Oggi giardini pubblici, i giardini del Montirone sono uno dei principali luoghi del Parco Archeologico delle Terme Euganee.
Adiacente alla zona pedonale di Abano Terme, nelle immediate vicinanze del viale frequentato dai turisti delle Terme Euganee ci sono dei giardini pubblici molto particolari, i giardini del Montirone, un piacevole spazio verde alberato dove passeggiare e rilassarsi ma non solo.
Il Montirone è un piccolissimo colle, credo alto nemmeno 10 metri, che è stato di fondamentale importanza per le terme di Abano e simbolo del termalismo, in quanto sede di un’antica sorgente termale. Fare una vacanza alle Terme di Abano e Montegrotto consente anche, ai più curiosi, di coglierne la sua dimensione archeologica, antichissima.
All’interno del territorio di Abano Terme, solo da qui, proprio dalle crepe rocciose, di questa collinetta, testimonianza dell’origine vulcanica, sgorgavano in modo spontaneo le caldissime acque termali prima che ad inizio Novecento si iniziasse a scavare nel sottosuolo e rendere disponibile il prelievo di acqua termale a tutti gli stabilimenti. Iniziò così, grazie alle sorgenti artificiali, il termalismo moderno sancito da una rapida crescita della stazione di cura euganea.

Se è vero che le Terme Euganee sono il più antico bacino termale d’Europa, i giardini del Montirone sono uno dei luoghi che meglio raccontano questa storia millenaria. E’ quindi da qui, dal Colle Montirone, che ha inizio la storia di Abano come destinazione di turismo termale!
All’epoca degli Antichi Veneti l’acqua calda che affiorava in superficie era vista come una manifestazione divina. Nel territorio delle attuali terme di Abano e Montegrotto terme presso laghi e fonti di acqua calda sorgevano templi e si celebravano riti religiosi.
In epoca romana al culto degli Dei si iniziò ad associare anche la cura ed il benessere che queste calde acque potevano apportare al corpo umano.
I giardini del Montirone, “monumento a cielo aperto” del termalismo di Abano Terme




Oggi il Colle e i giardini del Montirone sono recintati come un qualsiasi giardino pubblico ma l’ingresso è decisamente monumentale. Si accede attraverso un frontone di colonne in stile corinzio con due padiglioni laterali. L’opera fu realizzata agli inizi del Novecento (1912) su progetto precedente dell’architetto veneziano Giuseppe Jappelli, l’autore del Caffè Pedrocchi di Padova e non solo.
Fu lo stesso Jappelli a realizzare nel 1825 una colonna corinzia sormontata da una coppa avvolta dalle spire di un serpente.
L’occasione fu il passaggio dell’Imperatore Francesco I d’Austria.
Salendo dalla scalinata centrale verso la sommità del Colle Montirone si può ammirare una statua dedicata alla Dea Igea, dea della Salute. La statua fu realizzata dallo scultore Paolo Boldrin nel 1942.
Tutto attorno, vari sentieri permettono di passeggiare all’interno della rigogliosa area verde del Montirone. Qui si possono notare cinque vasche. realizzate dallo stesso Jappelli da dove affiora tutt’oggi l’acqua termale…poca ma c’è.


Fino a fine Ottocento le vasche del Montirone erano piene di acqua fumante e scendevano lungo le pendici della collinetta. Lo scorrere delle acque era tale da riuscire a mettere in movimento le pale di un mulino, il mulino della Fontega, davanti all’attuale Hotel Ariston Molino. Ebbene l’acqua continuò a sgorgare copiosa fino agli Cinquanta del Novecento mentre il mulino fu demolito nel 1884.
Anche se oggi il livello dell’acqua è molto basso si avvisano i visitatori che non è acqua con cui “rinfrescarsi” vista la temperatura di circa 80°.
L’area archeologica del Montirone ad Abano Terme
Nell’antichità, ai tempi degli antichi romani il territorio di Abano e quello di Montegrotto erano uniti (e non sarebbe male tornare all’antico, penso io).
Citazioni di autori quali Marziale, Plino il Vecchio, Tito Livio ed altri, testimoniano l’importanza dell’area di Abano e Montegrotto terme già nel VI secolo A.C. Il valore del territorio è poi certificato anche dai reperti conservati presso i vari musei del territorio. Tra questi il Museo Archeologico di Padova (Musei Civici agli Eremitani), il Museo Archeologico Nazionale di Este, ed il più recente Museo del termalismo antico di Montegrotto
All’ingresso dei giardini del Montirone potete leggere la targa posizionata dal Parco letterario “Francesco Petrarca” dei Colli Euganei . Sulla targa è leggibile la citazione di Claudiano dedicata al Montirone (fine IV secolo D.C)



L’intero territorio delle Terme Euganee erano noto come “Aquae patavinorum” (Acque dei padovani), del resto la zona dipendeva amministrativamente da Padova. Aquae Patavinae è invece il nome di un importante progetto di ricerca e studio attivo da anni. L’obiettivo del progetto è quello di gettare le basi per un futuro Parco archeologico delle Terme Euganee.
Potete leggere e farvi un’idea dell’iniziativa leggendo il seguente articolo scritto da Simonetta Pirredda qualche anno fa, archeologa e tutor del Master in design dell’offerta turistica dell’Università di Padova: https://www.blogdipadova.it/terme-da-2000-anni-aquae-patavinae-il-parco-archeologico-delle-terme-euganee/
I giardini del Montirone sono uno dei più punti più importanti dal punto di vista archeologico delle Terme Euganee. E lo sono anche dal punto di vista storico. Le sorgenti termali del Montirone, infatti, sono state luogo di cura fino ai primi anni del Novecento. Fu infatti ad inizio secolo che iniziarono ad aprire molti altri alberghi e stabilimenti termali grazie alle sorgenti artificiali.
In epoca antica sulla sommità del Colle Montirone sorgeva un tempietto dedicato al dio Aponus. Costui era considerata la divinità protettrice delle fonti termali. Qui sorgeva anche un “emporium” dove venivano venduti oggetti votivi e vasellame utilizzati nel culto di questa divinità. Nella zona furono rinvenuti oggetti di questo tipo in grande quantità durante alcune campagne di scavi.
Pare che il culto di questa divinità, Aponus, da cui pare derivasse il nome “Abano”, venne fatta ricondurre successivamente al culto di Apollo. Sono diversi infatti i reperti e i ritrovamenti che lo testimoniano. Tra questi una piccola ara votiva che, in età imperiale, lo schiavo Adeptus dedicò ad Apollo.
Sul Montirone furono ritrovate anche molte epigrafi funerarie del I secolo DC . Questo testimonia il fatto di come la zona facesse parte di una necropoli. Nell’Ottocento, in seguito ad alcune campagne di scavi archeologici, furono ritrovate almeno una trentina di tombe nell’area che dal Montirone si estendeva fino all’Hotel Orologio.
Stante a quanto scritto da Svetonio, pare che Tiberio prima di recarsi a guerreggiare in Illiria si recò davanti al tempio di Aponus. Qui, una una volta consultato l’oracolo di Gerione ed ottenuto un responso positivo sull’esito della guerra, gettò dei dadi d’oro nella fonte di acqua termale.
Fu in quegli anni che l’antica Patavium ed i territori circostanti divennero un importante “municipium” romano. I nobili e le famiglie più facoltose, seguendo anche la moda in vigore nella “caput mundi” Roma, amavano trascorrere il tempo e rilassarsi alle Terme. Alla sorgente termale del Montirone, giungevano persone da tutto il territorio circostante ed oltre, non solo da Padova.
Alberto Botton

veramente interessante , Abano scopro ora offrire molta piu’ storia di quanto immaginassi
Grazie Sam per la menzione, mi piacere il post sul Montirone possa essere stato utile come utili sono i tuoi consigli mangerecci. Del resto fare i turisti ed andare a visitare musei e luoghi di interesse culturale fa venire fame! ;)