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Monumenti Salvalarte Padova. Scrigni d’arte e cultura visitabili grazie ai volontari

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monumenti Salvalarte Padova

Tra gli itinerari a Padova che un turista può seguire o semplicemente tra i luoghi di interesse per i turisti culturali in visita alla nostra città ci sono anche piccoli spazi, spesso sconosciuti agli stessi padovani: sono i monumenti Salvalarte Padova, aperti grazie all’impegno di un gruppo di volontari, quelli di Legambiente Salvalarte.

Il tema di questo post è quindi il circuito dei monumenti visitabili gratuitamente grazie ai volontari di Legambiente Salvalarte. Salvalarte è la campagna di Legambiente avviata nel 1999 e che si occupa della valorizzazione del patrimonio storico-artistico, in particolari dei beni culturali esclusi dagli itinerari turistici tradizionali e quindi poco conosciuti al grande pubblico, non per questo meno interessante e preziosi. Grazie all’impegno costante dei volontari, Salvalarte rende visitabili alcuni monumenti chiusi o abbandonati, che sono storia viva e reale delle nostre radici, cercando di divulgarne l’esistenza e rivalutarne le potenzialità.

Questo ormai storico progetto di volontariato culturale consente di visitare 4 luoghi di Padova, i monumenti Salvalarte Padova, per l’appunto.

Alcuni di questi sono davvero fondamentali nella storia della città e rappresentativi di questa, altri tanto straordinariamente belli quanto poco conosciuti.

Il circuito di questi beni culturali comprende la visita all’Oratorio S. Margherita e alla Scuola della Carità lungo via S. Francesco e le visite alla Torre dell’Orologio e alla Reggia Carrarese e comprenderebbe anche l’apertura del Ponte romano di S. Lorenzo, al momento chiuso ed in attesa di lavori di manutenzioni.

Monumenti Salvalarte Padova. Preziosi beni culturali che meritano di essere visitati

L’Oratorio di Santa Margherita

monumenti Salvalarte Padova
L’oratorio di Santa Margherita

Partendo dalla tomba di Antenore, il “mitico” fondatore e incamminandosi lungo via S. Francesco, la via cosiddetta dei “portici alti”, superati gli incroci con via Zabarella (a sx) e via del Santo (a dx), all’altezza del vicolo S. Margherita, di fronte a quello che era l’Ospedale Vecchio (oggi sede del MuSMe, museo della storia della medicina di Padova), c’è l’Oratorio di Santa Margherita, costruito sul luogo di antico oratorio da Tommaso Temenza che lo progettò nel 1748 con la sua facciata in pietra d’Istria nella sua struttura che richiama caratteri neoclassici. Tanto bianca la facciata, tanto colorato ed affrescato al suo interno con  le 16 rappresentazioni dei Putti alati disposti come le pagine di un libro.

La scuola della Carità

La scuola della Carità - monumenti Salvalarte Padova
La scuola della Carità

Tra i monumenti Salvalarte Padova, sempre lungo via S. Francesco, prima dell’incrocio con via S. Sofia (a sx), sotto i portici c’è l’ingresso della Scuola della Carità. Così come l’Oratorio di Santa Margherita è sorprendente come spalancando portoni mai aperti e rimasti chiusi per anni si possa ammirare davvero dei piccoli grandi tesori, degli scrigni d’arte! La Scuola della Carità era la sede della Confraternita della Carità, una delle più importanti ed antiche di Padova, che aveva il compito principale di amministrare lasciti e donazioni destinati al soccorso dei poveri ed infermi oltre che ad altre opere di carità per l’appunto. Salendo al piano superiore si accede alla Sala Capitolare, a pianta rettangolare che risale alla prima metà del Quattrocento. Il ciclo di affreschi risalente al 1579 è opera di Dario Varotari, pittore e architetto veronese padre del Padovanino è un ciclo di affreschi particolare poiché vi è rappresentata quasi esclusivamente la vita della Madonna con pochi accenni a Gesù. Qui saltuariamente si tengono concerti di musica classica o da camera.

La torre dell’Orologio e l’antico meccanismo di funzionamento

Il meccanismo dell'orologio di Piazza dei Signori
Il meccanismo dell’orologio di Piazza dei Signori

Nell’area in cui sorgeva la Reggia dei Carraresi è possibile visitare inoltre altri due monumenti Salvalarte Padova: la torre dell’orologio e la Loggia Carrarese, la residenza privata dei Signori di Padova laddove trova spazio l’Accademia Galileiana.
La facciata principale della Reggia dei Carraresi nel Trecento, età d’oro per Padova è rivolta sull’attuale Piazza Duomo ed era qui che trovava spazio la Torre dell’orologio creato da Jacopo Dondi detto poi  Giovanni Dondi dell’Orologio. La Serenissima, non appena sottomise i Carraresi cercò per prima cosa di cancellarne i simboli modificando spazi e strutture. Costruisce una nuova torre, l’attuale che si affaccia su Piazza dei Signori e reinstalla un nuovo orologio, copia fedele di quello antico costruito sui disegni del progetto originale, che segna le ore, i giorni, i mesi, le fasi lunari, il moto dei pianeti e lo zodiaco. Nel corso dei secoli il meccanismo dell’orologio ha subito rilevanti restauri e modifiche fino a consentirne ad oggi il funzionamento in automatico ma che hanno mantenuto la forma originale. Sarebbe tuttavia possibile tornare ad utilizzarlo come faceva il “tempratore”, così era chiamato l’addetto all’orologio che viveva fino a relativamente pochi anni fa (nel 1986) sulla Torre dell’Orologio, quasi un guardiano del “faro cittadino”, visto che continua ad essere un punto di riferimento per i padovani del terzo millennio. Ad oggi si può dire che quella di Padova sia la o una delle più antiche torri-orologio del mondo!

La Loggia Carrarese

Affreschi del Guariento nella Loggia Carrarese  - monumenti Salvalarte Padova
Affreschi del Guariento nella Loggia Carrarese

Uscendo dalla Torre dell’Orologio, da piazza Capitaniato si cammina dalla parte opposta rispetto all’accesso da Piazza dei Signori raggiungendo a sinistra l’incrocio con via dell’Accademia.

Camminando per poche decine di metri si trova sulla sinistra l’ingresso dell’Accademia Galileiana, quella che era la Loggia Carrarese, quella che era l’abitazione privata della Reggia dei Carraresi che si estendeva per uno spazio ben più vasto.

All’ingresso si nota subito una targa che ricorda come da lì partisse il “traghetto”, un passaggio pensile che collegava la reggia al Castello dei Carraresi permettendo una rapida via di fuga ai principi e alla corte in caso di pericolo.

La Reggia fu fatta erigere da Ubertino da Carrara nel 1338 (il cui sarcofago di marmo realizzato dallo scultore Andriolo de Santi si trova nella Chiesa degli Eremitani) e segna l’affermarsi della famiglia dei Da Carrara a Padova.

In gran parte distrutta dei Veneziani, l’unica parte rimasta intatta resta oggi la Loggia Carrarese, sede dell’Accademia Galileiana di Scienze, Lettere ed Arti che pure vanta una storia importante per Padova visto che è stata costituita nel 1599! La Loggia testimonia anche il legame della signoria carrarese con il Guariento, che ne divenne pittore di corte: tracce di questo intenso legame si possono trovare ancora oggi nella sala delle adunanze dove è visibile un ciclo di affreschi. Padova di diritto si può considerare città dell’affresco!

Per info su orari e giorni di visita dei monumenti Salvalarte Padova consultate il sito ufficiale: http://www.legambientepadova.it/salvalarte

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Alberto Botton

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Il Ponte San Lorenzo, ponte della Patavium romana – Salvalarte Padova

Il ponte romano di S. Lorenzo
Il ponte romano di S. Lorenzo

Uno dei luogo simbolo della Patavium Romana, il Ponte S. Lorenzo, a tre arcate edificate con blocchi di trachite euganea, lungo in origine circa 53 metri che passa su via S. Francesco attraverso la Riviera dei Ponti Romani a partire dalla Tomba di Antenore è ora nascosto e visibile in parte solo grazie ad una vetrata posta all’altezza dell’attuale livello stradale dopo che con l’interramento del Naviglio nel 1959 è la successiva chiusura del sottopassaggio non è più apprezzabile nella sua interezza. Questo ponte che nell’antichità permetteva di attraversare il Medoacus, il Brenta che passava in città e doveva avere una certa portata d’acqua, lungo le cui anse era stata fondata la città.

Le visite al Ponte S. Lorenzo sono sospese per ragioni di sicurezza. Vi aggiornerò qualora riprendessero le visite.

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