Lo storico Caffè Pedrocchi di Padova. Cosa vedere a Padova in un giorno

Il Caffè Pedrocchi di Padova, uno dei più famosi caffè storici italiani

Quest’oggi ho pensato di parlarvi del Caffè Pedrocchi di Padova, uno dei più famosi caffè storici e letterari d’Italia riguardo al quale troverete varie informazioni in rete. D’altra parte anch’io ho voluto dedicare un post per segnalare il Pedrocchi come tappa obbligatoria a chi decidesse di visitare Padova ma anche per farlo conoscere meglio ai padovani distratti o comunque ai residenti. Spesso in passato ma ancora oggi molti giovani lo considerano un luogo per l’alta società, da evitare, invece no, è un patrimonio della nostra città da frequentare e difendere anche perchè è proprio di proprietà del Comune e quindi di tutti i cittadini. Senz’altro particolarmente amati sono i 4 leoni di marmo posti agli ingressi del lato settentrionale, su cui tutti i bambini padovani si sono seduti a cavalcioni almeno una volta nella vita!

Lo storico Caffè Pedrocchi di PadovaSe qualcuno si chiedesse perchè visitare il Caffè Pedrocchi risponderei elencando questi punti:

  • parliamo di un monumento di Padova la cui storia si intreccia con quella della città, una delle icone più rappresentative della città del Santo e che rientra nel “detto popolare” secondo il quale Padova sarebbe la città dei 3 senza (…più uno), il Prato senza nome, il Santo senza nome ed il Caffè senza porte, il Pedrocchi appunto e poi vi spiegherò il perchè.  Il Pedrocchi è molto più di un bar ma, uno dei più famosi caffè letterari italiani dell’Ottocento testimone del Risorgimento, frequentato da artisti, letterati italiani ed europei tra cui Eleonora Duse, il futurista Marinetti, D’Annunzio fino a Balzac e Stendhal e altri ma anche politici e patrioti, professori universitari e studenti. Un luogo dal grande fascino all’interno del quale la borghesia padovana si dava appuntamento per bere questa nuova bevanda dalle suggestioni esotiche, il caffè e discutere di vita quotidiana, di attualità, di politica. Un luogo comunque aperto a tutti anche a studenti squattrinati che potevano fermarsi senza consumare nella Sala Verde per bere un bicchiere d’acqua e leggere il giornale. Da qui il detto “restare al verde”. Ancora oggi la Sala Verde è a disposizione di chiunque voglia fermarsi e sedersi per conversare e leggere il giornale senza obbligo di consumazione. Se la Sala Rossa è quella centrale con il bancone in marmo, nella Sala Bianca ci sono due significative tracce storiche quali il buco sul muro provocato da un colpo di fucile esploso l’8 febbraio 1848, una data importante per Padova nel corso del moto risorgimentale contro l’esercito dell’Impero Austriaco e la targa con la citazione di Stendhal nella prefazione del suo romanzo “La certosa di Parma”: “È a Padova che ho cominciato a vedere la vita alla maniera veneziana, con le donne sedute nei caffè. L’eccellente ristoratore Pedrocchi, il migliore d’Italia“;
  • l’interesse architettonico dell’edificio realizzato dall’architetto veneziano Giuseppe Jappelli in stile neoclassico ma con molti elementi e decorazioni che rimandano ad una simbologia massonica;
  • Il Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea ospitato al Piano Nobile;
  • le specialità della casa da provare, il famoso Caffè Pedrocchi alla menta e lo zabaione “Stendhal”;
  • la programmazione di eventi, iniziative proposte dallo staff del Caffè.

La storia del Caffè Pedrocchi di Padova

Il Caffè Pedrocchi sorge in pienissimo centro storico, a due passi dal municipio e dal Palazzo del Bo, sede del’Università degli Studi di Padova, la seconda più antica d’Italia ed una delle più antiche d’Europa, molto vicino alle piazze e al mercato, in prossimità del teatro Garibaldi (distrutto negli anni sessanta) e alla stazione di arrivo delle carrozze (piazza dei Noli, oggi Garibaldi). L’area in questione ha una grande richiamo storico per la città visto che proprio qui, vicino all’ansa dell’antico fiume Medoacus, ridotto in seguito a canale prima di essere tombinato negli anni Sessanta sorsero i primi nuclei abitativi in età paleoveneta e proprio in questa zona sorgeva il foro della Patavium romana.

Antonio Pedrocchi, caffè pedrocchi PadovaTra Settecento ed ottocento si diffuse in Italia la moda del caffè ed il bergamasco Francesco Pedrocchi aprì quella che era in origine una bottega del caffè nel 1772. Fu il figlio Antonio Pedrocchi che, ereditata la proprietà nell‘1800 investì i guadagni nell’acquisire gli stabili limitrofi ed acquisire un intero isolato nel giro di vent’anni ed è così nel 1826 fu presentato alle autorità comunali il progetto per la realizzazione di un vero e proprio stabilimento che comprendeva i locali per la torrefazione, la conservazione del caffè con la ghiacciaia, ed i locali per la mescita. Il progetto fu affidato al veneziano Giuseppe Jappelli, architetto ed ingegnere già di fama europea nonchè frequentatore della bottega il quale, nonostante la pianta irregolare del complesso, riuscì a realizzare un’opera elegante ed unica.

Il Caffè Pedrocchi di Padova aprì nel 1831 il suo nuovo spazio: un edificio eclettico dallo stile neoclassico che appariva come una galleria che correva parallelamente alla via 8 febbraio con le sue porte verso nord e verso sud sempre aperte di notte e di giorno (fino al 1916 quando per non dare riferimenti visivi agli aerei bombardieri si spensero le luci la sera ed il locale iniziò a chiudere in orario serale), con le sue tre sale, sala bianca, sala rossa e sala verde, omaggio al tricolore italiano.

Nel 1839 fu realizzato il corpo in stile neogotico denominato il “Pedrocchino” che ospitava l’offelleria (pasticceria) e fu nel 1842 quando Padova era ancora sotto il dominio asburgico che, in occasione del IV Congresso degli scienziati italiani, Jappelli consegnò i lavori del piano superiore, lo straordinario “piano nobile” che possiamo ammirare anche oggi. Il piano nobile, pensato per ospitare feste e spettacoli, incontri, convegni, presentava varie sale decorate secondo il gusto storicizzante dell’epoca e soprattutto seguendo la visione massonica propria dello Jappelli le sale vennero decorate in stili diversi, proponendo così un ideale percorso attraverso le civiltà dell’uomo: sala greca, etrusca,romana, stanzino barocco, rinascimentale,  gotica-medievale, ercolana, la sala Rossini destinata alla musica e alle feste, sala moresca ed egizia, con i simboli e ritrovamenti egizi, omaggio all’esploratore padovano Giovanni Battista Belzoni, un vero Indiana Jones ante litteram.

8 febbraio 1848 curiosità di PadovaL’8 febbraio è una giornata importante per Padova poichè si ricorda l’8 febbraio 1848 a cui si riferisce il nome della stessa via, la più importante della città, giornata in cui studenti e popolani si ribellarono ad un atto di arroganza dell’esercito dell’Impero Austriaco dando vita ad uno dei primi moti risorgimentali d’Italia e d’Europa del famoso Quarantotto. Nella Sala Bianca si può vedere il foro di un proiettile sparato quel giorno da un soldato austriaco e qui l’8 febbraio di ogni anno, la goliardia padovana ricorda le vittime di quella giornata con l’inno della goliardia italiana “Di canti di gioia”, riferito proprio ai fatti di quella giornata. Non è quindi casuale il fatto che al Piano Nobile del Caffè Pedrocchi trovi spazio il Museo del Risorgimento e dell’età contemporanea.

Antonio Pedrocchi morì il 22 gennaio nel 1852 ma con il desiderio di lasciare la gestione ad una persona di fiducia adottò Domenico Cappellato, figlio di uno dei suoi garzoni, ed a lui lasciò in eredità la proprietà e la gestione dello stabilimento.

Una bella storia di imprenditoria ma anche di amore per la nostra città quella del Caffè Pedrocchi di Padova con il gesto ultimo dello stesso Cappellato Pedrocchi che alla sua morte, avvenuta nel 1891 decise di lasciare in eredità il Caffè Pedrocchi al Comune di Padova e quindi a tutti i padovani. Questo un brano del testamento:

Faccio obbligo solenne e imperituro al Comune di Padova di conservare in perpetuo, oltre la proprietà, l’uso dello Stabilimento come trovasi attualmente, cercando di promuovere e sviluppare tutti quei miglioramenti che verranno portati dal progresso dei tempi mettendolo al livello di questi e nulla tralasciando onde nel suo genere possa mantenere il primato in Italia“.

Il Caffè Pedrocchi alla menta

Il famoso “Caffè Pedrocchi” alla menta e cacao

Il Pedrocchi da provare: Il Caffè alla menta e lo Zabaione Stendhal

Finora abbiamo parlato di storia e del Pedrocchi come uno dei monumenti da visitare a Padova ma senza dimenticarci che parliamo pur sempre di un Caffè. Il Caffè Pedrocchi nel corso della sua storia è sempre stato considerato punto di eccellenza della gastronomia padovana, in particolare della pasticceria. La specialità della casa più famosa è senz’altro il Caffè alla menta, con crema di menta e scaglie di cacao (3€ al banco, 5€ al tavolo), imitato in seguito da altre caffetterie. Un must da provare a Padova è anche lo zabaione Stendhal, una coppa di zabaione servita con biscottini, particolarmente amata dallo scrittore francese.

La nuova gestione

Negli ultimi anni grazie alla nuova gestione del gruppo Gruppo F&De  il Caffè Pedrocchi di Padova ha ampliato la propria offerta grazie alla nuova pasticceria sul lato settentrionale che si affaccia sulla Piazzetta, curata dal maestro pasticcere Gianni Zaghetto della Pasticceria Racca, altra istituzione della pasticceria cittadina. Interessanti anche le proposte di cene tematiche e la ricca programmazione di eventi culturali in grado di attrarre l’interesse anche dei più giovani. Partner del Caffè Pedrocchi è anche il Teatrortaet, duo composto da Carlo Bertinelli ed Alessandra Brocadello, che propone le apprezzatissime visite animate tramite le quali un monumento, una ricorrenza storica prendono vita grazie a personaggi in costume.

Non resta che invitarvi a visitare il sito ufficiale: http://www.caffepedrocchi.it/ e la pagina facebook.

Per leggere di altri musei e monumenti padovani clicca qui!

Alberto Botton

http://about.me/abotton

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