Arquà Petrarca: cosa vedere nel borgo medievale dei Colli Euganei !

Inserito nel dolce paesaggio collinare degli Euganei, Arquà Petrarca è un delizioso borgo medievale che prende il nome dal “sommo poeta” Francesco Petrarca che qui scelse di trascorrere gli ultimi anni della sua vita e di morire nel 1374. Uno dei borghi più belli d’Italia


Se ti stai chiedendo cosa vedere ad Arquà Petrarca, questo affascinante borgo immerso nei Colli Euganei è una destinazione imperdibile per gli amanti della storia e della bellezza paesaggistica. Conosciuto per essere l’ultima dimora del poeta Francesco Petrarca, Arquà Petrarca conserva un’atmosfera medievale unica, tra vicoli acciottolati, antiche chiese e scorci panoramici mozzafiato. In questa guida scoprirai le attrazioni più suggestive di Arquà Petrarca, dalla Casa del Petrarca alle fontane storiche, senza dimenticare le esperienze enogastronomiche tipiche. Tra queste la famosa giuggiola, il vino e l’olio extravergine di oliva dei Colli Euganei è una creazione recente: lo spritz euganeo.

Questo borgo medievale è senz’altro tra i luoghi più interessanti da suggerire a chi cerca informazioni su cosa vedere a Padova e provincia.

Arquà Petrarca è inserita nel club de “I borghi più belli d’Italia” e nel 2017 si è aggiudicato il 2° posto nella speciale concorso “Borgo dei borghi” della trasmissione  Kilimangiaro.

Per iniziare questo lungo ed approfondito articolo segnalo un bel video a chi non avesse tempo e voglia di leggere tutto il mio articolo. Ma fatelo, suvvià, consultate l’indice e scegliete la parte che più vi interessa, al limite. Il video qui sotto è stato realizzato dal Canale YouTube di Vittoria Tomasi, giornalista, conduttrice televisiva, scrittrice, ma soprattutto viaggiatrice amante dell’avventura. Nel suo Blog ‘Una penna in valigia‘ troverai tante ispirazioni per viaggi di coppia dedicati a chi in vacanza non riesce a stare mai fermo.

Il borgo di Arquà Petrarca

Arquà Petrarca è un piccolo e delizioso borgo medievale di circa 1874 abitanti (fonte wikipedia). Sorge sulle pendici del Monte Piccolo e del Monte Ventolone nel complesso all’interno del Parco regionale dei Colli Euganei, territorio riconosciuto riserva MAB dall’Unesco.

I bei palazzi medievali, con i loro giardini ed orti, affacciati sul saliscendi di stradine dalle quali ammirare il paesaggio euganeo. E ancora i luoghi del poeta, come la tomba e la casa del Petrarca, l’antica Loggia dei Vicari, i sentieri dei Colli Euganei che conducono alle aziende agricole, alle cantine, ai frantoi fino a raggiungere luoghi panoramici di grande bellezza paesaggistica come il Pianoro del Mottolone e poi ristoranti ed enoteche dove pranzare/cenare con i prodotti tipici dei Colli Euganei.

Personalmente ho visitato il borgo più volte anche in gita, da studente delle scuole elementari e medie, e con i miei genitori genitori. Da adulto, ebbi modo di visitare Arquà Petrarca per conto mio in modo approfondito per scrivere questo articolo.

Lo dice il nome stesso, a questo piccolo ed armonioso borgo, non a caso soprannominato “Borgo del Poeta”, è associata la figura del sommo poeta Francesco Petrarca che qui ha vissuto gli ultimi anni della sua vita e che qui è morto il 19 luglio 1374.

Storia del borgo

Arquà Petrarca è un borgo medievale le cui origini sono molto antiche. Nelle vicinanze e nel territorio del comune c’è il laghetto della Costa. Si tratta di uno dei siti palafitticoli del Nord Italia che, dal 2011, rientra nella lista dei luoghi patrimonio dell’umanità Unesco. Ai tempi dell’età del bronzo lungo le sponde di questo laghetto sorgeva un villaggio di palafitte. Successivamente la zona fu abitata dal popolo degli Eneti prima di essere annessa con la dominazione romana alla X Regio Venetia et Histria.

Il nome del paese deriva dal latino Arquatum o Arquata, modificata durante la dominazione veneziana in Arquada e poi Arqua. Fu solo con l’annessione del Veneto al Regno d’Italia nel 1868 che il borgo assunse il nome di Arquà Petrarca. L’intento era chiaramente quello di omaggiare il sommo poeta che qui visse gli ultimi anni della sua vita.

Il borgo iniziò a sorgere in epoca medievale su una probabile linea difensiva anti-barbarica. Questa linea collegava alla Rocca di Monselice, centro amministrativo longobardo e alla Valle San Giorgio, anche Cinto Euganeo e la pianura verso Vicenza ad ovest dei Colli.

Il villaggio originario fu fondato a partire dalla realizzazione di un castello (castrum)  da un certo Rodolfo Normanno. Questo risulta da un documento del 985 D.C di cui oggi non rimangono tracce. Pare venne costruito sulla parte alta dell’attuale borgo denominata Monte Castello. A partire da questa fortificazione si sviluppò l’intero borgo con gli edifici a mezza costa della collina. Possiamo infatti distinguere una Arquà Petrarca bassa ed un Arquà Petrarca alta raggiungibile con una facile passeggiata per tutti lungo le caratteristiche vie del borgo.

Nel 1213 Arquà passò dal dominio degli Estensi al comune di Padova, città nel trecento dominata dalla Signoria dei Carraresi. Fu nel 1322 durante gli scontri tra padovani e scaligeri che il castello fu incendiato e distrutto.

Assieme a quella di Teolo, quella di Arquà era una delle vicarie, amministrazioni periferiche, più importanti della provincia di Padova e dei Colli Euganei. Il ruolo le fu assegnato da Ubertino da Carrara. Il vicario di Arquà controllava un territorio che comprendeva ben 15 villaggi fino a Lozzo Atestino e fino ai confini con Vicenza. Il vicario veniva nominato dalle più importanti famiglie nobili di Padova e risiedeva nel palazzo che poi divenne Oratorio di S.S. Trinità, adiacente alla loggia. Un “vicariato” quello di Arquà Petrarca decisamente importante per la Signoria dei Carraresi. Così risulta dagli scritti di Galeazzo De Gatari, storico ufficiale dei Carraresi. Secondo costui questa circoscrizione poteva mettere a disposizione della Signoria  un migliaio di fanti e 200 soldati a cavallo!

Successivamente il borgo nei secoli non si ampliò di molto e l’impianto urbanistico rimase quello originale. L’unica eccezione fu quella di alcune dimore realizzate da nobili famiglie aristocratiche padovane e veneziane (Contarini, i Pisani, i Capodivacca e gli Zabarella) affascinate da mode petrarchesche. Ancora oggi si possono vedere le loro splendide dimore gotiche.

Durante l’epoca della Serenissima Repubblica di Venezia Arquà rimase un borgo di riferimento per i Colli Euganei.

Arquà Petrarca il borgo del poeta che si innamorò di Laura e dei Colli Euganei

Fu nel 1364 che Francesco Petrarca visitò per la prima volta Arquà quando era ad Abano per le cure termali prescrittogli per combattere la scabbia. Anche per un sommo poeta passano gli anni e con questi i malanni e problemi di saluti si fanno sempre più frequenti così l’amico Francesco il Vecchio da Carrara, signore di Padova, gli regala un appezzamento proprio ad Arquà dove si trasferisce nel 1370 dopo aver restaurato la casa preesistente dove visse per 4 anni.

«Vasti boschi di castagni, noci, faggi, frassini, roveri coprivano i pendii di Arquà, ma erano soprattutto la vite, l’olivo e il mandorlo che contribuivano a creare il suggestivo e tipico paesaggio arquatense» così Francesco Petrarca descriveva Arquà.

Francesco Petrarca morì tra il 19 ed il 20 luglio 1374, ed i funerali furono davvero sontuosi. Il delizioso borgo tra i Colli Euganei iniziò subito dopo a diventare meta di pellegrinaggio da parte di letterati da tutta Europa. Prese cosi il via una sorta di turismo letterario ante litteram che attrasse qui scrittori e poeti di fama internazionale. Tra questi Shelley, il Foscolo, Guinizelli, Ruzante fino a D’Annunzio, Zanzotto e molti altri.

Non a caso quindi, anche se di recente, è nato il Parco letterario dei Colli Euganei “Francesco Petrarca”. Ad Arquà Petrarca prima di giungere nel borgo alto è visibile la targa dedicata a Gabriele D’Annunzio. La targa riporta un brano da “Il fuoco” in cui il poeta vate parla proprio di Arquà.

Cosa vedere ad Arquà Petrarca, il borgo del poeta

Addentriamoci dunque tra le vie del centro storico e vediamo assieme cosa vedere ad Arquà Petrarca.

  • Salendo a piedi lungo via Fontana tra antichi edifici e bei palazzi di pietra si notano i lavatoi di pietra e poi la fontana del Petrarca prima di giungere sul sagrato della chiesa parrocchiale di Santa Maria (in un atto del 1026 citata come pieve).
  • La Chiesa di Santa Maria è da vedere per gli affreschi di scuola veneto-bizantina e la pala di Palma il Giovane “L’ascensione” ed il Polittico del Trecento) nel quale si nota la tomba del Petrarca realizzata sei anni dopo la morte del poeta utilizzando il pregiato marmo rosso di Verona. L’autore della tomba del Petrarca fu il genero Francescuolo da Borsano su modello della tomba di Antenore a Padova.
  • L’imponente palazzo gotico che si vede giungendo al sagrato della chiesa è il quattrocentesco Palazzo Contarini, la famosa famiglia patrizia veneziana. Di fronte invece c’è la trecentesca Casa Strozzi, sede di mostre e di eventi culturali.
  • Da qui si inizia a salire verso la parte alta di Arquà Petrarca.  Seguendo via Jacopo da Arquà un’affresco sbiadito ci segnala l’Ospitale della Madonna, costruito nel 1320 per ospitare mendicanti e viaggiatori. Guardandoci attorno non possiamo non ammirare alcune splendide case con i loro broli e giardini. Questi vennero realizzati dalle famiglie nobili padovane e veneziane tra XIII e XVI secolo.
  • Anche opere di Street Art! Girando per le vie del borgo di Arquà vedrete anche un paio di lavori di street art: sono le opere di Alessio-B, noto street artist padovano.
  • La salita che prosegue per poche decine di metri ci conduce nel nucleo “più alto” di Arquà Petrarca che ci accoglie con le arcate della Loggia dei Vicari. Dalla piazzetta di San Marco si nota il complesso architettonico formato dalla Loggia dei Vicari con l’attigua casa dei Vicari e l’Oratorio della S.S. Trinità. La Loggia dei Vicari con la vicina Casa (ora adibita a bar) fu edificata nel XIII secolo. Per secoli fu la sede dell’amministrazione locale fin da quando vi si riunivano in assemblea i capofamiglia. Il Consiglio era presieduto dal “Vicario”, funzionario alle dipendenze dei signori di Padova.
  • Proseguendo sulla stradina che lambisce la loggia dei Vicari e S. S. Trinità si sale sul piccolo promontorio del Monte Castello dove era situato il castello. Potete salire per godervi una bella vista sul borgo e sulle colline circostanti. Scendendo e prima di raggiungere di nuovo l’Oratorio vi propongo una sosta.
  • Lasciando Arquà Petrarca sulla strada verso Battaglia Terme troverete sulla destra il laghetto della Costa. Dal 2012 questo piccolo specchio d’acqua rientra nella lista dei siti patrimonio dell’umanità perché sulle sue rive furono ritrovati reperti e tracce di un villaggio di palafitte di una comunità che li visse tra il 2800 ed il 1500 A.C.

Sosta & shopping

Sulla destra troverete l’Enoteca di Arquà dove potrete ristorarvi dal vostro giro nel borgo. Con la bella stagione particolarmente piacevole è sedersi nella piccola terrazza interna. In questo locale potrete gustare salumi e formaggi di produzione locale, accompagnandoli ai vini della zona. In particolare da provare è lo spritz euganeo, versione di Arquà Petrarca dell’aperitivo veneto per eccellenza. Lo Spritz euganeo è fatto con vino dolce il Fior d’Arancio DOCG, un alcolico “segreto” all’arancia ed una giuggiola. La giuggiola, prodotto bandiera di Arquà, è infilzata su uno stecco al posto dell’oliva.

In giro per il borgo di Arquà Petrarca avrete inoltre notato i molti negozietti di artigianato e di prodotti tipici. Tra questi alcuni negozi sono quelli di aziende aderenti alla Strada del vino dei Colli Euganei contrassegnati con cartelli che lo specificano. Tra questi segnalo l’azienda Scarpon presso la quale potrete acquistare prodotti tipici del territorio. Famoso in particolare il loro liquore “Brodo di giuggiole”o altri liquori a base di erbe come il superbo Estregone.

Arquà Petrarca Casa del Petrarca , la casa-museo del sommo poeta

“Per non allontanarmi troppo dalla mia chiesa, qui fra i colli Euganei, a non più di dieci miglia da Padova, mi sono costruito una casa piccola ma deliziosa, cinta da un oliveto e da una vigna, che danno quanto basta ad una famiglia numerosa, ma modesta. E qui, benché ammalato, vivo pienamente tranquillo, lontano da ogni confusione, ansia e preoccupazione, passando il mio tempo a leggere e a scrivere” (Francesco Petrarca )

Da non perdere ad Arquà Petrarca è ovviamente la visita alla casa del Petrarca.

Dopo la morte del poeta nel 1374 la proprietà passo di mano in mano per secoli. Inizialmente la casa fu ereditata dall’amato genero Francescuolo da Borsano o Brossano. Dopo di costui la casa passò a varie famiglie veneziane fino al 1875 . In quell’anno il Cardinale Silvestri donò la casa del Petrarca al comune di Padova. Nell’atto di cessione fu inserita la clausola di non cedere a nessuno l’abitazione per abitarci.  

Già a metà Cinquecento il proprietario del tempo, Paolo , apportò all’edificio importanti modifiche. Tra queste la loggetta e le scale esterne e la disposizione degli spazi interni per allestire una casa-museo. Gli interni furono decorati con affreschi raffiguranti la vita del Petrarca e scene ispirate ad alcune sue opere.

“Se solo potessi mostrarti il secondo Elicona che per te e per le Muse ho allestito nei Colli Euganei! Penso proprio che di lì non vorresti mai più andartene” – Francesco Petrarca

La casa del Petrarca fu meta di pellegrinaggi già nel tardo medioevo per via del diffondersi di una moda petrarchesca. Questa “fissa” per il Petrarca, contagiò letterati e poeti, una moda, il “petrarchismo”, diffusa anche ad inizio Cinquecento. All’epoca importante fu l’opera del cardinale e letterato Pietro Bembo. Nella figura del Petrarca, il Bembo vedeva la perfezione della letteratura italiana per la poesia, mentre per la prosa aveva indicato il Boccaccio.

Nella casa museo si può vedere lo studiolo dove il Petrarca scriveva, la sua sedia, una libreria. Nelle varie stanze si possono trovare totem informativi sulla vita del Petrarca così come una sala video. Curiosa anche la presenza della gatta imbalsamata del Petrarca, sarà veramente la gatta del poeta? Mah…

I visitatori possono lasciare la loro firma o scrivere una poesia sul nuovo “libro degli ospiti” realizzato dal Laboratorio di restauro del libro antico dell’Abbazia di Praglia, in collaborazione con il Parco letterario Francesco Petrarca dei Colli Euganei. Il libro degli ospiti ripristina un’antica tradizione secolare che ha registrato la visita alla casa del Petrarca.

Per info sugli orari delle visite visitate la pagina sul sito di Padova Cultura: http://m.padovacultura.padovanet.it/it/musei/casa-del-petrarca

La festa delle giuggiole e le altre feste del gusto

Il blog ha una categoria di articoli dedicati a “sagre, fiere e feste del gusto” per parlare di manifestazioni popolari legate ai prodotti tipici. Vengono organizzate per fare comunità ma anche con l’obiettivo di valorizzare questi prodotti come espressione dell’economia locale ma anche come elemento identitario.

Il prodotto tipico ed in cui si riconosce il borgo di Arquà Petrarca è indubbiamente la giuggiola. Famosa e conosciuta è l’espressione “Andare in brodo di giuggiole”, meno il frutto  in sé. La giuggiola è un frutto originario della Siria ed importato in Italia dagli antichi romani.
Piuttosto rara in altre zone d’Italia la pianta del giuggiolo ha trovato proprio in quest’area dei Colli Euganei, sui declivi delle colline di Arquà Petrarca l’ambiente perfetto per la sua crescita e questo grazie al terreno calcareo e al microclima dei Colli Euganei.
Le giuggiole dei Colli Euganei anzi la giuggiola di Arquà Petrarca rientra nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

Si tratta di un frutto dolciastro che si può sgranocchiare da solo o utilizzare per confetture, marmellate, decotti e per distillati tra cui il famoso “brodo di giuggiole” ispirato al detto “andare in brodo di giuggiole” in riferimento ad uno stato di estasi.

E’ online sul blog un approfondimento dedicato alle giuggiole dei Colli Euganei, inserito nella categoria relativa ai “prodotti tipici” di Padova e provincia.

Ogni anno nella prima e seconda domenica del mese di ottobre si svolge la festa delle giuggiole, frequentata ogni anno da migliaia di persone che invadono pacificamente Arquà Petrarca per vivere la sua atmosfere medievale ed assaggiare tutti i prodotti a base di giuggiola.

Rimanendo in ambito di feste del gusto della provincia di Padova, ad Arquà è in programma anche un’altra manifestazione. Importante per il territorio dei Colli Euganei è anche la festa dell’olio novello di Arquà Petrarca: leggi il post su questa festa: https://www.blogdipadova.it/festa-dellolio-novello-arqua-petrarca-colli-euganei/

Nel corso dell’anno non mancano inoltre iniziative dedicate anche al mondo del vino, il vino dei Colli Euganei ovviamente.

Spero questo post possa essere utile per prendere nota cosa vedere ad Arquà Petrarca in occasione di una prossima visita. E voi ci siete stati ad Arquà? Inutile dire che considero la visita ad Arquà Petrarca un must per chi da turista viene a visitare il nostro territorio le varie feste del gusto un’ottima opportunità per visitarla in un contesto di maggiore animazione nei vari periodi dell’anno!

Alberto Botton

2 Commenti

  1. Peccato per i locali chiusi. Probabilmente, passato il ponte del 25 aprile la maggioranza avrà pensato di riaprire per il weekend.
    Mi fa piacere le sia piaciuto il borgo.
    Cordiali saluti

  2. Un borgo meraviglioso. Suggestivo. Peccato che i locali erano tutti chiusi. Ieri.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Alberto Botton
Alberto Bottonhttps://www.blogdipadova.it/
Insegnante di accoglienza turistica e geografia, appassionato di territorio, scrivo su Padova e provincia sul web da oltre 15 anni. Mi piacciono i podcast e la birra artigianale.

Il Blog sui social

16,454FansMi piace
18,697FollowerSegui

Gli ultimi articoli

TAGS