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“Storie di piombo”, un docufilm sulla Padova degli anni di piombo

Con questo post inserito nel tag “Cinema a Padova” vi segnalo un’ opera cinematografica, “Storie di piombo”, presentata nello spazio della Regione alla 73. Mostra d’ Arte Cinematografica di Venezia. Storie di piombo è un docufilm realizzato dal regista padovano Toni Andreetta. Quando si parla di movimenti sociali, antagonisti, subculture varie nella nostra città si sente spesso dire che Padova è da sempre un “laboratorio sociale” ed è senz’altro così per la presenza dell’Università e quindi di molti giovani desiderosi di mettersi in gioco ed attivarsi in ambito culturale, sociale, politico e di una società civile piuttosto viva che pur a intensità variabile nel corso degli anni ha dato e da dimostrazione di voler partecipare alla vita pubblica.

Concentrandoci sui movimenti politici e sociali, Padova è stata una delle “capitali” dei movimenti studenteschi degli anni settanta e ottanta, (e anche in tempi più recenti con il movimento del cosiddetto “popolo di Seattle” nei primi anni 2000, noto in seguito come “no global”)  in particolare, la facoltà di Scienze Politiche, per l’attivismo di alcuni docenti, definiti in seguito come i “cattivi maestri” tra cui il più famoso fu Toni Negri,  giudicati e considerati in qualche modo conniventi con gli ambienti vicini al terrorismo rosso delle Brigate Rosse.

Sabino Acquaviva e Toni Andreetta

Sabino Acquaviva e Toni Andreetta

Toni Andreetta, regista, attore docente al DAMS di Padova in “Teoria e Pratica del documentario”, ha infatti realizzato “Storie di Piombo”, un lungometraggio per ripercorrere quegli anni attraverso la forma filmica del docu-drama, documentario con parti di “recitato” per indagare le emozioni di chi ha vissuto quegli anni di grande tensione e violenza.

Spiega Andreetta: «Era da tempo che avvertivo la spinta a documentare, attraverso i racconti e le immagini della Padova di allora, quanto avevo vissuto di quella temperie, oggi quasi del tutto rimossa, ma soprattutto quanto rimane oggi  nella memoria della gente, tuttavia il docu-film non vuole essere una ricostruzione storico-documentaria di quegli anni, si tratta piuttosto di una rilettura sul piano emozionale di quei tempi in cui i giovani di autonomia operaia oltre al modello marxista-leninista e alle elaborazioni teoriche di Toni Negri, si appoggiavano alle opere di pensatori come Deleuze, Guattari, Foucault»

Padova negli anni di piombo Storie di piombo docufilm di Toni AndreettaFu a Padova che il 17 giugno 1974 le Brigate Rosse iniziarono la loro folle lotta armata assaltando la sede del MSI ed uccidendo per la prima volta. Le vittime furono Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci che Padova commemora ogni anno. A Padova compirono i loro efferati omicidi i “neri” dei Nar, Valerio Fioravanti, Francesca Mambro (ascoltate la canzone Sensibile” degli Offlaga Disco Pax) ed i loro compari uccisero due carabinieri, Enea Codotto e Luigi Moronese, lungo il canale scaricatore dove i padovani oggi vanno a fare jogging. Fu sempre a Padova che si celebrò un maxi processo contro molti militanti il 7 aprile 1979 e contestato fu il modus operandi del giudice Pietro Calogero tramite il suo “teorema”. Tra i co-imputati, Pietro Greco detto “Pedro” (a lui è dedicato il centro sociale di Padova), ucciso a Trieste da agenti del sisde e della digos da latitante il 9 marzo 1985, fu assolto postumo l’anno successivo.

In “Storie di piombo” si torna a ricordare e a riflettere su quegli  anni in cui la divisione e la violenza tra opposti estremismi si rispecchiava anche nelle varie aree e piazze della città considerate, aree “nere” o “rosse” erano zone off limits per chi apparteneva allo schieramento nemico. Paradossalmente gente di autonomia operaia ed esponenti del Fronte della Gioventù convivevano all’interno della curva nord dello stadio Appiani, tempio del tifo per la squadra di calcio cittadina.

Il contributo di Sabino Acquaviva al docufilm “Storie di piombo”

Tra la fine degli anni settanta ed i primi anni ottanta preside della facoltà di scienze politiche, la mia facoltà, era Sabino Acquaviva, mancato pochi anni fa ma che all’opera “Storie di piombo” ha contribuito

Padova anni di piombo Storie di Piombo docufilm Toni AndreettaIl punto di partenza è proprio l’intervista fatta a Sabino Acquaviva che, da preside della facoltà più turbolenta, quella di Scienze Politiche, ebbe modo di osservare da vicino quella rivolta in fieri che stava montando e lo fece con gli occhi della sua professione, quella del sociologo che colse quelle “Perturbazioni che annunciavano le future grandi trasformazioni del mondo sul piano tecnico-scientifico che vediamo oggi. Gli strumenti ideologici di sovversione e rivoluzione utilizzati dai ribelli di allora appartenevano al passato, quindi destinati al fallimento. Mentre forse il futuro del mondo si stava preparando nei laboratori, nei centri di ricerca scientifica tra coloro che lavoravano senza avere coscienza del significato politico di quanto andavano facendo“.

In corso d’opera il progetto ha cambiato nome: dall’iniziale “Sinfonia in rosso” a “Storie di Piombo“. Un progetto per ragionare su quegli anni il cui ricordo è ormai sedimentato da chi li ha vissuti curando in particolar modo l’aspetto emozionale per capire cosa è rimasto di quell’esperienza e per non perderne la memoria. Il Dipartimento dei Beni culturali dell’Università di Padova ha partecipato avviando una prima fase ideativa e di ricerca, Carlo Alberto Zotti Minici è il curatore scientifico del lungometraggio  prodotto da VideoLab di Michele Parisi mentre la regia è quella di Toni Andreetta.

“Storie di piombo” è anche su facebook con una pagina dedicata al progetto che potete seguire per restare aggiornati sulla lavorazione!

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Alberto Botton

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