Home Blog in progress Oltre 10 anni di Blog di Padova. Un’esperienza “a fasi”

Oltre 10 anni di Blog di Padova. Un’esperienza “a fasi”

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Gli effetti del Covid 19 si fanno sentire anche per chi cura un blog e quindi, quale migliore occasione per prendere in rassegna l’esperienza fatta e ragionare poi sul futuro.


Per la categoria “Blog in progress” ho pensato oggi di ripercorrere sommariamente la storia del Blog di Padova, una storia iniziata nel lontano giugno 2009, per cercare di cogliere le fasi di questo percorso.
Il Blog di Padova non è nato con un progetto studiato nei minimi particolari ma è tutt’ora un “work in progress” questo perché quando ho iniziato di blog, di scrittura online, di social network non ne sapevo assolutamente niente.

Quando ho iniziato, piuttosto casualmente come leggerete tra poco, la maggioranza dei blog erano ancora diari personali, facebook iniziava a diffondersi mentre Instagram ed il boom dei social network doveva ancora esplodere: i più “nerd”, oltre a frequentare i forum di settore, si dilettavano con MySpace prima e Friendfeed poi. A Padova, prima di facebook, era molto partecipato il bellissimo Spritz.it!

Personalmente avevo deciso di sperimentare per capire cosa fossero i blog ed avevo aperto per prova un blog di quelli predefiniti e gratuiti su wordpress pensando di parlare di vari temi, in particolare turismo e promozione territoriali visto che avevo appena conseguito un master su questi argomenti. Il blog è stato notato ed è così che ho ricevuto la proposta di entrare a far parte di Virgilio Città, un network di 15 blog su 15 città italiane curati da altrettanti blog locali, il tutto sul portare di Virgilio.it: ha così inizio il Blog di Padova.

E’ difficile fare un riassunto di oltre 10 ed intensi anni di blogging a Padova ma ci provo. Mi rendo conto, è un post molto lungo, ma cliccando sulle voci del seguente sommario, potete agevolmente passare nella parte che più vi interessa, ammesso che ci sia.

Gli inizi. Local blogger di Padova sul progetto nazionale Virgilio città

Correva l’anno 2009, avevo da poco conseguito un Master in Governance delle Risorse turistiche territoriali all’Università di Padova dopo averne conseguito un altro in precedenza in Marketing territoriale-Sviluppo locale alla Cattolica di Milano, sede di Piacenza. Continuavo a lavorare, come sempre del resto dai 20 anni, un lavoro manuale e fisico ma che mi dava e mi da uno stipendio a fine mese, non sono mai stato “choosy” e non so se ho fatto bene o male.
In occasione di un colloquio per uno stage, un paio d’anni prima, un dirigente di una nota associazione di categoria mi disse “Ma hai già un lavoro a tempo indeterminato, con un master in marketing territoriale non ti procuri di vivere”….detto da chi, per mestiere di questo si occupava. Insomma, questo è stato uno dei pochissimi colloqui ottenuti inviando curriculum vitae cartacei…
Così ho pensato che magari, facendomi conoscere sul web, avrei avuto più chance…
E così ho accettato con entusiasmo questa proposta giunta da Tiziana Ferrando e Massimo Dalmazzi di Bitness srl, curatori del progetto Virgilio città, rete di blog italiani. Ho pensato potesse essere un’opportunità per addentrarmi nel mondo del web e soprattutto per poter comunicare quella che era la mia passione e cioè la valorizzazione del mio territorio.

Per 3 anni abbondanti ogni lunedì, mercoledì, venerdì mattina alle ore 08,30 pubblicavo un nuovo post, indubbiamente una grande palestra di scrittura e, pian piano, anche una crescente visibilità di questo progetto in città. Iniziavo ad essere invitato a conferenze stampa di presentazione di eventi ed iniziative, ricevevo mail da parte di agenzia stampa e per me era una bella soddisfazione mischiarmi con giornalisti professionisti e dare un contributo a far conoscere gli appuntamenti più interessanti.

Tuttavia su Virgilio.it mi “limitavo” a scrivere. E vi chiederete “che altro fa un blogger?”…eh già al tempo ed oggi più che mai le attività collegate ad un blog sono molte. Al tempo non ero amministratore della piattaforma, gestita in modo centralizzato dai tecnici di Virgilio.it, io semplicemente scrivevo, caricavo le foto e pubblicavo.

Dopo qualche mese, in accordo con gli altri blogger del progetto, abbiamo pensato di aprirci anche le nostre pagine facebook con l’obiettivo di divulgare anche su facebook i nostri post e sfruttare così il successo di questo social network. La scelta del nome cadde su “Blog di Padova”, che assieme al “Blog di Venezia”, “…di Parma”, “…di Bari”, “…di Salerno e via via gli altri facevano parte del progetto.

Dopo 3 anni Virgilio decise di chiudere il progetto ma, visto che mi andava di continuare, assieme e grazie anche a Giuseppe Bettiol, addetto stampa, e Silvia Tiberto, comunicatrice enogastronomica, si è pensato di dare vita al nuovo blog indipendente.

Su blogdipadova.it le prime sperimentazioni. Blog collettivo o individuale?

In tre anni di blogging a Padova su Virgilio.it l’interesse attorno al Blog di Padova era crescente e già iniziavo a cogliere le potenzialità di questo strumento. In primis, la forza del blogging sono le relazioni. Comunicare è fondamentalmente entrare in relazione con altre persone ma anche con interessi e varie realtà, nel caso di un blog locale, del territorio.

Quando assieme a Giuseppe Bettiol e Silvia Tiberto abbiamo creato nel 2012 il sito blogdipadova.it per me era come un nuovo inizio: non avevo mai visto “il dietro le quinte” di un blog, la bacheca con tutte le varie funzionalità ed il pannello di controllo. Tuttavia, inizialmente l’interesse era ancora rivolto in modo quasi esclusivo al contenuto e quindi ai post dedicati ai beni culturali della città, alla promozione degli eventi più interessanti e alle prime rubriche come “Personaggi illustri“, “Le strade di Padova“, “Padova popolare” e qualche altra.

Comunicare significa entrare in relazione e quindi, sebbene il mio principale interesse fosse, ed è, la promozione turistica e territoriale in una città come Padova non potevo non entrare in relazione con i vari “mondi” di questa città. Padova non è un piccolo borgo medievale che vive di turismo ma è animato da moltissime forze ed energie, tra queste quelle del volontariato e del sociale. Tra le crescenti richieste di comunicare eventi e campagne sociali ma comunque mosso da passione e forza di volontà ho passato giorni e giorni per anni davanti al computer.
Ah preciso…il tutto a gratis perché se i giornalisti che incontravo nelle conferenze stampa venivano, giustamente, pagati dai rispettivi giornali, io non avevo e non ho nessuno che ricompensa i miei sforzi. E perchè lo fai? “non te l’ha ordinato il medico” direte voi…
La risposta è duplice: da una parte la passione per quello che avevo studiato e che cercavo di esprimere anche sul blog, prendeva la forma di un senso di “missione” più che di un semplice passatempo, dall’altra, visto il crescente successo del mondo social e del web 3.0 speravo di ritagliarmi opportunità lavorative.

Ecco quindi che per far crescere il Blog di Padova avevo pensato e provato a farlo diventare un blog collettivo costruendo una squadra di persone competenti su determinate tematiche. L’idea è andata avanti per un po’, è stato entusiasmante e divertente ma ad un certo punto il Blog di Padova è tornato ad essere un Blog individuale per quanto riguarda la pubblicazione di contenuti supportato sul piano tecnico da Lisa Zattarin, disponibile a modificare ed aggiornare il template o l’impaginazione e a portare pazienza per la mia puntigliosità.

I social network per la promozione del territorio. La stagione degli Instagramers , delle “invasioni digitali” ed il Blog “fuori dal blog”

Ormai il Blog di Padova ero io e io ero il Blog di Padova! Che pesantezza direte voi ma a me veniva naturale e non mi pesava dedicare tempo ed impegno a questo progetto, proprio perché per me ha sempre rappresentato lo “sfogo” creativo rispetto al mio lavoro principale, lavoro fisico e manuale e poi perché, dietro al blog, iniziavo ad intravedere, o forse ci speravo e mi volevo illudere, che potesse diventare un secondo lavoro. E, oggi, devo dire che ci sono in parte riuscito visto che qualche collaborazione ed opportunità per integrare lo stipendio me la sono costruita.

In quegli anni il successo dei social network, di facebook, ma anche di Instagram e più in generale di tutte le nuove tecnologie digitali hanno fatto crescere e sviluppare la consapevolezza che questi strumenti potessero essere anche utili, oltre che una modalità di socializzazione e di intrattenimento. E’ in quei tempi che emergono sempre più forti le potenzialità del digitale anche per il settore turistico e dei viaggi, oltre che per quello culturale.

In questa fase, credo di aver fatto per la prima volta quel passo in più rispetto alla semplice scrittura sul blog che ricordo con piacere come una gran bella soddisfazione.

Dopo essere entrato a far parte del team di IgersPadova, la community locale di appassionati di Instagram, ho infatti iniziato a coinvolgere altri blogger ed appassionati di fotografia, oltre ad esponenti di associazioni culturali cittadine e a proporre loro di ideare qualche iniziativa che vedevo fare anche in altre città d’Italia come le InstaWalk, camminate fotografiche a tema o contest fotografici. Tra queste iniziative su una mia idea provammo a seguire i festeggiamenti della goliardia per la festa delle matricole, facemmo una diretta social della mostra e della lectio di Renzo Piano a Padova ed altre ancora e fu così che iniziai a pensare di proporre un’iniziativa che, nei due anni precedenti aveva avuto un grande successo “Invasioni digitali“. Si tratta di un evento organizzato localmente, di una visita ad un luogo di interesse culturale “raccontato” con video, foto, pensieri sui social con l’obiettivo di farlo conoscere sul piano nazionale ma anche e soprattutto per stimolare i partecipanti ad utilizzare i loro smartphone anche per far conoscere ed apprezzare tali beni culturali alla propria cerchia di contatti.

Insomma, ad un certo punto, grazie all’intervento di Mariaclaudia Crivellaro, guida turistica al tempo impiegata nell’Agenzia turistica di Padova e provincia, che notò questo fermento iniziò di fatto quella che io chiamo la stagione delle “invasioni digitali” . Per qualche anno di fila, in primavera organizzammo visite a beni culturali e luoghi poco frequentati con l’intento di farli conoscere tramite l’attività sui social network e di trascorrere qualche ora in compagnia immersi da storia, arte, bellezza. Tra queste organizzammo la prima invasione digitale padovana ai Musei Civici e poi alla scoperta di Mura e bastioni, al nuovo Orto Botanico, agli scavi romani di Montegrotto, alla Rocca di Monselice. Fu un successo clamoroso!

La chiamo “stagione” delle Invasioni digitali perché come ogni stagione è passata, forse un po’ perché ormai, sicuramente anche grazie alle migliaia di “invasioni digitali” in tutta Italia, è diventato assolutamente normale ed accettato fare fotografie nei musei per poterle condividere sui social network (salvo in rari casi) e quindi non è più una novità. Quello però che ha mostrato quell’esperienza è come si potrebbe e si dovrebbe coinvolgere la cittadinanza in progetti di empowerment in grado di apportar benefici a tutto il territorio.

Con qualche persona del team che si era venuto a creare avevo proposto un’iniziativa, “PadovaSocial”, ispirato da iniziative simili a Trieste (http://www.triestesocial.it/) e in Maremma (https://www.maremmans.it/), ma l’idea non si concretizzò.
Si è dispersa una rete di persone e realtà associative che assieme avrebbero potuto creare un impatto importante ma evidentemente sono mancati alcuni elementi perché si potessero concretizzare queste idee, non ultima, l’esigenza di gratificazione individuale che non può mancare.

Il tour letterario di Padova Gotica. Ancora il blog “fuori dal blog”

Altra gran bella soddisfazione che si sono tolto grazie all’attività di blogger è stata quella di ideare Padova Gotica un tour storico letterario ispirato al romanzo gotico-thriller “La Giostra dei fiori spezzati. Il caso dell’angelo sterminatore” (Mondadori 2014,) dello scrittore padovano Matteo Strukul , ambientato nella Padova di fine Ottocento.

Sempre per quell’assunto per cui comunicazione e quindi blogging uguale relazione mi era capitato di conoscere Matteo Strukul qualche anno prima dell’uscita del romanzo, quando lo scrittore stava cercando materiale per costruire la sceneggiatura della sua storia, ragione per cui mi aveva contattato. All’epoca, pubblicavo infatti sul vecchio blog su virgilio.it articoli per la rubrica “strade di Padova” prendendo a pieni mani dall’omonimo libro dello scrittore Giuseppe Toffanin e condividendo, storie, curiosità ed aneddoti della vecchia Padova, anche ottocentesca.

Quando uscì il libro ne fui entusiasta perché finalmente leggevo un’entusiasmante storia ambientata nella mia città, una Padova magnificamente affrescata da Matteo Strukul di tinte scure, di un fascino e di una suggestione che mi ricordava le storie del Regno Unito di epoca vittoriana, dalla Londra di Arthur Conan Doyle, l’Edinburgo di Robert Louis Stevenson. Finalmente qualcuno che voleva raccontare l’Ottocento o comunque un’epoca a noi più vicina e alternativa rispetto alla Padova dei Carraresi, di Giotto e Petrarca e per altro con una precisa ed approfondita ricerca sul contesto storico e culturale della Padova del tempo.

Dopo la pubblicazione del libro e dopo averlo letto in meno di 24 ore, la prima idea fu quella di ideare un contest fotografico su Instagram (cliccate su #gothicpadova e potete vedere un po’ le foto pubblicate) invitando i partecipanti a cogliere suggestioni dark, oscure e tenebrose in sintonia con il “mood” del romanzo. Ai vincitori del contest in palio c’era, oltre al romanzo stesso, ovviamente, una bottiglia di assenzio messa in palio dalla Drogheria Preti (non potendo mettere in palio il laudano avevo pensato all’assenzio richiama un po’ gli spiriti bohemien con uno dei protagonisti della storia) e dei biglietti per visitare il Museo del Precinema, il museo delle lanterne magiche, il cui fascino ed atmosfera richiama l’Inghilterra vittoriana, epoca in cui le lanterne magiche e gli strumenti ottici erano lo spettacolo più popolare.

A vincere il concorso fotografico fu Matteo Bernardi che, in seguito, ha poi allestito diverse mostre fotografiche in bianco e nero con il medesimo intento e cioè di catturare con la fotografia l’atmosfera dark del romanzo.

Negli anni successivi, poi, con il coinvolgimento dapprima di una guida turistica, Stefania Dantone e poi di altre come Mariaclaudia Crivellaro e Paola Principato, e di attori come Pietro Alberto Venuti, Sara Corsini e la partecipazione di altri nostri fan come Laura Perrone e Beatrice Bacchiani si sono sviluppati via via i tour storico-letterari di Padova Gotica alla scoperta della Padova dell’Ottocento. Tour in cui le guide turistiche evocano la storia ed il contesto culturale della Padova di fine Ottocento e gli attori spettacolarizzano la passeggiata con reading itinerante del romanzo stesso. Tutto molto bello e suggestivo, anche grazie alla partecipazione di gruppi di rievocatori storici in abiti ottocenteschi come Rosa Antico, Venezia Ottocento, Reverie.

In questi ultimi 4, 5 anni sono state moltissime le persone che hanno partecipato a questi tour ed hanno voluto rivolgerci i loro apprezzamenti.

Formazione e studio. Non si finisce mai di imparare

Da quando ho aperto il blogdipadova.it e quindi mi sono trovato a dover affrontare anche la componente tecnica e tecnologica di un blog ho cercato un po’ alla volta di approfondirla per cercare di massimizzare i risultati dell’impegno e di far leggere i miei articoli al numero maggiore di persone.

Nel corso degli anni ho quindi frequentato qualche corso in presenza ma soprattutto ho studiato molto sul web cercando di mettere in pratica consigli e suggerimenti di formatori ed esperti che si possono seguire sui social network, talvolta anche acquistando dei corsi online che mi aiutassero a fare un salto di qualità. Questa è un’attitudine che ho sempre avuto, quella di cercare di imparare cose nuove per poi metterle in pratica senza rinunciare alla sperimentazione e al cercare di armonizzare la componente tecnica alla fantasia e a quel po’ di creatività che ci aiuta a non essere tutti uguali.

Il salto di qualità più significativo è stato quello di apprendere le basi della SEO (Search Engine Optimization) e poi, con il tempo, qualcosa di più delle basi, tecnica che differenzia la scrittura online sul web da quella su carta. La Seo è quella tecnica che aiuta chi scrive online, copywriter o blogger che sia, a dare la massima visibilità al contenuto posizionandolo il più in alto possibile sui motori di ricerca.
Inizialmente per far leggere un articolo lo condividevo su moltissimi gruppi facebook, non rendendomi conto di fare attività di spam, poi grazie alla Seo, moltissimi articoli si sono ben posizionati su Google, facendo si che ottenessi tantissime visualizzazioni e visite al sito. Semplicemente ho iniziato a scrivere articoli per dare informazioni utili che la gente cerca su Google facendomi trovare.
Ad esempio questo articolo non sarà mai cercato su Google ma di tanto in tanto continuerò a scrivere e a comunicare per una mia urgenza personale oltre che per dare informazioni.

La tecnologia, per definizione, e ancora di più quella digitale è soggetto a continui cambiamenti, trasformazioni e non è facile restare aggiornati. Nel corso di questi anni di blogging sono emerse moltissime nuove professioni legate ai media digitali, dal social media manager, al Seo Specialist, al community manager, al grafico digitale, etc etc…ebbene, scordatevi che un blogger che cura il proprio sito si limiti a scrivere, non funziona proprio così.

Sono concetti che ho cercato di trasmettere anche a giovani studenti di istituti tecnici ad indirizzo turistico presso i quali ho tenuto alcune lezioni sull’uso dei social network nel turismo, nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro.

Blogger e/o Influencer. Contenuto o tecnologia

Se quando ho iniziato a curare il Blog di Padova, i social network non erano così diffusi ed il blogger era chiaramente la persona che curava un blog sul web, ormai la figura di blogger sembra non poter prescindere anche dall’uso dei social network. E’ così o non è così? Sono scelte strategiche che uno fa, si valutano i costi e benefici, difficilmente, almeno fin tanto che non si hanno risultati, anche economici, in grado di compensare l’impegno svolto si possono portare avanti la cura dei moltissimi social network nati, si fanno delle scelte.

Personalmente ho sempre privilegiato il blog e lo scrivere articoli utili anche senza rinunciare ai social network perché questi sono molto utili nel far veicolare il proprio messaggio in modo più immediato ed incisivo e quindi il proprio “marchio”. Attenzione però che i social network non sono di proprietà del blogger e quindi, affidare tutto il proprio lavoro ed impegno nello sviluppare il proprio profilo social può rivelarsi controproducente qualora questo social network dovesse fallire o modificare la propria policy in un modo che non ci sta più bene.

I social network e la loro immediatezza hanno favorito la nascita della figura degli influencer, persone competenti di una certa materia e riconosciuti quindi come autorevoli in quell’ambito in grado di orientare il pensiero, diffondere cultura di quel dato settore, e anche, di conseguenza diventare ambasciatori di un progetto e testimonial di un prodotto.
Oggi, molti denigrano la figura dell’influencer, forse perché su determinati post vedono tanto protagonismo, esibizionismo, un eccesso di “commerciale” e non vedono un valore aggiunto, qualcuno forse sarà pure invidioso di chi fa soldi, favendo balli e balletti e condividendo post di una superficialità disarmante. Ma non è necessariamente così. Su YouTube si possono trovare anche giovani ragazzi che promuovono la letteratura condividendo recensioni ed analisi dei testi, medici che parlano della cultura del benessere, esperti del mondo della birra che sul loro canale fanno proprio cultura della birra a 360° ma si possono trovare influencer competenti in moltissime materia e temi quali arte, storia, archeologia.

Per concludere, che si tratti di blogger, YouTuber, Instagramer o quant’altro la differenza la fanno sempre i contenuti secondo me. “Content is the king” è un vecchio slogan sempre valido. Poi se nascono nuove tecnologie e nuovi social network come Tik Tok o su Instagram funzioni simili, non è obbligatorio seguire quello che fanno tutti e filmarsi, oggi, facendo balletti e domani, chissà, capriole.

Media partnership, campagne sociali, post sponsorizzati

Scrivere articoli utili, interessanti, letti coniugando tecnica ed autenticità nello scrivere costa impegno, tempo ed energia ma ha l’effetto di aumentare l’autorevolezza di un blog ed è quello che è successo al Blog di Padova. Passione per il mio territorio, impegno e costanza, anno dopo anno, ha portato il blog ad avere sempre più visibilità e con la visibilità, nel tempo, sono aumentate le richieste di dare spazio ad iniziative ed eventi. Per anni ho dato visibilità a queste presenziando ad iniziative di vario genere, raccontarle con articoli ma anche con le immagini. Fin da subito ricevo mail indirizzate ad una “fantomatica” redazione perché la maggioranza delle persone pensava che ci fossero diverse persone dietro a questo progetto quando invece si trattava del mio lavoro, svolto sempre da solo, se non in rari casi.

E quindi per anni sono stato coinvolto come media partner di festival e varie eventi il che comportava che io davo visibilità a tali iniziative in cambio di un logo sul sito ufficiale di queste e la possibilità di parteciparvi in prima persona gratuitamente.
Sono state diverse anche le campagne sociali di raccolta fondi a cui ho dato spazio e, per fortuna, anche se, molto più raramente ho scritto anche qualche post a pagamento, i cosiddetti post sponsorizzati. In questi casi sono aziende di beni e servizi, oppure locali e ristoranti che mi hanno pagato per avere uno spazio sul blog riconoscendomi così il lavoro svolto. In qualche occasione ho scritto e pubblicato post a pagamento dedicati ad aziende manifatturiere interessate, più che ad avere visibilità, a rafforzare l’attività di link building per migliorare il posizionamento del proprio sito web.

Il Blog al tempo del Covid 19

Gli effetti della pandemia da Covid 19 si è manifestata anche a chi gestisce blog e siti web poiché, per forza di cose, le esigenze dei cittadini fruitori di questi siti sono cambiate. Questo è particolarmente vero per siti e blog come il mio che da anni si sono concentrati su temi di interessi turistico ed eventi culturali.
Con l’azzeramento degli eventi, delle iniziative culturali, delle mostre e di tutte le varie manifestazioni in presenza in programma sul nostro territorio e le forti limitazioni, se non l’impossibilità totale di andare alla scoperta del nostro territorio sono crollate le ricerche di informazioni su questi argomenti e quindi le visualizzazioni degli articoli del blog.
Nel corso del 2020 ho pubblicato diversi articoli dedicati alle iniziative di solidarietà a sostegno di chi, più di altri , sta soffrendo questa pesante ed inedita crisi ma ad un certo punto anch’io ho ridotto l’impegno nel pubblicare nuovi post.

L’obiettivo principale che mi ero prefissato con questo blog era quello di dare un contributo alla valorizzazione territoriale e turistica di Padova e dintorni. In questi condizioni, capirete, le motivazioni vengono meno anche per un Don Chiosciotte come il sottoscritto e viene normale fare delle riflessioni su quello che sarà il futuro di questo progetto.

Speriamo che, grazie alla somministrazioni dei vaccini, inizieremo nei prossimi mesi a vedere la luce in fondo al tunnell e soprattutto di giungere in quel momento in una situazione economica il meno drammatica possibile. Auguri!

Alberto Botton

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