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Il territorio di Padova. L’area metropolitana e la provincia

pdmetroIl Territorio di Padova. La città di Padova ed il territorio della sua provincia sorgono in posizione centrale e baricentrica rispetto a quello della regione Veneto. Per Città di Padova intendo l’area urbana che insiste sul comune capoluogo, quella che viene identificata come area metropolitana di Padova, formata dal comune di Padova e dai comuni della prima cintura urbana. I confini amministrativi e la suddivisione in Comuni del territorio provinciale, in seguito allo sviluppo economico e demografico degli ultimi cinquanta-quarant’anni, non identificano più le varie identità territoriali urbane e spesso non sono più funzionali alla gestione del territorio, il risultato è quello di avere due Padova: la Padova amministrativa, il comune di Padova, “de iure” e la Padova “de facto”, quella reale, le cui statistiche non possono essere correttamente interpretate senza considerare un’area più vasta di quella del solo comune.

Il Comune di Padova è infatti, il più densamente popolato della regione Veneto, come conseguenza di una superficie territoriale molto ridotta. Nel territorio comunale vivono circa 212.000 abitanti in un territorio più piccolo di comuni percepiti come più piccoli quali ad esempio, Longarone, Mira, Eraclea, Jesolo, Cavarzere, Chioggia (grande più del doppio di Padova!) etc etc Pur essendo comune capoluogo delle 7 province venete, infatti, il comune di Padova è solo al 24° posto come superficie territoriale (guarda qui i primi 50 comuni veneti per superficie). Questa situazione influisce e distorce una corretta percezione della città stessa, nei residenti e in chi non conosce la realtà padovana. I Comuni della cintura urbana, sono abitati da persone che quotidianamente lavorano all’interno della superficie del Comune di Padova, frequentando le tangenziali per venire a lavorare nella zona industriale cittadina, frequentare gli istituti professionali e i licei della città, utilizzare strutture pubbliche come Ospedale e Università. Ovviamente il centro storico è frequentato anche da chi vive fuori perché è pur sempre il centro storico della città. Insomma se i residenti sono circa 212.000, a frequentare la città sono anche i residenti dei comuni della cintura oltre ai pendolari da fuori provincia, gli studenti fuori sede, i turisti.

Comuni quali Selvazzano, Albignasego, Ponte S. Nicolò, Cadoneghe etc etc, disegnano una continuità territoriale con il territorio del comune, non esistono zone o aree verdi che sanciscano una separazione tra comuni, ma costituiscono un continuum territoriale. Non si può neanche dire che questi comuni svolgano funzioni particolari tali da rappresentare delle centralità. In tempi in cui si discute di soppressione delle province e di revisione degli enti territoriali, una fusione di questi comuni con il comune capoluogo e la creazione di una Città di Padova darebbe più respiro al territorio stesso e fare cambiare i numeri. Una Padova da 400.000 abitanti e più avrebbe forse un peso, anche in ottica di marketing territoriale, diverso. Fornirebbe una chiave di lettura più corretta per comprendere i problemi e le dinamiche territoriali…traffico, inquinamento, criminalità, e una dimensione per gestirli in modo più uniforme ed integrato. Farebbe capire ai padovani stessi che la cara e vecchia Padova, quella che in molti oggi ritengono una piccola e graziosa cittadina, è oggi una città media rispetto alle città italiane e che il centro storico, o il comune di Padova, è solo una parte della Padova di oggi.

C’è chi non accetterebbe di entrare a far parte della Città metropolitana di Venezia per questioni campanilistiche ma che, per le stesse ragioni, non vorrebbe neanche perdere i vantaggi di avere un ufficio anagrafe sotto casa quando invece da studi e ricerche fatte da università e anche da istituti di ricerca europei quali Espon, il territorio di Padova andrebbe gestito su scala metropolitana. Ancora qualche anno fa, Espon suggeriva una città di Padova da 500.000 abitanti. Dati che avevo utilizzato per la mia tesi a conclusione del Master in Governance delle Risorse Turistiche Territoriali conseguito qualche anno fa. Vedi qui: turismo-urbano-governance-metropolitana

Il resto del territorio di Padova, la provincia di Padova, può vantare una notevole varietà paesaggistica visto che oltre al paesaggio della campagna veneta a sud, quello urbanizzato ed industriale dell’alta padovana, comprende anche il territorio dei Colli Euganei, quelle “Isole senza mar” così descritte dallo scrittore inglese Shelley, territorio amato da poeti e scrittori, ma di interesse per la sua conformazione geologica di origine vulcanica, per le molte aziende agricole e vitinicole, per la possibilità di fare escursioni a piedi ed in bici di interesse naturalistico e culturale.

La provincia di Padova è anche la provincia delle città murate: Montagnana, una delle cinte murarie tra le meglio conservate d’Europa, Este, il castello e la Rocca federiciana di Monselice e Cittadella, a nord.

Non tutti sanno che la provincia di Padova ha anche il suo sbocco sul mare, all’altezza delle Valli Millecampi. Il territorio provinciale è solcato dai fiumi Bacchiglione e Brenta e da molti canali, non a caso la provincia, così come lo era la città, può essere definita come una provincia d’acque. Questi corsi d’acqua, in passato, erano le principali vie di comunicazione e di trasporto delle merci e quello del “barcaro” era un mestiere molto diffuso.

Alberto Botton

 

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Il territorio di Padova. L'area metropolitana e la provincia
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Il territorio di Padova , città e provincia sorge in posizione centrale e baricentrica rispetto a quello della regione Veneto.
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