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“Io mangio tutto”: il progetto di ActionAid contro gli sprechi alimentari arriva a Padova

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Ogni bambino, almeno una volta nella vita, si è sentito rivolgere dai propri genitori le seguenti parole: “Che fai, non finisci la minestra (o la verdura, o qualsiasi altra cosa)? Ma non ci pensi ai bambini poveri che non hanno da mangiare?”. Ebbene, la risposta è che evidentemente no, non ci pensiamo a sufficienza, se ogni anno in Italia vengono sprecate oltre 10 milioni di tonnellate di cibo, a fronte degli 870 milioni di persone al mondo che soffrono quotidianamente la fame. Come si può evitare questo spreco assurdo, come si può invertire una tendenza così dannosa? La risposta, come sempre quando si parla di cambiamenti profondi, necessari e ambiziosi, deve partire dalle nuove generazioni. I bambini e i ragazzi devono essere educati e sensibilizzati sui problemi della fame nel mondo e dello spreco di cibo, così che i nuovi italiani, gli italiani di domani, possano sviluppare una diversa consapevolezza del valore di ciò che trovano ogni giorno nel proprio piatto. Questo è lo scopo della campagna “Io mangio tutto. No al cibo nella spazzatura”, un progetto di ActionAid, organizzazione internazionale ed indipendente impegnata nella lotta alle cause della povertà e dell’esclusione sociale, finanziato da Regione Lombardia e Fondazione Cariplo e sponsorizzato da Nexive, il primo operatore postale privato italiano. Il percorso, partito dalle scuole della regione Lombardia, ora si è ampliato e si rivolge anche a 2.000 studenti di 15 scuole primarie di Padova, Torino e Firenze.

Il percorso, che è gratuito e si organizza in più moduli, prevede una formazione dedicata ai docenti che, con il supporto di uno staff ActionAid, coinvolgeranno i bambini in lavoretti creativi con l’utilizzo di un kit didattico cartaceo, affrontando tematiche importanti attraverso il gioco e la fantasia. Gli insegnanti che parteciperanno all’iniziativa avranno a disposizione una guida approfondita, schede per le attività, giochi e proposte di laboratorio (come avviare un monitoraggio degli sprechi in classe o il gioco dell’oca sulla stagionalità dei prodotti), gadgets e materiali per gli studenti e le famiglie, in modo che l’educazione alimentare possa continuare anche fuori dall’aula. Il percorso si inserisce nell’ambito del progetto di ActionAid “Cibo e diritti – sviluppo socio-economico e sostegno alle attività produttive nel distretto di Ankober (Etiopia)”, partito nel 2013 per contribuire all’emancipazione delle donne dei villaggi di Ankober. Inoltre, il 2014 è stato l’anno europeo contro gli sprechi alimentari, tematica che sarà anche al centro dell’Expo 2015.

 Il percorso avrà sviluppi interattivi e permetterà agli studenti e ai docenti di essere formati sulle tematiche della fame del mondo, dello spreco alimentare e del processo di produzione alimentare, articolandosi in tre moduli differenti, della durata di circa un’ora ciascuno. Il primo modulo ha lo scopo di capire cosa significa fame nel mondo, qual è la situazione dell’accesso al cibo di una grande parte della popolazione mondiale e del continente africano e di conoscere i principali dati che raccontano il problema, in modo da poter quindi fare scelte solidali nei confronti delle persone che soffrono la fame. Il secondo modulo spiegherà il lavoro e le professionalità che sono dietro a quanto mangiamo e le tappe che un prodotto segue prima di arrivare sulle nostre tavole o sugli scaffali di un supermercato, così da poter fare scelte consapevoli a tavola. Il terzo modulo, infine, si concentrerà sull’educazione allo spreco, per capire come le scelte di ogni giorno hanno un forte impatto sulla vita futura propria e di tutti, e come è importante nella vita di tutti i giorni consumare in maniera consapevole, risparmiare, riutilizzare, condividere.

“Essere nati nella parte del mondo ‘più fortunata’ ci impone, da un punto di vista etico, di essere consapevoli di quanto accade nell’altra metà, di praticare e diffondere buone abitudini e sensibilizzare le nuove generazioni sulle tematiche dello spreco e del diritto al cibo –dichiara Roberta Culella, CSR Manager di Nexive- . L’alimentazione è fondamentale nella crescita di ogni bambino; tantissime persone nel mondo soffrono la fame ogni giorno e gettare cibo nella spazzatura rappresenta una sconfitta e una vergogna, per una società che ne ha un accesso privilegiato e illimitato.” Ci auguriamo che questo progetto permetta ai ragazzi di comprendere a fondo tutto ciò e di farne tesoro per il futuro.

Per informazioni sul percorso e per partecipare visitate il sito ufficiale dell’iniziativa: http://www.iomangiotutto.it/ e la pagina Facebook.

Giulia Volpato

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