Visitare Este. Fascinosi intrecci di storia e cultura

Una gita in provincia di Padova per visitare Este: cosa vedere ai piedi del versante meridionale dei Colli Euganei? Este fu culla della civiltà dei Veneti Antichi e borgo medievale dal ricco patrimonio culturale, Este merita senz’altro una visita.


Visitare Este e magari fare una gita sui Colli Euganei è senz’altro una delle opzioni più valide per chi desidera trascorrere una giornata in provincia di Padova. Tra le cittadine più interessanti e da vedere in provincia di Padova c’è infatti questa, a mio avviso, sorprendente cittadina.

Organizzare una visita di Este magari abbinando la gita a un’escursione sui Colli Euganei, è senz’altro una delle scelte migliori per chi vuole trascorrere una giornata piacevole in provincia di Padova. Tra le cittadine da scoprire nei dintorni del capoluogo, Este è – a mio avviso – una vera sorpresa.

Ci sono stato più volte, e ogni volta passeggiare per le sue vie mi regala la stessa sensazione: quella di trovarmi in un luogo dove il tempo ha lasciato segni profondi e affascinanti. Ai piedi del versante meridionale dei Colli Euganei, questo delizioso borgo murato della Bassa Padovana si trova a poco più di 30 km da Padova.

Ogni volta che torno, o che ne parlo a chi non la conosce, affiora lo stesso stupore: com’è possibile che in un piccolo centro storico così tranquillo si possano trovare tanta storia, cultura e identità?

Este è uno di quei borghi italiani che riescono a racchiudere, nel loro piccolo, un valore culturale enorme. Non solo a livello locale o regionale, ma anche nazionale e perfino internazionale. In fondo, è proprio questa la forza dell’Italia: un patrimonio diffuso, capillare, dove anche i centri meno noti sanno raccontare qualcosa di universale.

Ed è forse anche per questo che, visitando luoghi come Este, possiamo sentirci davvero un po’ tutti cittadini del mondo.

Visitare Este. Cenni storici e culturali

Per cogliere davvero l’essenza di Este, vale la pena ripercorrere le tappe principali della sua lunga e affascinante storia. Solo così sarà possibile apprezzare il perché questa cittadina, pur nella sua dimensione raccolta, sia un concentrato così ricco di cultura, bellezza e memoria.

Este e le sue radici antichissime: i Veneti Antichi

Quando ho iniziato a pensare a come raccontare Este, mi sono chiesto: come definire una città che racchiude così tanti livelli storici? Alla fine ho scelto “intrecci di storia e di cultura” proprio perché limitarsi a definirla “borgo medievale” o “città murata” sarebbe stato riduttivo.

Este, infatti, affonda le sue radici ben più lontano nel tempo: fu il principale centro dei Veneti Antichi, anche noti come Paleoveneti o Euganei, ed è abitata sin dall’età del Ferro. Le testimonianze archeologiche di questo periodo sono di straordinario valore e si possono ammirare al Museo Nazionale Atestino, uno dei più importanti in Italia per lo studio delle civiltà preromane. Il Museo conserva reperti archeologici di grande valore tra cui la celebre Situla Benvenuti. Un vanto non solo per Este, ma per tutta la cultura veneta.

Este in epoca romana: da centro veneto a colonia imperiale

Con l’arrivo dei Romani, Este non perse la sua importanza: divenne infatti colonia romana, inserendosi nei flussi viari e commerciali dell’Impero. Resti e reperti di quest’epoca arricchiscono il percorso museale e l’identità storica della città.

Il medioevo ad Este: castello, mura e cultura trobadorica

Passeggiando per il centro storico, è impossibile non notare l’impronta medievale. Le mura, il castello e l’impianto urbanistico rivelano l’epoca in cui Este era sotto il controllo dei Marchesi d’Este, in particolare del carismatico Azzo VI.

Sotto il suo dominio, Este divenne un polo culturale di respiro europeo, con giullari, trovatori e poeti che celebravano la corte e la figura della figlia Beatrice, simbolo di grazia e nobiltà.

Este sotto la Serenissima: arte, ceramica e sviluppo urbano

Durante la dominazione della Repubblica di Venezia, Este conobbe una nuova fioritura economica e artistica. L’artigianato, in particolare la ceramica, conobbe una grande espansione, diventando uno dei tratti distintivi della città, ancora oggi rinomata per questa produzione.

Este tra Settecento e Ottocento: poeti romantici e viaggiatori colti

Tra il XVIII e XIX secolo Este attirò l’attenzione di poeti, letterati e intellettuali europei, diventando tappa privilegiata nei celebri Grand Tour. Vi soggiornarono figure del calibro di Ugo Foscolo, Ludovico Ariosto, George Byron, Percy B. Shelley e Mary Shelley, quest’ultima dopo aver pubblicato Frankenstein.

La città divenne così crocevia di cultura e ispirazione per artisti e viaggiatori.

Parcheggiare a Este: il punto di partenza ideale per la visita

parcheggio Este Castello di Este

Se per visitare Este vi state spostando in auto vi consiglio di parcheggiare davanti al tratto orientale delle mura del castello. È un parcheggio a pagamento, ma comodissimo per iniziare l’esplorazione a piedi, in un contesto che offre subito un impatto scenografico notevole.

Cosa vedere ad Este. Una passeggiata alla scoperta dell’antica città murata

Cosa vedere ad Este? Di seguito cercherò di ripercorrere una passeggiata fatta nel centro della cittadina euganea per segnalarvi le principali attrazioni culturali comprese alcune curiosità che renderanno sorprendente la scoperta di questo centro della Bassa padovana.

Il parcheggio che vi ho suggerito si trova proprio davanti al tratto orientale delle mura del Castello di Este, punto ideale per cominciare la vostra visita.

Il Museo Nazionale Atestino

Museo Nazionale Atestino Este

Se avete l’idea di visitare Este anche nei suoi spazi culturali interni e non limitarvi ad una passeggiata in esterna il mio consiglio è di iniziare dal Museo Nazionale Atestino. Si tratta di uno dei musei archeologici più importanti del Veneto, dedicato ai Veneti Antichi e alla civiltà romana.

Seguendo la possente cinta muraria in senso orario, giungerete di fronte a quello che un tempo era l’ingresso principale del castello, affacciato verso il borgo. Proprio qui, all’interno del palazzo che fu della nobile famiglia veneziana dei Mocenigo, ha sede dal 1902 il museo, anche se la sua istituzione risale addirittura al 1834. È il frutto di secoli di scavi archeologici, e custodisce una ricchissima collezione di reperti che raccontano la storia più antica di Este e del suo territorio.

Il pezzo più prezioso della collezione è la celebre Situla Benvenuti, un vaso in bronzo decorato risalente al VII secolo a.C., ritrovato presso una villa da cui prende il nome. È un oggetto straordinario, che racconta attraverso le sue incisioni il gusto, i riti e l’arte dei Paleoveneti.

Il museo ospita anche sezioni dedicate all’epoca romana, al Medioevo e alla produzione ceramica, con un interessante percorso che arriva fino alla ceramica rinascimentale e moderna. Quest’ultima è una tradizione ancora viva a Este, dove l’artigianato ceramico continua a rappresentare un tratto identitario della città.

Per saperne di più, potete visitare il sito ufficiale del Museo Nazionale Atestino: https://atestino.cultura.gov.it/

Il castello di Este e le fortificazioni medievali della zona

Usciti dal Museo Nazionale Atestino è impossibile non entrare all’interno delle mura del Castello di Este, uno dei simboli storici della città. Quello che oggi possiamo ammirare è ciò che resta del castello carrarese ricostruito nel 1339 dalla Signoria dei Da Carrara di Padova, dopo la distruzione del precedente castello estense ad opera di Ezzelino da Romano, il temuto luogotenente dell’imperatore Federico II che segnò profondamente la storia del territorio padovano e veneto.

Fu proprio in seguito a questi eventi che la famiglia Este, con Azzo VII, decise di trasferirsi a Ferrara, dove oggi possiamo ammirare il maestoso Castello Estense.

Oggi, l’area racchiusa dalle mura ospita splendidi giardini pubblici, punto di ritrovo per la cittadinanza e sede di numerose iniziative culturali promosse dal Comune. Le mura merlate e le torri del castello si arrampicano dolcemente sul colle alle spalle del centro storico, fino a raggiungere il mastio principale, che domina sul borgo sottostante con un’imponente vista panoramica.

Al termine della visita – magari una volta ripresa l’auto, a meno che non siate arrivati con i mezzi pubblici – potete fare una deviazione per scoprire un’altra testimonianza delle antiche fortificazioni medievali della zona: la Torre Marchionale, nota anche come Rocca di Ponte di Torre, ben visibile lungo la strada che conduce a Montagnana.

Questa torre rappresenta ciò che resta di uno dei presidi difensivi costruiti a protezione del castello e del territorio estense. Siamo in un’area di confine storicamente contesa, dove nei secoli si sono susseguiti scontri e alleanze tra padovani, scaligeri, viscontei e, più tardi, tra i Carraresi e la Serenissima. La Bassa Padovana, infatti, era (ed è) un importante crocevia di merci, eserciti e culture.

Cosa vedere ad Este passeggiando per il centro storico

centro storico di Este

Il centro storico di Este è un piccolo gioiello da esplorare con lentezza. Si visita tranquillamente a piedi e offre numerosi spunti per chi ama l’arte, la storia e l’atmosfera rilassata dei borghi veneti. Di seguito, alcuni luoghi e scorci da non perdere durante la vostra passeggiata tra le vie del cuore cittadino.

Piazza Maggiore e il Palazzo del Municipio

Fulcro della vita cittadina è Piazza Maggiore, dominata dall’elegante Palazzo del Municipio, un edificio loggiato del XVII secolo. Al piano terra, sotto i portici, si trova Baessato Este, locale molto apprezzato per l’aperitivo, soprattutto nelle ore serali, anche dai più giovani.

Il Palazzo degli Scaligeri e la Società Gabinetto di Lettura

Sulla stessa piazza sorge il suggestivo Palazzo degli Scaligeri, risalente al Trecento, oggi sede della Società Gabinetto di Lettura fondata nel 1846. Un luogo di grande valore culturale, che custodisce una ricchissima biblioteca storica con oltre 70.000 volumi, documenti e opuscoli legati a Este e alla Bassa Padovana.

Via Matteotti e la Torre Civica della Porta Vecchia

Da Piazza Maggiore si dirama via Giacomo Matteotti, uno dei principali assi pedonali del centro, costellato di bar, locali e tavolini all’aperto ideali per una sosta rilassante. Sullo sfondo della via spicca la Torre Civica della Porta Vecchia, edificata nel XVII secolo nel punto in cui sorgeva una delle antiche porte d’accesso alla città, oggi scomparsa.

Le viuzze del borgo e le chiese storiche

Perdetevi poi nelle viuzze del centro, tra scorci pittoreschi e architetture antiche. Tra i luoghi di culto più interessanti, merita una visita la Chiesa di San Martino, risalente all’XI secolo e considerata la più antica della città. Da non perdere anche il Duomo di Santa Tecla, antica abbazia e chiesa madre di Este, imponente e suggestiva.

Il Canale Bisatto e la sua storia

Durante la passeggiata, noterete il Canale Bisatto, che attraversa la città. Questo corso d’acqua ha un’origine storica affascinante: fu scavato nel 1139 dai Vicentini, in guerra contro Padova, per deviare le acque del fiume Bacchiglione e indebolire le difese idriche della città rivale. Oggi accompagna il paesaggio urbano con un tocco poetico e fluviale.

Il Duomo di Santa Tecla a Este: arte barocca e la pala del Tiepolo

Pala del Tiepolo all'interno del Duomo di Santa Tecla ad Este

Il Duomo di Santa Tecla è il principale luogo di culto di Este, dedicato alla santa patrona della città. Sorge nel cuore del centro storico e rappresenta uno degli esempi più significativi di architettura barocca in Veneto. La chiesa attuale fu costruita dopo il devastante terremoto del 1688, che distrusse l’antica chiesa paleocristiana. Il campanile fu completato nel 1740, mentre la facciata è rimasta incompiuta, lasciando intravedere l’ambizione originaria del progetto.

L’edificio fu progettato dall’architetto veneziano Antonio Gaspari, allievo e collaboratore di Baldassarre Longhena. Degna di nota è la sua pianta ellittica, dominata da una grande cupola centrale, e l’insieme armonico degli interni. L’effetto complessivo è solenne e maestoso.

La pala del Tiepolo: Santa Tecla e la peste

Il capolavoro assoluto custodito nel Duomo è la pala di Giambattista Tiepolo, intitolata Santa Tecla intercede presso il Padre Eterno per la liberazione della città dalla peste. Si tratta di un olio su tela datato 1759, tra i maggiori esempi della pittura sacra del celebre artista veneziano. L’opera unisce intensità spirituale e grande teatralità barocca.

Sculture, organo e reliquie di Beatrice d’Este

All’interno si trovano anche la pregevole composizione scultorea di Antonio Corradini, scultore veneziano di fine barocco, e un organo monumentale realizzato dai Fratelli Ruffatti, tra i più grandi presenti in tutto il Veneto.

Il Duomo custodisce inoltre le spoglie di Beatrice I d’Este (1191–1226), figlia del marchese Azzo VI, venerata come seconda patrona della città. Beatrice scelse la vita religiosa ritirandosi nel convento benedettino sul Monte Gemola, oggi noto come Villa Beatrice d’Este, museo naturalistico dei Colli Euganei. Morì giovanissima, a soli 34 anni.

L’altare dedicato a Beatrice è arricchito dalla pala ottocentesca Beata Vergine, San Giovanni Battista e Beata Beatrice d’Este del pittore Michelangelo Grigoletti, una delle figure più importanti del romanticismo pittorico veneto.

I luoghi letterari di Este

Passeggiando per Este si incontrano angoli carichi di memoria letteraria, che testimoniano l’importanza culturale della città nel corso dei secoli. Non a caso, Este è uno dei centri principali del Parco Letterario “Francesco Petrarca e dei Colli Euganei”, un’iniziativa che intreccia paesaggio, storia e letteratura tra i borghi e le colline euganee.

La villa dei racconti: Chatwin a Villa Albrizzi

 parco letterario Colli Euganei
Villa Albrizzi presso la quale soggiornò Bruce Chatwin

Dal Duomo di Santa Tecla, in pochi minuti si può raggiungere Villa Albrizzi, una raffinata dimora storica del Seicento con barchessa, padiglione delle feste e uno splendido parco ottocentesco. Percorrendo via Zanchi e superando il ponticello sul canale Bisatto, si svolta in via Girometta: sulla sinistra, ecco apparire la villa. È un luogo di silenzio e ispirazione, che nel 1961 ospitò per oltre due mesi Bruce Chatwin, celebre scrittore e viaggiatore inglese, accompagnato dal giovane Teddy Millington-Drake.

Qui Chatwin trovò un rifugio per l’anima, in un Veneto rurale ancora autentico. Il soggiorno a Este segnò una tappa importante nella sua formazione, ben prima della fama letteraria.

I trovatori alla corte di Azzo VI

 parco letterario Colli Euganei
Este, culla della cultura trobadorica

Este ha conosciuto una vivacità culturale sorprendente già in età medievale. Durante il periodo della signoria estense, in particolare sotto Azzo VI (1170–1212), la città divenne un piccolo ma influente centro di cultura trobadorica. Poeti provenzali e giullari vi trovavano accoglienza e pubblico presso la corte. Tra questi anche il famoso Aimeric de Peguilhan, che espresse in versi il suo dolore per la morte del marchese, al quale era sinceramente legato. La presenza della giovane Beatrice d’Este, figlia del marchese e futura monaca, ispirava canti e lodi alla sua grazia.

Questi racconti letterari danno corpo all’anima medievale della città e ricollegano Este a una rete europea della cultura cortese.

L’arco del Falconetto e la villa di Cornaro

Arco di Falconetto Este
L’Arco del Falconetto

Attraversando via Garibaldi e lasciandosi alle spalle le mura del castello, si imbocca via Cappuccini, che sale dolcemente verso le pendici collinari. Lo si nota già da lontano: l’arco del Falconetto, elegante portale rinascimentale, è una delle architetture più suggestive di Este. Fu realizzato come ingresso monumentale a Villa Benvenuti, ma la storia dell’arco e del luogo è legata a un’altra figura chiave del Rinascimento veneto: Alvise Cornaro.

Umanista, letterato, imprenditore agricolo e grande mecenate, Cornaro acquistò questa collinetta per edificarvi una villa in cui ospitare artisti e poeti durante la bella stagione. È lo stesso Cornaro che a Padova commissionò a Giovan Maria Falconetto la Loggia e l’Odeo Cornaro, spazi emblematici del Rinascimento padovano.

Tra gli amici e frequentatori della villa atestina ci fu anche Angelo Beolco, il celebre Ruzante, drammaturgo padovano che seppe dare voce alla lingua e alla vita contadina con un’ironia pungente e innovativa. Si trattava di una brigata letteraria anticonvenzionale, che si dilettava tra arte, battute di caccia e conversazioni colte, immersa nella natura generosa del paesaggio euganeo.

Il sentiero e la targa di Ludovico Ariosto

Proseguendo e salendo lungo il sentiero lastricato alle spalle del castello, e tenendosi l’Arco del Falconetto sulla sinistra, si giunge a uno spiazzo panoramico. Qui, davanti a voi, si trova una targa nera del Parco Letterario dei Colli Euganei con una celebre citazione di Ludovico Ariosto tratta dall’Orlando Furioso.

Un omaggio significativo che ricorda come anche il grande poeta rinascimentale abbia intessuto nel suo capolavoro riferimenti a questo territorio ricco di storia e suggestioni letterarie.

Il soggiorno dei coniugi Shelley sui Colli Euganei

Di fronte allo spiazzo, in via Cappuccini, sul retro del castello di Este si nota Villa Kunkler. Tra gli edifici che compongono la proprietà spicca la scuderia con copertura lignea in stile montano, segno delle origini svizzere della famiglia Kunkler. Fino al 1810 questo luogo ospitava un convento dei Cappuccini, ma in seguito l’edificio sulla destra divenne una villa privata.

Fu qui che, durante gli anni del Grand Tour, il poeta romantico George Byron affittò una dimora, anche se soggiornò a Este per un breve periodo. Più significativo fu invece il soggiorno di oltre due mesi, nel 1818, del poeta inglese Percy Bysshe Shelley e di sua moglie Mary Shelley, autrice del celebre romanzo gotico Frankenstein o il moderno Prometeo. Con loro anche Claire Clairmont, ex moglie di Byron.

Percy Shelley compose in questo luogo il struggente poemetto “Versi scritti fra i Colli Euganei”, in cui il paesaggio collinare diventa un’allegoria della sua condizione esistenziale, segnata dal dolore per la morte della figlioletta. I versi sono ricordati su un’altra targa del Parco Letterario, posizionata tra la villa e le mura del castello, rendendo così eterno il legame tra il territorio e la grande letteratura romantica.

Ceramica di Este: storia, botteghe artigiane e idee regalo autentiche

Ceramiche di Este

Se state pensando di visitare Este, o magari già vi trovate sul posto, e cercate un’idea regalo originale e di qualità, vi consiglio di puntare sulla ceramica artistica atestina. Questo territorio vanta una tradizione millenaria nella lavorazione della ceramica, tanto da far parte dell’Associazione Italiana Città della Ceramica.

Non si tratta di una semplice produzione artigianale, ma di una vera vocazione culturale e produttiva che affonda le radici nella preistoria, come ben testimoniano i reperti conservati al Museo Nazionale Atestino, tra i più importanti della regione.

La ceramica di Este è oggi un marchio di eccellenza, capace di unire saperi antichi e design contemporaneo. Ogni oggetto è ancora realizzato a mano, con tecniche tradizionali tramandate di generazione in generazione. Solo il Medioevo rappresentò una fase di declino per questa produzione, che però tornò a fiorire nel Settecento, quando l’Europa iniziò a produrre localmente ceramiche e porcellane senza doverle più importare dall’Oriente. Solo in quel secolo, a Este, nacquero ben sei manifatture ceramiche.

Una visita ad Este merita anche un tour della ceramica tra botteghe e fabbriche storiche

Oggi è possibile vivere un vero e proprio tour della ceramica di Este, esplorando le botteghe artigiane e gli spazi produttivi disseminati in città. Una delle realtà più note è Este Ceramiche Porcellane, storica manifattura fondata nel Settecento, il cui stabilimento in mattoni a vista si affaccia con eleganza sul Ponte della Girometta, dando un tocco quasi industriale – ma affascinante – alla zona.

Passeggiando per il centro ho notato anche la curatissima vetrina di Ceramiche Marcuzzo, che espone manufatti decorati con stile sobrio ma raffinato. E leggendo in seguito la pagina del sito del Comune, ho scoperto anche l’esistenza della Ceramiche Franchini, una delle realtà più consolidate e apprezzate.

Se siete appassionati di arte, artigianato e oggetti autentici, vi consiglio di prendervi del tempo per incontrare gli artigiani, osservare le tecniche di decorazione e magari portarvi a casa un ricordo che racconta la vera anima di Este.

Buongiorno Ceramica: la tradizione si fa festa

Ogni primavera Este partecipa a Buongiorno Ceramica!, la festa diffusa della ceramica italiana promossa da AiCC – Associazione Italiana Città della Ceramica. L’evento coinvolge decine di città italiane accomunate da una tradizione artistica secolare, e nel caso di Este, è l’occasione perfetta per riscoprire e valorizzare un patrimonio culturale che affonda le radici nella storia locale. Visitare Este senza coglierne la sua vocazione anche artigianale sarebbe un peccato, secondo me. Durante la manifestazione, botteghe e laboratori aprono le porte al pubblico, le vetrine del centro si animano con esposizioni artistiche, e la ceramica diventa il filo conduttore di incontri, visite guidate, mostre e dimostrazioni dal vivo. Un modo autentico per avvicinarsi al mondo dell’artigianato, tra sapere antico e nuove ispirazioni, dove ogni oggetto racconta una storia di bellezza, manualità e territorio.

Visitare Este alla scoperta della sua enogastronomia: tra vino, birra artigianale e sapori locali

Visitare Este e il suo territorio è un ottimo punto di partenza per un itinerario del gusto nei Colli Euganei.

Il turismo enogastronomico è in crescita in tutta Italia e anche il nostro territorio può dire la sua. Il borgo di Este si trova infatti nel cuore di un’area ricca di aziende agricole, agriturismi e cantine.

Molte di queste aziende fanno parte della Strada del Vino dei Colli Euganei. Pur non essendo tutte collocate nel centro urbano, sono facilmente raggiungibili in pochi minuti d’auto, in direzione di Baone, Cinto Euganeo, Lozzo Atestino e delle altre località collinari che circondano Este.

Pur non conoscendo o non avendoli provati in prima persona non mancano ristoranti dove mangiare. Degna di nota la pizzeria Gigi Pipa da qualche anno presente nella Guida Pizzerie d’Italia di Gambero Rosso con il prestigioso riconoscimento dei “tre spicchi”. Gestita dal giovane patron Alberto Morello, fornaio e pizzaiolo, la pizzeria con orto che coltiva le proprie verdure ha ricevuto diversi riconoscimenti e rientra tra le prime 50 pizzerie d’Italia.

In particolare, il versante meridionale dei Colli Euganei, che guarda a sud e beneficia di un’esposizione solare generosa, si rivela ideale per la produzione di vini rossi strutturati e di grande personalità, come il Colli Euganei Rosso DOC, che spesso nasce da blend di Merlot, Cabernet e altre varietà. Meno adatto invece alla produzione di Moscato e Fior d’Arancio, che prediligono condizioni diverse, queste ultime più comuni nelle zone esposte a nord-est.

Chi ama il vino può approfittare della visita per scoprire queste eccellenze enologiche partecipando a una degustazione in cantina o acquistando direttamente dal produttore. Ma oltre al vino, Este sa sorprendere anche con altre specialità legate al territorio.

Il Prosciutto Veneto DOP: una tradizione che passa anche da Este

Este rientra nella zona di produzione del Prosciutto Veneto DOP, un’eccellenza della salumeria italiana. L’aria asciutta e mite dei Colli Euganei offre condizioni ideali per la stagionatura, dando vita a un prodotto dolce, delicato, privo di eccessiva sapidità e molto apprezzato per la sua leggerezza.

Non mancano botteghe e gastronomie in città dove acquistarlo affettato al momento o gustarlo in abbinamento a un buon calice di vino locale.

Birrificio Estense: la birra artigianale dal cuore della città

Birrificio Estense

Nel panorama enogastronomico locale si inserisce anche il Birrificio Estense, realtà artigianale che ha saputo unire creatività e qualità. Nato dalla passione per la birra e il territorio, propone una selezione di birre non pastorizzate e non filtrate, prodotte con ingredienti selezionati. Il pregio di questo birrificio, a mio avviso, è che produce birre buone da bere. Può sembrare banale ma nei tempi in cui la birra artigianale diventava sempre più un consumo di moda, al birrificio Estense non si sono mai lanciati in sperimentazioni estreme e fine a se stesse. Dietro alla birra ci sono secoli di storia e di tradizione che negli altri paesi europei hanno guidato la produzione di birra e seguire questa tradizione apportando il proprio contributo è indice di rispetto.

Visitare il Birrificio Estense e degustare le loro birre dalla taproom è un’ottima occasione per chi vuole scoprire un altro volto, più contemporaneo, della cultura gastronomica estense. Dal punto di vista del territorio un’opportunità per attrarre appassionati anche di birra. Non a caso sul blog ho parlato anche di turismo della birra e segnalato dove bere birra artigianale a Padova e provincia.

Il gelato “pannaghiaccio”: una dolce specialità tutta atestina

pannaghiaccio geleto biscotto Este

Tra le dolcezze che raccontano la tradizione locale, merita una menzione speciale la pannaghiaccio, un gelato-biscotto artigianale diventato vero simbolo di Este. Nato dall’inventiva della famiglia Schizzerotto, questo dessert ha conquistato generazioni con la sua semplicità genuina: panna fredda, cioccolato caldo e biscotto. Una specialità che ha saputo evolversi nel tempo, senza perdere la sua identità. Oggi la si può gustare in tante varianti, anche stagionali, ma sempre fedele alla ricetta originale, protetta da un marchio registrato dal 2017.

Un assaggio di pannaghiaccio è un piccolo viaggio nella memoria e nei sapori autentici di Este, da assaporare lentamente mentre si esplora il centro storico o i giardini del castello.

Este in fiore, in aprile la grande festa del florovivaismo di qualità

Tra gli eventi più amati e rappresentativi di Este c’è senz’altro Este in Fiore, storica manifestazione dedicata al florovivaismo di qualità che ogni anno, nel mese di aprile, trasforma il centro storico in un grande giardino diffuso. È una vera festa della primavera, che richiama migliaia di visitatori da tutto il Veneto e anche da fuori regione: basti pensare che in alcune edizioni si sono superate le 70.000 presenze.

Durante i giorni della manifestazione, Este si veste di colori e profumi: piante, fiori, essenze rare e creazioni botaniche invadono i giardini del Castello Carrarese, Piazza Maggiore e le vie del centro, animate da stand, installazioni e composizioni floreali. Ma Este in Fiore non è solo una mostra-mercato: a completare l’esperienza ci sono spettacoli, eventi culturali e visite guidate, tra cui le suggestive passeggiate alla scoperta delle ville private sulle colline dietro al castello, solitamente non accessibili al pubblico. Tra queste, Villa Kunkler e Villa Benvenuti con il suo elegante giardino, aperte in via eccezionale grazie all’associazione Scauteste Onlus.

Una manifestazione che unisce natura, arte e storia, capace ogni anno di rinnovare il legame profondo tra il borgo e la bellezza. Se amate piante e fiori vale senza dubbio la pena visitare Este durante le giornate di questa iniziativa.

Este in fiore 2025, alla sua 18° edizione, è in programma l’11-12-13 aprile: https://esteinfiore.it/

Este in fiore, vivaismo, florovivaismo veneto

Alberto Botton

2 Commenti

  1. Buongiorno Carlo,

    io sono un blogger che ha dedicato un articolo ad Este ma non faccio parte dell’organizzazione. Le suggerisco di mandare un messaggio ed inoltrare la richiesta agli organizzatori. Qui, sul sito ufficiale, i contatti con numero di telefono e spazio per scrivere la domanda: http://esteinfiore.it/contatti/
    Cordiali saluti,
    Alberto

  2. buon giorno, desidero conoscere il prossimo evento
    ESTE IN FIORE e conoscere se allestirete area sosta camper con servizi
    in attesa di cortese riscontro porgo cordiali saluti
    CARLO DE CRIST5OFARO

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Alberto Botton
Alberto Bottonhttps://www.blogdipadova.it/
Insegnante di accoglienza turistica e geografia, appassionato di territorio, scrivo su Padova e provincia sul web da oltre 15 anni. Mi piacciono i podcast e la birra artigianale.

Il Blog sui social

16,454FansMi piace
18,697FollowerSegui

Gli ultimi articoli

TAGS