Home Cultura e curiosità Giardini del Montirone ad Abano Terme. L’area archeologica dell’antica sorgente termale

Giardini del Montirone ad Abano Terme. L’area archeologica dell’antica sorgente termale

303
0
Giardini del Montirone Abano Terme

Oggi giardini pubblici, i giardini del Montirone sono uno dei principali luoghi del Parco Archeologico delle Terme Euganee.

Adiacente alla zona pedonale di Abano Terme, nelle immediate vicinanze del viale frequentato dai turisti delle Terme Euganee ci sono dei giardini pubblici molto particolari, i giardini del Montirone, un piacevole spazio verde alberato dove passeggiare e rilassarsi ma non solo.

Il Montirone è un piccolissimo colle, credo alto nemmeno 10 metri, che è stato di fondamentale importanza per Abano e simbolo del termalismo, in quanto sede di un’antica sorgente termale.

All’interno del territorio di Abano Terme, solo da qui, proprio dalle crepe rocciose, di questa collinetta, testimonianza dell’origine vulcanica, sgorgavano in modo spontaneo le caldissime acque termali prima che ad inizio Novecento si iniziasse a scavare nel sottosuolo e rendere disponibile il prelievo di acqua termale a tutti gli stabilimenti. Iniziò così, grazie alle sorgenti artificiali, il termalismo moderno sancito da una rapida crescita della stazione di cura euganea.

Ingresso al Giardini del Colle Montirone

Se è vero che le Terme Euganee sono il più antico bacino termale d’Europa, i giardini del Montirone sono uno dei luoghi che meglio raccontano questa storia millenaria. E’ quindi da qui, dal Colle Montirone, che ha inizio la storia di Abano come destinazione di turismo termale! Se all’epoca degli Antichi Veneti l’acqua calda che affiorava in superficie in tutto il territorio delle attuali terme di Abano e Montegrotto terme e oltre era visto esclusivamente come fenomeno naturale espressione del mondo divino è all’epoca dei Romani che al culto degli Dei si iniziò ad associare la cura ed il benessere che queste calde acque potevano apportare al corpo umano.

I giardini del Montirone, “monumento a cielo aperto” del termalismo di Abano Terme

Oggi il Colle e i giardini del Montirone sono recintati come un qualsiasi giardino pubblico ma l’ingresso è decisamente monumentale e si presenta con un frontone di colonne in stile corinzio e da due padiglioni laterali realizzato agli inizi del Novecento (1912) su progetto precedente dell’architetto veneziano Giuseppe Jappelli, l’autore del Caffè Pedrocchi di Padova e non solo. Lo stesso Jappelli realizzò nel 1825, in occasione del passaggio dell’Imperatore Francesco I d’Austria una colonna corinzia sormontata da una coppa avvolta dalle spire di un serpente.

Salendo dalla scalinata centrale verso la sommità del Colle Montirone si può ammirare una statua dedicata alla Dea Igea, dea della Salute e realizzata dallo scultore Paolo Boldrin nel 1942. Tutto attorno, i vari sentieri che permettono di passeggiare all’interno della rigogliosa area verde conducono a 5 vasche realizzato dallo stesso Jappelli da dove affiora tutt’oggi l’acqua termale.

Fino a fine 800 le vasche del Montirone erano piene di acqua fumante e scendevano lungo le pendici della collinetta fino a mettere in movimento le pale di un mulino, il mulino della Fontega che sorgeva davanti all’attuale Hotel Ariston Molino. Ebbene l’acqua continuò a sgorgare copiosa fino agli Cinquanta del Novecento mentre il mulino fu demolito nel 1884.

Anche se oggi il livello dell’acqua è molto basso si avvisano i visitatori che non è acqua con cui “rinfrescarsi” vista la temperatura di circa 80°.

L’area archeologica del Montirone ad Abano Terme

Nell’antichità, ai tempi degli antichi romani il territorio di Abano e quello di Montegrotto erano uniti (e non sarebbe male tornare all’antico, penso io) e citazioni di autori latini quali Marziale, Plino il Vecchio, Tito Livio ed altri, assieme ai reperti oggi conservati al Museo Archeologico di Padova (Musei Civici agli Eremitani) e al Museo Archeologico Nazionale di Este, testimoniano l’importanza che aveva l’area già nel VI secolo A.C. .

All’ingresso dei giardini del Montirone potete leggere la targa posizionata dal Parco letterario “Francesco Petrarca” dei Colli Euganei con la citazione di Claudiano dedicata al Montirone (fine IV secolo D.C)

L’intero territorio delle Terme Euganee erano noto come “Aquae patavinorum” (Acque dei padovani), del resto la zona dipendeva amministrativamente da Padova, e Aquae Patavinae è il nome di un importante progetto attivo da anni con l’obiettivo di gettare le basi per un futuro Parco archeologico delle Terme Euganee.
Potete leggere e farvi un’idea dell’iniziativa leggendo il seguente articolo scritto da Simonetta Pirredda qualche anno fa, archeologa e tutor del Master in design dell’offerta turistica dell’Università di Padova: https://www.blogdipadova.it/terme-da-2000-anni-aquae-patavinae-il-parco-archeologico-delle-terme-euganee/

I giardini del Montirone sono uno dei più punti più importanti dal punto di vista archeologico delle Terme Euganee, e anche storico, visto che comunque le sorgenti termali del Montirone sono state il luogo delle cura termali ad Abano fino ai primi anni del Novecento quando iniziarono ad aprire molti altri alberghi e stabilimenti termali grazie alle sorgenti artificiali.

In epoca antica sulla sommità del Colle Montirone sorgeva un tempietto dedicato al dio Aponus, divinità tutelare delle fonti termali, poi probabilmente e un “emporium” dove veniva venduti oggetti votivi e vasellame utilizzati nel culto di questa divinità, oggetti ritrovati in grande quantità durante alcune campagne di scavi. Pare che il culto di questa divinità, Aponus, da qui deriva il nome “Abano” venne fatta ricondurre successivamente al culto di Apollo. Sono diversi infatti i reperti e i ritrovamenti che lo testimoniano come la piccola ara votiva che, in età imperiale, lo schiavo Adeptus dedicò ad Apollo.
Sul Montirone furono ritrovate anche molte epigrafi funerarie del I secolo DC a testimonianza del fatto che la zona faceva parte di una necropoli che si estendeva fin all’area dell’Hotel Orologio (anche qui ritrovate nell’Ottocento almeno una trentina di tombe) ed oltre.

Stante a quanto scritto da Svetonio, pare che Tiberio prima di recarsi a guerreggiare in Illiria si recò davanti al tempio di Aponus per consultare l’oracolo di Gerione e, una volta ricevuto il responso positivo sull’esito della guerra, gettò dei dadi d’oro nella fonte di acqua termale.

Fu in quegli anni che l’antica Patavium ed i territori circostanti divennero un importante “municipium” romano e così che i nobili e le famiglie più facoltose, seguendo anche la moda in vigore nella “caput mundi” che era Roma, amassero trascorrere il tempo e rilassarsi alle Terme anche se alla sorgente termale del Montirone si recavano persone da tutto il territorio circostante ed oltre, non solo da Padova.

Alberto Botton

Condividi il post! ;)

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.