri. Oggi si è evoluto in un lievitato scenografico e soffice: si tratta di un anello – o treccia – farcito con pan di Spagna, marmellata di albicocche, uva sultanina e canditi d’arancia, il tutto racchiuso in una croccante pasta sfoglia che ricorda le guglie e le cupole della Basilica.
La preparazione artigianale, per quanto custodita gelosamente, richiede cura e maestria. Va detto che ogni pasticceria ha la sua ricette e le sue varianti. In ogni caso tutti seguono le seguenti indicazioni. Gli impasti riposano a lungo (anche un giorno) prima di essere confezionati, garantendo una consistenza soffice ma compatta, con un profumo avvolgente di agrumi e spezie.
Anticamente, questo dolce-gesto era offerto dai frati ai pellegrini e ai cittadini come segno concreto di carità. Nel tempo, la devozione popolare e il talento dei pasticcieri hanno trasformato quel pane umile in un’eccellenza gastronomica, presente nelle principali pasticcerie sotto forma di diverse varianti – dal classico anello al dolce avvolto nella pasta sfoglia fino agli amarettoni e al pan del Santo.
Il risultato è un dolce elegante ma semplice, raffinato ma ricco di significato: un modo dolcissimo per celebrare Sant’Antonio, portando con sé un pezzetto della festa e della spiritualità padovana.
Condivido un bel video in cui Nicolò di Padova Foodteller parla e mostra la preparazione.
Alberto Botton

