Un naso rosso che lascia il segno. Dottor Clown a Padova!

Oggi non sono qui per consigliarvi le ultime mostre, né eventi particolari… anzi! Oggi ho voglia di entrare nell’animo dei lettori del blog, padovani e non, perché ho deciso di conoscere dei ragazzi particolari e loro mi hanno dato la possibilità di vedere con i miei occhi quello che fanno!

Ho incontrato Federico e Dario presso la sede della loro associazione a Camin. Vi chiederete chi sono? Li definirei dei semplici, ma speciali trentenni che 6 anni fa sono entrati nel direttivo di “Dottor Clown”, un’associazione fondata a Padova da 7 ragazzi  nel 2002 e che, ad oggi, conta ben 78 membri!

Cosa fanno? Beh, molto semplicemente potrei dire che “si mettono un naso rosso” che permette loro di togliere qualsiasi freno inibitore per portare a bambini ed anziani degenti quei sorrisi che troppo spesso mancano tra le corsie ospedaliere…

La mia chiacchierata con loro doveva durare qualche minuto e invece sono rimasta a sentire e condividere le loro esperienze per più di un’ora, entrando nel mondo di questo gruppo di persone che timbrato il  cartellino, il mercoledì e il venerdì dalle 19.00 alle 22.00, indossano i panni del clown e distribuiscono minuti di spensieratezza regalando a se stessi un appagamento che difficilmente si può ottenere facendo dell’altro!

Federico as "Dottor Monello!"

Federico as “Dottor Monello!”

Federico Ravarotto, che durante il giorno è un geometra, quando parla di ciò che fa per “Dottor Clown” si illumina… e di conseguenza fa emozionare anche me che lo ascolto… mi ha raccontato di come si diventa clown, di come non esista solo un corso iniziale, ma è un percorso che tutti loro continuano attraverso frequenti corsi di formazione; Dario Gallazzi, che invece lavora in una ludoteca, con una pacatezza contagiosa mi racconta che negli ultimi anni le sue ferie estive le ha trascorse in missione: dall’Argentina alla Palestina, lui e altri volontari dell’associazione, autofinanziandosi il viaggio, sono partiti per svolgere servizio di clown terapia in orfanotrofi e baraccopoli.

Missione Palestina

Missione Palestina

“Se ti occupi della malattia potrai vincere o perdere, se ti occupi della persona vincerai” (Patch Adams)…

I ragazzi fanno esattamente questo in corsia e, venerdì scorso, seguendoli come un’infiltrata, ho toccato con mano i loro racconti! Di stanza in stanza ho potuto vedere cosa significhi che “il clown può anche fare, ma se non è, è inutile che faccia”! La loro presenza per i bambini (o anziani) è quella che lascia il segno, chiamarli per nome, rivolgersi alle persone e non alle loro malattie, per giocare, sorridere e per qualche minuto far dimenticare tutto quello che stanno vivendo a loro e alle persone care che hanno intorno. Non è per niente facile entrare in una stanza, e nella sfera privata di una famiglia, ma quel naso rosso e quei buffi gesti o un semplice palloncino arrivano dritti al cuore…

Clown in azioneAver visto come questi ragazzi riescano a sfondare qualsiasi tipo di barriera, di imbarazzo, arrivando dritti all’anima dei bambini è stato a dir poco impagabile!   Mi sono riempita di attimi di gioia irripetibili durante le due ore di servizio e ho condiviso anche il loro “diario di sbordo”, il momento finale della serata, all’interno della stanza dei giochi di pediatria, dove si cambiano seduti sulle seggioline da scuola materna e dove si confrontano su aspetti positivi e negativi, dove tirano fuori il vissuto e non portano a casa il peso di ciò che hanno visto. Tutto viene scritto, perché possa essere un bagaglio utile a tutti, e perché gli errori di uno non vengano ripetuti dall’altro, e i trucchi che più funzionano possano essere condivisi! E’ stato divertentissimo ascoltarli ed essere contagiata dalla loro solarità!

giochiPotrei fare di quest’articolo un poema, potrei soffermarmi su tutte le emozioni che ho provato vedendo questi ragazzi durante il loro servizio di volontariato, ma credo non serva… penso che basti guardare i loro sorrisi e capire che questo impegno settimanale può aiutare gli altri e allo stesso dare molto a se stessi, ecco perché vorrei che chi leggesse queste righe sapesse che Dottor Clown esiste, è un’associazione fatta di persone vere e concrete, che accoglie qualsiasi nuovo volontario, che porta gioia ai bimbi in Pediatria a Padova e agli anziani presso l’Ospedale di Piove di Sacco.

Per far parte del loro gruppo non è difficile, prima ci sono 4 giornate di formazione e successivamente un periodo di tirocinio affiancando “old clown” perché si possa imparare pian piano ad entrare in corsia, in punta di piedi, capendo come fare per essere accettati.

Il prossimo corso di primo livello inizierà a febbraio 2014, date un’occhiata al loro sito per ogni informazione e pensateci, quel naso rosso potrebbe stare bene a molti di voi!

Concludo con una frase di Federico “quello che ricevi dai bambini è molto più di quello che dai” perché credo che spesso di fronte al volontariato non si consideri che non è solo dare agli altri, non è soltanto un dare a chi ne ha bisogno, è un 50/50, aiutare gli altri migliora anche se stessi! Provate!”

Grazie ragazzi per la disponibilità, le emozioni che mi avete regalato e ovviamente  per ciò che fate!!! Visitate il sito ufficiale! http://www.dottorclownpadova.it/

Silvia Selvatico

giochi

 

 

 

 

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  • daniela

    Bellissimo…ed emozionante!!
    Hai ragione Silvia, questi ragazzi sono davvero speciali!

  • Valentina

    complimenti Silvia, bellissimo articolo..trasmetti la loro passione e la loro gioia nell’aiutare!
    leggere ste cose fanno capire che non tutto a sto mondo è brutto e ci sono tantissime brave persone..
    e pensare questo alle porte di natale fa bene al cuore!!