Beata Eustochio di Padova

Beata Eustochio, la monaca padovana che sconfisse il Demonio!

La Padova meno nota è una continua sorpresa e, un ipotetico itinerario a Padova come questa “passeggiata nella vecchia Padova” fuori dai consueti percorsi pensati per i turisti, potrebbe portarvi davanti all’antica Chiesa di San Pietro, già esistente nel IV secolo. Siamo nell’area occidentale del centro storico a due passi dalle acque del Tronco Maestro, il canale sul cui alveo, il fiume Bacchiglione entrava in città. In questa chiesa riposa la Beata Eustochio, la cui storia è sconosciuta a molti padovani.

Beata Eustochio Chiesa di San Pietro Padova

                Il corpo della Beata Eustochio esposto sotto al                            dipinto di E. Gugliemi  che la  raffigura 

La Beata Eustochio fu una religiosa padovana, esempio di grande forza, determinazione e soprattutto fede che, alla fine della sue breve vita, riuscì a sconfiggere il diavolo che si era impossessato del suo corpo fin dalla tenere età. Fu per questo motivo che venne “beatificata” e considerata oggi la protettrice di chi soffre di tribolazioni spirituali quali posseduti ed indemoniati vari, un punto di riferimento per i sacerdoti esorcisti di tutto il mondo oltre che per i fedeli che venerano il suo culto.

Il culto di Beata Eustochio è venerato tutt’oggi da moltissimi devoti.  Sul muro della cappella dove è custodito il suo corpo, all’interno della Chiesa di San Pietro (aperta solamente il martedì, il giovedì ed il sabato mattina dalle 9 alle 12) si possono vedere gli ex voto e i vari “Per grazia ricevuta”, a testimonianza del fatto che furono molti i miracoli e le richieste di grazia esaudite.

Ogni terzo sabato  del mese, tantissima gente da tutta Italia e oltre, arriva alla Chiesa di San Pietro per le celebrazione di una messa officiata da un sacerdote esorcista a sostegno dei sofferenti di tribolazioni spirituale, di cui la Beata Eutochio è la protettrice. La messa è in programma alle ore 10,30 preceduta dal Santo Rosario alle ore 10,00.

Un contatto ufficiale della Chiesa di San Pietro per il culto della Beata Eustachio a cui chiedere informazioni è la seguente pagina Facebook: https://www.facebook.com/beataeustochio/

La Chiesa di San Pietro,

come detto, molto antica è un luogo religioso molto affascinante ed oltre alla cappella della Beata Eustochio custodisce anche un altro luogo in cui si respira spiritualità e devozione. Nella cappella alla destra dell’altare infatti, uno piccolo spazio che sembra una grotta c’è uno splendido altare con una Madonna, copia realizzata a Loreto e inviata direttamente dal Santuario Mariano di Loreto per facilitarne la devozione di non poteva mettersi in viaggio per fare il pellegrinaggio.

La vita della Beata Eustochio

Nacque con il nome di Lucrezia Bellini a Padova nel 1444 da un rapporto adulterino tra Maddalena Cavalcabò, monaca ed un signorotto locale, Bartolomeo Bellini. Il Monastero di San Prosdocimo era quantomai “chiacchierato” ed era risaputo che la comunità monastica viveva nell’immoralità ed era aperta alla vita mondana a tal punto che veniva definito un “lupanario di meritrici”. D’altra parte a Padova, nel Quattrocento a fronte di oltre 20 conventi di frati e 30 di monache su una popolazione di circa 30000 persone e moltissime chiese minori e parrocchie, la religiosità non era poi molta e la vita cristiana non così fervente, anzi dilagava la corruzione e la simonia, cioè l’entrata in convento per comodità, interesse e non per vocazione…come nel monastero di San Prosdocimo, nonostante lo sforzo e l’impegno della Badessa nel dare un freno a quel malcostume.

Una suora anziana, tale Suor Maiorino, pare spingesse le sorelle ad una vita dissoluta e lo stesso fece con la madre di Lucrezia, che viveva presso il monastero benedettino sul Monte Gemola sui Colli Euganei , oggi Villa Beatrice d’Este, spingendola a trasferirsi al monastero di Padova per facilitarne, a sua insaputa, l’incontro con il signor Bellini, già sposato, che viveva li vicino, come di fatto successe…Una volta incinta e fintasi ammalata fece ritorno al Gemola.

Beata Eustochio Padova

Incisione all’interno della biografia di Papa Clemente XII scritta da Padre Giulio Cordara della Compagnia di Gesù (1765)

Al compimento del settimo anno di età il padre affidò Lucrezia al monastero dove visse la madre, quello di San Prosdocimo. Le monache di questo convento furono addirittura accusate di aver avvelenato la Badessa causandone la morte, sostengono gli storici dell’epoca. In questo posticino che non lasciava presagire nulla di buono viveva la piccola Lucrezia ed è poco dopo il suo ingresso in convento che iniziò a manifestare i segni di una “possessione” demoniaca che l’aveva colpita già anni prima, quando manifestava scatti d’ira e irrequietezza. Questa la versione della Chiesa, ovviamente.

Quando il vescovo, alla morte della Badessa, ordinò maggiore disciplina ottenne che tutte le monache lasciarono il convento ed i voti tranne Lucrezia che, mai distratta dalle attrazioni del mondo, scelse come ragione di vita la solitudine e la preghiera, in particolare alla Vergine Maria, a San Luca e a San Girolamo a cui era molto devota. Successivamente la raggiunsero in convento altre monache benedettine dal convento di Santa Maria della Misericordia, sotto la guida della badessa Giustina de Lazzara.

Beata Eustochio Padova

All’interno della Chiesa di San Pietro è possibile richiedere il volume con la storia della Beata Eustochio.

Il 14 gennaio 1461 Lucrezia Bellini riceve l’abito benedettino color nero con il nome di “Eustochio” prendendo il nome dalla fedele discepola di San Gerolamo e fu dopo questo momento che il “demonio” tornò a prendere il sopravvento su di lei facendole compiere atti inconsulti e violenti nei confronti delle consorelle e a violare la Regola. Fu addirittura legata ad una colonna per molti giorni e successivamente dovette sopportare sofferenze delle spirito e della carne, si ammalò di una malattia strana, fu incolpata di essere una strega e finì rinchiusa in carcere per 3 mesi a pane ed acqua. Eustochio continuò a lottare contro il maligno a forza di digiuni e preghiere, nonostante il suo corpo fosse in continua sofferenza e venisse colpita da continui conati di vomito ma riuscì a dimostrare le proprie virtù alle monache del convento fin quando il 25 marzo 1465 fu ammessa alla professione solenne e dopo due anni ricevette il velo nero delle benedettine. La sofferenza l’aveva segnata e ne aveva ormai debilitato il fisico, colpita anche da piaghe che ne avevano deturpato il volto da renderla irriconoscibile fino alla morte, il 13 febbraio 1469 alla giovane età di 25 anni ma dopo che il suo acerrimo nemico di tutta una vita, il demonio, abbandonò il suo corpo restituendole sorriso e bellezza.

Il Culto

Quattro anni dopo la morte, quando fu riesumato il corpo, dal sepolcro iniziò a sgorgare acqua miracolosa ma fin subito dopo la sua morte la devozione popolare nei confronti di Eustochio era inarrestabile a tal punto che già veniva invocata come “Beata”. Nel 1475 il corpo era stato portato nella Chiesa di San Prosdocimo (conosciuta oggi anche come Duomo dei militari) e dal 1720 reso visibile in una teca di cristallo fin quando, nel 1806 soppresso il monastero presso il quale il flusso di acqua miracolosa smise di uscire, fu portato nella posizione attuale, sull’altare della cappella laterale della Chiesa di San Pietro. Eustochio divenne la Beata Eustochio nel 1760 grazie a Papa Clemente XIII, precedentemente vescovo di Padova.

Alberto Botton

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  1. Paolo

    Grazie delle preziose informazioni, spero di poter passare da Padova in uno dei giorni in cui è possibile visitare la chiesa di s. Pietro; mi chiedo anche perchè non sia possibile rendere questa santa più accessibile ai fedeli.
    Mi permetto di segnalare un errore nel testo: là dove è scritto “Ogni terzo giovedì del mese, tantissima gente da tutta Italia e oltre, arriva alla Chiesa di San Pietro per le celebrazione di una messa inficiata da un sacerdote esorcista”, evidentemente si intende dire “officiata” e non “inficiata”.

  2. Buonasera Paolo, grazie mille della segnalazione. Provvedo subito a correggere!
    Si in effetti la Chiesa è aperta assai poco ma se non altro questo rende ancor più significativi gli orari di apertura.
    Saluti, Alberto

  3. Miche

    Buona sera, ho letto e riletto, per convincermi, che i dubbi non fossero veri, ma sono rimasti, magari può aiutarmi a risolverli. Credo che il suo scritto, a mio modesto avviso, avrebbe bisogno di un “paio” di correzioni, vedi i tempi dei verbi, una ripetizione e magari l’uso, meno parsimonioso, di qualche virgola in piu`. Simonia, il dizionario, riporta: “commercio peccaminoso di beni sacri spirituali, compravendita di beni spirituali, come cariche ecclesiastiche ed indulgenze”. Quindi se ne deduce che uno dovesse giá far parte del clero, per poter vendere le indulgenze. Felice serata. 😉

  4. Isabella

    Buonasera. Potrei sapere a che ora viene celebrata la S.Messa il terzo giovedì. Oppure, dove posso reperire tutte le informazioni? Grazie

  5. Buonasera,

    è passato molto tempo da quando ci sono stato io e non ricordo. Forse hanno anche cambiato giorno…a volte anche di sabato vista la grande domanda.
    Comunque c’é una pagina Facebook che, anche se non è molto aggiornata, ha un indirizzo mail ed un contatto telefonico a cui chiedere.
    Ecco qui: https://www.facebook.com/beataeustochio/

    Saluti

  6. ivana

    salve Alberto! ho partecipato all’ultima messa di guarigione celebrata nella chiesa di s. Pietro a giugno e a quella di maggio, in giorno di sabato; il sacerdote esorcista celebrante ha dato appuntamento ai devoti della beata Eustochio per il terzo sabato di settembre.
    Mi pare di aver capito che questi incontri speciali si svolgono di sabato non di giovedì come sopra indicato. Sbaglio? C’è un numero di tel. cui rivolgersi per essere sicuri… soprattutto per chi viene da lontano.
    grazie

  7. Buongiorno,

    grazie della segnalazione. Forse hanno cambiato giorno. Quando ho pubblicato questo articolo queste messe si tenevano di giovedì.
    Mi informerò comunque. Grazie ancora e buona giornata,
    Alberto

  8. Rieccomi signora Ivana, ho ricevuto la conferma! E’ come dice lei: è stato fatto il cambio giorno per favorire il crescente numero di persone interessate. Ho aggiornato le informazioni pubblicate sull’articolo. Grazie ancora, saluti,
    Alberto Botton

  9. Romina Pavin

    Buongiorno mi chiamo Romina,vorrei sapere gli orari di apertura della Chiesa di San Pietro per potermi recare in preghiera alla Beata Eustochio.Vi ringrazio.Buona giornata.

  10. Buongiorno Romina,

    in effetti la Chiesa non è sempre aperta. So per certo che la SS Messa di liberazione è in programma ogni 3° SABATO del mese con Mons. Pietro Brazzale della Diocesi di Padova, presso la Chiesa di San Pietro a Padova via San Pietro n°127 dove si trovano le Spoglie della Beata Eustochio.
    Per informazioni sull’apertura della Chiesa le lascio questo numero di telefono: Info 347288892.
    Può inoltre chiedere mandando un messaggio alla pagina facebook: https://www.facebook.com/beataeustochio/

    Buona giornata,
    Alberto

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