Gabriele d'Annunzio a Padova

Gabriele d’Annunzio e Padova

Il noto scrittore, poeta, politico e militare italiano Gabriele D’Annunzio ha legato al territorio di Padova una delle sue imprese più note vale a dire il famoso Volo su Vienna (nella foto sull’aereo, il pilota pronto a partire assieme al conte Guido Keller). Lui stesso prima di partire per il volo che già da tempo stava organizzando disse: “Il volo avrà carattere strettamente politico e dimostrativo; è quindi vietato di recare qualsiasi offesa alla città …… Con questo raid l’ala d’Italia affermerà la sua potenza incontrastata sul cielo della capitale nemica.

Sarà vostro Duce il Poeta, animatore di tutte le fortune della Patria, simbolo della potenza eternamente rinnovatrice della nostra razza. Questo annunzio sarà il fausto presagio della Vittoria”.

volo su Vienna Museo dell'Aria PadovaIl volo partì infatti da uno dei 6 aereoporti militari di Padova, capitale del fronte, il 9 agosto 1918 alle ore 05.50, esattamente dal campo di aviazione di S. Pelagio a sud del città dove oggi c’è il Museo del Volo. Arrivati su Vienna lanciarono 50.000 copie di un manifestino scritto dallo stesso poeta, parole di natura propagandistica contro il nemico austriaco che chiese la resa l’ottobre successivo.

lapide D'Annunzio PadovaUn omaggio del poeta a Padova lo si può leggere da una lapide posta sul muro (vedi foto a sinistra) sotto il porticato della Loggia Amulea in Prato della Valle, porticato che ospita le statue di Giotto e Dante Alighieri

Dice D’annunzio:

Non alla solitudine scrovegna, | o Padova, in quel bianco april felice | venni cercando l’arte beatrice | di Giotto che gli spiriti disegna; || né la maschia virtù d’Andrea Mantegna, | che la Lupa di bronzo ebbe a nutrice, | mi scosse; né la forza imperatrice | del Condottier che il santo luogo regna. | Ma nel tuo prato molle, ombrato d’olmi | e di marmi, che cinge la riviera | e le rondini rigano di strida, || tutti i pensieri miei furono colmi | d’amore e i sensi miei di primavera, | come in un lembo del giardin d’Armida. (Gabriele D’Annunzio)

confondendo però i platani realmente presenti nel prato con gli olmi.

Tra i luoghi più amati e frequentati da D’Annunzio a Padova c’è senz’altro lo storico Caffè Pedrocchi  frequentato anche dalla “divina” Eleonora Duse con la quale intrecciò una relazione amorosa. “Nessuna donna mi ha amato come Ghisola, né prima, né dopo” disse D’Annunzio ricordando la Duse.

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Alberto Botton

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