Il Grande Belzoni Sergio Bonelli Editore

“Il Grande Belzoni”, la straordinaria vita dell’Indiana Jones padovano in un fumetto Bonelli

Ciao a tutti, lettori abituali e a chi capita in questo blog per la prima volta, in questo post, come da titolo, vi parlerò de “Il Grande Belzoni” di Walter Venturi, quel fumetto italiano pubblicato dalla Sergio Bonelli editore, uscito qualche anno fa, fine ottobre 2013, che ha tributato, (“finalmente” aggiungo io!), il giusto omaggio al nostro concittadino Giovanni Battista Belzoni.

Giovanni Battista Bolzon, che cambiò in seguito il suo nome in Belzoni, visse una vita a dir poco straordinaria ed avventurosa anche se nacque, nel 1778, in Borgo Portello, povero e popolare quartiere di Padova. Visse in Inghilterra dove si fece apprezzare come teatrante e come “uomo forzuto” con il numero del Sansone Patagonico riuscendo ad alzare una piramide umana di 12 persone. Dalle piramidi umane a quelle vere, d’Egitto, il passo fu breve: divenne, secondo il Times “L’italiano più famoso del mondo” esplorando l’Egitto più profondo e scoprendo moltissimi dei tesori di questa antica e misteriosa civiltà. Forza d’animo, ambizione e inesauribile sete di avventura il nostro Belzoni ispirò la figura di Indiana Jones, il famoso esploratore creato dalla fantasia di George Lucas.

Quando  ne parlo con qualche conoscente c’è chi sorride e ghigna “Ma figurati se George Lucas può aver creato l’Indiana Jones, ispirandosi ad un padovano, nato e cresciuto al Portello!!” , già figuriamoci se un padovano riconosce valore a quanto è padovano!

“Nemo profeta in patria est” è un detto che a Padova penso possa essere adottato…purtroppo, e in particolare questo vale anche per il Belzoni. Nonostante lasciò Padova da giovane per tornarci solo in un’occasione in età adulta comunque era legato alla sua famiglia e alla sua città, tant’è vero che mandò più di qualcuno dei suoi ritrovamenti durante la campagna di esplorazione dell’Egitto.

Questo post è un aggiornamento di quello scritto appena uscito il fumetto che acquistai, neanche a dirlo, la mattina stessa della sua uscita. Appena seppi di questa pubblicazione la mia reazione fu duplice, da una parte fui e sono tutt’ora davvero contento di questa operazione, dall’altra la constatazione, che evidentemente ci voleva un disegnatore romano per rendere omaggio ad una tale personaggio della nostra città. Stupore che, confessò, fu lo stesso anche per il disegnatore Walter Venturi che iniziai a seguire nella sua pagina facebook “Il Grande Belzoni”, prima dell’uscita dello stesso.

Anche una band di jazz rock progressive di Torino, gli “Arti e mestieri” hanno dedicato un Ep di 4 canzoni dedicate a Belzoni tra cui questa “Il figlio del barbiere” ma a Padova fino ad all’uscita del fumetto nulla. Per fortuna, qualche anno più tardi, qualche segnale è stato dato con la nascita dell’associazione culturale Giovanni Belzoni.

Che sia stato merito del fumetto non lo so per certo, per certo so che questo fumetto ed il post che avevo scritto a suo tempo e che ora sto aggiornato fu letto da qualcuno di un’altra associazione da un’altra regione italiana che mi contattò per chiedermi un supporto per una visita a Padova alla scoperta dei luoghi belzoniani. Cosa che feci, potete leggere qui sul post dedicato in modo più approfondito a questo padovano illustre: https://www.blogdipadova.it/giovanni-belzoni-indiana-jones-di-padova/

“Il Grande Belzoni”, fumetto di Walter Venturi pubblicato dalla Sergio Bonelli Editore

 “Il Grande Belzoni” è un albo unico di 272 pagine scritto ed illustrato da Walter Venturi, romano, ed edito dalla mitica “Sergio Bonelli editore“, forse la più importante casa editrice di fumetti nel mondo, non solo in Italia, che negli anni ha portato e porta a casa di generazioni di italiani le storie di Tex, Zagor, Martin Mystere, Dylan Dog, Nathan Never etc etc. Una pubblicazione prestigiosa che da senz’altro una maggiore notorietà al protagonista con un albo che è stato distribuito in modo massiccio in tutta Italia e non solo. D’altra parte che Padova avesse tra i natali un personaggio dello spessore e della caratura di Belzoni lo sapevamo tutti o meglio, la sua storia è forse sconosciuta ai più, ma chi si occupa di cultura e di turismo, forse avrebbe potuto precedere la Bonelli e valorizzare, attraverso la vita di quello che fu uno dei primi e più importanti esploratori ed egittologi del mondo, anche la città.

Eppure ai Musei Civici Eremitani, nelle Sale della Collezione Egizia ci sono reperti trovati in Egitto e donati da Belzoni alla sua città (dallo scorso anno anche un supporto multimediale “touch screen” dedicato a Belzoni), la sala egizia al Caffè Pedrocchi, così come i due leoni di pietra a cavalcioni dei quali tutti i padovani sono saliti e salgono da bambini, sono stati realizzati dall’architetto Jappelli proprio in onore di Belzoni. E allora come mai Belzoni non è popolare come Galileo, Giotto, Sant’Antonio e gli altri personaggi illustri di Padova? Cioè Indiana Jones è la trasfigurazione cinematografica di fama mondiale di un padovano, e i padovani non lo sanno e non si sfrutta questa cosa per promuovere la città?!  Eh già, i “puristi” diranno che non si mischia la cultura archeologica con il marketing…quelle sarebbero disgustose “americanate”..superfluo dire che non sono affatto d’accordo!

Tornando al fumetto, il fumettista romano, Walter Venturi, ebbe l’ispirazione per raccontare questa storia una decina di anni prima di averla effettivamente creata e fatta pubblicare. Una sera facendo zapping in tv captò qualche informazione su questo personaggio strano, che da Padova se ne andò in giro per il mondo, prima a Roma, poi in Inghilterra, per cercar fortuna, finì con il diventare prima un personaggio da baraccone lavorando in un circo dove veniva presentato come “Il Sansone della Patagonia” in virtù della sua statura di 2 metri, e poi in Africa a fare l’esploratore. Circa 10 anni di tempo ci sono infatti voluti per realizzare questo suo primo progetto individuale, durante i quali Walter Venturi, ne ha portati avanti altri, continuando a lavorare ad altri progetti e a disegnare per una storica testata Bonelli, vale a dire “Zagor”.

L’esploratore del Portello, che ironia della sorte, da ragazzino aiutava il padre nella sua bottega di barbiere mentre in età adulta portava una folta barba che, assieme alla sua statura imponente, gli doveva senz’altro attribuire un aspetto poco raccomandabile. Tuttavia, fu lui a scoprire l’ingresso della Piramide di Chefren, il tempio di Abu Simbel, la tomba di Seti I, colui che trasportò il busto di Memnone oggi al British Museum di Londra, visto e ammirato da milioni di turisti da tutto il mondo. La folta barba rossiccia così come l’abbigliamento “alla araba” con il turbante in testa solo elementi valorizzati da Walter Venturi nel suo disegno che ben rappresentano la figura del Belzoni e oltre a questi una geniale trovata. Tutti i personaggi dei fumetti hanno un loro intercalare che li identifica, o una frase che usano ripete spesso a mo’ di esclamazione, pensiamo al “Giuda ballerino” di Dylan Dog, al “Peste” di Tex Willer, o “Ciucciami il calzino” di Bart Simpson, ebbene anche il “Grande Belzoni” di Walter Venturi ne ha una e non potrebbe essere un’espressione di stupore, meraviglia, sorpresa più padovana di così: “Per il Santo!

Il fumetto, così come i libri ed il cinema appartengono alla cultura popolare e hanno, per fortuna, moltissimi fruitori così che ormai da tempo, ci si è resi conto come certe storie, ben radicate, sul territorio hanno una valenza universale e quel territorio sono in grado di promuoverlo.

Ringraziando Walter Venturi per questa sua felice intuizione e la Bonelli, mi fa piacere che “Il grande Belzoni” abbia riscosso un gran bel successo a tal punto di essere stato stampato anche per qualche paese estero, nella speranza che invogli i lettori a visitare la nostra città per scoprire i luoghi belzoniani di Padova  che parlano di lui e della sua grande avventura!

Come procurarsi un albo Bonelli una volta terminato nelle edicole? Sotto le indicazioni per avere una copia de “Il Grande Belzoni” http://www.sergiobonelli.it/

Il Grande Belzoni Sergio Bonelli Editori

 Alberto Botton

 

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