visitare Este città murata Colli Euganei

Visita al borgo medievale di Este. Fascinosi intrecci di storia e di cultura

Recentemente sono stato a fare una passeggiata per le vie di Este, deliziosa cittadina ai piedi del versante meridionale dei Colli Euganei ed una delle città murate della Bassa Padovana, a circa una trentina di km da Padova.

Ad Este ci sono stato in una mattinata di aprile ed ancora sono rimasto stupito di come, in un piccolo e tranquillo centro storico vicino a casa possa essere condensata tanta storia e cultura, di valore locale e nazionale ma anche connessioni internazionali. Insomma a volte si parla di provincia e di periferia rispetto a centri economici più vitali e alle grandi città metropolitane ma penso che in Italia, se guardiamo appunto al valore storico e culturale dei propri borghi, non esistano luoghi periferici, anzi è proprio grazie alla cultura che possiamo sentirci un po’ tutti cittadini del mondo.

Vi suggerisco di prendere confidenza con la storia di Este leggendo la voce su wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Este_(Italia)

Ad esempio, anche solo nello scegliere il titolo per questo post mi sono trovato un po’ in difficoltà. Come definire Este? Quali sono i suoi elementi che la rappresentano maggiormente? Ho scelto intrecci di storia e di cultura perchè definirla semplicemente città murata o borgo medievale mi sembra riduttivo. Certo il castello di Este, l’impianto urbanistico, richiamano l’epoca medievale ma non si può di certe tacere il fatto che Este, abitata già dall’età del ferro, era il principale insediamento abitativo degli antichi Veneti, o paleoveneti o Euganei che a dir si voglia. Non caso qui si trova l’importante Museo Nazionale Atestino, fu inoltre un’importante colonia romana. Nel medioevo sotto la dominazione del marchese Azzo VI Este fu uno dei centri più importanti della cultura trobadorica europea: qui alla corte di Azzo venivano giullari e artisti da tutta Europa anche per omaggiare con i loro versi la bellezza della figlia Beatrice. Non si può non ricordare inoltre l’epoca fiorente che Este visse durante la dominazione della Serenissima Repubblica e parlare dei poeti e letterati che tra Settecento ed Ottocento qui soggiornarono: tra questi Ugo Foscolo, Ludovico Ariosto e ancora i poeti romantici inglese George Byron, P. B Shelley e la moglie Mary Shelley che qui soggiornò giovanissima dopo aver pubblicato il celebre romanzo gotico Frankestein .

parcheggio Este- Castello di Este

Ma iniziamo a visitare Este. Innanzitutto vi suggerisco di parcheggiare proprio davanti alle mura del castello. E’ un parcheggio a pagamento ma è decisamente comodo.

Una passeggiata alla scoperta di Este

Da vedere ad Este. Il Museo Nazionale Atestino ed il Castello Carrarese

Il parcheggio che vi ho suggerito si trova proprio davanti al tratto orientale delle mura del castello.

Per iniziare la visita ad Este vi suggerisco di iniziare dal Museo Nazionale Atestino, il museo dei Veneti Antichi. Seguendo la poderosa cinta muraria in senso orario vi troverete davanti a quel che era l’ingresso principale del castello rivolto verso il borgo: proprio qui presso il palazzo che fu della nobile famiglia veneziana dei Mocenigo trova spazio dal 1902 il Museo Nazionale Atestino, istituito nel 1834  ricchissimo di reperti frutto di diverse campagne di scavo fatte nel corso dei secoli. Si tratta di un museo archeologico prezioso per quel che è la storia di tutti i Veneti, pensate che il reperto simbolicamente più prezioso e significativo è la cosiddetta Situla Benvenuti, dal nome della villa presso la quale fu rivenuta: una situla, un vaso in bronzo del VII avanti Cristo decorata secondo il gusto e l’arte dell’epoca! All’interno del museo anche una sezione dedicata all’epoca romana, al medioevo ed un’interessante sezione è dedicata alla ceramica medievale e rinascimentale e moderna. Quella della ceramica è infatti una vocazione produttiva di Este che continua ancora ai giorni nostri. Visitate il sito web: http://www.atestino.beniculturali.it/

Usciti dal museo impossibile non entrare all’interno delle mura del castello. Quelli visibile oggi sono i resti del trecentesco castello carrarese ricostruito dalla Signoria dei Da Carrara di Padova nel 1339 dopo che il castello estense fu distrutto da Ezzelino da Romano, il luogotenente dell’imperatore Federico II che ebbe modo di farsi conoscere in tutto il territorio padovano e veneto. Gli Estensi poi con Azzo VII scelsero di trasferire a Ferrara dove possiamo ammirare il castello estense. Oggi lo spazio all’interno delle mura ospita dei bellissimi giardini pubblici e qui avvengono molte delle iniziative promosse dal Comune. Le mura e le torri del castello salgono leggermente il colle alle spalle di Este fino al mastio principale che domina sul borgo sottostante.

Quando avrete ripreso l’auto (a meno che non siate giunti sin qui con i mezzi pubblici) a fine della visita potreste andare a vedere la torre marchionale, o Rocca di Ponte di Torre che è ben visibile sulla strada che conduce a Montagnana. Si tratta dei resti di una delle antiche fortificazioni periferiche realizzate nel Medioevo a difesa di Este e del suo castello. Erano secoli turbolenti e battaglie e guerre tra padovani, scaligeri e i visconti e poi tra padovani carraresi e la Serenissima si alternavano nel territorio della Bassa Padovana , importante crocevia di merci e di persone.

Camminando tra Piazza Maggiore, la Torre Civica della Porta vecchia e le vie del borgo

Visitare il centro storico di Este merita: è piccolo e lo si gira a piedi in poco tempo. Punto di riferimento centrale è la Piazza Maggiore su cui si affaccia l’elegante Palazzo del Municipio, edificio loggiato del XVII secolo: al piano terra trova spazio l’altrettanto elegante locale Salotto 38, molto frequentato anche dai giovani per l’aperitivo serale.
Sulla piazza noterete anche il trecentesco Palazzo degli Scaligeri, sede della Società Gabinetto di lettura fondata nel 1846. All’interno del palazzo c’è un’importante biblioteca di oltre 70.000 libri e documenti e opuscoli inerenti Este e la Bassa Padovana.

Lungo via Giacomo Matteotti troverete altri bar e locali con i tavolini all’aperto dove sedervi e rilassarvi per un caffè o un bicchiere di vino in un momento di pausa della vostra visita. Da qui avrete di fronte a voi la Torre Civica della Porta Vecchia del XVII secolo realizzata sulla porta vecchia alla città, andata distrutta.

Da qui perdetevi nelle viuzze del borgo e passeggiate in tranquillità assecondando i ritmi lenti di questa cittadina. Non mancherete di trovare chiese e luogo di culto, tra cui una delle più caratteristiche è la Chiesa di San Martino, del XI secolo, la più antica di Este, oltre ovviamente al Duomo abbaziale di Santa Tecla.

Noterete il canale Bisatto, lo stesso che, dopo aver lambito Colli Berici e Colli Euganei entra nei comuni di Lozzo Atestino, Este per l’appunto fino a Monselice. Questo canale fu scavato nel 1139 dai vicentini, in guerra contro Padova, per deviare le acque del fiume Bacchiglione e ridurre la portata delle acque di difesa della città.

Il Duomo di Santa Tecla con la tela del Tiepolo

Attualmente in restauro il Duomo di Santa Tecla di Este è il più importante luogo di culto della città, dedicato alla santa patrona.  Fu realizzato dopo che un disastroso terremoto nel 1688 provocò la distruzione della precedente chiesa di origine paleocristiana. Il campanile fu ultimato solo nel 1740 mentre la facciata è rimasta incompiuta. Realizzata dall’architetto veneziano Antonio Gaspari, collaboratore del Longhena, è un’opera architettonica degna di nota: l’impianto barocco con la sua grande cupola, la pianta ellittica della navata, le dimensioni imponenti e la bellezza degli interni rendono questa chiesa un’importante attrazione da visitare.

Preziosa punta di diamante del Duomo di Santa Tecla è la splendida Pala di Gianbattista Tiepolo ” S. Tecla intercede presso il Padre Eterno per la liberazione della città dalla peste” del 1630 (olio su tela del 1759) è considerato uno dei massimi capolavori a tema sacro del pittore veneziano. Notevole è la composizione scultura del maestro veneziano Antonio Corradini. L’organo, realizzato dalla casa organaria dei Fratelli Ruffatti, è uno dei più grandi presenti in Veneto.

Il Duomo di Santa Tecla custodisce anche le spoglie della seconda patrona della città, Beatrice I d’Este (1191-1226) figlia del marchese Azzo VI che decide di consacrare a Dio la sua esistenza scegliendo di diventare monaca. Prese i voti ed aderì alla regola benedettina ritirandosi nel convento sul Monte Gemola, poi Villa Beatrice d’Este, oggi museo naturalistico dei Colli Euganei dove morì a 34 anni di età il 10 maggio 1226. L’altare a lei dedicato è impreziosito dalla pala ottocentesca “Beata Vergine, San Giovanni Battista e Beata Beatrice d’Este”, opera del pittore Michelangelo Grigoletti.

I luoghi letterari di Este

Partendo dal Duomo di Santa Tecla in poche centinaia di metri si possono toccare luoghi dal grande interesse e fascino letterario a dimostrazione che non a caso Este rientra nel Parco Letterario “Francesco Petrarca” dei Colli Euganei.

Percorrendo via Zanchi si giunge al ponticello sul canale Bisatto che conduce su via Girometta, girando a destra dopo una cinquantina di metri vi troverete sulla sinistra Villa Albrizzi, elegante dimora storica seicentesca, dotata di barchessa e padiglione delle feste con stucchi originali di fine ‘700 e da un parco ottocentesco. Villa Albrizzi rientra nel circuito delle Dimore Storiche Italiane.  Qui in una stanza di questa villa soggiorno nel 1961 per oltre due mesi Bruce Chatwin, scrittore, viaggiatore, fotografo assieme al suo giovane amante inglese Teddy Millington Drake.

Tornati all’altezza del Duomo di Santa Tecla prendendo via Giuseppe Garibaldi vi troverete nuovamente davanti alle mura del castello. Durante il periodo di dominazione della famiglia degli Estensi, in particolare di Azzo VI, marchese d’Este (1170-1212) divenne un importante centro della cultura trobadorica e attraeva i poeti provenzali e giullari che dilettavano la vita di corte. rendendo omaggio anche alla bellezza della giovane Beatrice, figlia di Azzo. Si trovavano così bene ad Este che la morte prematura di Azzo VI li gettò nello sconforto. Il giullare Aimeric de Peguilhan gli dedicò dei sentiti versi di commiato.

Attraversando la strada proseguite nella via Cappuccini: già lo avete notato davanti a voi, man mano che vi stavate avvicinando. Cosa? L’arco del Falconetto, ovviamente! Salendo su per questa via che porta sulle dolci pendici alle spalle del castello vi troverete in una zona caratterizzata da parchi, vegetazione rigogliosa e ville! L’arco del Falconetto, la più bella testimonianza rinascimentale di Este è stato realizzato come portale di accesso a Villa Benvenuti. Quando fu realizzato l’arco però, la collinetta era stata acquisita da Alvise Cornaro, mecenate ed umanista veneziano, che a Padova fece costruire dallo stesso Giovan Maria Falconetto la Loggia e l’Odeo Cornaro e ad Este volle far costruire una villa presso la quale trascorrere la bella stagione in compagnia di amici, poeti e letterati, tra questi a frequentare la villa, oltre allo stesso Falconetto, anche il drammatugo padovano Angelo Beolco meglio noto come Ruzzante. Un’allegra brigata che si dilettava anche in battute di caccia.

Proseguendo e salendo lungo il sentiero lastricato si giunge ad uno spiazzo proprio alle spalle del castello. Al termine della salita, proprio davanti a voi una targa nera del Parco letterario dei Colli Euganei con la citazione di Este da parte di Ludovico Ariosto dall’Orlando Furioso.  Di fronte a voi Villa Kunkler, o meglio, dalla strada vedrete quella che era la scuderia con la copertura in legno tipica dell’area alpina visto che la famiglia Kunkler era originaria della Svizzera. La proprietà comprende altri edifici ed un giardino: qui fino al 1810 c’era un convento dei cappuccini ma successivamente l’edificio sulla destra divenne una villa abitabile da privati e fu affittata dal poeta romantico George Byron che però, pare, soggiornò ad Este ben poco mentre per oltre due mesi, nel corso del 1818 soggiornarono la  il poeta romantico inglese Percy B. Shelley e sua moglie Mary Shelley e la moglie di Byron Claire Clairmont da cui si era separata. Era appena uscito il capolavoro della letteratura gotica “Frankestein o il Prometeo moderno” di Mary Shelley e da cui attendeva le reazioni dal mondo letterario alla sua opera.

Bellissima e struggente il poemetto “Versi scritti fra i Colli Euganei” di Percy Shelley che fece del paesaggio dei Colli Euganei un allegoria per esprimere la propria condizione esistenziale già provata dalla morte della figlioletta. Potete leggere questi versi sull’altra targa posizionata dal Parco letterario dei Colli Euganei, di tra la villa e le mura del castello.

Souvenir , idee regalo? La ceramica di Este

Se siete o avete intenzione di visitare Este e state pensando di farvi o di fare un bel regalo ad una persona cara vi suggerisco di valutare qualche oggetto realizzato dalle manifatture di ceramica di Este. Este fa parte dell’Associazione Italiana città della ceramica, una produzione che è una vera e propria vocazione produttiva da sempre, sin dalla preistoria, come testimoniano le bellissime ed antiche ceramiche che potete vedere al Museo Nazionale Atestino.

La ceramica di Este è una vera e propria eccellenza. Gli oggetti sono realizzati ancora a mano  seguendo una lavorazione che richiama saperi antichi: solo il Medioevo fu un periodo di crisi per questa produzione. Nel Settecento riprese grazie slancio dopo che in Europa si iniziò ad abbandonare i fornitori di ceramica e porcellane dell’oriente: solo in questo secolo ad Este sorsero ben sei manifatture impegnate in questo settore.

A tutt’oggi è possibile fare un tour della ceramica di Este andando a vedere le varie botteghe. Personalmente, non conoscendo bene Este, ho notato sul Ponte della Girometta, una grande e “fabbrica” tutta in mattoni a vista che fa molto “industrial”: si tratta di Este Ceramiche porcellane, una manifattura del ‘700. Poi ho notatouna bellissima vetrina, quella di Ceramiche Marcuzzo, ma a posteriori, leggendo sul sito del comune apprendo anche dell’azienda Franchini, tra le più importanti.

Per leggere la pagina che il portale web del Comune dedica alle ceramiche di Este cliccate su questo link!  

Si svolge ogni tre anni, (ovvio!) la Triennale della Ceramica Atestina, con la ceramica protagonista di un evento che coinvolge tutto il centro storico di Este tra arte, design, artigianato,

Este in fiore, il grande evento del vivaismo di qualità

Este in fiore, vivaismo, florovivaismo veneto

Manifestazione molto rappresentativa di questo borgo è “Este in fiore”, manifestazione del florovivaismo di qualità che coinvolte tutta la cittadina ed attrae sempre decine di migliaia di appassionati da tutto il Veneto ed oltre. Lo scorso anno nel 2017 furono oltre 70000 i presenti! Este in queste giornate è un’esplosione di colori e di profumi grazie a fiori, piante ed essenze in mostra ai giardini del castello ma anche in Piazza Maggiore e nelle vie del centro storico.

In occasione di Este in fiore, organizzata per festeggiare l’inizio della primavera, vengono organizzate anche visite guidate, eventi, spettacoli per celebrare al meglio quella che è una festa.

Particolarmente interessante il fatto che saranno visitabili anche le ville sulla collina dietro al castello solitamente chiuse al pubblico in quanto private: tra queste anche quelle che ho citato prima villa Kunkler e Villa Benvenuti con i lsuo giardino saranno visitabile grazie alle passeggiate guidate condotte dall’associazione Scauteste Onlus.

Este in fiore 2018, alla sua 17° edizione, è in programma dal 20 al 22 aprile: http://esteinfiore.it/

Per approfondimenti ed ulteriori dettagli ed informazioni per una visita ad Este vi suggerisco di visitare il portale turistico ufficiale, Este da vivere: http://www.estedavivere.it/

 

Alberto Botton

http://about.me/abotton

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