Palazzo del Bo - sede dell'Università di Padova

Visita guidata al Palazzo del Bo, sede dell’Università di Padova

Quest’oggi vi parlo della visita guidata al Palazzo del Bo, la storica sede dell’Università di Padova, che ho fatto qualche giorno fa, un palazzo che rientra tra le icone più rappresentative della città, situato in pienissimo centro storico, di fronte al Municipio e al Caffè Pedrocchi.

Qualche post fa vi ho parlato del detto popolare secondo il quale Padova è la città dei tre senza, aggiungendovi un “più uno” (rileggi il post “Padova, la città dei 3 senza..più uno): quel “più uno” è proprio il “bue senza corna“, cioè il Palazzo del Bo che prende il nome dall’insegna di un’antica locanda, “Hospitio bovis”, un bucranio, un teschio di bue, simbolo della goliardia padovana. Questa locanda infatti sorgeva nei pressi della “contrada delle beccherie”, a nord dell’edificio, e la porta comunale della città, all’altezza delle “riviere” (lungo Riviera Ponti Romani e Tito Livio scorreva il naviglio interno sull’antico alveo del fiume Medoacus sulla quale ansa fu fondata la città nell’antichità) veniva chiamata “Porta della Vacca”, porta ricostruita sull’ala moderna del Palazzo del Bo da cui si accede al Cortile Nuovo.

Cenni storici dell’Università di Padova

Cortile Antico Università di PadovaL’Università degli Studi di Padova, come saprete, è una delle più prestigiose ed antiche d’Europa e, in Italia, secondo solo a quella di Bologna. Furono infatti studenti di Bologna che lasciarono l’Alma mater perchè troppo soggetta ad ingerenze della Chiesa, per venire a Padova a fondare nel 1222 un’università che si basasse su ideali di libertà. Universa Universis Patavina Libertas, il motto dell’Università di Padova, proprio per questo motivo. Nella nostra università giungevano studenti da tutto il mondo conosciuto, anche di varie confessioni religiose, tra cui molti ebrei che solo qui potevano studiare e laurearsi, poichè a differenza di altre università non era obbligatorio per gli studenti dichiarare la propria fede cattolica.

Un tempo a gestire l’Università erano infatti gli studenti tra cui veniva nominato un Rettore che a sua volta nominava i propri collaboratori  un po’ come succede nella goliardia (rileggi il post “Gaudeamus Igitur”) quando l’8 febbraio di ogni anno viene nominato il Tribuno che a sua volta nomina i suoi “ministri”. Gli oltre 3000 stemmi araldici e blasoni che si trovano appesi ai muri dell’Aula Magna o della logge del cortile, alcuni raffigurati appartengono infatti alla famiglia di appartenenza degli studenti. Erano infatti gli studenti a scegliere i docenti che avrebbero insegnato e fu solo sotto alla dominazione della Repubblica di Venezia che, per evitare lezioni che avrebbero potuto generare ribellioni, la cattedra iniziò ad essere affidata a docenti scelti dal Senato veneziano.

I docenti dovevano provenire da città e località esterne al territorio della Repubblica di Venezia e qui giunsero a studiare e ad insegnare grandi esponenti del mondo della cultura e della scienza, dall’Italia e da tutta Europa anche grazie all’utilizzo del latino come lingua franca. Ovviamente il più famoso è Galileo Galilei, ma anche Andrea Vesalio, dal Belgio, il fondatore dell’anatomia moderna (di cui sentirete molto parlare se andrete a visitare anche il MuSMe, museo della storia della medicina di Padova), Bartolomeo Eustachio,…tra gli studenti anche Nicolò Copernico, William Harvey, il primo scienziato a descrivere il sistema circolatorio sanguigno e molti altri !

Fu in questi anni di grande fermento scientifico che fu realizzato anche il Giardino dei Semplici, quell’Orto Botanico da dove attingere piante medicinali a fine terapeutici e di studio che oggi è il più antico orto botanico universitario al mondo.

Il Palazzo del Bo fu realizzato nel Cinquecento con l’intento di concentrare in unica struttura le varie scuole che nel frattempo erano nate con la crescita dell’Università ed erano diffuse in giro per la città l’Università acquisì nel 1539 l’Hospitium bovis e gli edifici limitrofi un tempo della famiglia nobile dei Papafava e regalati nel 1405 ad un macellaio della zona da Francesco I da Carrara come premio per aver nutrito con la propria carne i soldati durante l’assedio della città.

Palazzo del Bo Università di Padova

“La scala del sapere” di Gio Ponti

Nel corso del Novecento, a partire dal 1932, quando rettore era Carlo Anti (nel suo mandato diede un grande impulso di rinnovamento aprendo in sede distaccate 5 istituti scientifici e la Casa dello studente di via Marzolo), è stata poi realizzata l’ala moderna del palazzo del Bo che guarda verso le “riviere” da un lato e verso sud dall’alto, organizzata attorno al Cortile Nuovo ricostruendo dopo l’abbattimento del palazzo Capodivacca ed edifici limitrofi. Splendida è la scalinata che porta al Rettorato e realizzata dall’architetto Gio Ponti denominata “Scala del sapere” ed altri artisti del Novecento contribuirono a decorare la parte moderna del Bo, con la statua di Palinuro di Arturo Martini, ai piedi della stessa statua, (e anche il Palazzo Liviano dove l’artista Massimo Campigli affrescò la facoltà di lettere ed ancora lo scultore Arturo Martini realizzò la statua dedicata a Tito Livio).

Cortile nuovo Palazzo del Bo Università di Padova

Il Cortile Nuovo con la stele di Gio Pomodoro dedicata a Galileo

All’interno del “Cortile Nuovo” progettato da Ettore Fagiuoli, vedrete poi la stele di Gio Pomodoro dedicata a Galileo Galilei (vedi a destra) e l’opera d’arte contemporanea di Jannis Kounellis che, così come la targa posta sulla parete di fianco, ricorda la Medaglia d’Oro che l’Università di Padova ricevette per il suo impegno nella lotta per la Resistenza: al palazzo del Bo aveva sede clandestina il CNL Veneto ed alto il tributo in vite umane pagato da studenti e professori. Un’altra targa affissa per desiderio di studenti ungheresi come segno di gratitudine per l’accoglienza riservata dopo la fuga per l’invasione e la repressione sovietica di Budapest del 1956.

Uscendo dalla porta principale del Cortile Nuovo e lasciandovi la “Scala del sapere” sulla destra troverete anche alcune lapidi che ricordano i caduti durante le guerre e durante l‘8 febbraio 1848 , data importante per Padova e significativa per il Risorgimento Italiano, quando un gruppo di studenti e popolani si ribellarono ad un atto di arroganza dell’esercito austriaco dando vita ad uno dei primi moti risorgimentali d’Europa. L’8 febbraio 1848 da il nome alla via simbolicamente più importante della città sulla quale si affacciano i Palazzi Comunali, il Caffè Pedrocchi ed il Palazzo del Bo.

La visita guidata a Palazzo del Bo

Le visita guidate al Palazzo del Bo consentono di visitare la parte antica, con il cortile, la Sala dei Quaranta e l’Aula Magna, il suggestivo teatro anatomico e la Sala di lauree di medicina. Il biglietto di ingresso si acquista fino ad un quarto d’ora prima dell’orario della visita nell’apposita biglietteria nel Cortile Nuovo, vicino al Bar del “mitico” Mario, dove, prima o dopo la visita, potreste assaggiare un “polifonico”, lo spritz della goliardia dall’ingrediente segreto.

Per tutte le informazioni su prenotazioni e biglietteria vi segnalo la pagina dal sito ufficiale dell’Università di Padova: http://www.unipd.it/visite-guidate-palazzo-bo

Cortile Antico

Elena Lucrezia Cornaro PiscopiaLa guida vi accompagnerà al cortile antico, restaurato magnificamente un paio di anni fa da cui si può vedere la torre medievale con orologio. A doppio ordine di colonne su due piani il Cortile Antico è stato realizzato nella metà del Cinquecento da Andrea Moroni, lo stesso architetto che progettò ed edifico il Palazzo Comunale e con il cui nome si identifica il Municipio ed il complesso di palazzi comunali. Al piano terra, sulle pareti e sul soffitto sono ben visibili gli stemmi araldici, alcuni di pietra, altri affrescati, delle famiglie degli studenti che ebbero delle cariche accademiche, come detto all’inizio. Dalla scala, posizionata a sud-ovest si accede al piano superiore e all’angolo potete vedere la statua ad Elena Lucrezia Cornaro, la prima donna laureata del mondo.

La Sala dei Quaranta e l’Aula Magna

Saliti al piano superiore, all’angolo di nord-est si accede alla Sala dei Quaranta. Appena entrati, sulla destra, subito potrete vedere un enorme e rozzo scranno, piuttosto consumato dal tempo e dai tarli: si tratta della cattedra di Galileo Galilei (leggi “Galileo Galilei, icona di Padova, città della scienza“), ne più ne meno che il posto dal quale uno dei più grandi scienziati della storia, teneva le proprie lezioni!  Si chiama Sala dei Quaranta perché alle pareti sono dipinte le figure di alcuni dei più importanti studenti, suddivisi per località di provenienza.

Dentro l’Aula Magna poi, splendida e solenne, si respira veramente cultura e storia.

C’è da rimanerne commossi a sapere che in questo luogo grandissimi scienziati ed intellettuali da secoli continuano ad esprimere il frutto dei loro studi e fare della nostra città, un centro importante a livello internazionale per cultura e scienza.

Quando poi si entra qui, con la sala gremita in occasioni istituzionali come l’apertura dell’anno accademico, con rettore e docenti con i loro manti di ermellino, si percepisce ancor di più la continuità nella storia di ciò che rappresenta l’Università per la città di Padova. A volte si dice che Università e Comune sono due realtà in contrapposizione, e, in alcuni casi è vero, e per fortuna, in alcuni altri casi, ma Padova non può fare a meno della sua Università.

Teatro Anatomico e Sala di Medicina

Grazie a questa visita guidata è possibile entrare e visitare il Teatro Anatomico dell’Università di Padova, il più antico teatro anatomico stabile del mondo fatto realizzare dal patologo Girolamo Fabrici d’Acquapendente nel 1594 ed inaugurato nel 1595 ed ancora ottimamente conservato.

teatro anatomico Università di PadovaI visitatori, accedono da un angusto passaggio, sotto all’iscrizione “Hic est locus ubi mors gaudet succurrere vitae”, ossia “è questo il luogo dove la morte è lieta di soccorrere la vita” e giungono laddove veniva posizionato il tavolo di dissezione per le autopsie. Tutto intorno si posso vedere i 6 giri di palchi in noce intagliato sui quali si accalcavano gli studenti e a rendere il tutto più suggestivo è anche l’illuminazione con le candele quasi a voler proiettare il visitatore indietro nel tempo. Personalmente un luogo così mi va venire in mente i racconti gotici ottocenteschi di Louis Stevenson tipo “Ladri di cadaveri”.

Dal Teatro Anatomico, la visita si conclude nella splendida Sala delle lauree di Medicina, alla cui pareti si vedono ancora alcuni affreschi dell’antica locanda, quell’ Hospitium bovis da cui nasce il palazzo del Bo, con i dipinti di alcuni illustri docenti ed alcuni dei loro crani, esposti, dopo che le loro stesse salme furono concesse ed utilizzate per le lezioni nell’adiacente teatro anatomico in nome del progresso medico e scientifico!

A fine visitare consiglio un giro anche allo Store dell’Università di Padova dove si possono trovare gadget ed oggetti di merchandising molto curati e “griffati” Unipd!

“Ammesso che l’onore di essere stata la sede della rivoluzione scientifica possa appartenere di diritto ad un singolo luogo, tale onore dovrebbe essere riconosciuto a Padova”

(H. Butterfield , Harvard University, 1958)

Informazioni:

Per tutte le informazioni su prenotazioni e biglietteria vi segnalo la pagina dal sito ufficiale dell’Università di Padova: http://www.unipd.it/visite-guidate-palazzo-bo

Le visite guidate, della durata di 45 minuti, si svolgono tutti i giorni dal lunedì al sabato.

Il Palazzo del Bo è chiuso tutte le domeniche e nei giorni festivi (25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, 8-25-26 dicembre). Non si effettuano visite in occasione delle celebrazioni del santo patrono della città, Sant’Antonio, il 13 giugno. Non è inoltre possibile visitare Palazzo Bo nei giorni di chiusura dell’Ateneo.

 

 

Alberto Botton

http://about.me/abotton

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