Palazzo della Ragione Padova

Il Palazzo della Ragione, da secoli cuore pulsante di Padova!

Il Palazzo della Ragione di Padova è senz’altro una delle icone maggiormente rappresentative della città. Se altri monumenti vengono citate in detti popolari come quello che “Padova è la città dei 3 senza e cioè la Basilica di Sant’Antonio, il Prato della Valle, il Caffè Pedrocchi e altri edifici e luoghi non si possono non menzionare come il Palazzo del Bo, sede dell’Università, e la Cappella degli Scrovegni con il capolavoro di Giotto, il Palazzo della Ragione non è da meno se non altro perché passeggiando per il centro storico è impossibile non vederlo stagliarsi, con la sua imponenza, tra le piazze.

Dopo una visita a Padova Johann Wolfgang Goethe definì il “Salone” una sala talmente grande da riuscirla ad immaginare anche dopo averla vista. L’esploratore padovano Giovanni Belzoni dopo aver scoperto segreti di piramidi e templi egizi quando portò in dono alla sua città due statue egizie, oggi ai Musei Civici Eremitani, penso di farle installare proprio ad uno degli ingressi del Palazzo della Ragione. Pare che l’ispirazione per la grande copertura a carena di nave rovesciata sia derivata da un modello di un grandioso teatro indiano portato a Padova da Fra’ Giovanni Eremitano. Non a caso, l’esploratore inglese Richard Burton, scopritore dei laghi equatoriali africani, nominato in età avanzata console inglese a Trieste, venne a Padova per visitare i luoghi del “collega” Giovanni Belzoni di cui aveva sentito parlare bene dagli indigeni del Benin dove Belzoni morì e visto il Palazzo della Ragione  gli sembrò quasi “fuori posto” perchè nato da un’idea architettonica derivante da un palazzo indù!

Palazzo della Ragione, monumento assolutamente da vedere a Padova!

Per chi desidera visitare Padova il Palazzo della Ragione è assolutamente da vedere! Fu costruito a partire dal 1218 ed è quindi una testimonianza della Padova medievale a tutti gli effetti, sopraelevato nel 1306 da Giovanni degli Eremitani, con la caratteristica copertura a forma di carena di nave rovesciata.

L’imponenza fisica dell’edificio rispecchia l’importanza del luogo ed il valore che questo ha avuto nel corso della storia di Padova. Lungo 82 metri ed alto 27 metri separa Piazza delle Erbe da Piazza della Frutta, un mercato in realtà che continua al pian terreno del Palazzo dove, lungo due gallerie coperte intersecate da una terza che unisce le due piazze, trovano spazio numerose botteghe di prodotti alimentari, oltre a bar ed enoteche, un sistema che potremmo definire il primo vero centro commerciale della città in attività da oltre 800 anni. Il mercato delle “piazze” e del Sotto Salone merita un post a parte che scriverò prossimamente, nel frattempo il consiglio, sempre rivolto ai turisti perché i padovani già lo sanno, è quello di girare tra i bellissimi banchi di frutta e verdura, di entrare per un bicchiere di vino in qualche enoteca o sedersi ai tavolini all’aperto dei bar, poiché è qui, secondo me, che si può cogliere l’anima di Padova e respirare patavinitas a pieni polmoni.

Il Palazzo della Ragione di Padova è detto dai padovani anche “Salone” per via dell’immensa sala del primo piano del palazzo, tutt’oggi una delle più grandi sale pensili del mondo, nato come sede di tribunali ed uffici finanziari, ruolo che ebbe durante l’epoca comunale ma anche durante la Signoria dei Carraresi e la Dominazione veneziana fino al 1797. Il Palazzo della Ragione rientra infatti nel complesso degli edifici comunali tra cui la Sala e la Torre degli Anziani e Palazzo Moroni sede del municipio a cui è collegato. In origine era collegato anche al Palazzo delle Debite, antico carcere pretorile dove finivano i debitori insolventi, da una sorte di “ponte dei sospiri” alla padovana poi distrutto assieme al palazzo e riedificato nell’800 da Camillo Boito.

Si accede al Salone del primo piano da quattro scale (scala del vino e scala dei ferri lavorati su piazza delle Erbe e scala degli uccelli “osei” in dialetto,  e scala della frutta su piazza della Frutta, nomi assegnati in base alla categoria merceologica in vendita nel medioevo) anche se in realtà aperta al pubblico è la scala del vino da piazza delle Erbe dove il visitatore può trovare la biglietteria.

Sul Palazzo della Ragione c’è davvero molto da dire sugli affreschi, la storia del palazzo e del sistema di funzionamento dei tribunali, sugli affreschi e sui mercati delle piazze, ma non preoccupatevi che all’interno troverete dei supporti multimediali davvero esaustivi e che vi accompagneranno alla visita del palazzo.

Gli affreschi

In origine il Salone era decorato dagli affreschi di Giotto ma, purtroppo l’incendio del 1420 ha privato Padova probabilmente di un altro capolavoro mondiale dell’arte pittorica. Gli affreschi che possiamo ammirare oggi sono comunque molto belli ed interessanti, opera di Giovanni Miretto e Stefano da Ferrara e quindi ho inserito il Palazzo della Ragione anche nel post “Un itinerario per visitare Padova città dell’affresco“.  Completato tra il 1425 ed il 1440, il ciclo pittorico degli affreschi è interamente a tema astrologico e richiama gli studi di un padovano illustre dell’epoca, quel Pietro d’Abano, filosofo, medico, astrologo, precursore della scienza moderna, seguace di Averroè (leggi il post su Pietro d’Abano). Gli affreschi sono circa 500 suddivisi in 12 comparti, ognuno per ogni mese dell’anno, con riferimenti al segno astrologico, l’influsso degli astri e dei cieli sulle attività umane, una ricchissima iconografia che riunisce simbologia astrologica e religiosa di cui non riesco a parlarvi in questa sede. E’ possibile vedere anche un medaglione di Giovanni Battista Belzoni, l'”Indiana Jones” di Padova e notare due “sfingi” trovate nel corso delle sue esplorazioni in Egitto.

Il Cavallo di legno 

In fondo alla Sala salta subito all’occhio l’enorme cavallo di legno, attribuito erroneamente a Donatello per via della somiglianza alla statua equestre del Gattamelata presso la Basilica di Sant’Antonio. In realtà questo cavallo, alto ben 5,75 m, fu donato al comune nel 1837 dalla nobile famiglia dei Capodilista la quale lo fece realizzare nel 1466 per una festa grandiosa ispirata alla mitologia. Il cavallo, in quell’occasione fu trainato da 12 buoi con le corna dorate da Piazza dei Signori a Piazza Capitaniato e portava in sella una statua del Dio Giove. Alla sfilata parteciparono anche 17 carri delle principali famiglie padovane, andati perduti. Per secoli il cavallo rimase a Palazzo Capodilista (il palazzo con la torre di via Umberto I) e fu utilizzato altre volte come cavallo di Troia per una rappresentazione dell’assedio della mitica città, a memoria delle origini mitiche di Padova, attribuite all’eroe troiano Antenore. La messa in scena avveniva in Prato della Valle e dalla schiena del cavallo uscivano gli attori vestiti da soldati greci.

Il pendolo di Foucalt

In un angolo del Salone noterete un pendolo di Foucalt nel suo moto perpetuo, inserito recentemente, che testimonia il legame di Padova con la scienza. In questa sede avvengono infatti le premiazione del Premio Galileo, concorso letterario per la divulgazione scientifica.

Il Palazzo della Ragione e la vocazione di Padova per il commercio

Come vi ho spiegato il Palazzo della Ragione e le piazze rappresentano il cuore e l’anima di Padova, uno dei primi centri commerciali del mondo, attivo da oltre 800 anni, e tutt’oggi come nel corso dei secoli, luogo di incontro tra cittadini e di commercio. Se il Salone era adibito per l’appunto a tribunale per le controversie di tipo commerciale e finanziario alcune curiosità sono ancora presenti per ricordarci la storia.

Di grande interesse è una grossa pietra collocata a nord-est della salone, un blocco di porfido nero su una base quadrata a tre gradini, detta “pietra del vituperio“. Fu introdotta dopo l’intervento di Frate Antonio nel 1231 (si, è diventato Sant’Antonio dopo la morte) che riuscì a far modificare lo Statuto, a difesa dei debitori che in precedenza subivano condanne ben peggiori, come ad esempio il trattamento al sottostante Volto della Corda (leggi più avanti) o peggio finire in carcere perpetuo nelle segrete del Palazzo delle Debite. Il debitore era costretto a spogliarsi e rimanere praticamente in mutande e camicia (da qui pare nasca il detto “restare in braghe di tela”) e alla presenza di almeno 100 persone dove sedersi tre volte recitando la formula “Cedo bonis”, rinuncio ai beni, prima di lasciare definitivamente la città. In caso di ritorno non autorizzato, la pubblica umiliazione si ripeteva con l’aggiunta di 3 secchiate d’acqua.

Anche la toponomastica ci racconta molto della storia del luogo. Il “volto della corda“, il passaggio che collega Piazza delle Erbe a Piazza della Frutta è così perchè qui avveniva la cosidetta “tortura della corda” per la quale sul soffitto del vòlto erano conficcati degli anelli di ferro. I debitori insolventi, truffatori, i commerciante falliti, legati come dei salami a braccia e gambe venivano issati con una corda per 3 o 4 metri e poi lasciati ricadere.

Usciti dal “volto della corda” in Piazza della Frutta, l’angolo che conduce alla “scala degli osei” presso la quale donne vendevano uova e pollame, era detto “Canton dele busie” in italiano, “angolo delle bugie” perché qui avvenivano gli incontri tra mercanti, si vendevano e si scambiavano partite di merce e, evidentemente, i commercianti non avevano fama di essere persone sempre rette ed oneste.

Infatti, proprio qui, al “Canton dele busie”, vicino all’omonimo e storico Bar dei Osei, sulla parete del Palazzo della Ragione, noterete un particolare che tutte le guide turistiche non mancano di mostrare e cioè le unità di misura scolpite su pietra bianca e che venivano usate dai mercanti a tutela di un corretto scambio/compravendita delle merci e per evitare imbrogli. Se andate a vedere potrete notare l’incisione del “copo”, tegola per misurare la farina, lo “staro” per misurare le granaglie, il “quarelo” per misurare la dimensione del mattone, ed il “brazzolaro” o braccio per misurare le stoffe.

Info: Palazzo della Ragione, ingresso dalla “Scala delle Erbe”, piazza delle Erbe

ingresso disabili da via VIII febbraio tel. +39 049 8205006

orario: da martedì a domenica 1 febbraio/31 ottobre 09:00-19.00; 1 novembre/31 gennaio 09:00-18:00

biglietti: intero euro 6,00, ridotto euro 4,00, scuole euro 2,00 residenti Comune di Padova e studenti universitari intero euro 4,00, ridotto euro 2,00

in caso di mostre le tariffe possono subire variazioni ingresso consentito fino a mezz’ora prima della chiusura chiusura: tutti i lunedì non festivi, Natale, S. Stefano, Capodanno, I Maggio

Informazioni ufficiali: http://padovacultura.padovanet.it/it/musei/palazzo-della-ragione

Alberto Botton

http://about.me/abotton

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