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Una passeggiata nella “vecchia Padova” lungo i canali e sotto ai “porteghi”

Quest’oggi, per la rubrica “Tour & Itinerari” ho pensato di proporvi una passeggiata romantica a Padova, una passeggiata nella vecchia Padova per essere più precisi ed iniziare a connotare un po’ l’atmosfera dei luoghi che vi propongo di percorrere.

Siamo all’interno delle mura, nella parte occidentale del centro storico fuori dalla zona delle piazze, dello shopping e del turismo tradizionale. Camminando sotto ai portici, tra vie strette, vecchi palazzi, lungo i canali, attraversando ponti è possibile immaginare la Padova autentica, com’era fino a 50, 60 anni fa, una Padova città d’acque in un’epoca in cui la città era forse maggiormente vissuta, più residenziale e popolare, e i luoghi del commercio globalizzato non connotavano ancora così fortemente il centro storico. Canali e portici sono elementi imprescindibili dell’identità della vecchia Padova!

Questa camminata nella vecchia Padova è piuttosto lunga a tal punto che forse più che una passeggiata,si potrebbe definire un trekking urbano a Padova! Ma potete decidere di fare solo alcuni tratti giusto per cogliere quelle suggestioni e quel fascino che queste zone della città riescono, a mio avviso, a regalare.

  1. Dal ponte delle Torricelle alle “Riviere”
  2. Dai portici di via Speroni lungo la Riviera fino al Ponte dei Tadi

  3. Il ponte di ferro “liberty” fino alla Chiesa di San Pietro dove riposa la Beata Eustochio che sconfisse il demonio

  4. In contrada San Leonardo un itinerario nell’antica Padova ebraica

Dal Ponte delle Torricelle alle “Riviere”

Un possibile punto di partenza di questo itinerario turistico Padova è il Ponte delle Torricelle, punto di collegamento tra via Umberto I e via Roma lungo l’asse che unisce l’area del Prato della Valle all’Università. Da questo punto molti si fermano a guardare il corso d’acqua, il canale Santa Chiara in direzione del Ponte San Gregorio Barbarigo. Gli edifici che vedete sulla destra, quelli che fanno angolo con via XX settembre sono dei primi anni del Novecento. Prima non c’erano e via XX settembre era chiamata “Riviera delle Lavandaie” perchè lungo questo tratto di canale, come in altri per altro, le lavandaie scendevano per lavare i panni.

Girate a sinistra ed incamminatevi lungo via XX settembre. A metà della via, sulla destra vedrete una chiesetta, la Chiesa di San Luca Evangelista. Qui il 6 maggio 1655 fu battezzato Bartolomeo Cristofori ed una lapide lo ricorda. Chi era costui? Bartolomeo Cristofori, l’inventore del pianoforte! Ok, all’epoca era un po’ diverso, si chiamava fortepiano ed era un’innovazione dal clavicembalo, ma rimane il fatto che fu Bartolomeo Cristofori, un padovano ad essere riconosciuto nel mondo come l’inventore del pianoforte! Fu chiamato a lavorare a Firenze, alla corte di Ferdinando de Medici ma possiamo parlare dell’ennesima esemplificazione del detto “Nemo propheta in patria”

Proseguendo fino alla piccola rotonda se girate a sinistra arriverete al Ponte San Gregorio Barbarigo dal quale potrete vedere il canale Santa Chiara in direzione del Ponte delle Torricelle, mentre dall’altra parte scorgere il profilo della torre della Specola, la torre dell’antico castello di Padova. Tornando in via XX settembre vi troverete in Piazza Castello davanti alla statua al bersagliere di Porta Pia, XX settembre che fu festa nazionale fino alla firma dei Patti Lateranensi del 1929. Piazza Castello è una bella piazza alberata piena di tigli ma come vedrete dalle molte auto parcheggiate siamo già in una zona residenziale in cui troverete piccole botteghe e negozi di vicinato. Fino ai primi anni 90 c’era il carcere e fino a 5 o 6 anni fa pochissimi padovani sapevano che era negli spazi di quel carcere che sorgeva l’antico castello di Padova, prima del tiranno Ezzelino da Romano e poi della Signoria dei Carraresi ed abbandonato e condannato alla dimenticanza una volta che Padova cadde sotto il governo della Serenissima. Il castello è in via di restauro, negli ultimi anni sono state riportate alla luce bellissimi affreschi dell’epoca della Signoria, d’estate viene utilizzato come spazio per concerti e pian piano verrà riconsegnato alla città.

Da Piazza Castello girate a sinistra in via S. Tomaso, notate l’opera di street art di Kenny Random raffigurante Lana, la ragazza del famoso cartone animato giapponese degli anni Ottanta e amica di Conan?! Sulla sinistra c’è l’ingresso della Chiesa di San Tomaso Becket, con il museo e la pinacoteca, un gioiello del barocco!

Proseguendo vi troverete su un altro ponte, Ponte Sant’Agostino dal nome della duecentesca chiesa di Sant’Agostino, di pertinenza di un monastero domenicano che sorgeva nei pressi ed abbattuta dagli austriaci nel 1819. Dal ponte se guardate verso sinistra rivedrete da un’altra angolazione la torre della Specola e noterete le “cascatelle” del corso d’acqua che in questo punto sembra quasi un torrente di montagna. Questo canale ora chiamato Tronco Maestro altro non era se non il corso principale del fiume Bacchiglione ed in antichità del Medoacus, fiume capiente sulla cui ansa fu fondata l’antica città di Padova. Fino alla realizzazione dell’ottocentesco canale scaricatore e di altri  e comunque fino al primo ventennio del Novecento erano soventi e rovinose le piene del Bacchiglione.

Oltre al Bacchiglione esisteva una fitta rete di canali che rendeva Padova città d’acque lungo i quali su barche e burci viaggiavano persone e soprattutto merci, canali che furono in gran parte tombinati fino agli anni sessanta. Era quella di città d’acque l’identità della vecchia Padova. A questo punto abbiamo raggiunto la zona delle “vere” Riviere di Padova rispetto a Riviera Ponti Romani e Riviera Tito Livio che hanno mantenuto il nome nonostante il canale scorra lungo le tubature sotto il manto stradale attraversato dal tram!

Dai portici di via Speroni lungo la Riviera fino al Ponte dei Tadi

 

Dal Ponte Sant’Agostino tornate ora indietro lungo via San Tomaso e girate a sinistra nella seconda via, via Speroni Speroni. Via Sperone Speroni in realtà non offre chissà quali attrattive ma secondo me è tra le più suggestive di Padova, in modo particolare se ci passate all’imbrunire o di sera, meglio ancora con la nebbia d’autunno o ad inizio inverno. A molti la nebbia non piace ed è indubbiamente pericolosa per chi guida ma che secondo me, camminando per le vie di Padova, in strade strette e camminando sotto a portici bassi e scuri, velando un po’ vecchi palazzi, riesce a creare un’atmosfera impagabile, forse un po’ noir, eheh.

Potete decidere di percorrerla tutta oppure, poco prima di trovarvi davanti all’Istituto Belzoni, potreste girare a sinistra dentro ad un passaggio coperto che vi ricondurrà lungo il canale. Proseguendo verso nord, lungo RivieraMussato, vedrete sulla destra, alcuni tratti di imponenti mura di età comunale. Raggiungerete l’incrocio con via Vescovado. Sulla sinistra un nuovo ponte, ponte San Giovanni delle Navi, di fronte a voi il bel palazzo Cavalli, rifatto nel 1891 in stile goticheggiante.

Godetevi questa passeggiata in relax proseguendo lungo Riviera Mussato. Arriverete al Ponte dei Tadi. Pensate che nei pressi di questo ponte un giovane tredicenne di nome Andrea Di Pietro andava ad apprendistato come scalpellino in una bottega della zona. Divenne poi famoso come il più grande architetto del mondo, un certo Andrea Palladio. A questo punto una pausa ci vuole, avrete camminato per una mezzora, se poi vi siete fermati lungo il percorso anche di più! All’altezza del Ponte dei Tadi sulla destra c’è il Caffè Boetto che consiglio perchè in sintonia con l’atmosfera del percorso visto che all’interno potrete notare una mobilia di inizio Novecento e sembrerà un po’ di fare un salto nel passato! Se magari vi trovate in zona di pomeriggio inoltrato, sera, potreste fare una sosta al Chiosco dei Tadi dove fermarvi per un bicchiere di vino ed un piattino magari di polenta e baccalà o comunque qualche piatto della tradizione veneta.

Il ponte di ferro “liberty” fino alla Chiesa di San Pietro dove riposa la Beata Eustochio che sconfisse il demonio

Dopo una sosta al Caffè Boetto o al Chiosco dei Tadi proseguite lungo Riviera Mussato. Qualche anno fa è stato posizionato un pavimento in legno rialzato, migliorata l’illuminazione ribattendo il tratto che va dal Ponte dei Tadi al Ponte San Benedetto, “passeggiata dell’amore“, per l’atmosfera indubbiamente romantica del luogo. Vedrete davanti a voi un ponte di ferro, laddove in precedenza un ponte in legno c’era già fin dal ‘200 poi rifatto nel ‘500 e, nel 1828, fu inaugurato addirittura il primo ponte sospeso d’Italia su corde in fil di ferro. Purtroppo questo ponte fu poco usato e lasciato deperire anche se, il ponte attuale che è una passerella pedonale attuale ha comunque il suo fascino. Con i lampioni agli accessi ed il suo arco in stile “liberty” questo ponte di ferro battuto, realizzato nel 1881, fa assomigliare un po’ questo angolo di Padova o, solo per il ponte, a  Dublino dove c’è uno splendido ponte in ferro battuto, l’Ha’Penny bridge.

All’altezza del Ponte di ferro girate a destra in via Patriarcato e poi subito a sinistra in via San Pietro, dopo pochi passi ed una lieve curva vi troverete davanti alla Chiesa di San Pietro conosciuta anche come Santuario della Beata Eustochio. E’ una chiesa antica del IV secolo, poi restaurata alla fine del XI secolo interessante per elementi decorati medievali e del neogotico ma ancor di più per la vicenda della Beata Eustochio che conta moltissimi devoti in tutto il mondo ed è la protettrice dei sofferenti di “tribolazione spirituale” ed ogni terzo giovedi del mese nella Chiesa di San Pietro si celebra una messa molto partecipato officiato da un sacerdote esorcista. Se volete saperne di più sulla storia della Beata Eustochio leggete qui: http://www.blogdipadova.it/beata-eustochio-chiesa-san-pietro-padova/. Oltre a canali e portici, parlando di vecchia Padova non si può non parlare di devozione popolare: sono tantissime le chiese, chiesette, monasteri ed una quantità indicibile è stata soppressa ai tempi di Napoleone e mai più ricostituita.

Proseguite poi lungo via San Pietro che continua una volta attraversato Corso Milano. Se capitate da queste parti nel tardo pomeriggio o in serata il consiglio è di far tappa “Al bacareto di San Pietro“, piccolo locale dove vengono serviti ottimi vini e piattini della tradizione veneta, i cosidetti “spuncioni”, un po’ le nostre tapas. Via San Pietro è una via molto rappresentativa della vecchia Padova che comincia un centinaio di metri prima della Chiesa e prosegue per qualche altro centinaia di metri in una delle vie più lunghe del centro storico. Percorrere via San Pietro è un po’ come percorrere la parte esterna di quello che era Borgo Santa Lucia, un borgo medievale che fu sventrato e raso al suolo durante il Ventennio in un’opera di “bonifica” sociale, urbanistica, architettonica. Era una zona popolare con vecchi caseggiati dove la vita dei residenti avveniva molto per strada, nelle botteghe e laboratori artigianali, una zona in cui sovraffolamento, promiscuità ed attività discutibili come bordelli erano la regola. Qualche vecchio edificio di origine medievale che fu risparmiato si può ancora notare. Tuttavia Padova perse molto da quell’operazione. Un ampio borgo medievale come è il ghetto andato perduto per sempre ed in cui si trovavano le case del Mantegna e di Pietro d’Abano.

Giunti all’incrocio con via Rolando da Piazzola potrete notare sulla destra alcuni degli edifici medievali che facevano parte del Borgo Santa Lucia. A questo punto girate a sinistra e vi trovete sul Ponte di San Leonardo, non prima di aver notato lungo via Tolomei resti ben conservati delle imponenti vecchie mura comunali.

In contrada San Leonardo un itinerario nell’antica Padova ebraica

I primi documenti che citano il Ponte San Leonardo risalgono al 1170 così come la Chiesa di San Leonardo che sorgeva proprio di fronte al ponte dove oggi c’è uno spazio sfitto, chiesa distrutta ed abbattuta in seguito ai decreti napoleonici nel 1811. In questa chiesa si svolgeva la prima messa mattutina della città e, non si sa perchè, le parrocchiane della zona, non si sposavano ma di maggio…L’attuale via Savonarola che fa angolo con il ponte era chiamata Contrada San Leonardo ed è in questa zona che ci furono i primi insediamenti della comunità della Padova ebraica dalla seconda metà del Trecento, durante l’epoca florida della Signoria dei Carraresi. Gli ebrei vivevano in una zona chiamata Borgo Zodio ma in seguito, già nel Quattrocento, preferirono abbandonare l’area considerata periferica per stabilirsi in zone più centrali.

Da Ponte San Leonardo proseguite per via Bartolomeo Cristofori, l’inventore del pianoforte, padovano,  e all’incrocio con via Campagnola a sinistra. Vedrete un lungo muro, costeggiatelo, al di là del muro c’è uno degli antichi cimiteri ebraici di Padova. Vi troverete ad un altro incrocio girate ancora a sinistra in via Isidoro Wiel. Qui c’è il più antico dei cimiteri ebraici di Padova, in funzione dal 1653 al 1754, l’unico visitabile grazie alle proposte del Museo della Padova ebraica e qui sono sepolti importanti esponenti della comunità ebraica padovana e non solo tra cui Don Itzhak Abravanel, ministro di Ferdinando II re di Spagna, il ceco Meir Katzenellenbogen un intellettuale morto a Padova nel 1565, grande studioso dell’Ebraismo e fondatore di una scuola di pensiero, che conta numerosi discepoli negli Stati Uniti.  Il più antico in assoluto, fuori dalle mura Codalunga e quindi oltre l’attuale Piazza Mazzini, in zona Borgomagno, venne in realtà distrutto nel 1509 dagli eserciti della Lega di Cambrai. Successivamente entrarono in funzione altri due cimiteri ebraici in via Campagnola, ed un altro in via Canal poco lontano, in quello che appunto nel Medioevo era noto come Borgo Zodio, prima dell’attuale cimitero in zona Brusegana, in via Sorio istituito nel 1862. Questi altri cimiteri, in passato, sono stati oggetto di incuria e vandalismo e non sono visitabili anche perchè delle antiche lapidi è rimasto poco.

Via Bartolomeo Cristofori, via Giovanni da Verdara (dove è in restauro il Teatro delle Maddalene), sono tutte strade e zone residenziali molto belle, con i loro portici ed i palazzi color pastello, tipici della vecchia Padova. Fatevi ancora due passi intorno se vi va. Altrimenti da via Isidoro Wiel proseguiamo verso via Savonarola e giriamo a sinistra per tornare verso il Ponte. Sulla sinistra, all’ingresso di un residence vedrete un altro murales di Kenny Random, lo “Snoopy”! Giunti sul Ponte potrete scegliere se tornare tornando su via San Pietro, Rolando da Piazzola, scegliendo di percorrere via San Polo, verso San Agnese, tutte vie del vecchio Borgo Santa Lucia, e, che fino ai primi decenni del secolo scorso molto abitati dai “barcari” attività molto importante nella vecchia Padova città d’acque. Altrimenti proseguendo su via Savonarola vi trovete sul Ponte Molino davanti all’omonima Porta e a quello che per secoli era l’ingresso principale da nord di Padova. L’attuale via Dante era infatti chiamata Stramaggiore e lungo questo asse correva il cardo della Patavium romana!

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Alberto Botton

http://about.me/abotton

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