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Al museo della navigazione fluviale di Battaglia Terme rivive l’epoca dei barcari

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Museo della navigazione fluviale di Battaglia Terme

Recentemente sono tornato a far visita al Museo della Navigazione fluviale di Battaglia Terme, un luogo che già mi aveva affascinato in occasione della prima volta, ormai diverso tempo fa, e che è tra quelli da vedere a Padova e provincia.

Ho inserito questo bel piccolo museo nella rubrica dedicata ai Monumenti e Musei di Padova e provincia. Ci troviamo a Battaglia Terme, comune inserito all’interno del Parco Colli Euganei e parte del territorio anche delle Terme Euganee.

A differenza di quanto potrebbe sembrare, il Museo della navigazione non è affatto esclusivamente un piccolo museo di interesse locale. Nel suo genere, infatti, è una piccola perla, unica in Italia ed apprezzata a livello europeo, in primis dai visitatori, italiani e stranieri che sono stati a vederlo ma anche dagli appassionati del settore e dai musei suoi simili.

Innanzitutto, Battaglia Terme, all’interno di una provincia e di un territorio ampio come tutta la Pianura Padana, in cui le vie fluviali sono state fino agli anni Sessanta le vere autostrade lungo le quali scorreva il traffico delle merci ma anche delle persone, aveva un ruolo importante. La trachite, servita per lastricare piazze della Repubblica Serenissima tra cui piazza S. Marco, veniva ricavata dalle cavi dei Colli Euganei e trasportata tramite grandi barconi, burci, lunghi anche oltre 30 metri,. Prima della diffusione del trasporto merci ferroviario e poi di quello su gomma la merce viaggiava grazie alla navigazione fluviale tramite i burci e a Battaglia si contavano più barcari e burci che contadini, poi pian piano è un mestiere che andato sparendo.

A Battaglia c’è una conca di navigazione molto bella e funzionale/funzionante, inaugurata il giugno 1923 da Benito Mussolini in persona e che permette di far passare le imbarcazioni dal Canale Battaglia, canale pensile, all’alveo del canale Rialto che porta verso la laguna e che si trova sette metri e mezzo più in basso. Senza questa opera idraulica e con le acque in discesa le barche si sarebbero trovate in una sorta di torrente impetuoso difficilmente navigabile. Non a caso questo dislivello servì in passato per dare vita ad una delle prime centrali idroelettri che serviva diversi comuni della zona fino a Monselice così come per alimentare altre macchine utili all’attività della zona tra cui mulini, un maglio, etc etc.

Tutto, questo mondo, quello dei barcari, una professione dura e faticosa ma che per far la quale si imparavano altre decine di lavori è raccolto in questo meraviglioso museo sognato, pensato, ideato e realizzato da colui il quale, in paese, era noto come “l’ultimo dei barcari”, vale a dire Riccardo Cappellozza, classe 1931, mancato recentemente nel gennaio 2020.

Lo ricordo in occasione della mia visita al Museo quando, senza falsa modestia, e con orgoglio ci raccontò del gemellaggio ufficiale con il “Canal Museum”di Stoke Bruerne in Inghilterra e della lettera ricevuta per l’occasione dal Principe Carlo, così come del Premio “Padovano eccellente” conferitogli nel 2008 o del titolo di “Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica” onorificenza conferitagli dal Presidente della Repubblica Napolitano, o del Premio Internazionale Civiltà dell’acqua.

Qualche anno fa uscì un libro con questo titolo “L’ultimo dei barcari” di Cappellozza e del giornalista Francesco Jori. Oggi sono purtroppo sempre più d’attualità, notizie legate ad esondazioni dei fiumi mentre un tempo se ne aveva cura.

Riccardo Cappellozza è stato l’ultimo custode di questa civiltà che sapeva convivere con la natura rispettandone le regole ed io ho avuto la fortuna di visitare questo museo guidato direttamente da lui ed ascoltandone il racconto dalla sua viva voce.

Il Museo della Navigazione è un vero e proprio strumento di “storytelling”, come si usa dire oggi ed attraverso i moltissimi reperti guida il visitatore in un racconto, quello dell’epoca dei barcari. Al Museo vedrete fotografie d’epoca, anche una piccola biblioteca con materiale documentaristico sulla navigazione fluviale in Europa, modellini in legno delle barche utilizzate sui nostri fiumi e canali, plastici che mostrano gli scenari davanti ai quali il barcaioli potevano trovarsi tipo ponti di barche, conche di navigazioni etc etc.

Quando si entra al Museo della navigazione fluviale Battaglia Terme l’impressione l’impressione è che ci vorrebbe mezza giornata per osservare tutto bene vista la mole di materiale.
Pezzi di imbarcazioni, vele, funi, timoni, carrucole, oggetti di uso quotidiano, vecchie pentole che i barcari usavano per fare la polenta visto che potevano star fuori casa per lavoro anche dei mesi vista la distanza, a volte da percorrere, e la lentezza del movimento delle barche, a volte spinte con lunghissime pertiche, a volte con le vele, nei tempi più moderni trainate da cavalli. Tutto questo materiale, allestito proprio dal signor Cappellozza che, architetto non era ne esperto di allestimenti museali, rende però questo spazio accogliente, genuino, vero ed ogni singolo pezzo pare riprendere vita quando il signor Cappellozza ne parla e ricorda i tempi in cui fin da ragazzino aveva iniziato a fare questo mestiere assieme al padre e che partì per un viaggio lungo mesi tornandone uomo, irriconoscibile dalla stessa madre.

Il Museo della navigazione fluviale Battaglia Terme, un luogo assolutamente da visitare! Per info su giorni di visita, prezzi e su questo museo vi invito a visitare il sito web ufficiale: https://museonavigazione.eu/

Alberto Botton

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Museo della navigazione fluviale di Battaglia Terme - Padova
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Museo della navigazione fluviale di Battaglia Terme - Padova
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Tra i luoghi da vedere a Padova e visitare consigliamo anche il Museo della Navigazione Fluviale, un viaggio nella memoria dell' antico mestiere del barcaro
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Blog di Padova