Musei Civici agli Eremitani Padova

Musei Civici agli Eremitani di Padova

Tra le cose da fare a Padova, una visita ai Musei Civici è sempre un ottimo consiglio, in particolare rivolto ai quei turisti e ai residenti interessati a scoprire/riscoprire la città. A chi vuol visitare Padova in modo approfondito, dopo una passeggiata per le vie del centro storico, suggerisco sempre che qui è raccolta la storia della città, anche se, a mio avviso sarebbe necessario un restyling dell’allestimento, ancora fondato su logiche conservative e di tutela più che di “edutainment” e cioè ai principi dell’educare intrattenendo. Comprende il Museo Archeologico, il Museo di Arte Medievale e Moderna, i quali si suddividono a loro volta in varie sezioni, oltre alla Cappella degli Scrovegni che merita senz’altro un post a parte.

Si tratta del complesso museale più antico del Veneto, appartiene ed è gestito dal Comune di Padova ed è ospitato nei chiostri dell’ ex convento dei Frati Eremitani compresi tra l’area dei resti dell’Arena Romana e la Cappella degli Scrovegni, i cui affreschi opera di Giotto, sono noti e di livello artistico mondiale e la Chiesa degli Eremitani, al cui interno è visibile la Cappella Ovetari con la ricostruzione parziale (dopo i bombardamenti della II guerra mondiale) degli affreschi di Mantegna.

Il busto di Giovanni Belzoni -Musei Civici Padova

Il busto di Giovanni Belzoni -Musei Civici Padova

Iniziando dal Museo Archeologico, a cui si accede dal piano terra dalla sala d’ingresso delle biglietterie, è possibile percorrere senza soluzione di continuità la storia della città e del territorio dalla protostoria all’età romana, dalla civiltà quindi dei Veneti Antichi alla ricca Patavium. Lungo ben 14 sale è possibile vedere reperti, oggetti di uso quotidiano, cippi funerari e ricostruzioni delle tombe delle antiche necropoli. Numerosi sono i mosaici che si possono ammirare. Ci sono piccole sale dedicate agli etruschi, ai greci e alle altre civiltà italiote a testimonianza della propensione allo scambio e al commercio dei nostri antenati. Assolutamente da non perdere le Sale Egizie con i reperti donati a Padova da Giovanni Battista Belzoni, l’archeologo, egittologo, ed esploratore del Portello dalla vita così avventurosa degna di un vero Indiana Jones (e a cui la Bonelli ha dato spazio con il fumetto “Il Grande Belzoni”) a cui, l’architetto Jappelli, ha dedicato la Sala Egizia e Moresca al Piano Nobile del Caffè Pedrocchi. Interessante la nuova postazione multimediale dedicata proprio alle scoperte di Belzoni. Nel sottoportico del chiostro, la ricca collezione lapidaria da colonne, capitelli, fregi architettonici rinvenuti tra Padova e la zona dei Colli Euganei. Altra sezione di rilievo è quella dedicata al progetto sulla via Annia, l’antica strada romana che collegava Adria (o forse Bologna) ad Aquileia passando per Padova. In città la via percorreva l’attuale via Cavazzana, giungeva nell’area del Prato della Valle, proseguiva lunghe le attuali via Umberto I, via Roma, via 8 febbraio 1848 e poi usciva dalla città da ponte Altinate e via in direzione est verso Altino e poi Aquileia.

Gli angeli di Guariento - Musei Civici di Padova

Gli angeli di Guariento – Musei Civici di Padova

Il Museo d’Arte Medievale e Moderna si è formato via via dalla fine del ‘700 con la soppressione di vari ordini religiosi e grazie ai lasciti dei privati. Quella dei musei civici di Padova è una collezione molto ricca visto che le opere sono oltre 3.000 tra cui quadri e tavole di grande valore tra cui Tiziano e Giorgione e vari esempi della pittura veneta dal ‘300 al ‘700. Al primo piano, presso la Pinacoteca, la cui esposizione si sviluppa in modo cronologico a partire dal ‘300 e dall’epoca Carrarese, tra i capolavori da non perdere la croce di Giotto, dipinta nei primi anni del ‘300, e la Sala dedicata agli “angeli” di Guariento, il primo pittore della Corte dei Carraresi, in origine ospitati nella Cappella della Reggia dei Carraresi. In seguito l’arte padovana del ‘400 con Francesco Squarcione e la sua bottega presso la quale lavorava il giovane Mantegna. Il Romanino, Paolo Veronese, Jacopo Robusti detto il Tintoretto sono tra i principali esponenti della pittura del ‘500. Poi il ‘600 e ‘700 con opere del Padovanino e Tiepolo.

Musei Civici Eremitani di Padova

La Pinacoteca espone anche oltre 500 opere che la nobile famiglia dei Capodilista lasciò nel 1864 al Comune di Padova tra cui, di grande valore, sono le tavole di Bellini, Giorgione, Tiziano, e alcune di artisti nordici come Quentin Metsys. Sempre in Pinacoteca sono visibili sculture dal Medioevo ad Antonio Canova mentre nel chiostro minore, è allestito anche un lapidario medievale e moderno.

Rientra nei Musei Civici anche il Museo di arti applicate e decorative ed il Museo della Moneta di Palazzo Zuckermann su cui potete leggere qui.

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Info: Musei Civici agli Eremitani

piazza Eremitani 8
tel. +39 049 8204550 – 51
fax +39 049 8204585

orario: tutto l’anno 09:00 – 19:00

chiusura: tutti i lunedì non festivi, Natale, S.Stefano, Capodanno, I Maggio.
la Cappella degli Scrovegni resta aperta anche il lunedì.

biglietti: intero Museo, Cappella degli Scrovegni, Sala Multimediale, Palazzo Zuckermann euro 13.00, solo Museo, Sala Multimediale, Palazzo Zuckermann euro 10.00, ridotto euro 8.00, ridotto speciale euro 6.00, gratuito bambini fino ai 5 anni, disabili
biglietti cumulativi per visitare più monumenti a prezzi speciali

Ingresso gratuito per i possessori della Padova Card

Alberto Botton

http://about.me/abotton

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